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42 - Marco Maria Olivetti, Opere. II. L'esito teologico della filosofia del linguaggio di Jacobi. Filosofia della religione come problema storico, 2013, pp. 494

BIBLIOTECA DELL'«ARCHIVIO DI FILOSOFIA»
Diretta da Stefano Semplici,
Cm. 17,5 x 25, bross

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il secondo volume offerto al ricordo e all'opera di Marco Maria Olivetti (dopo quello contenente la raccolta dei Saggi), sempre a cura della redazione della rivista «Archivio di Filosofia», è dedicato a due fra le più importanti monografie dello studioso, che vengono così di nuovo presentate all'attenzione della comunità scientifica, contribuendo a restituire nella sua organicità un pensiero complesso e capace di unire l'attenzione alla storia con lo studio della filosofia, nei suoi metodi e nei suoi scopi, a partire dalla filosofia della religione. L'esito teologico della filosofia del linguaggio di Jacobi, del 1970, è riservato al passaggio dal problema del significato al problema del senso dell'esistenza, insito nella radicalizzazione dello stesso problema del significato. Questo trova in quello il proprio orizzonte, il proprio ambito d'emergenza e di qualificazione. La radicalizzazione del problema è condotta attraverso l'approfondimento del tema del linguaggio nel pensiero di Jacobi, che per primo e in modo forse insuperato rese manifesto il problema del senso dell'esistenza. La Filosofia della religione come problema storico, del 1974, affronta il tema della crisi di identità in termini di filosofia della religione, svolgendo il discorso con diretto riferimento alla nozione di "regno dello spirito", con cui si era ritenuto di poter definire il dominio totale dell'identità realizzata, e ponendo al centro gli studi di sociologia, in cui la nozione di identità e di crisi di identità trova ampia utilizzazione.

Sommario: L'esito teologico della filosofia del linguaggio di Jacobi: Prefazione; Capitolo I: Il linguaggio come astrazione: 1. Condizionamenti culturali presenti nella comprensione jacobiana del saggio di Herder sull'origine del linguaggio; 2. L'identificazione di concetto e segno; preminenza e insufficienza della conoscenza intuitiva; Capitolo II: I presupposti del problema ermeneutico: 1. La corrispondenza con Hamann ; 2. Esistenza e consapevolezza; 3. Linguaggio e mistero: la necessità di «organizzarsi» per filosofare; 4. L'ermeneutica come possibile soluzione del problema metacritico; 5. Due motti contrapposti: [Dòs moì pou stõ] ed [Eúreka]; Capitolo III: Immediatezza del conoscere e immediatezza del comprendere: 1. La mancata redazione dell'opera su Hamann; 2. La visione secolarizzata del linguaggio cosmico; 3. «Lingua di Dio» e linguaggi umani; 4. Fenomeno e parola: dall'immediatezza del conoscere all'immediatezza del comprendere; 5. Dio come garante dell'immediatezza ermeneutica; 6. La dipendenza della visione gnoseologica dalla visione metafisica del linguaggio; Capitolo IV: Il cosmo come linguaggio divino: 1. Il rapporto intelletto - ragione e la funzione rivelatrice della natura; 2. Significato del rifiuto della natura nella polemica contro Schelling ; 3. Il cosmo come articolazione originaria: nuova funzione dell'intelletto; 4. Concezione luterana e concezione spiritualistica del linguaggio. Appendice: Dai fogli volanti. Bibliografia. Indici. Filosofia della religione come problema storico: Prefazione. Introduzione: 1. Religione assoluta e filosofia della storia; 2. La dissoluzione della visione idealistica della storia della filosofia: la fallacia come apriori; 3. Storia della filosofia e storia della chiesa dopo Hegel; 4. La visibilità come originario criterio di indentificazione dell'oggetto storiografico totale; 5. L'invisibilità quale nuovo criterio di indentificazione dell'oggetto totale: storia della chiesa come storia dell'eresia (Sebastian Franck); 6. Duplice considerabilità del visibile e produttività dell'apriori: il cammino di Epimenide; 7. La reduplicazione della storiografia in storia della storiografia (F. C. Baur); Capitolo I: L'aspirazione romantico-idealistica all'assoluto e la coincidenza di filosofia della religione e filosofia della storia: 1. La scissione fra apparizione e attingimento dell'assoluto: dalla «religione assoluta» all'«assolutezza» di una religione; 2. Precedenti della coincidenza fra religione e storia: Lessing; 3. Herder e il suo rapporto con Lessing: individuazione organica e visione totalizzante; 4. La determinazione negativa dell'orizzonte romantico-idealistico da parte della filosofia della religione di Kant; 5. Linee evolutive del seguito dell'opera; 6. La prima affermazione della coincidenza totale di religione e storia nei Discorsi sulla religione; presenza e abbandono di motivi epocali; 7. Il ribaltamento del rapporto metafisico ed etico individuo-universo nella religione; influssi e divergenze della filosofia della religione di Schleiermacher nei confronti del pensiero di Schelling e di Hegel; 8. L'ecclesiologia dei Discorsi e il problema della «religione totale»; 9. Il significato delle affermazioni dell'inessenzialità di Dio per la religione e dell'irreligiosità dell'idea di immortalità; 10. Valore filosofico dell'idea schleiermacheriana di tolleranza; 11. Il mutamento di prospettiva introdotto dall'esame finale del cristianesimo: la trascendentalizzazione di una religione storica; 12. La tolleranza cristiana come ecumenismo; 13. Il polemismo del cristianesimo; 14. La teoria schleiermacheriana delle «due metà» e il recupero del motivo palingenetico; 15. Il rapporto della visione prospettata nei Discorsi con la visione kantiana e con quella idealistica; Capitolo II: La costruzione storica del cristianesimo: 1. La prima posizione del problema della religione assoluta nella filosofia dell'identità di Schelling; 2. «Unità» e «direzione» nel paganesimo e nel cristianesimo; 3. La polemica di Schelling contro l'Ausklarerei e la comprensione del cristianesimo come religione storica in senso soggettivo; 4. Costruzione storica del cristianesimo e costruzione religiosa della storia; 5. La «rivelazione immediata» del cristianesimo: le critiche schellinghiane alla visione etica della religione di Kant; 6. Il motivo fichtiano della storia come regno morale; 7. La visione assoluta della storia e l'assoluto nella storia; il mutamento di prospettiva in Filosofia e religione; Capitolo III: Il realizzarsi dell'idea storico-trinitaria: 1. La storia come allegoria nella Filosofia dell'arte. Schematismo, allegorismo, simbolismo; 2. Il problema della specie individua e la necessità, anche per il cristianesimo, di costitursi una mitologia ; 3. La storia come principio della totalizzazione nella filosofia dell'identità schellinghiana; 4. L'arte come azione e l'originalità come valore estetico: il soggettivismo dell'età moderna; 5. La cattolicità della chiesa e il destino del protestantesimo. Ribaltamento del rapporto simbolo-mitologia nell'ecclesiologia schellinghiana ; 6. L'idea trinitaria non è «politeistica»: necessaria storicizzazione dello speculativo; 7. Storia e piano universale; impossibilità di una periodizzazione ternaria e idealizzazione dello speculativo; 8. Cristo come simbolo negativo e come discrimen; 9. L'utilizzazione artistica dell'idea del Figlio; 10. La storia come regno dello Spirito e come infinito toglimento della differenza; 11. Aporie del rapporto cristianesimo-religione assoluta nella filosofia dell'identità schellinghiana; 12. Necessità di una chiara definizione morfologica di arte, religione e filosofia. Importanza del problema della religione assoluta per la visione della storia della filosofia idealistica. Indici: Indice dei nomi; Sommario.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-626-9
E-ISBN: 978-88-6227-627-6
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SKU: 2820

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