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Francesco De Sanctis, 1817-2017, a cura di Enza Biagini, Paolo Orvieto, Sandro Piazzesi, 2017, pp. 400 con figure in bianco/nero n.t. (vol. XXXV, 2017, 1)

RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Chi legge ancora De Sanctis»? «E perché continuare a leggerlo» ? Sono queste le usuali domande da ricorrenza: il 28 marzo 2017 cade il secondo centenario della nascita di Francesco De Sanctis. Le date memorabili, specie se riguardano fondatori di una tradizione letteraria e culturale, hanno la funzione di offrire l'occasione di tornare a rimescolare carte comunque appannate dal tempo e verificare fino a quale punto lo siano. In questa prospettiva si può raccogliere l'azzardo di avvicinarsi con nuovo spirito dialogico, costruttivo ed aperto, a un'opera che si è teso comunque a monumentalizzare o a rifiutare ma non ad ignorare. La ricezione dei suoi scritti, per quanto concerne lo storico della letteratura, il critico, il teorico, lo studioso di estetica, non ha interrotto il suo corso e conserva una sua durata. Oggi, chi ha letto e continua a leggere De Sanctis può trovare elementi di confronto nelle riflessioni raccolte in questo numero del 'Bicentenario'. Ognuna sembra continuare un argomentare critico già storicizzato; ma si tratta, appunto, di un trampolino di avvio rispetto ad un tracciato il più delle volte distante da un'immagine che finirà per non combaciare con quella consegnata alla tradizione, proprio in quanto elaborazione di una rilettura da prospettive inedite. L'affresco storico, (auto)biografico, culturale ed artistico interseca le questioni storiografiche, estetiche, ideologiche e politiche su un terreno che va dalle istanze idealiste, post-idealiste a quelle postmoderne, ma anche al confronto con l'intelligenza critica e la concretezza delle visioni letterarie desanctisiane. I contributi del volume hanno delineato una sorta di breve antologia, indirizzata verso un costante 'oltrepassamento' dei presupposti noti di un novecentismo che si riscopre nel/e attraverso il pensiero desanctisiano. Da questi lavori emergono non solo gli effetti di un'operazione critica che si vuole consapevole, ma anche i risvolti di natura propriamente ermeneutica in cui è il pensiero desanctisiano a spiegare e a sottolineare il senso dell'oltre-misura presente negli itinerari confusi ed eterogenei del secolo scorso. In ultima istanza, tornare a scandagliare il mito De Sanctis ha permesso di misurarsi con la mancanza dei 'miti di oggi', con il tramonto degli ideali e forse con il bisogno di continuare ad averne.

Sommario: Francesco De Sanctis 1817-2017, a cura di Enza Biagini, Paolo Orvieto, Sandro Piazzesi. Enza Biagini, Introduzione; «Trasportar la poesia nella vita!»: Mladen Machiedo, L'incontro con De Sanctis e oltre (memorialismo in sordina). Riflessioni intorno alla storia della letteratura italiana: Franco Suitner, La letteratura italiana antica nella Storia; Giuseppe Savoca, La «musa» di Dante nel canto di Francesca da Foscolo a De Sanctis; Paolo Rondinelli, «Concepisce come Plauto, e scrive come Cicerone». Il Boccaccio di Francesco De Sanctis; Fernanda Gallo, Francesco De Sanctis interprete del Rinascimento; Pasquale Guaragnella, Di una tradizione critica e del suo superamento. De Sanctis e il ritratto di Paolo Sarpi; Roberta Turchi, I nuovi letterati. Hegelismo e altro: Paola Luciani, La «nuova scienza»: filosofia, critica e letteratura nel penultimo capitolo della Storia della letteratura italiana; Manuele Marinoni, De Sanctis, Hegel e il neo-hegelismo europeo: note a margine; Emiliano Alessandroni, Il caso De Sanctis. Vita e azione politica: Paolo Orvieto, De Sanctis politico: gli anni preunitari (1848-1860); Marco Sinico, L'esperienza politica, letteraria e giornalistica di Francesco De Sanctis: 1860-1883; Raffaele Cavalluzzi, Francesco De Sanctis: da Un viaggio elettorale al ritorno alla Giovinezza; Raoul Bruni, L'Irpinia di De Sanctis come specchio dell'Italia: considerazioni attuali su Un viaggio elettorale; Toni Iermano, L'operaio di Gerusalemme. Francesco De Sanctis e la formazione della Nuova Italia. Derive desanctisiane: Raul Mordenti, L'«eredità diffusa» di Francesco De Sanctis: dalla recensione a L'Ebreo di Verona ai «nipotini di padre Bresciani» di Gramsci (passando per Umberto Cosmo); Sandro Gentili, De Sanctis al tempo della «Voce»: un primo censimento; Paolo Jachia, De Sanctis e Pirandello: polifonia e teoria del «personaggio vivo»; Raffaele Manica, De Sanctis secondo Debenedetti (e altri). Intersezioni culturali: Simone Rebora, John Addington Symonds e Francesco De Sanctis: una prospettiva inedita; Franca Sinopoli, De Sanctis in Wellek; Elizabeth Leake, Un'Autobiografia della Nazione: Stile e Io nella Storia della letteratura italiana; Renato Martinoni, Cultura e gossip. «Von Heiligen» a Zurigo; Nicoletta Lepri, Pensieri sull'arte nel periodo fiorentino: Giuseppe Benassai tra De Sanctis e De Meis.

Composto in carattere Serra Dante
Formato 17 x 24,5. Copertina in cartone Murillo Fabriano senape con stampa a due colori. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-933-8
ISSN: 0392-825X
SKU: 3182

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