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Lukács, a cura di Mario Domenichelli, Margherita Ganeri, 2017, pp. 292 (vol. XVIII/1-2, 2016)

MODERNA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

L'opera di Lukács è ancora oggi al centro di conflitti interpretativi e di tentativi riduzionistici. Benché su essa si continui a ragionare da diverse prospettive, a riprova della vitalità che continua a sprigionare, a prevalere è ancora un rifiuto imbarazzato della sua sostanza marxista, che si accompagna a tentativi di selezione e-o epurazione delle idee marxiste dall'intero corpus, comprese le porzioni più strettamente riconducibili all'estetica letteraria. Solo un'area di studi circoscritta, come si evince dal consuntivo a cura di Marco Gatto, ha indagato la teoria lukácsiana del romanzo, tra la fine degli anni Settanta e gli ultimi anni del Novecento, senza tentare di sottrarla all'orizzonte teorico marxista. Ma quali sono e quali potranno essere in futuro i vantaggi, o, viceversa, i limiti, delle operazioni di frazionamento di un'opera intimamente unitaria come quella di Lukács? Lukács va storicizzato. Il tempo al quale appartiene, il secolo breve, si chiude nel 1989, o fra il 1989 e il 1991, secondo la datazione di Hobsbawm. Sicché, inevitabilmente noi siamo i posteri di Lukács e la sua scrittura, i suoi libri ci giungono da una distanza temporale che va valutata e capita. Se è dunque vero che si continuano a leggere i libri di Lukács, e a discuterne - questo fascicolo ne è un esempio - è altrettanto vero che lo si fa nella consapevolezza, più o meno esplicita, che la sua visione del mondo appartiene a un'altra epoca, prima di quella frattura nella storia che separa il lungo periodo delle rivoluzioni dal mondo di oggi. O così dovrebbe essere, poiché, in realtà insiste quasi inevitabilmente una pregiudiziale ideologica, a favore o contro, come se veramente quello che Lukács ci ha lasciato continuasse ad essere parte dell'attualità, e ci chiedesse di schierarci a favore o contro, come se questa fosse ancora la questione decisiva, mentre non si tratta che del fantasma di una battaglia, ma di un fantasma che può ancora agire sul mondo in cui viviamo. Si tratta, in altri termini, di una pregiudiziale di legittimazione/delegittimazione di discorso, trascinata oltre il tempo al quale appartiene, una pregiudiziale che rischia di relegare il discorso di e su Lukács, se non all'antiquariato, al modernariato. Questo è ciò che deve essere evitato per riuscire ancora ad ascoltare Lukács, e ciò che di importante può continuare a dirci. Il numero monografico di «Moderna» qui presentato è nato per rispondere a queste domande. Esse implicano una riflessione a tutto campo sulla ricezione dell'opera di Lukács nel nuovo millennio, nel tentativo di fare i conti con il suo lascito marxista senza cedere all'ostracismo monolitico e pregiudiziale a lungo dominante fino a oggi. Anche quando non rispondono esplicitamente alle domande sopra citate, per l'assoluto rilievo degli autori, molti i nomi di punta della teoria contemporanea e-o del campo di studi sul filosofo ungherese, i saggi qui inclusi offrono un contributo significativo alla questione dell'eredità e dell'attualità del pensiero lukácsiano. Per questo siamo convinti che il fascicolo possa essere utile per un rilancio del dibattito su Lukács, promuovendo l'emergere di una nuova ricezione meno condizionata da stereotipi, pregiudizi e stigmi ideologici. (Da In questo numero)

Sommario: Mario Domenichelli, Margherita Ganeri, In questo numero. I. Teoria: Ágnes Heller, Ciò che rimane del pensiero di György Lukács; Fredric Jameson, Early Lukács, Aesthetics of Politics?; Antonino Infranca, L'attualità della concezione politica di Lukács; Tibor Szabó, Lukács e la concezione della vita quotidiana; Giovanni Piana, Storia e coscienza di classe: dal tempo della scrittura ai tempi della lettura; Giovanbattista Vaccaro, Il concetto di reificazione in Lukács e la critica della società della merce; Lelio La Porta, Lukács : dalla «dissimulazione onesta» alla «terza via». II. Critica letteraria: Carlos Nelson Coutinho, György Lukács e la letteratura del XX secolo; Roberto Dainotto, Lukács inattuale: la problematica del romanzo, tra storicismo e ragione; Ana Selva Albinati, Lukács: la prospettiva etica nel realismo critico; Miguel Vedda, Goethe: il falsificato dal fascismo e l'autentico. La presenza di Goethe negli scritti di Lukács del periodo berlinese; Francesco Muzzioli, Lukács nello specchio dell'allegoria; Hanna Serkowska, Lukács dopo Lukács: la sopravvivenza del pensiero e dell'opera lukácsiana in Polonia dopo il 1989; Ian Aitken, The Aesthetic and The Leopard. A Lukácsian analysis of The Leopard/Il Gattopardo; Mario Domenichelli, Apocalypsis cum figuris: l'epoca borghese e il mondo nuovo. Lukács e Thomas Mann. III. Bilanci: Marco Gatto, La ricezione della teoria letteraria di György Lukács nel mondo anglosassone e nel contesto centro-europeo. Un consuntivo bibliografico (1971-2016).

Composto in carattere Serra Dante.
Formato 17 x 24,3. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-3315-107-6
ISSN: 1128-6326
SKU: 3262

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