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Per Domenico Balestrieri (1714-2014), a cura di Anna Bellio, introduzione di Felice Milani, 2014, pp. 204 (vol. IX, 2014)

STUDI SUL SETTECENTO E L'OTTOCENTO · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Verso la fine degli anni trenta del Settecento Domenico Balestrieri godeva già, come poeta bernesco in lingua e in dialetto, di un'autorevolezza tale da poter convocare circa ottanta poeti di tutta l'Italia settentrionale per piangere, con la raccolta uscita nel 1741, la morte del suo gatto, caduto per un salto eccessivo dal tetto sul quale era stato affrontato dai rivali in amore. Intorno al 1740 Balestrieri metteva mano alla redazione di un canzoniere amoroso in dialetto: un esercizio nuovo nella tradizione milanese, che ne allargava, colmando un vuoto, il ventaglio espressivo. Una parte di tale canzoniere costituisce la sezione centrale, dopo quella delle poesie varie e prima delle morali, delle Rimm milanes, che il Balestrieri pubblicò nel 1744 in un volume in quarto grande, illustrato con rami tratti da opere di vari artisti. Membro dell'Accademia dei Trasformati e traduttore in milanese della Gerusalemme liberata, la sua produzione dialettale fu caratterizzata da ricchezza di immagini efficacemente descrittive, espressività, coerente costruzione tematica e ricerca di resa scenica; essa influenzò tutta la successiva generazione di poeti milanesi, da Alessandro Garioni a Francesco Pertusati, da Giuseppe Carpani a Carlo Grato Zanella; ma soprattutto su di essa fece il suo apprendistato il Porta. Indipendentemente da ciò, la personalità poetica e culturale del Balestrieri è tale da far apparire doveroso l'omaggio di questo volume nel terzo centenario della nascita.

Sommario: Per il terzo centenario di Domenico Balestrieri (1714-2014). Felice Milani, Introduzione; Saggi: Felice Milani, Il Figliuol Prodigo di Domenico Balestrieri; Barbara Stagnitti, «Da partutt a guardà dovè se voeur, / Godii ona vista, che ve slarga el coeur». Domenico Balestrieri e le delizie delle villeggiature lombarde; Paolo Senna, Sintassi dispositiva e modulazioni della dedica nelle Rime toscane, e milanesi di Domenico Balestrieri; Cristina Tagliaferri, Domenico Balestrieri nei giudizi e nell'Opera di Giuseppe Parini; Note: Giovanni Biancardi, L'edizione delle Rimm milanes del 1744; Mirella d'Ettorre, Te dal numero ancor de' fidi amici; Inediti e rari: Paolo Bartesaghi, Domenico Balestrieri e Pasquale Agudio tra estro bernesco e serietà pariniana; Francesca Strazzi, Balestrieri e Manzoni: cronistoria di un'amicizia; Alia: Giorgio Baroni, Parini per un'etica del lavoro; Pietro Gibellini, Baffo in Belli?; Pier Angelo Perotti, Bimbi e ragazzi nei Promessi sposi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 185.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-725-9
ISSN: 1828-2156
SKU: 2952

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6 - Alberto Distefano, L'altare dell'Olympieion di Akragas. Analisi costruttiva e ipotesi di restituzione, 2014, pp. 88 con 56 figure e XIX tavole in bianco/nero n.t

BIBLIOTECA DI «SICILIA ANTIQVA» Diretta da Ernesto De Miro,
Cm. 22,2 x 32, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Agrigento possiede la più esauriente documentazione di altari rispetto agli altri santuari greci di Sicilia: altari monumentali con gradinata nei santuari delle divinità olimpiche, altari quadrati e rotondi nei santuari ctoni. Fra i primi rimane isolato, quasi testo a sé stante, l'altare monumentale del grande Tempio di Zeus; esso ha offerto da sempre difficoltà di lettura e di interpretazione struttiva, tali da rendere problematico ogni tentativo al riguardo. Bisogna rendere merito all'architetto Alberto Distefano, giovane studioso formatosi presso l'Università di Palermo, per avere affrontato il problema interpretativo di queste rovine. L'analisi tipologica, costruttiva, dimensionale, condotta con perseveranza di tipo filologico, ha portato l'Autore a dare alla propria ricerca una soluzione interpretativa apprezzabile, riconoscendo nel sistema costruttivo dei piedritti, di cui si compone caratteristicamente la fondazione dell'altare, il reimpiego da un edificio della stessa epoca (verosimilmente non portato a termine) o addirittura elementi originariamente destinati all'elevato dello stesso Olympieion. La ricerca di Distefano toglie dall'isolamento di un semplice rilevamento questa importante costruzione di altare, ipotizzando le possibili restituzioni plano-volumetriche, e proietta la sua lettura in possibilità interpretative e soluzioni convincenti: il che vuol dire far progredire la conoscenza delle strutture e degli spazi santuariali in genere.

Sommario: Ernesto De Miro, Presentazione. Introduzione. 1. Le ricerche dal XVIII agli inizi del XXI secolo; 2. Il rilievo topografico e architettonico; 3. Analisi tipologica; 4. Analisi costruttiva; 5. Analisi morfologica degli elementi lapidei; 6. Analisi paleografica delle iscrizioni lapidee; 7. Analisi dimensionale dei blocchi squadrati; 8. Considerazioni metrologiche; 9. Ipotesi di restituzione. Conclusioni. Tavole. Abbreviazioni. Bibliografia.

Formato 22,2 x 32. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano perla con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 58.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-732-7
ISSN: 1970-1454
SKU: 2950

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II - Biagio Virgilio, Studi sull'Asia Minore e sulla regalità ellenistica. Scelta di scritti, 2014, pp. XXVI-418, con figure in bianco/nero n.t.

STUDI ELLENISTICI • SUPPLEMENTI Diretta da Biagio Virgilio. Cm 17,5 x 24,7

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Con questo volume si vuole rendere omaggio a Biagio Virgilio per la sua attività scientifica e accademica, che in massima parte coincide con la quarantennale collaborazione con la nostra casa editrice; un'attività che si è distinta per la ricca produzione scientifica storico-epigrafica, per il prestigio di originali e rigorose iniziative scientifiche ed editoriali come gli «Studi Ellenistici», per l'appassionato insegnamento che egli ha destinato a studenti e allievi. Si raccolgono dunque qui, e si presentano agli studiosi, gli scritti più significativi di Biagio Virgilio, selezionati e aggiornati dallo stesso autore. Essi si snodano lungo le direttrici principali delle linee di ricerca ellenistica percorse: l'Asia Minore, gli Attalidi di Pergamo, i santuari anatolici, l'ideologia e le forme dell'autorappresentazione del re e della regalità ellenistica, la corrispondenza reale come strumento della comunicazione, della diplomazia e del governo, offrendo non solo un quadro emblematico degli interessi e dei risultati scientifici dell'autore, ma anche spunti per ulteriori riflessioni storiche.

Sommario: Premessa. Tabula gratulatoria. Bibliografia di Biagio Virgilio. Abbreviazioni. Parte prima. Poteri a confronto in Asia Minore: Anatolia ellenistica, romana, cristiana; Sulle città dell'Asia Minore occidentale nel II secolo a.C.; Sui decreti di Metropolis in onore di Apollonio. Parte seconda. Pergamo e gli Attalidi: Fama, eredità e memoria degli Attalidi di Pergamo; Eumene I e i mercenari di Filetereia e di Attaleia; Su alcune concessioni attalidi a comunità soggette; La città ellenistica e i suoi 'benefattori': Pergamo e Diodoro Pasparos; Nota sui Nikephoria pergameni. Parte terza. Re e regalità. Un potere non soggetto a rendiconto: Storiografia e regalità ellenistica; Re e regalità ellenistica negli affreschi di Boscoreale; Polibio, il mondo ellenistico e Roma. Parte quarta. La corrispondenza del re. Comunicazione, governo e potere: Forme e linguaggi della comunicazione fra re ellenistici e città; Re, città e tempio nelle iscrizioni di Labraunda; La lettera reale dal santuario di Sinuri presso Mylasa in Caria, sulla base dei calchi del Fonds Louis Robert della Académie des Inscriptions et Belles-Lettres; Le esplorazioni in Cilicia e la lettera reale sulla indisciplina dell'esercito acquartierato a Soloi; La lettera seleucidica alla città di Limyra in Licia. Indici: Indice delle fonti antiche: Autori; Iscrizioni; Papiri. Indice dei nomi e degli argomenti. Vocabolario greco.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro o legatura in tela con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 225.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 450.00
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ISBN: 978-88-6227-636-8
ISBN Rilegato: 978-88-6227-037-5
ISSN: 1828-5864
SKU: 2948

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XXXIX - Jacques Gaffarel between Magic and Science, edited by Hiro Hirai, 2014, pp. 120 con figure in bianco/nero n.t.

SUPPLEMENTI DI «BRUNIANA & CAMPANELLIANA» Diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst, STUDI 17
Cm. 17,4 x 24,5


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Protetto dal cardinale Richelieu, Jacques Gaffarel (1601-1681) fu un dotto orientalista, stimato da autorevoli studiosi del tempo come Pierre Gassendi. Il suo libro più famoso e controverso, intitolato Curiositez Inouyes (1629) e profondamente influenzato dalle dottrine rinascimentali della storia del mondo, la prisca theologia e la cabala cristiana, tratta di talismani, di oroscopi e dell'astrologia attribuita agli antichi Ebrei. Il presente volume, costituito da sei saggi interdisciplinari, si propone di fornire la prima visione complessiva dell'opera e dell'influsso di Gaffarel, analizzando le sue concezioni sulla cabala, la magia, la filosofia naturale, la storia del mondo e altre dottrine in relazione al loro specifico contesto storico e intellettuale. Entro tale prospettiva, il volume intende collocare Gaffarel nella mappa intellettuale all'alba della rivoluzione scientifica.

A protégé of Cardinal Richelieu, Jacques Gaffarel (1601-1681) was a learned Orientalist, respected by leading minds of the time such as Pierre Gassendi. Heavily influenced by the Renaissance vision of world history, prisca theologia and Christian Cabala, his Curiositez Inouyes (1629) was a controversial work on talismans, horoscopes and astrology ascribed to the 'ancient Hebrews'. The present volume of six interdisciplinary essays aims to provide the first substantial survey of Gaffarel's work and influence. His views on Cabala, magic and natural philosophy, world history and other disciplines will be studied in their own historical and intellectual context. In doing so, this volume seeks to place Gaffarel on the intellectual map at the dawn of the Scientific Revolution.

Sommario: Hiro Hirai, Foreword. List of Abbreviations. Peter Forshaw, Concealed Mysteries and Unheard-of Curiosities: Jacques Gaffarel's Defence of Celestial Writing and Divine Kabbalah; Saverio Campanini, Jacques Gaffarel e gli Abdita divinae cabalae mysteria; Frédéric Gabriel, Figures des téraphim, entre causalités, intention du culte et supports de croyance: Gaffarel orientaliste; Sylvie Taussig, La réception des Curiositez inouyes par Gassendi et Mersenne; Hiro Hirai, Images, Talismans and Medicine in Jacques Gaffarel's Unheard-of Curiosities; Juliet Odgers, Resemblance and Figure in Garden and Laboratory: Gaffarel's Influence on John Evelyn. Index of Names.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 36.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-730-3
ISSN: 1127-6045
SKU: 2946

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XXVIII - Thibaut Boulay, Arès dans la cité. Les poleis et la guerre dans l'Asie Mineure hellénistique, 2014, pp. 588

STUDI ELLENISTICI Diretta da Biagio Virgilio. I volumi I - VIII (1984 - 1996) sono stati pubblicati nella collana BIBLIOTECA DI STUDI ANTICHI, presso lo stesso Editore. Dal volume IX (1997) sono pubblicati come collana autonoma. Dal volume XXIV (2010) sono pubblicati come rivista annuale
Cm. 17,5 x 24,7


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Le livre présente une étude sur la guerre comme expérience vécue par les poleis de l'Asie Mineure hellénistique. L'Asie Mineure, terrain d'affrontement privilégié des grandes puissances tout au long de la période hellénistique, depuis les affrontements des Successeurs jusqu'aux guerres mithridatiques et les guerres civiles romaines, est un cadre d'étude privilégié et cohérent pour aborder ce sujet. La recherche se compose de trois parties thématiques. La première partie est consacrée à l'étude de la défense des cités, qui vivaient sur le pied de guerre. Sont ici étudiés la préparation militaire des jeunes et des citoyens, les institutions défensives et les armées civiques, les flottes de guerre, la construction, l'entretien et le financement des ouvrages de défenses et les problèmes d'intendance et de ravitaillement liés à l'anticipation des conflits. La deuxième partie porte sur les cités prises dans la tourmente de la guerre, et tout particulièrement les épreuves auxquelles elles étaient confrontées et qui pouvaient menacer leur existence. Sont envisagés les dommages sur le territoire, l'occupation militaire des cités, puis les violences subies par les vaincus. Une troisième et dernière partie traite de l'étude des moments critiques de l'après-guerre qui seuls permettent d'évaluer précisément les conséquences des conflits sur les communautés civiques.

Il libro presenta uno studio sulla guerra come esperienza vissuta dalle poleis dell'Asia Minore ellenistica. L'Asia Minore, terra di confronto privilegiato per le maggiori potenze per tutto il periodo ellenistico, dal momento degli scontri fra i Successori di Alessandro Magno fino alle guerre mitridatiche e alle guerre civili romane, è un ambito di ricerca privilegiato e coerente per affrontare questo soggetto. Il lavoro si compone di tre parti tematiche. La prima è dedicata allo studio della difesa delle città in guerra. Sono analizzati l'addestramento militare dei giovani e dei cittadini, le istituzioni e gli eserciti di difesa civica, le flotte da guerra, la costruzione, il mantenimento e il finanziamento delle opere di difesa e i problemi legati all'amministrazione e ai rifornimenti nell'attesa del conflitto. La seconda parte si concentra sulle città coinvolte nel tumulto della guerra, in particolare sulle difficoltà che esse dovevano affrontare e che avrebbero potuto minacciare la loro esistenza. Sono considerati i danni nel territorio, l'occupazione militare delle città e la violenza subita dai vinti. Una terza e ultima parte affronta lo studio dei momenti critici del dopoguerra che sono i soli a permettere di misurare esattamente l'l'impatto del conflitto sulle comunità civiche.

De la Table des Matières: Remerciements. Introduction: Cadre géographique et chronologique de l'étude; Les sources; Plan de l'étude. Avertissement. Première partie. Prévenir et préparer la guerre: Chapitre 1. La formation et l'entraînement militaire des citoyens: 1. La formation militaire des garçons (paides) et des éphèbes; 2. Le gymnase et la préparation militaire des citoyens. Chapitre 2. La participation des citoyens à la défense de la cité: 1. La défense de la ville; 2. La défense du territoire de la cité. Chapitre 3. L'armée civique: 1. Le commandement des armées civiques; 2. Les hoplites; 3. L'infanterie légère, les archers, les frondeurs et les lanceurs de javelot; 4. Les cavaleries civiques; 5. Les effectifs des armées civiques; 6. L'exemption du service de garde (atéleia fulakès) et du service en campagne (atéleia strateías); 7. Participation servile à l'effort de guerre; 8. Recours aux mercenaires; 9. La participation des métèques à la défense de la cité. Chapitre 4. Flottes de guerre des cités: 1. Ports fermés et hangars pour navires (neòria); 2. Les chantiers navals; 3. Le financement de la flotte; 4. Le commandement des flottes de guerre civiques; 5. La flotte de Cyzique; 6. Les faits d'armes des flottes civiques; 7. La participation à l'effort de guerre sur mer d'une puissance étrangère; 8. Les équipages: mobilisation et composition. Chapitre 5. L'ochúrosis de la cité: fortifications et infrastructures de défense: 1. Financement des travaux de fortification; 2. La conception des ouvrages défensifs; 3. Les fonds pour l'ochúrosis et leur gestion; 4. Le diateíchisma: réduction de l'enceinte fortifiée; 5. Les réserves d'armes et de matériel de guerre; 6. La gestion des réserves d'armes. Chapitre 6. Assurer l'approvisionnement: 1. Les achats publics de grains (sitôniai); 2. Constitution de réserves privées. Conclusion. Deuxième partie. La cité défaite: Chapitre 1. La chôra dévastée et pillée: 1. Les dévastations de la chôra dans le cadre de guerres entre cités; 2. Les ravages commis par les armées d'invasion; 3. Pillages et harcèlement sur le territoire ennemi. Conclusion. Chapitre 2. La cité assiégée: 1. La cité en armes; 2. Les mesures d'urgence; 3. Sièges et pressions sur le corps civique; 4. La reddition. Conclusion. Chapitre 3. Les violences subies par les vaincus: 1. Les suicides collectifs; 2. Incendies et destructions; 3. Exactions sur la population; 4. La recherche du butin et le pillage. Conclusion. Chapitre 4. La cité occupée: 1. Logements de troupes: quartiers d'hiver et garnisons dans la ville et sur la chôra; 2. Les relations entre les armées d'occupation et les communautés civiques. Conclusion. Chapitre 5. Les marques de la sujétion: 1. Les exemptions et privilèges (filánthropa) concédés aux cités sujettes; 2. Officiers et magistrats imposés par le vainqueur et modifications institutionnelles; 3. Les métonomasies; 4. La sujétion au quotidien. Conclusion. Chapitre 6. La détresse publique: 1. Phraséologie de la détresse; 2. Disette (limós) et famines; 3. Les difficultés financières; 4. Les sanctions financières; 5. Les misères de la guerre. Conclusion. Troisième partie. Recomposer la cité: Chapitre 1. La renaissance: reconstruire, restaurer et protéger: 1. Effacer les traces du traumatisme; 2. Restaurer les sanctuaires et les cultes; 3. Afficher, célébrer l'indépendance de la cité. Conclusion. Chapitre 2. Recomposer le corps civique: 1. Les synoecismes (au sens de repeuplement d'une cité); 2. Le renforcement du corps civique: les opérations d'anaplèrosis. Conclusion. Chapitre 3. Réconcilier les citoyens: 1. Le recours aux juges étrangers; 2. L'amnestía; 3. Revanche et règlements de comptes: le retour des bannis; 4. Les chemins de la concorde; 5. Le culte d'omónoia; 6. Concorde civique et réécriture de l'histoire de la cité. Conclusion. Chapitre 4. Renforcer les solidarités civiques: 1. Instauration de fêtes religieuses, fondation de concours; 2. L'entretien de la mémoire des guerres au sein de la communauté civique; 3. Honorer les héros morts à la guerre. Conclusion. Conclusion générale. Bibliographie. Index des sources: 1. Textes littéraires; 2. Inscriptions grecques. Index analytique.

Prix Sophau 2008

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro o legatura in tela con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 280.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 560.00
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ISBN: 978-88-6227-708-2
ISBN Rilegato: 978-88-6227-709-9
ISSN: 1828-5864
SKU: 2944

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«L'amore aiuta a vivere, a durare». Bigongiari, Luzi, Parronchi cento anni dopo (1914-2014), a cura di Paola Baioni, Giorgio Baroni, 2014, pp. 292 (vol. XXXII, 2014, 3)

RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«L'Amore aiuta a vivere, a durare». Il verso luziano che dà il titolo al volume è emblema dell'amicizia che legava Piero Bigongiari, Mario Luzi e Alessandro Parronchi. Dei tre, Parronchi rivendicava la sua 'fiorentinità' – «sono fiorentino puro, battezzato in San Giovanni», diceva –, mentre Bigongiari aveva origini pisane (era nato a Navacchio) e Luzi era nato a Castello (nel 1914 frazione di Sesto Fiorentino, oggi quartiere di Firenze). Oltre alla poesia e all'interesse per la traduzione, soprattutto degli autori francesi, ciascuno dei tre poeti ha coltivato la passione per studi particolari: Bigongiari per la critica teorica, Luzi per la parola e il pensiero, Parronchi per la storia dell'arte. Tutti e tre erano sodali nella parola, nel silenzio e nell'amicizia, durata per tutta la vita e condivisa con grandi compagni di strada, maestri e letterati, che spesso si radunavano al Caffè delle Giubbe Rosse o al Caffè San Marco. A tenere uniti gli 'ermetici' «non c'è stata l'attività di un capo […] ma più positivamente l'amicizia e la priorità letteraria», come documentano i numerosi carteggi e come si evince dagli studi qui riuniti. Il fascicolo che si presenta intende onorare la memoria dei tre fiorentini, dei quali ricorre il centenario della nascita, attraverso dei saggi sulla loro opera – che spaziano dalla poesia al teatro, alla critica – e attraverso studi specifici sull'Ermetismo. In questo anno centenario sono state numerose le iniziative in onore di Bigongiari, Luzi e Parronchi e anche questo volume si propone come una testimonianza del valore della loro poesia, del loro spessore intellettuale e culturale, oltre che come un affettuoso ricordo, che ravviva la loro memoria anche attraverso testi inediti e rari donati da Massimo Fanfani, Paolo Fabrizio lacuzzi e Stefano Verdino.

Sommario: Paola Baioni, Introduzione. «Si svelano meravigliosamente la parola, il silenzio, l'amicizia»: Silvio Ramat, Verso il '40: tre giovani alla prova del sonetto; Stefano Verdino, Mario Luzi e il «Giornale del Mattino» (con tre articoli mai raccolti); Dario Tomasello, De-ontologia poetica. Lo spazio 'assente' della metafora ermetica; Massimo Fanfani, «Vorrei vedervi più decisi». Un critico ermetico e i suoi poeti; Daniele Maria Pegorari, Attesa ed epoché: il Libro di Ipazia come autobiografia dell'Ermetismo; Maria Chiara Tarsi, Appunti per una lettura diacronica di I giorni sensibili di Alessandro Parronchi. «Negli interstizi del poema»: Anna Dolfi, Per una grammatica e semantica dell'immaginario; Luigi Tassoni, Una sperimentazione non silenziosa. Alcuni dati per la storia di Bigongiari; Paolo Fabrizio Iacuzzi, Piero Bigongiari negli interstizi del poema o dell'universo?; Luca Lenzini, Parronchi sperimentale; Marco Zulberti, L'immagine della parola ermetica. «Nel magma della poesia»: Giuseppe Langella, Mario Luzi e il dramma della modernità; Edoardo Esposito, Scrivere il magma; Daniele Piccini, La poesia di Luzi nel magma; Marco Marchi, Fiumi di Luzi; Guglielmina Rogante, Mario Luzi. 'Diverbi' e 'rovelli' tra poesia e teatro. «Nella luce nascente»: Giorgio Bàrberi Squarotti, Luzi: l'Invocazione; Giorgio Cavallini, La parola «vita» nella poesia di Mario Luzi; Enrico Elli, Luzi pellegrino e testimone: il Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini; Encarna Esteban Bernabé, La città di Dio di Sant'Agostino in Opus Florentinum di Mario Luzi. «Vola alta, parola»: Alfredo Luzi, Dai 'frammenti' ai 'fondamenti'. Il viaggio verso la metafisica nella poesia di Mario Luzi; Paola Baioni, Il lógos si è fatto carne. La parola incarnata nella lirica di Mario Luzi; Amelia Juri, Presenze dannunziane nel primo Luzi. Osservazioni linguistiche.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24,5. Copertina in cartone Murillo Fabriano senape con stampa a due colori. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 370.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-735-8
ISSN: 0392-825X
SKU: 2942

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10 – Dizionario degli editori, tipografi, librai itineranti in Italia tra Quattrocento e Seicento, coordinato da Marco Santoro, a cura di Rosa Marisa Borraccini, Giuseppe Lipari, Carmela Reale, Marco Santoro, Giancarlo Volpato, 2013, voll. I-III, pp. XXXII+1244+32 complessive (XXXII-376+8 vol. I; 377-840+16 vol. II; 841-1244+8 vol. III)

BIBLIOTECA DI «PARATESTO»
Cm. 17,5 x 25, bross.


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Come tutte le innovazioni strutturali che hanno determinato profondi mutamenti nella vita e nei costumi dell'umanità, anche la stampa affonda ramificate e in buona parte comprensibili radici nel contesto storico-sociale all'interno del quale è sorta e si è sviluppata. Tuttavia, vi sono almeno altri due aspetti della rivoluzionaria invenzione che meritano attenzione: quello economico e quello gestionale. La stampa pone in campo una serie di protagonisti e spalanca una serie di scenari. Fra i protagonisti: stampatori, editori, librai, fonditori di caratteri, disegnatori e artefici di illustrazioni, cartai; Fra gli scenari: la comunicazione scritta, la formazione culturale, i rapporti interpersonali di conoscenze professionali, le tensioni e gli equilibri politico-ideologici, le strategie tecnico-artistiche di promozione, gli agganci con le prassi commerciali: un microcosmo, vario e complesso: i libri e gli artefici materiali che danno corpo al manufatto. Per azione di chi, dove e perché, con quali mezzi e con quali finalità sorgono le tipografie? In effetti, l'itineranza, lo spostamento da un centro ad un altro agli esordi della stampa, soprattutto da parte dei tipografi, è cosa nota e comunemente acquisita quale peculiarità della repentina 'fortuna' della nuova arte. Altrettanto note sono le vicende di celebri stampatori e famiglie di stampatori che, con moderno spirito imprenditoriale, aprirono officine, avviarono attività libraria o editoriale, realizzarono pubblicazioni spesso su commissione in più di un centro italiano e talvolta anche all'estero. Eppure, finora non erano state attivate ricerche sistematiche per verificare l'effettiva consistenza del fenomeno e per cercare di decodificarne le cause principali. In tale senso si è invece mossa la ricerca di cui questo Dizionario, in tre volumi, presenta i risultati: i soggetti presi in considerazione sono stati di tre tipi: soggetti individuali, soggetti-famiglia e soggetti costituiti da società tipografico-editoriali; essi assommano a 604 per un totale di oltre 750 singoli artieri. Il Dizionario ha consentito non solo di ricostruire biografie professionali di noti, meno noti e talvolta semisconosciuti e quasi occasionali artieri, ma anche di verificare tappe, soste, attività e ragioni della mobilità dei 'professionisti' del libro. Si sono ricostruite radicate e sorprendenti capacità manageriali, modernissime vocazioni per strategie di ponderati presidi nei centri italiani e stranieri di maggiore potenzialità commerciale e di maggiore vivacità intellettuale. Le diverse vicende delle maggiori dinastie tipografico-editoriali, lungi dal connotarsi quali imprese professionali improvvisate, inducono a ripensare l'entità stessa delle professioni del libro, i meccanismi concorrenziali fra diversi soggetti attivi ora nel medesimo luogo ora in piazze diverse e le logiche dei rapporti con le autorità laiche ed ecclesiastiche.

Sommario: Marco Santoro, Presentazione. Dizionario: Marco Santoro, Avvertenza. Voci. Indice cronologico, a cura di Alfonso Ricca. Indice dei luoghi di attività, a cura di Alfonso Ricca. Indice dei nomi, a cura di Alfonso Ricca.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano avorio con stampa a tre colori.

Brossura / Paperback: Euro 285.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-648-1
ISSN: 1828-8693
SKU: 2940

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4 - Héron d'Alexandrie, Metrica, introduction, texte critique, traduction française et notes de commentaire par Fabio Acerbi et Bernard Vitrac, 2014, pp. 712

MATHEMATICA GRAECA ANTIQUA Diretta da Fabio Acerbi e Bernard Vitrac
Cm 17,7 x 25


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Nous ne savons à peu près rien de Héron: aucune biographie ancienne ne semble lui avoir été consacrée; il n'apparaît ni dans les documents épigraphiques, ni dans les papyri. Nous disposons donc seulement des citations et témoignages d'autres auteurs anciens (Pappus, Grégoire de Naziance, Proclus, Damianus, Eutocius) ainsi que des informations tirées de ses ouvrages. Il est vraisemblable qu'il vécut au Ier ou au IIe siècle de notre ère. L'hypothétique identification d'une éclipse de lune qui aurait été observée par lui en 62 ap. J.C. est rediscutée en détails. Désigné par les Anciens comme 'mécanicien', ce que confirment ses traités de la Dioptre, des Pneumatiques et des Automates, il a été aussi géomètre, commentateur des Éléments d'Euclide et auteur des Metrica, en trois livres. Le premier est consacré à la mesure des surfaces, le deuxième à celle des volumes, le troisième à la division de figures, planes ou solides, soit par une ou plusieurs lignes, soit par un plan, généralement dans un rapport donné. Ce volume propose une nouvelle édition critique, précédée d'une introduction détaillée et accompagnée d'une traduction française et de notes de commentaires abordant les principaux aspects du texte. Des études complémentaires, se rapportant aux procédures analytiques chez Héron, aux codes stylistiques des mathématiques grecques antiques et à la postérité des Metrica ainsi que des indices détaillés complètent l'ouvrage.

Non sappiamo quasi niente di Erone: non sembra essere stato oggetto di una biografia antica; il suo nome non compare nei documenti epigrafici o nei papiri. Disponiamo solo di citazioni e testimonianze in altri autori antichi (Pappo, Gregorio di Nazianzo, Proclo, Damiano, Eutocio) e delle informazioni che possiamo ricavare dalle sue opere. Visse verosimilmente nel I o II secolo della nostra era; la proposta di identificazione di un'eclisse di luna che Erone avrebbe osservato nel 62 è ridiscussa in dettaglio. Designato dagli antichi come 'meccanico', appellativo giustificato dai suoi trattati Diottra, Pneumatica e Automi, è però stato anche un geometra, commentatore degli Elementi di Euclide e autore dei Metrica, in tre libri. Il primo libro di quest'opera tratta della misura delle superfici, il secondo di quella dei volumi, il terzo della divisione di figure piane e solide per mezzo di rette o piani. Il volume presenta una nuova edizione critica, preceduta da un'introduzione dettagliata e accompagnata da una traduzione francese e da un apparato di note che chiarisce gli aspetti principali del testo. L'opera è completata da tre studi complementari, che descrivono le procedure analitiche in Erone, i codici stilistici da lui messi in opera e il Fortleben dei Metrica, e da un ricco apparato di indici.

Table des matières: Remerciements. Introduction générale: Héron et la «question héronienne»: 1. Données bio-bibliographiques: 1. 1. Quelques rares informations …; 1. 2. … et beaucoup de spéculations; 1. 3. Les écrits attribués à Héron; 2. La «question héronienne»: 2. 1. Heron der Banause?; 2. 2. Le commentaire aux Éléments d'Euclide. Les Metrica: 3. Le contenu des Metrica: 3. 1. Les introductions; 3. 2. Livre I. Mesure des surfaces; 3. 3. Livre II. Mesure des volumes; 3. 4. Livre III. Division des figures; 3. 5. Questions d'authenticité; 3. 6. L'approche stylistique dans les Metrica et le mélange des genres; 4. Le lexique des Metrica: 4. 1. Analyse lexicale quantitative; 4. 2. Quelques termes spécifiques; 5. La terminologie opératoire dans les Metrica; 6. La notation numérique; les fractions unitaires. La présente édition: 7. La tradition manuscrite des Metrica: 7. 1. Aspects codicologiques; 7. 2. Le contenu du Seragliensis G.I.1; 7. 3. Aspects graphiques; 8. Critères d'édition et de traduction. Annexes: 1. Héron (?), Dioptra 35; 2. Formules de renvoi et de transition dans les Metrica; 3. Les procédés d'approximation de racines carrées et cubiques; 4. Les problèmes de division dans Dioptra 28-29; 5. Le texte héronien de l'extraction de la racine carrée dans les Prolégomènes à l'Almageste; 6. Metrica I.8 et Dioptra 30; 7. Specimina de textes avec la ponctuation originale du Seragl. G.I.1; 8. Typologie des accidents de copie dans le Seragl. G.I.1. Texte. Traduction. Commentaire: Sigla: [Eronos Metrica]. Métriques de Héron; [Eronos Metricon] A. Métriques de Héron, livre I; [Eronos Metricon] B. Métriques de Héron, livre II; [Eronos Metricon]°G. Métriques de Héron, livre III. Etudes complémentaires: I. Procédures analytiques dans les écrits géométriques héroniens: I. 1. Les chaînes de données validant un calcul dans les Metrica; I. 2. Des analyses théorématiques pures dans le commentaire aux Éléments. Annexe. Les algorithmes des Metrica et les preuves validantes. II. Les codes stylistiques des mathématiques grecques anciennes et leurs avatars dans les Metrica: II. 1. Les procédés démonstratifs; II. 2. Les procédures algorithmiques. III. La postérité des Metrica. Le corpus métrologique grec: III. 1. La constitution éditoriale du corpus héronien; III. 2. Retour aux manuscrits du corpus métrologique: III. 2. 1. Inventaire sommaire; III. 2. 2. Description du contenu des manuscrits A, C et de quelquesuns de leurs 'descendants'; III. 2. 3. Description globale du corpus métrologique héronien et pseudo-héronien; III. 2. 4. Les diagrammes dans le corpus métrologique. III. 3. Les collections [eisagogaì tòn geometrouménon, Eucleídou euthumetricá] et la construction des Geometrica de Heiberg: III. 3. 1. La section 21 des Geometrica éditée par Heiberg et l'activité éditoriale de Patrikios; III. 3. 2. Les considérations introductives et l'activité éditoriale ancienne; III. 3. 3. Les [Eucleídou euthumetricá]; III. 3. 4. La construction des Geometrica de Heiberg; III. 4. Les collections de problèmes stéréométriques et la construction des Stereometrica I, II de Heiberg: III. 4. 1. La collection [eisagogaì tòn stereometrouménon Èronos]; III. 4. 2. La construction des Stereometrica I de Heiberg; III. 4. 3. La construction des Stereometrica II de Heiberg. III. 5. Description des autres collections de problèmes composant le corpus métrologique: III. 5. 1. La Géométrie dite d'Euclide; III. 5. 2. L'opuscule attribué à Diophan(t)e; III. 5. 3. Le De mensuris; III. 5. 4. Le Liber geeponicus; III. 5. 5. Le florilège anonyme (m). III. 6. Le corpus pseudo-héronien et les Metrica: la thèse de la dérivation; III. 7. Héron et les Introductions des mensurations géométriques et stéréométriques: III. 7. 1. La chronologie du corpus pseudo-héronien; III. 7. 2. Le premier argument de Martin: la table des Definitiones; III. 7. 3. L'attribution à Héron; III. 7. 4. Héron arpenteur? III. 8. Héron et le corpus des agrimensores romains; III. 9. La postérité de la tradition héronnienne au Moyen-Âge: III. 9. 1. Une connaissance arabe du corpus métrologique grec?; III. 9. 2. La postérité de la méthode dite universelle de mesure des triangles: III. 10. Mordekhai Comtino et la littérature géodésique grecque au XV[e] siècle à Constantinople. Annexe I. Les papyri dits scolaires à caractère géodésique. Annexe II. Comparaison des sections Geom. 21.3-6 + 8 A, Geom. 21.3-5 + 8 C et Metr. I.26b-e. Annexe III. Description de la collection Stereom. I.1-39 dans le codex C. Annexe IV. Description du De mensuris. Annexe V. Description du Liber geeponicus. Annexe VI. Procédures algorithmiques et variantes dans les Metrica et le corpus pseudo-héronien (CPH). Références bibliographiques: Sources et leurs sigla. Bibliographie. Indices: Index graecitatis; Index des noms; Index des lieux géographiques; Index des manuscrits et des papyri; Index des passages cités; Index des termes techniques et des notions.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 220.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-672-6
ISSN:
SKU: 2938

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Gli Umbri in età preromana. Atti del XXVII Convegno di studi etruschi ed italici, Perugia, Gubbio, Urbino, 27-31 ottobre 2009, 2014, pp. 616, 94 figure, CVII tavole, 6 grafici e 10 tabelle in bianco/nero n.t.

ATTI DI CONVEGNI A cura dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici Diretta da Giovannangelo Camporeale
Cm. 19 x 27


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il panorama dell'Italia antica nell'arco dell'ultimo millennio a.C., in quanto a testimonianze, non è omogeneo: da una parte il mondo romano, con un'ampia ricchezza di fonti storiografiche, letterarie, epigrafiche, archeologiche; dall'altra il mondo dei vari ethne preromani, con fonti letterarie e storiografiche mancanti o comunque non pervenute, con fonti epigrafiche poche e spesso resistenti ai tentativi ermeneutici, con fonti archeologiche il più delle volte poco conosciute. Oggi però le indagini sul terreno e la messe di materiali restituiti dalla ricerca archeologica, gli studi su questi materiali, le speculazioni in campo epigrafico-linguistico e storiografico propongono un quadro etnico-culturale dell'Italia preromana dell'ultimo millennio a.C., cioè del periodo in cui nascono e si sviluppano i vari popoli italici, sempre più ricco di nuovi dati e di suggestioni. Fra questi popoli, gli Umbri ebbero una chiara coscienza della loro individualità etnico-culturale. A questo riguardo un indizio probante ci viene dalla cerimonia di lustrazione del popolo di Gubbio, descritta nelle tavole iguvine: qui gli stranieri e in particolare coloro che appartenevano al «nome etrusco, naharco e iapusco» sono banditi e addirittura maledetti. Si tratta di tre popoli geograficamente vicini agli Umbri, popoli che erano sentiti come diversi. Ciò indirettamente significa che gli antichi Umbri erano pienamente coscienti della propria identità sul piano etnico-culturale. Il convegno che qui si presenta, incentrato sul loro studio, presenta numerose relazioni e comunicazioni che affrontano da vari settori disciplinari (storico, linguistico, epigrafico, archeologico) la storia in periodo preromano di questo popolo, cercando di ricostruire un quadro dell'Umbria antica il più vicino possibile alla realtà storica ed, eventualmente, di schiudere nuove prospettive di ricerca.

Sommario: Elenco degli iscritti e dei partecipanti. Prima giornata di lavori: Seduta pomeridiana del 27 ottobre 2009: Giovannangelo Camporeale, Il XXVII Convegno di studi etruschi e italici: gli Umbri in età preromana; Gianfranco Maddoli, Gli Umbri nella storiografia greca; Dominique Briquel, Un grande popolo nella storia della primitiva Italia: osservazioni sull'immagine degli Umbri nella letteratura antica; Simone Sisani, Gli Umbri di Nicola Damasceno: (pan)umbricità e (pan)sabinità nella prospettiva etnografica antica; Brian B. Shefton, Bronze oinochoai from Trestina (Umbria): "Rhodian", Laconian and Italic. Reflections on their importance. Seconda giornata di lavori: Seduta antimeridiana del 28 ottobre 2009: Roberto Macellari, Gli Umbri a nord degli Appennini; Francesco Roncalli, Argo in Umbria; Dorica Manconi, Gubbio, Todi, Spoleto, Spello: realtà umbre a confronto; Filiberto Chilleri, Sandra Mainardi, Dorica Manconi, Lo studio antropologico e paleopatologico degli scheletri provenienti dalla necropoli di San Biagio – via Ubaldi – in Gubbio (PG); Elsa Pacciani, Irene Baldi, Silvia Gori, Dorica Manconi, Una famiglia di immigrati? I resti umani dallo scavo di Todi, via Orvietana; Hovirag Lancioni, Giulia Peruzzi, Nora Babudri, Laura Bonomi Ponzi, Fausto Panara, Alessandro Achilli, La storia e le radici genetiche del cuore dell'Italia: la prospettiva fornita dalla prima analisi mitocondriale delle popolazioni umbre. Seduta pomeridiana del 28 ottobre 2009: Laura Bonomi Ponzi, L'evoluzione del sistema insediativo umbro dalle origini alla conquista romana; Monica Miari, Nuovi rinvenimenti riguardo alla presenza umbra in Romagna; Gianluca Tagliamonte, Gli Umbri e la guerra; Armando Cherici, Spigolature umbre. Terza giornata di lavori: Seduta antimeridiana del 29 ottobre 2009: Stefano Bruni, Un gruppo volterrano a Todi?; Elisabetta Mangani, Norcia nella prima età del Ferro; Nicola Bruni, Liliana Costamagna, Francesco Giorgi, La necropoli umbra di Spoleto: nuovi rinvenimenti 2008-2009; Claudia Giontella, Le occorrenze di ceramica etrusco-corinzia nel distretto ternano ed in altri dell'Umbria preromana; Marina Micozzi, I corredi di Gualdo Tadino nel Museo di Villa Giulia; Laura Ambrosini, Le fiaschette ellenistiche in lamina di bronzo con decorazione a sbalzo: l'esemplare con iscrizione umbra dalla tomba 10 di Portonaccio a Spello. Seduta pomeridiana del 29 ottobre 2009: Adriano Maggiani, Andrea Nardo, Le città umbre e la scrittura; Petra Amann, Il corpus delle iscrizioni minori in lingua umbra a confronto con le restanti zone centro-italiche; Luciano Agostiniani, Iscrizioni umbre su metallo. Aspetti tecnici e altri; Augusto Ancillotti, Alcuni tratti del paleoumbro. Quarta giornata di lavori: Seduta antimeridiana del 30 ottobre 2009: Maria Pia Marchese, Umbro *fesna, osco fíísnú e il campo lessicale correlato; Luana Cenciaioli, Gubbio. Il sepolcreto di via dei Consoli, con schede di Francesca Germini. Seduta pomeridiana del 30 ottobre 2009: Elena Triantafillis, Su alcuni connettivi nelle Tavole Iguvine; Luca Rigobianco, Il neutro plurale nella varietà delle Tavole Iguvine tra femminile singolare e maschile plurale; Davide Bertocci, Per una grammatica dell'umbro delle Tavole di Gubbio: tra testo e grammatica. Riflessioni di metodo e un caso di studio nella morfologia del verbo; Simon Stoddart, Alice Stevenson, Lucilla Burn, Nuova luce sul Gubbio project. Quinta giornata di lavori: Seduta antimeridiana del 31 ottobre 2009: Giuliano de Marinis, Le Marche interne fra il V secolo a.C. e la romanizzazione; Cristina Chiaramonte Treré, Umbri di Plestia e Piceni di Campovalano: 'costumi' funerari a confronto; Nicoletta Frapiccini, Bronzetti di produzione umbra nelle Marche.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in Murillo Fabriano blu con impressioni in oro o legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avana con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-586-6
ISBN Rilegato: 978-88-6227-587-3
ISSN:
SKU: 2936

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1 - Andrew Barker, Ancient Greek Writers on their Musical Past. Studies in Greek Musical Historiography, 2014, pp. 120

SYNCRISIS Biblioteca di studi e ricerche sull'antichità classica Diretta da Antonietta Gostoli
Cm 17,5 x 25, brossura


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

There is no genre of ancient Greek or Latin literature in which there are no allusions to music, and specifically to music of times earlier than that of the writers themselves. Even when such references occur among the witticisms of a comic dramatist or the allegories of a Christian theologian, they all represent themselves, at least in part, as records of historical facts. But not all the statements about music which we find in this enormous collection of texts are equally reliable; it may be very difficult to identify the evidence on which the authors themselves were relying, and to pick out the route by which it was transmitted to them down through the centuries, at any stage of which distortions may have been introduced into the tradition. This book makes no attempt to consider the whole range of Greek music-historical writings, but it is a preliminary foray into this area, which deserves much closer and more sustained attention. It is devoted to a selection of works written in the 5th and 4th centuries BC, most of which survive only in fragmentary form, as quotations and paraphrases in a text dating from the Roman imperial era, the De musica insecurely attributed to Plutarch. The author examines some of the peculiarities of the De musica and then he moves forward into the Hellenistic period, discussing a number of fragmentary sources which again are mostly preserved in a later text, this time the Deipnosophistai of Athenaeus. At the end, after a few comments on Athenaeus' treatment of certain pieces of lyric poetry, the book deals with musical allusions in comic drama of the 5th and 4th centuries.

Non esiste genere della letteratura antica, greca o latina, in cui non ci siano allusioni alla musica, e in particolare alla musica di periodi precedenti rispetto a quelli degli scrittori stessi. Anche quando tali riferimenti compaiono tra le arguzie di un drammaturgo comico o le allegorie di un teologo cristiano, tutti vengono definiti, almeno in parte, registrazioni di fatti storici. Ma non tutte le citazioni sulla musica che troviamo in questa enorme collezione di testi sono ugualmente affidabili; può essere molto difficile individuare gli elementi su cui gli stessi autori si basano e decidere il percorso con cui le citazioni sono state trasmesse attraverso i secoli, percorso che, in qualsiasi momento, potrebbe aver subito delle distorsioni. Questo libro non prende in considerazione l'intera produzione di testi greci storico-musicali, ma rappresenta un primo tentativo di studio di questo argomento, che merita un'attenzione più attenta e più grande. Esso presenta una selezione di opere scritte nel 5° e 4° secolo a.C., la maggior parte delle quali sopravvive solo in forma frammentaria, cioè come citazioni e parafrasi, in un testo di epoca imperiale romana, il De musica, attribuito, non con certezza, a Plutarco. L'autore esamina alcune delle peculiarità del De musica, per poi spostarsi avanti, nel periodo ellenistico, discutendo una serie di fonti frammentarie che ancora una volta sono per lo più conservate in un testo più tardo, questa volta il Deipnosophistai di Ateneo. Infine, dopo alcune osservazioni sul modo in cui Ateneo presenta alcuni brani di poesia lirica, il libro si occupa delle indicazioni musicali nel dramma comico del 5° e 4° secolo.

Contents: Acknowledgements. Introduction. 1. Musical History in the Pseudo-Plutarchan De Musica; 2. Heraclides of Pontus and Glaucus of Rhegium; 3. Musical Historiography, 430-330 BC: Glaucus (Revisited), Hellanicus, Ephorus; 4. Aristoxenus; 5. Musical Historians of the Hellenistic Period; 6. Comic Dramatists and the Construction of Greek Musical History; 7. Conclusions. Bibliography of Cited Works. Index of Names.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a un colore.

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ISBN: 978-88-6227-689-4
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