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18 - Mythologeîn. Mito e forme di discorso nel mondo antico. Studi in onore di Giovanni Cerri, a cura di Antonietta Gostoli e Roberto Velardi, con la collaborazione di Maria Colantonio, 2014, pp. 544 con figure in bianco / nero n.t.

«AION» · QUADERNI. Collana diretta da Amneris Roselli

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume raccoglie ottantacinque contributi (di amici, colleghi, allievi) dedicati a Giovanni Cerri, professore di Storia del teatro greco e latino all'Università di Urbino e di Letteratura greca all'Istituto universitario 'Orientale' di Napoli dal 1969 al 1980 e, successivamente, fino al 2012, ancora di Letteratura greca all'Università di Napoli e poi di Roma Tre. I temi sui quali maggiormente si è concentrato l'interesse di Cerri come storico della letteratura e della cultura antica sono il rapporto tra oralità e scrittura nella composizione e nella diffusione del testo poetico in età arcaica e classica; l'epos omerico; l'uso del linguaggio politico nella lirica e nella tragedia; le diverse teorie antiche sulla natura e sui fini del racconto storico e del racconto biografico; i meccanismi narrativi ed espressivi attraverso cui il mito è costantemente riattualizzato come paradigma di situazioni individuali e sociali; rituale, ideologia e letteratura dionisiaca; la tecnica drammaturgica della tragedia greca; il pensiero platonico, con speciale riguardo alla teoria della comunicazione e alla poetica; filosofia, teologia e poesia di Senofane di Colofone, Parmenide di Elea ed Empedocle di Agrigento. Il numero dei saggi qui raccolti e l'adesione convinta degli autori testimoniano l'ampiezza della stima e dell'affetto conquistati da Giovanni Cerri nei suoi anni di magistero e di vita accademica. I contributi, tutti attinenti agli argomenti di studio che hanno caratterizzato la vita accademica dello studioso, compongono un'opera che, nella diversità dei temi e degli approcci metodologici, si presenta complessivamente organica e unitaria.

Sommario: Antonietta Gostoli, Roberto Velardi, Premessa. Omero e poesia epica: Anna Sacconi, Concordanze omeriche con i testi micenei; Stefano Dentice di Accadia Ammone, Tersite all'assemblea. Oratoria e demagogia nell'Iliade; Roberto Velardi, Achille, l'eroe che canta se stesso (Il. 9, 186-191; Philostr. Her. 55); Simonetta Nannini, Razionalismo, iperrazionalismo e stratigrafia a proposito delle due armature di Achille; Riccardo Di Donato, La morte di Patroclo: decostruzione dell'aristeus omerico; Mario Cantilena, Nota a un passo dell'Iliade ([Y] 99-100); Franco Montanari, Penelope al simposio. Od. 1, 328-335 e Dicearco; Carlo Brillante, Teoclimeno, il veggente dell'Odissea; Eleonora Cavallini, Achille 'sposo ideale' da Omero a Euripide; Franco Ferrari, Cronaca di due morti annunciate: dall'Iliade all'Etiopide; Bruno d'Agostino, Odisseo ante litteram; Livio Sbardella, La geografia simbolica del mito: Lemno nella tradizione poetica greca dall'epos omerico al Filottete di Sofocle; Diego Lanza, La fabbricazione della sposa; Andrea Ercolani, Modi e forme del procedimento giudiziario in Esiodo. Un'ipotesi ricostruttiva; Bruna M. Palumbo Stracca, Le maledizioni del poeta itinerante nella Vita Homeri Herodotea; Massimo Di Marco, "Neppure sotto tortura": la patria di Omero e un singolare exemplum fictum (AP 7, 5 = Alc. Mess. 22 G.-P.). Lirica arcaica e tardo-arcaica: Vincenzo Di Benedetto, Saffo e i discorsi di allora; Franca Perusino, Maria Colantonio, Saffo e Titono: due vecchiaie a confronto; Gabriele Burzacchini, Espero e Aurora da Saffo (fr. 104a V.) a Meleagro (AP 12, 114 = HE 75); Alfonso Mele, Tra Grecia e Occidente: l'Oresteia di Stesicoro; Luigi Bravi, Qualche ripensamento sul fr. 555 P. di Simonide; Carmine Catenacci, Tre note all'Olimpica 2 di Pindaro; Bruno Gentili, L'Olimpica 6 di Pindaro; G. Aurelio Privitera, Psamatheia e Pytheas. Note alla quinta Nemea di Pindaro; Paola Angeli Bernardini, Ideologia militare e ideologia agonistica nell'Isthm. 5 di Pindaro. Sapienti e filosofi: Claude Calame, Procedure inniche nei versi dei sophoi cosmologi. Pragmatica della poesia didascalica (da Esiodo e Teognide a Empedocle e Parmenide); Livio Rossetti, Anassimene vs. Anassimandro; Giovanni Casertano, Tragedia e commedia nella (della) vita umana nei dialoghi platonici; Lidia Palumbo, Appunti sulla funzione del mito nei dialoghi di Platone; Mauro Tulli, Ione fra la pittura, la scultura e la musica: un catalogo di Platone; Marisa Tortorelli Ghidini, Rivivere cigno (Plat. Resp. 10, 620a-b); Romano Romani, Su Aristotele, Metaph. [L] 1069a 18-1069b 15: materia e luce. Teatro tragico e comico: Bernhard Zimmermann, Riflessioni sull'origine del dramma; Riccardo Palmisciano, Una testimonianza sul Satyrikon in un aryballos di Nearco (570-550 a.C.); Paola Volpe Cacciatore, Il timore di Atossa: Aesch. Pers. 162; Vittorio Citti, Danao e le sue figlie (Aesch. Suppl. 176-220); Monica Centanni, [Démou kratoùsa cheír]: Aesch. Suppl. 604; Maria Grazia Fileni, La parola sulla scena del dramma attico: il Prometeo; Valeria Andò, Il mostro argivo (Aesch. Ag. 824); Giulio Guidorizzi, Antigone e l'abolizione del tempo; Roberto Nicolai, Edipo archeologo. Le profezie sul passato e le origini della ricerca storica; Renzo Tosi, Soph. fr. 155 R.[2]: un caso di intertestualità proverbiale; Daša Barto?ková, Comic Effects of Hybris in Euripides' Tragedies Alkestis, Ion, and Helen; Simonetta Grandolini, Poesia [térpsis] e poesia [fármakon] in Euripide; Giuseppe Zanetto, Un pulcinella filosofo: l'Eracle dell'Alcesti; Maria Pia Pattoni, Tracce eschilee nelle Supplici di Euripide, tra riprese e distanziazioni; Ester Cerbo, Il canto della Sfinge tra mito e scena nelle Fenicie di Euripide; Giuseppe Mastromarco, Euripide e il mito di Bellerofonte; Donato Loscalzo, "All'alba vincerò": prove di regia nelle Ecclesiazuse di Aristofane; Michele Napolitano, Note a Eup. fr. 175 K.-A. (Kolakes); Antonietta Gostoli, L'emergere della figura del [tragodós] nel teatro attico di fine V sec. a.C. (Aristofane ed Euripide); Emanuele Greco, Sui teatri di Efestia nell'isola di Lemno. Prosa dall'età classica all'età romana: Marco Dorati, La rappresentazione del pensiero dei personaggi nella Ciropedia e nelle Elleniche di Senofonte; Maddalena Vallozza, Aneddoto e biografia: la voce di Demostene; Mario Mazza, "L'atto di nascita dell'Ellenismo"? Qualche considerazione sulla c.d. "Lettera di Aristotele ad Alessandro sulla politica verso le città"; Settimio Lanciotti, Sen. Epist. 102, 1-2; Luigi Leurini, Il De Iside et Osiride di Plutarco nel codice Ambrosianus 448, H 113 sup.; Lorenzo Miletti, Esiodo nello scrittoio di Elio Aristide; Jerzy Danielewicz, The Scholar at Play or the Advantages of a Prosimetric Logodeipnon; Ugo Criscuolo, Sinesio e i [thrulloúmena dógmata]. Poesia ellenistica e di età romana: Carles Miralles, Un epigramma di Mero; Massimo Giuseppetti, La profezia apollinea su Cos nell'Inno a Delo di Callimaco; Krystyna Bartol, Apollonius' Judgemental Narrative. The Case of the Argonautica 1, 917; Albio Cesare Cassio, Due atticismi in Teocrito (14, 6); Fabrizio Conca, Proverbi e sentenze nell'Antologia Palatina; Gabriella Ricciardelli, Una canzoncina da Dura-Europos. Linguistica: Emanuele Dettori, Un'ipotesi etimologica per [brotoloigós]; Adriano V. Rossi, Ancora su gr. [paragaúdes] e sui problemi dei 'graeco-iranica'. Metrica: Liana Lomiento, Colometria e sintassi nella lirica di Simonide (con osservazioni sull'uso del polisindeto e dell'enjambement); Andrea Tessier, Come termina il gliconeo?; Pietro Giannini, Un capitolo dimenticato della metrica di Eliodoro: la sillaba [koivé]. Storia delle religioni, antropologia, semiotica: Antonio Martina, Dalla Sfinge di Tebe alla Porta dei Leoni di Micene: testimonianze di un culto aniconico; Fritz Graf, Consilia: a Strange Roman Festival in Late Greek Disguise; Manuela Giordano, Perché ad Atene cessarono le vendette? Dal sistema della vendetta al sistema della pena; Luigi Gallo, Il "barbaro" a tavola: regimi nutritivi e alterità culturale; Giovanni Casadio, Differenza del desiderio e desiderio della differenza: eros e philia nella magia erotica greco-romana; Giovanni M. D'Erme, Segni. Fra antico e moderno: Amneris Roselli, Le età dell'uomo nella lettura allegorica dell'Eneide: da Fulgenzio a Dante; Vittorio Ferraro, "Li due occhi del cielo" (Dante, Purg. 20, 132). Genesi e storia di una metafora dotta; Luigi Munzi, Un proemio al mezzo in Walafrido Strabone; Emanuela Andreoni Fontecedro, I moderni e Virgilio: l'armonia di buio e luce. Echi sparsi dell'Eneide; Maria Cannatà Fera, Pindaro/Spintaro in Celio Calcagnini e Plutarco; Ezio Pellizer, Il paradosso di Cassandra; Sergio Audano, Eraclito e l'eterno ritorno: nota di lettura ai Mémoires d'Hadrien di Marguerite Yourcenar; Anna Beltrametti, Neottolemo o della coscienza. Il Filottete di Sofocle, la lettura di Giovanni Cerri, la riscrittura di Jannis Ritsos. Bibliografia di Giovanni Cerri.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 21,5 x 31,5. Legatura in brossura con copertina plastificata lucida in cartoncino Murillo Fabriano bianco con stampa a cinque colori

Brossura / Paperback: Euro 245.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-738-9
ISSN: 1128-7209
SKU: 2972

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46 - Los Fenicios en la Bahía de Cádiz. Nuevas investigaciones, Massimo Botto editor científico, 2014, pp. 288 con figure in bianco / nero n.t.

COLLEZIONE DI STUDI FENICI A cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di studi sul Mediterraneo antico
Cm. 21,5 x 31,5, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Gadira está situada en el confín de Europa y sus habitantes son gente exageradamente dedicada a la religión» (Philostr. VA V, 4). Con estas palabras el biógrafo de Lemnos, Filostrato, definía entre finales del s. II e inicios del III d.C. a la gente de Cádiz, considerando solamente uno de los aspectos vinculados a dicha comunidad, fruto del peso y de la importancia que sin duda tuvo el templo de Melqart / Herakles / Hércules en su tradición. Con la fundación de Gadir, ocurrida entre finales del s. IX e inicios del VIII a.C., fruto de la unión entre colonos fenicios y poblaciones locales, se desencadena en la bahía un proceso excepcional, ya que la colonia tiria estará destinada a convertirse en un breve período de tiempo en la ciudad más potente del extremo occidente y puente entre el Mediterráneo y Atlántico. Sobre la historia de las fases más antiguas de Gadir, los descubrimientos de los últimos años han proporcionado aportaciones incalculables: a las mismas es a las que se refiere este volumen, que pretende presentar a la comunidad científica internacional un cuadro orgánico de las recientes investigaciones llevadas a cabo en el archipiélago gaditano, así como también en el territorio continental. Las nuevas excavaciones refuerzan la idea de un modelo de implantación territorial polinuclear de la Bahía de Cádiz. Este modelo se correspondería al espacio delimitado por el hipotético triángulo cuyos vértices serían Erytheia-Teatro Cómico, Castillo de Doña Blanca y el Templo de Melqart: en el interior de tal realidad física se asiste a un proceso de organización de las áreas ocupadas que corresponde a criterios precisos provocados por la naturaleza del lugar y por la relación dialéctica entre los colonos y las comunidades locales. Este programa estratégico se inserta en un proceso mucho más amplio que tiene que ver con la expansión fenicia en Occidente entre los ss. IX y VIII a.C.

«Gadir si trova al confine dell'Europa ed i suoi abitanti sono persone esageratamente dedicate alla religione» (Philostr. VA V, 4). Con queste parole il biografo di Lemno, Filostrato, definiva tra la fine del II secolo e gli inizi del III d.C. la popolazione di Cadice, considerando solo uno degli aspetti caratteristici della comunità, frutto del peso e dell'importanza che senza dubbio aveva il tempio di Melqart / Herakles / Hercules nella sua tradizione. Con la fondazione di Gadir, avvenuta tra la fine del secolo IX e l'inizio del VIII a.C., frutto dell'unione tra coloni fenici e popolazioni locali, inizia nella baia un processo eccezionale che porterà la colonia di Tiro a diventare in un breve periodo di tempo la città più potente dell'estremo Occidente e un ponte tra il Mediterraneo e l'Atlantico. Sulla storia delle più antiche fasi di Gadir le scoperte degli ultimi anni hanno fornito inestimabili contributi: ad esse è dedicato questo volume, che vuole presentare alla comunità scientifica internazionale un quadro organico delle ricerche recenti condotte sia nell'arcipelago di Cadice, sia sulla terraferma. I nuovi scavi rafforzano l'idea di un modello di occupazione territoriale polinucleare del golfo di Cadice. Questo modello corrisponderebbe all'area designata dall'ipotetico triangolo i cui vertici sarebbero rappresentati da Erytheia-Teatro Comico, Castello di Doña Blanca e Tempio di Melqart: all'interno di questa realtà fisica si assiste ad un processo di organizzazione delle aree occupate corrispondente a criteri precisi determinati dalla natura del luogo e dal rapporto dialettico tra i coloni e le comunità locali. Questo programma strategico si inserisce in un processo molto più ampio, che ha a che fare con l'espansione fenicia in Occidente tra il IX e l'VIII secolo a.C.

Tables of contents: M. Botto, Preface: the Phoenicians in the Bay of Cádiz; J.-Ma. Gener Basallote, M.-Á. Navarro García, J.-M. Pajuelo Sáez, M. Torres Ortiz, E. López Rosendo, Architecture and Urbanism in Phoenician Gadir: the Site of the "Teatro Cómico" (Cádiz); M. Torres Ortiz, E. López Rosendo, J.-Ma. Gener Basallote, M.-Á. Navarro García, J.-M. Pajuelo Sáez, The Pottery of the Phoenician Contexts at the "Teatro Cómico" (Cádiz): a Preliminary Analysis; D. Ruiz Mata, C. J. Pérez, V. Gómez Fernández, A New Archaic Phoenician Context in Cádiz : the Site of "Calle Ancha, n. 29"; J.-Ma. Gener Basallote, G. Jurado Fresnadillo, J.-M. Pajuelo Sáez, M. Torres Ortiz, Making Ritual Spaces in Gadir: the Site of the Casa del Obispo (Cádiz). Part I; R. Maya Torcelly, G. Jurado Fresnadillo, J.-Ma. Gener Basallote, E. López Rosendo, M. Torres Ortiz, J.-Á. Zamora, New Data on the Possible Location of Gadir's Kronion: Evidence from the Archaic Phoenician Age; A. M. Sáez Romero, R. Belizón Aragón, Excavations at the Site of Calle Hércules, 12 in Cádiz. Preliminary Results and First Interpretations of the (possible) Phoenician Island Cemetery of Gadir; R. Belizón Aragón, M. Botto, I. Legupín Tubío, A Phoenician Funerary Context in the Southeasternmost of the Gadir Cemetery; P. Bueno Serrano, A Final Bronze Age - Early Iron Age Settlement on Cerro del Castillo, Chiclana (Cádiz). New Evidence for Interpreting Gadeira; J.-Á. Zamora, A. M. Sáez, The Oceanfront of Phoenician Cádiz: a New Epigraphic Find and Its Palaeogeographic Context; M. Botto, The Phoenicians in the Bay of Cádiz: Population Strategies and Land Use, Relationships with the Indigenous World, Trade (9th-late 7th/early 6th Centuries BC).

Formato in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 485.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-764-8
ISSN: 1591-8882
SKU: 2970

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Transformations and Crisis in the Mediterranean. “Identity” and Interculturality in the Levant and Phoenician West during the 12th-8th Centuries BCE, Proceedings of the International Conference held in Rome, CNR, May 8-9 2013, edited by Giuseppe Garbati and Tatiana Pedrazzi, Supplemento alla «Rivista di studi fenici», XLII (2014), 2015, pp. 292 con figure in bianco / nero n.t.

SUPPLEMENTI ALLA «RIVISTA DI STUDI FENICI» a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di studi sul Mediterraneo antico, Fondata da Sabatino Moscati
Cm. 20 x 28, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo libro presenta i risultati dell'Incontro di studi dedicato a 'Trasformazioni e crisi nel Mediterraneo dal Levante all'Occidente fenicio fra XII e VIII sec. a.C.', assumendo come 'filo rosso' le questioni dell'identità culturale e dell'interculturalità. I primi studiosi che impostarono le indagini archeologiche nel Vicino Oriente, e più in generale nel Mediterraneo, vollero scoprire e salvare monumenti e oggetti. Varie generazioni si sono poi impegnate a condurre scavi più regolari, ma anche a realizzare elenchi, tipologie, a elaborare una "grammatica" del mondo antico. Ma, come si sa, la "grammatica" non basta a una lingua se manca la "sintassi". L'Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico ha quindi voluto affrontare, in modo interdisciplinare e sulla base dei contesti (che sono il vero punto di partenza per lo studio delle società), l'analisi delle civiltà del Levante, con ricchezza e diversità di approcci: dalla linguistica all'archeologia, dalla filologia alla storia antica, dalla storia delle religioni alla storiografia; il tutto, con prospettive di indagine capaci di rileggere criticamente i risultati della tradizione. Si confrontano qui esperti del Mediterraneo orientale e di quello occidentale. La ricerca è concentrata sul periodo compreso tra il XII secolo, un momento di grandi trasformazioni, e l'VIII secolo, periodo in cui si avviano nuove prospettive nelle relazioni tra Oriente e Occidente; essa si inserisce quindi a pieno titolo nel dibattito storico sulle culture del Vicino Oriente, regione in cui, fra l'altro, è in gioco persino la sopravvivenza di un grande patrimonio storico e archeologico.

Table of Contents: Michel Gras, Presentazione; Alessandro Naso, Paola Santoro, Il progetto "Trasformazioni e crisi nel Mediterraneo (TECM)" nell'ambito delle linee programmatiche dell'ISMA - CNR; Giuseppe Garbati, Tatiana Pedrazzi, Transformations and Crisis, "Identity" and Interculturality: An Introduction. Identitarian Dynamics in the Period of Transition between Late Bronze Age and Iron Age I: Anna Lucia D'Agata, Identitarian Dynamics in the Period of Transition between Late Bronze Age and Iron Age I. Introduction; Silvia Alaura, Lost, Denied, (Re)Constructed: the Identity of the Hittites and Luwians in the Historiographical Debate of the Late 19th and Early 20th Centuries; Fabrizio Venturi, Ceramic Identities and Cultural Borders in the Northern Levant between the 13th and 11th Centuries BCE; Barbara Chiti, Destruction, Abandonment, Reoccupation. The Contribution of Urbanism and Architecture to Defining Socio-Cultural Entities in the Northern Levant between Late Bronze and Iron Ages; Tatiana Pedrazzi, Foreign versus Local Components: Interaction Dynamics in the Northern Coastal Levant at the Beginning of the Early Iron Age. Redefined and Renewed Identities between Iron Age I and II: Stefania Mazzoni, Redefined and Renewed Identities between Iron Age I and II. Introduction; Sebastiano Soldi, Identity and Assimilation at the Edge of the Empire: Aramaeans, Luwians and Assyrians through the Archaeological Record in the Northern Levant; Barbara Mura, Archaeological Record and Funerary Practices in Iron Age Phoenicia: A Comparative Overview of the Cemeteries of Al Bass, Achziv and Khaldé. Toward Cyprus and the Western Mediterranean: Shifting identities: Maria Giulia Amadasi Guzzo, Toward Cyprus and the Western Mediterranean: Shifting Identities. Introduction; Silvana Di Paolo, Cypriot Archaeology within the Discourse on the "Purity of Tradition"; Giuseppe Minunno, The Shardana between Historiography and Ideology; Anna Cannavò, The Phoenicians and Kition: Continuities and Breaks. Represented Identities: Phoenicians beyond Phoenicia: Sergio Ribichini, Identità rappresentate: i Fenici oltre la Fenicia. Introduzione; Giorgos Bourogiannis, Instances of Semitic Writing from Geometric and Archaic Greek Contexts: An Unintelligible Way to Literacy?; Andrea Ercolani, Phoinikes: storia di un etnonimo; Corinne Bonnet, Networks of Kinship in the Phoenician and Punic Foundations: A Graeco-Roman Vision of Identity. Phoinikes in Central-Western Mediterranean: Lorenza Ilia Manfredi, I Phoinikes nel Mediterraneo centro-occidentale. Introduzione; Giuseppe Garbati, Tyre, the Homeland: Carthage and Cadiz under the Gods' Eyes ; Antonella Mezzolani Andreose, In medio stat mulier. Identità e mediazione nelle colonie fenicie del Nord-Africa; Francesca Spatafora, Gabriella Sciortino, Identities under Construction: Sicily in the First Centuries of the First Millennium BCE. Between the Tyrrhenian sea and the "Far West": Sandro Filippo Bondì, Tra il Tirreno e l'estremo Occidente. Introduzione; Alessandro Mandolesi, Trasformazioni del paesaggio e luoghi identitari nell'Etruria costiera fra II e I millennio a.C.; Paolo Bernardini, Identity and Osmosis. The Phoenicians and the Indigenous Communities of Sardinia between the 9th and 8th Centuries BCE; Massimo Botto, Intercultural Events in Western Andalusia: The Case of Huelva. Back to East. A View from the "outside"; Marco Bonechi, Momenti di entropia in area levantino-mediterranea. Conference Programme.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 485.00     Acquista / Buy

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ISBN: 978-88-6227-750-1
ISSN: 0390-3877
SKU: 2968

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Materiali e contesti nell'età del Ferro sarda, Atti della giornata di studi, Museo civico di San Vero Milis (Oristano), 25 maggio 2012, a cura di Peter Van Dommelen e Andrea Roppa, 2014, pp. 292 con figure in bianco/nero n.t. (XLI/1-2, 2013)

RIVISTA DI STUDI FENICI · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume nasce dalla giornata di studi dedicata a Materiali e contesti nell'età del Ferro sarda, incentrata sullo studio di un periodo in cui si registrano nell'isola una serie di processi di trasformazione di comunità locali e d'oltremare. Da un lato, l'attenzione degli studiosi era stata finora rivolta alla definizione dei contesti generali entro i quali collocare i cruciali cambiamenti intercorsi nella società indigena e il progressivo consolidamento degli insediamenti fenici sulle coste. Dall'altro lato, una spiccata specializzazione e separazione fra approcci preistorici e classici ha distinto lo studio dei materiali, inquadrati su basi tipo-cronologiche in elaborati repertori formali, ma distinti fra preistoria e 'ambiente coloniale'. Questa formazione di binari di ricerca paralleli e separati non solo ha determinato una scollatura fra contesti e materiali, ma ha anche consolidato la separazione fra ricerche di ambito nuragico e fenicio, cioè indigeno e coloniale. La conseguente carenza di attenzione al livello intermedio di analisi ha costituito il punto di partenza per questa giornata di studio e per queste relazioni, che sono riunite dall'esame dei materiali su base specificamente contestuale. Partendo da queste premesse, l'obiettivo della ricerca è stato quindi di rimarginare la scollatura esistente fra materiali e contesti, e stimolare l'adozione di un approccio integrato all'indagine degli esiti materiali delle interazioni, dei contesti e delle pratiche sociali ad essi sottese, nella loro evoluzione nel corso dell'età del Ferro, così come percepibili su base archeologica. Il risultato sono le ventiquattro relazioni che compongono questo volume e che offrono un panorama ampio e dettagliato della realtà archeologica della Sardegna nell'età del Ferro.

Sommario: Andrea Roppa, Peter van Dommelen, Materiali e contesti nell'età del Ferro sarda: una breve premessa; Alfonso Stiglitz, Dal torciere al workshop. L'età del Ferro a San Vero Milis ; Alessandro Usai, Spunti di riflessione sull'età del Ferro della Sardegna; Carlo Tronchetti, Problematiche dell'età del Ferro; Nicola Ialongo, L'inizio dell'età del Ferro in Sardegna. Verso la definizione di una cronologia comparata; Paolo Bernardini, La rete fenicia: riflessioni sulle origini della presenza fenicia in Sardegna; Raimondo Zucca, I Sardi della prima età del Ferro e i codici scrittori mediterranei; Stefano Santocchini Gerg, "Mercato sardo" e "mercato fenicio": materiali etruschi e interazioni culturali nella Sardegna arcaica; Emanuele Madrigali, Tempi e modi della presenza e stanzialità fenicia in Sardegna: una rilettura attraverso la documentazione archeologica; Massimo Botto, Fabio Dessena, Stefano Finocchi, Indigeni e Fenici nel Sulcis: le forme dell'incontro, i processi di integrazione; Michele Guirguis, Dinamiche sociali e cultura materiale a Sulky e a Monte Sirai; Carla Perra, Nuovi elementi per la definizione del sistema insediativo sulcitano dalla fortezza del Nuraghe Sirai; Valentina Ligas, Manufatti litici dall'officina artigianale della fortezza del Nuraghe Sirai. Studio tipologico e contestuale; Maria Giuseppina Gradoli, Le ceramiche di fine VII - prima metà VI secolo a.C. della fortezza del Nuraghe Sirai di Carbonia. Caratterizzazione petrografica e studio di provenienza delle materie prime; Antonella Unali, Sulky arcaica: il vano II G; Gabriele Carenti, Sulky: lo sfruttamento delle risorse marine durante l'età del Ferro; Jacopo Bonetto, L'insediamento fenicio di Nora e le comunità nuragiche circostanti: contatti e distanze; Anna Ardu, Giandaniele Castangia, Paola Falchi, Marco Mulargia, Barbara Panico, Al riparo dai venti: identità indigene e interazione culturale nell'area del Capo Mannu nel I millennio a.C.; Andrea Roppa, Manifattura ceramica, interazioni e condivisioni artigianali nell'età del Ferro sarda: i materiali da S'Urachi-Su Padrigheddu (San Vero Milis); Elisa Pompianu, Fenici e indigeni nel basso Oristanese; Jeremy Hayne, Considerazioni sul ruolo dei santuari della Sardegna settentrionale nell'età del Ferro; Beatrice De Rosa, Anfore "Sant'Imbenia" dal sito nuragico di Sant'Imbenia (Alghero, Sardegna): studi archeometrici; Gianfranca Salis, L'età del Ferro tra continuità e trasformazione: un contributo dal villaggio di Gennaccili (Lanusei, prov. Ogliastra); Salvatore Merella, Indizi sull'esistenza di un luogo sacro nella valle del Rio Mannu di Porto Torres: S'Iscia 'e su Puttu-Usini (SS); Marco Milanese, Alessandra Deiana, Maria Chiara Deriu, Antonella Fois, Tracce insediative della prima età del Ferro nel sito pluristratificato di Biddanoa (Siligo, SS); Peter van Dommelen, Andrea Roppa, Conclusioni: per una definizione dell'età del Ferro sarda.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 20 x 28. Copertina in cartone Murillo Fabriano avorio con stampa a cinque colori. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 295.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-754-9
ISSN: 0390-3877
SKU: 2966

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11 - Hermae. Scholars and Scholarship in Papyrology. IV, edited by Mario Capasso, 2015, pp. 100 con figure in bianco / nero n.t.

BIBLIOTECA DEGLI «STUDI DI EGITTOLOGIA E DI PAPIROLOGIA» Diretta da Mario Capasso

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il presente volume aggiunge i profili di dieci studiosi di papirologia alla serie di sessantacinque ritratti già presentati nei tre volumi precedenti (editi rispettivamente nel 2007, nel 2010 e nel 2013). Essi, come i precedenti, sono delineati da altrettanti autori e sono basati sia su documenti d'archivio, sia sull'opera dello studioso in esame, sia su ricordi personali. Prosegue quindi, con questo quarto lavoro, l'approfondimento critico del valore scientifico, dello sviluppo e del consolidamento dello studio della papirologia attraverso l'opera di studiosi che, dagli ultimi decenni dell'Ottocento ad oggi, hanno contribuito all'affermazione di questa disciplina. Storia di uomini e delle loro ricerche, e anche storia delle istituzioni e delle collezioni che essi contribuirono a fondare, arricchire, valorizzare e, talora, storia dei loro più oscuri collaboratori che ne coadiuvarono l'attività. Un'appendice finale contiene l'elenco aggiornato di tutti i ritratti presentati nei quattro volumi.

Sommario: Albrecht Gerber, Gustav Adolf Deissmann (1866-1937); Natascia Pellé, Josiah Gilbart Smyly (1867-1948); Margherita Marvulli, Annibale Evaristo Breccia (1876-1967); Nathan Carlig, Seymour De Ricci (1881-1942); Giovanni Antonio Benedetto, David Cohen (1882-1967) e Maurits Engers (1883-1941); Enzo Puglia, Raffaele Cantarella (1898-1977); Marie-Hélène Marganne, Paul Mertens (1925-2011), Giovanna Menci, Manfredo Manfredi (1925-2011); Giulio Iovine, Mariangela Vandoni (1929-1979); Serena Ammirati, Marco Fressura, Paolo Radiciotti (1961-2012). Appendix: List of the Scholars portrayed in Hermae.

Composto in carattere Dante Monotype
Formato cm 21,5 x 29,7. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano castagna con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 95.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 145.00
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ISBN: 978-88-6227-752-5
ISBN Rilegato: 978-88-6227-757-0
ISSN: 1828-874X
SKU: 2964

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19 - Massimiliano Canuti, La pluralizzazione verbale. Evoluzione e tendenza all'interno di un'analisi tipologica: il caso toscano, 2015, pp. 140

STUDIA ERUDITA
Cm 17,5 x 25, bross.


Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa · Roma

Il volume presenta un lavoro fondamentalmente di morfologia, trattandosi di strutture verbali relative, solitamente, all'interno di parola. Ambito principale della trattazione è la pluralizzazione verbale nello sviluppo romanzo rappresentato da alcuni dialetti del toscano. L'Autore vuole dimostrare che queste varietà tendono a spostarsi verso una maggiore analisi lungo la linea continua che unisce, nella tipologia morfologica, la fusività all'agglutinazione; tenendo soprattutto presente che questo fenomeno, in un contesto diacronico, si inserisce in un movimento a spirale in relazione all'indice di fusività, ovvero in un'alternanza di maggiore e minore analiticità lungo il passare dei secoli. Dopo una breve introduzione sulla storia dell'analisi tipologica, i suoi fini e soprattutto sullo sviluppo del ramo morfologico, vengono esemplificati, tramite la scelta di dati da otto lingue, diversi modi di significare la pluralizzazione, cercando di isolare gli elementi utili all'indagine. In seguito, dopo la trattazione comparata delle desinenze verbali dell'italiano e del toscano, per comprendere il meccanismo della pluralizzazione (nucleo da cui si dipartono le altre ricerche qui svolte), nella terza parte si propone l'analisi diacronica del percorso storico che ha portato dal protoindoeuropeo (con tutta la prudenza del caso nei confronti delle forme ricostruite), passando per il latino, alle odierne forme del toscano.

Sommario: Introduzione. Capitolo 1. Elementi ed analisi tipologici: 1. 1. Generalità; 1. 2. L'analisi: quale metodo e perché; 1. 3. Che cosa è inteso qui per verbo; 1. 4. Presentazione delle lingue scelte per l'analisi tipologica; 1. 5. Il cuna; 1. 6. Cenni sull'ambito cinese; 1. 7. Il cinanteco; 1. 8. L'aymara; 1. 9. Il mam; 1. 10. Il quechua huallaga (huánuco); 1. 11. Cenni sulle lingue eschimesi; 1. 12. L'ungherese; 1. 13. Conclusioni. Capitolo 2. L'italiano standard e alcuni dialetti toscani: 2. 1. Un primo approccio; 2. 2. L'italiano standard ; 2. 3. Alcuni dialetti toscani; 2. 4. Modello sperimentale di analisi comparata tra desinenze verbali toscane ed italiane; 2. 5. Ultime osservazioni; 2. 6. Confronto con la pluralizzazione nominale italiana …; 2. 7. … e dei dialetti del toscano; 2. 8. Conclusione. Capitolo 3. Lo sviluppo diacronico: 3. 1. I lineamenti della ricerca; 3. 2. L'indoeuropeo; 3. 3. Il latino; 3. 4. Il volgare; 3. 5. La logica dell'evoluzione; 3. 6. Sintesi conclusiva. Riferimenti bibliografici. Indice dei nomi e delle cose notevoli.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 42.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-8147-445-5
ISSN: 1828-8642
SKU: 2962

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Beppe Fenoglio cinquant'anni dopo, a cura di Alberto Casadei, 2014, pp. 224 (XLIII/2, 2014)

ITALIANISTICA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

I contributi raccolti in questo fascicolo sono nati, per la maggior parte, nell'ambito di un Seminario sulle opere di Beppe Fenoglio, tenuto presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 2013; ad essi si aggiungono alcune ricerche svolte da Gabriele Allegro e da Enrico Bosca, che ben si integrano con i testi qui riuniti. In apertura sono poi collocati due lavori che propongono documenti inediti o poco sondati. Tutti gli articoli mirano ad approfondire questioni specifiche ed evitano, nei limiti del possibile, la ripetizione di molti dati acquisiti: frequente è perciò il rinvio ai saggi canonici della critica fenogliana come base di partenza, rispetto alla quale si cerca di sottolineare solo aspetti effettivamente innovativi. Vengono avanzate nuove interpretazioni di alcuni fra i maggiori testi di Fenoglio, peraltro partendo dagli incunaboli del 1946-1947 e arrivando sino agli abbozzi del 1962. In generale, l'aspirazione di questo fascicolo è quella di contribuire a rileggere l'intera opera di Fenoglio non solo nei suoi snodi, in parte ancora da vagliare esattamente, ma anche nella prospettiva attuale che induce a riconsiderare la narrazione come fatto biologico-cognitivo prima ancora che di tecnica e di dispositio. L'individuazione di alcuni nuclei ricorrenti e profondi non è una novità, ma occorre valutarne meglio le implicazioni per le modalità di racconto adottate, spesso all'insegna di una profusione che deve trovare il suo quid, magari in un'iperbole decisiva; è una condizione interiore che si reifica nell'esterno, in una compenetrazione fortissima dell'io corporeo con le vicende storiche e materiali da lui vissute. 'Versione di un'esperienza incarnata' è forse il modo più preciso per definire la scrittura fenogliana, che anche per questo va contro le vacue posizioni antirealistiche attuali.

Sommario: Beppe Fenoglio cinquant'anni dopo, a cura di Alberto Casadei. Premessa. Nota ai testi. Luca Bufano, Fenoglio e «Il Caffè». Lettere a Giambattista Vicari; Veronica Pesce, Fra le letture di Beppe Fenoglio; Selene Maria Vatteroni, «Ma l'amore si fa ripensare». Indagini testuali, proposte di datazione e percorsi tematici tra La voce nella tempesta e Una questione privata; Carlo Zanantoni, Nuclei e satelliti narrativi nella Malora di Beppe Fenoglio; Federico Rossi, Dal Paese ai Racconti del parentado: riscrittura ed evoluzione stilistica nei racconti langaroli di Beppe Fenoglio; Gabriele Allegro, Un romanzo sulla caduta dell'Italia: lettura di Primavera di bellezza di Beppe Fenoglio; Lorenzo Marchese, Tragico e tragedia in Una questione privata; Andrea Lazzarini, Qualche appunto sui Penultimi di Beppe Fenoglio; Anna Borgarello, Hemingway e Fenoglio, oltre il dopoguerra; Ida Duretto, La paga del sabato tra Hemingway e Steinbeck: un finale atipico; Nicole Siri, Fenoglio e Faulkner: alcuni riscontri intertestuali; Massimo Colella, «Vivendo e in parte vivendo». Fenoglio traduttore di Eliot; Dea Merlini, Le traduzioni di Beppe Fenoglio dall'Antologia di Spoon River: una palestra di stile; Alberto Casadei, Gli ultimi progetti di Fenoglio: il partigiano Nick fra narrativa e teatro; Beatrice Montorfano, Gli ultimi esperimenti teatrali di Beppe Fenoglio; Enrico Bosca, Fenoglio scrittore per il cinema: la sceneggiatura incompiuta; Chiara Benetollo, Fenoglio nei «Gettoni» einaudiani: vicende del dialogo tra Vittorini e Calvino; Enrico Fantini, Note su due biografie fenogliane.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato cm 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo con stampa ad un colore.

Brossura / Paperback: Euro 240.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-734-1
ISSN: 0391-3368
SKU: 2960

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LXXXVII. 2 - The Study of South Asia between Antiquity and Modernity – Parallels and Comparisons, Coffee Break Conference 2, edited by Artemij Keidan, 2014, pp. 268

SUPPLEMENTI ALLA «RIVISTA DEGLI STUDI ORIENTALI» Diretta da Mario Prayer
Cm 17 x 24


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

The present volume collects the proceedings of the conference The Study of South Asia: between Antiquity and Modernity, Parallels and Comparisons. The Coffee Break Conference II. The meeting, as well as the present proceedings, is a further step in the path established with the conference The Study of Asia: between antiquity and modernity (June 2010). The two events share most of the organising staff and the same theoretical premises. The Coffee Break Project has been started by a group of young researchers on Asian Studies and it has been conceived since the beginning as an open challenge to some well-known and "petrified" research criteria of traditional academia. The purpose of these papers is to make the authors and their audience aware of the plurality of possible methodological approaches within every field of study and of the non-neutrality of the choice of one approach over another. It might also be possible to find some common grounds between the way a philologist and an economist conceive their works. All participants of the Coffee Break Conferences must be open to curiosity and criticism. The panels have been conceived and organized by researchers working on South Asia who have, in most cases, opened the discussion to contributions from different contexts.

Questo volume raccoglie gli Atti del convegno Lo studio dell'Asia del Sud: tra antichità e modernità. Paralleli e Confronti. Coffee Break Conferenza II. L'incontro, così come gli Atti che si presentano, è un ulteriore passo nel percorso stabilito con il convegno Lo studio dell'Asia: tra antichità e modernità (giugno 2010). I due eventi condividono la maggior parte dello staff organizzativo e le stesse premesse teoriche. Il progetto Coffee Break è stato avviato da un gruppo di giovani ricercatori nell'ambito degli studi asiatici ed è stato concepito fin dall'inizio come una sfida aperta ad alcuni criteri di ricerca ben noti e "pietrificati" del mondo accademico tradizionale. Lo scopo di questi lavori è rendere gli autori e il loro pubblico consapevoli della pluralità di possibili approcci metodologici all'interno di ogni campo di studio e della non-neutralità della scelta di un approccio rispetto all'altro. Potrebbe anche essere possibile trovare alcuni punti comuni tra il modo in cui un filologo e un economista concepiscono i loro lavori. Tutti i partecipanti delle Coffee Break Conferences devono essere aperti alla curiosità e alla critica. I pannelli sono stati concepiti e organizzati da ricercatori che lavorano sull'Asia meridionale e che hanno, nella maggior parte dei casi, aperto il dibattito a contributi provenienti da contesti diversi.

Sommario: Marco Ferrante, General Introduction. History and Historiography: Mark Schneider, Universalist Theories in Historical Research. «Indigenous» Grammars: Giovanni Ciotti, «Indigenous» grammars. An Introduction; Luca Alfieri, The Arrival of the Indian Notion of Root into Western Linguistics. From Colebrooke (1805) to Benfey (1852); Cristian Pallone, Some Considerations about Motoori Norinaga's Notions on ]apanese Vocalism. Language as a Way of Salvation: Marco Ferrante, Language as a Way of Salvation. An Introduction; Marco Lauri, Three Ways to Happiness. Arabic Grammars of Salvation; Paolo Visigalli, Some Thoughts on the Relation Between Linguistic Usage, Merit and Felicity in Ancient India; Marco Ferrante, How to Obtain Salvation Through Language? Bhart[r]hari on Sabdapurvayoga; Enrico Giulia, Japanese Polyglots of Salvation. Miwa-ryu and its Multi-Linguistics Approach; Roberta Amato, Language as a Sign of the Times in East Timor. Portuguese as a Language of Salvation in Politics and Religion. Development Studies in South Asia: Paola Cagna, The gender analysis of neoliberalism. An introduction; Barbara Benedetti, The country that will reform India. A gender perspective of agrarian change in Andhra Pradesh; Paola Cagna, Self Help Groups and women's empowerment. A case study from South India.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori e sovraccoperta con stampa a quattro colori.

Brossura / Paperback: Euro 225.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-745-7
ISSN: 0392-4866
SKU: 2956

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[Katà korufèn fáos]. Studi in onore di Graziella Fiorentini, 2014, voll. I-II, pp. 616 complessive con figure in bitono n.t. (X, 2013 - XI, 2014)

SICILIA ANTIQUA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

I due volumi che si presentano, fascicoli monografici della rivista «Sicilia Antiqua», sono dedicati a Graziella Fiorentini, già Soprintendente archeologo per le provincie di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, studiosa rigorosa e capace che all'indagine e alla tutela del patrimonio archeologico e ambientale siciliano ha dedicato tutta la sua competenza e la sua attività, dagli anni sessanta del secolo scorso in poi. I numerosi contributi, presentati in ordine alfabetico, ripercorrono in buona parte i sentieri della ricerca seguiti dalla archeologa nel corso della sua quarantennale attività, dagli studi su Agrigento a quelli su Gela, da Himera a Camarina, da Enna a Paternò. Essi prendono in considerazione classi specifiche di materiali (ceramica, terrecotte architettoniche, monete) e studiano le dinamiche insediative, le necropoli, i santuari di varie località siciliane, in un periodo che va dalla tarda preistoria al primo medioevo. In un'alternanza di studi più settoriali e di maggior respiro storico, questi due volumi offrono i dati più attuali e i risultati più recenti della ricerca archeologica in Sicilia.

Sommario: Volume I: Introduzione; Rosa Maria Albanese, Enrico Procelli, Una tomba dell'Eneolitico antico in contrada Pozzi di Avola (Siracusa); Oscar Belvedere, Archeologia preventiva. Quale futuro?; Nicola Bonacasa, Himera. Significato e valore di alcuni frammenti di acroteri vegetali; Aurelio Burgio, Dinamiche insediative nel comprensorio di Cignana. Continuità e discontinuità tra l'età imperiale e l'età bizantina; Anna Calderone, Otri o testuggini. Insoliti recipienti tardo-arcaici dalla Sicilia centro-meridionale; Maria Caccamo Caltabiano, Il simbolismo dello stemma/infula: Nike, Aphrodite e il conferimento del potere sovrano; Valentina Calì, Asclepio e Cristo: esegesi di una polemica fra pagani e cristiani; Valentina Caminneci, Sarcofago con ratto di Proserpina nella Chiesa Madre di Raffadali; Rosa Maria Carra Bonacasa, Nota di archeologia postclassica. A proposito della 'via dei sepolcri' nella necropoli paleocristiana di Agrigento, tra preesistenze e trasformazioni; Maria Clara Conti, Un pinax da Agrigento con la partenza di un guerriero; Aldina Cutroni Tusa, Lampedusa: dalla preistoria alla moneta; Monica de Cesare, Le necropoli di Agrigento: rileggendo alcune immagini dipinte sui vasi; Ernesto De Miro, Le due fondazioni di Minoa-Eraclea. Vicende di una città arcaica ed ellenistica; Carmela Angela Di Stefano, La dea di Solunto; Giovanni Di Stefano, Camarina. Terrecotte di argomento teatrale; Salvina Fiorilla, Eraclea-Terranova. La riscoperta della città medievale attraverso le ricerche dell'ultimo trentennio; Domenica Gullì, Raffigurazioni plastiche antropomorfe e zoomorfe di età neolitica nel territorio agrigentino; Caterina Ingoglia, La produzione locale di Gela tra VII e VI sec. a.C.: la ceramica da uno scavo in Via Bonanno (1979); Sebastiana Lagona, Viene dall'Italia l'atleta di Kyme?; Vincenzo La Rosa, Il dépas anphikúpellon: un fossile-guida per il castellucciano di area siracusana?; Gioacchino Francesco La Torre, La peplophoros del museo di Licata; Giacomo Manganaro, Tre iscrizioni di Agrigento, il culto dei Caesares nipoti di Augusto e la diffusione della gens Annia; Laura Maniscalco, L'Acropoli di Paternò attraverso il tempo; Clemente Marconi, Nuovi dati sui culti del settore meridionale del grande santuario urbano di Selinunte; Brian E. McConnell, Thomas Cole e Samuel James Ainsley a Girgenti, 27 aprile-1 maggio, 1842; Pietro Meli, Dalle "debite restaurazioni" ottocentesche ai moderni interventi di restauro dei monumenti della Valle dei Templi di Agrigento; Sommario Generale. Volume II: Dario Palermo, Il modello fittile da Sabucina e l'ultima fase del santuario di Polizzello: un contributo alla storia degli indigeni di Sicilia; Rosalba Panvini, Note su alcune ceramiche attiche dalle necropoli di Sabucina; Rosario P. A. Patané, Una scultura in terracotta a Centuripe; Antonella Pautasso, Terrecotte locresi d'età arcaica da Catania. Un contributo alla storia dei rapporti tra Sicilia e Magna Grecia; Elisa Chiara Portale, Decorazione, illustrazione o metafora? Su un gruppo di terrecotte architettoniche dal sito di S. Biagio ad Agrigento; Rosalia Pumo, Terrecotte architettoniche del tempio C dagli scavi dell'Institute of Fine Arts-NYU nel grande santuario urbano di Selinunte; Maria Serena Rizzo, Agrigento ed il suo territorio in età tardoantica e bizantina: primi dati da recenti ricerche; Grazia Spagnolo, Una cisterna di età classica a Gela: problemi cronologici e topografici; Francesca Spatafora, Palermo: la necropoli punica (scavi 2000-2005). Spazio funerario, rituali e tipologie funerarie; Antonio Tempio, Hybla, Inessa e la synteleia duceziana; Mario Torelli, Chalcidicum Halaesinum; Caterina Trombi, Le anfore da trasporto da Monte Adranone (Sambuca di Sicilia - Ag): primi dati; Sebastiano Tusa, Realtà ed evanescenza della facies di Rodì-Tindari-Vallelunga; Francesca Valbruzzi, Contributo all'archeologia dell'antica Henna e del territorio degli Erei; Maria Grazia Vanaria, Coroplastica di età ellenistica da scavi in corso Cavour a Messina; Stefano Vassallo, Un'offerta di schinieri di un mercenario iberico nella battaglia di Himera del 480 a.C.; R. J. A. Wilson, Il banchetto funerario nella Sicilia della prima età bizantina: nuove attestazioni da Kaukana; Carlo Zoppi, L'Olympieion di Agrigento dopo il 406 a.C.; Ernesto De Miro, Ricordo di Giovanni Rizza; Sommario Generale.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato cm 24 x 34 in ottavo grande. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avana con stampa a due colori. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano bianco plastificato lucido con stampa a colori.

Brossura / Paperback: Euro 590.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 990.00
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ISBN: 978-88-6227-743-3
ISBN Rilegato: 978-88-6227-744-0
ISSN:
SKU: 2954

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Per Domenico Balestrieri (1714-2014), a cura di Anna Bellio, introduzione di Felice Milani, 2014, pp. 204 (vol. IX, 2014)

STUDI SUL SETTECENTO E L'OTTOCENTO · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Verso la fine degli anni trenta del Settecento Domenico Balestrieri godeva già, come poeta bernesco in lingua e in dialetto, di un'autorevolezza tale da poter convocare circa ottanta poeti di tutta l'Italia settentrionale per piangere, con la raccolta uscita nel 1741, la morte del suo gatto, caduto per un salto eccessivo dal tetto sul quale era stato affrontato dai rivali in amore. Intorno al 1740 Balestrieri metteva mano alla redazione di un canzoniere amoroso in dialetto: un esercizio nuovo nella tradizione milanese, che ne allargava, colmando un vuoto, il ventaglio espressivo. Una parte di tale canzoniere costituisce la sezione centrale, dopo quella delle poesie varie e prima delle morali, delle Rimm milanes, che il Balestrieri pubblicò nel 1744 in un volume in quarto grande, illustrato con rami tratti da opere di vari artisti. Membro dell'Accademia dei Trasformati e traduttore in milanese della Gerusalemme liberata, la sua produzione dialettale fu caratterizzata da ricchezza di immagini efficacemente descrittive, espressività, coerente costruzione tematica e ricerca di resa scenica; essa influenzò tutta la successiva generazione di poeti milanesi, da Alessandro Garioni a Francesco Pertusati, da Giuseppe Carpani a Carlo Grato Zanella; ma soprattutto su di essa fece il suo apprendistato il Porta. Indipendentemente da ciò, la personalità poetica e culturale del Balestrieri è tale da far apparire doveroso l'omaggio di questo volume nel terzo centenario della nascita.

Sommario: Per il terzo centenario di Domenico Balestrieri (1714-2014). Felice Milani, Introduzione; Saggi: Felice Milani, Il Figliuol Prodigo di Domenico Balestrieri; Barbara Stagnitti, «Da partutt a guardà dovè se voeur, / Godii ona vista, che ve slarga el coeur». Domenico Balestrieri e le delizie delle villeggiature lombarde; Paolo Senna, Sintassi dispositiva e modulazioni della dedica nelle Rime toscane, e milanesi di Domenico Balestrieri; Cristina Tagliaferri, Domenico Balestrieri nei giudizi e nell'Opera di Giuseppe Parini; Note: Giovanni Biancardi, L'edizione delle Rimm milanes del 1744; Mirella d'Ettorre, Te dal numero ancor de' fidi amici; Inediti e rari: Paolo Bartesaghi, Domenico Balestrieri e Pasquale Agudio tra estro bernesco e serietà pariniana; Francesca Strazzi, Balestrieri e Manzoni: cronistoria di un'amicizia; Alia: Giorgio Baroni, Parini per un'etica del lavoro; Pietro Gibellini, Baffo in Belli?; Pier Angelo Perotti, Bimbi e ragazzi nei Promessi sposi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato cm 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 185.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-725-9
ISSN: 1828-2156
SKU: 2952

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