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7 - La "mirabile" natura. Magia e scienza in Giovan Battista Della Porta (1615-2015), Atti del Convegno internazionale, Napoli-Vico Equense, 13-17 ottobre 2015, a cura di Marco Santoro, 2016, pp. 376 con figure in bianco/nero n.t.

ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI SUL RINASCIMENTO MERIDIONALE
Diretta da Marco Santoro
Cm. 17 x 24, bross.
Atti

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Giovan Battista Della Porta, una delle personalità più intriganti del tardo Rinascimento, beneficiò presso i contemporanei di notevole fama, in Italia e all'estero. Ne sono eloquente testimonianza le numerose edizioni delle opere, tradotte in vari paesi europei, nonché i frequenti riferimenti ai suoi scritti presenti nella produzione di autorevoli secentisti. Il volume che qui si presenta raccoglie gli Atti del Convegno internazionale La "mirabile" natura: magia e scienza in Giovan Battista Della Porta (1615-2015), tenuto a Napoli e a Vico Equense nell'ottobre del 2015, con lo scopo di apportare ulteriori contributi alla comprensione della personalità, degli interessi, degli approdi letterari e scientifici di quest'autore, in occasione del quattrocentesimo anniversario della sua scomparsa. La stagione rinascimentale ha acquisito spessore e importanza particolari nell'area dell'Italia meridionale ed è quindi più che lecito raccoglierne l'eredità culturale e promuoverne la divulgazione e l'assimilazione, per beneficiare di una 'lezione' tuttora preziosa. In questa prospettiva, l'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento Meridionale si è fatto promotore negli ultimi anni di vari convegni (sullo stesso Della Porta, sulle carte aragonesi, su Petrarca e Napoli, sul Valla e sul ruolo della donna nel Rinascimento meridionale) che, approdati puntualmente alla pubblicazione degli Atti, hanno recato un contributo non secondario alla focalizzazione degli argomenti trattati. Questo Convegno, articolato in cinque giornate, ha visto la presenza di trenta relatori i cui contributi sono tutti contenuti nel volume. Con organicità, le relazioni, al di là della loro validità scientifica individuale, si sono magistralmente inserite, quali tasselli artistici di grande resa ed effetto, nel mosaico complessivo dell'iniziativa, tracciando un itinerario ermeneutico sulla figura e l'opera del Della Porta indubitabilmente di non comune profondità e di spiccato pregio documentario.

Sommario: Marco Santoro, Presentazione. Cronaca del Convegno, a cura di Alfonso Ricca. Martedì 13 ottobre, Sala dei Baroni, Maschio Angioino, Napoli. Saluti delle Autorità. Marco Santoro, Introduzione al Convegno. Avvertenza. Giovanni Muto, La vita politica e sociale della capitale vicereale al tempo di Giovan Battista Della Porta; Maurizio Torrini, La fortuna storiografica di Della Porta. Mercoledì 14 ottobre, Sala polifunzionale, Istituto SS. Trinità, Vico Equense: Bruno Basile, "Riflessi dell'anima". La fisiognomica prima e dopo Della Porta; Miguel Ángel González Manjarrés, Anotaciones críticas de Giovan Battista Della Porta a la Fisiognomía de Pseudo Aristóteles; Alfonso Paolella, L'autore delle illustrazioni delle Fisiognomiche di Della Porta e la ritrattistica. Esperienze filologiche; Marco Santoro, Filippo Finella e la fisionomia "naturale"; Éva Vígh, Moralità e segni fisiognomici nel Della fisonomia dell'huomo di Giovan Battista Della Porta; Anna Cerbo, Giovan Battista Della Porta e il Delli fondamenti dello stato di Scipione Di Castro; Raffaella De Vivo, Tecnica e scienza nelle opere di Giovan Battista Della Porta; Antoni Malet, Della Porta, Kepler, and the changing notion of optical image c. 1600; Annibale Mottana, Della Porta e le gemme: da meraviglie naturali a materia adulterabile e migliorabile. Giovedì 15 ottobre, Villa Della Porta, Vico Equense: Donald Beecher, Giovan Battista Della Porta's The sister from the commedia erudita to jacobean city comedy; Françoise Decroisette, Le tracce dello spettatore nei prologhi comici di Giovan Battista Della Porta; Paola Trivero, L'Ulisse: tradizione letteraria e canone tragico. Venerdì 16 ottobre, Castello Giusso, Vico Equense: Armando Maggi, Magia e demonologia nelle opere di Della Porta; Paolo Piccari, L'arte della memoria in Giovan Battista Della Porta; Oreste Trabucco, Nel cantiere della Magia; Michaela Valente, Della Porta inquisito, censurato e proibito; Donato Verardi, Giovan Battista Della Porta. Il dibattito italiano sull'occulto naturale e l'astrologia (sec. XV-XVI); Marco Guardo, Federico Cesi e La vita di Giovanni Battista Porta Linceo; Salvatore Ferraro, Tipografi itineranti a Vico Equense (1584-1599) nell'età di Giovan Battista Della Porta e Paolo Regio. Sabato 17 ottobre, Sala polifunzionale, Istituto SS. Trinità, Vico Equense: Gianni Antonio Palumbo, La Villa dellaportiana tra esperienza e tradizione letteraria; Luigia Laserra, «Non cede l'arte a la natura il vanto / ne l'artificio del giardin» : l'innesto quale sintesi ideale fra Natura e Arte nelle pagine della Villa; Anna Giannetti, Le Villae di Giovan Battista Della Porta e la tradizione della villa napoletana; Luana Rizzo, Il recupero delle fonti classiche della retorica di Aristotele e di Cicerone nella De humana physiognomonia di Giovan Battista Della Porta; Eugenio Refini, «Io vorrei trasformarmi in libri» : note sul carteggio dellaportiano; Vincenzo Trombetta, Giovan Battista Della Porta nell'editoria napoletana dell'Ottocento. Abstracts. Profili degli autori. Appendice iconografica. Indice dei nomi, a cura di Giovanna Maria Pia Vincelli.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano grigio chiaro con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 78.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-850-8
E-ISBN: 978-88-6227-602-3
ISSN:
SKU: 3080

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24 - I Domenicani e la letteratura, a cura di Paola Baioni, introduzione di Carlo Delcorno, 2016, pp. 192 con figure in bianco/nero n.t.

BIBLIOTECA DELLA «RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA»
Diretta da Giorgio Baroni

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

A settant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale che provocò il massiccio esodo delle popolazioni italiane giuliano-dalmate, sradicate quasi totalmente dai loro millenari insediamenti, è attuale e urgente una sistemazione della memoria di ciò che esse furono per secoli. Proprio per questo è sorto e vive l'I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata; fra le sue iniziative, questo convegno internazionale sulla Letteratura dalmata italiana, che ha portato a Trieste un centinaio di studiosi da diversi continenti perché esaminassero la portata, i contenuti, le connessioni dell'espressione scritta nei secoli in italiano da coloro che vivevano sulla costa orientale dell'Adriatico, da Fiume all'Albania escluse, in forme di aggregazione e di reggimento politico variate nel tempo, dalla totale autonomia di Comuni e Repubbliche marinare, al dominio veneziano, ungherese, austriaco e francese e alla parziale unione all'Italia nella prima metà del Novecento. Il provvisorio inventario della produzione letteraria dalmata nei secoli, realizzatosi con il convegno ed espresso negli atti, dimostra che anche per Dalmazia può venir circoscritto un campo letterario ben riconoscibile rispetto ad altri e che essa ha avuto una creatività paragonabile alla media delle regioni italiane della penisola di fronte; un fenomeno abbastanza rilevante da incidere sulla valutazione globale delle letteratura italiana. Dalla linguistica alla letteratura in prosa e in versi, accanto a caratteristiche assimilabili ad altre nate in simili situazioni storiche e geografiche, la cultura dalmata ne presenta almeno una assolutamente sua: la precarietà del proprio status, dovuta alla coscienza dell'esilio. Su quest'ultimo aspetto si sono così soffermati molti dei contributi, mentre altri hanno colto la ricchezza pluriculturale basata su elementi allotri, che si declinano in ciascun autore in maniera diversa e che costituiscono la sostanza di una cultura ricca e raffinata.

Sommario: Carlo Delcorno, Introduzione. Dante, Petrarca e i Domenicani: Sabrina Stroppa, «D'amendue / si dice l'un pregiando»: san Domenico nel Paradiso; Edoardo Fumagalli, Francesco Petrarca e Tommaso d'Aquino: un incontro e molta reticenza. La predicazione: Ginetta Auzzas, Aspetti letterari nello Specchio della vera penitenzia di Iacopo Passavanti; Simone Tarud Bettini, «Così sia punta»: criteri compositivi, classificazione dei peccati e categorie di peccatori nel Pungilingua di Domenico Cavalca; Erminia Ardissino, Il condottiere dei Predicatori. Maurizio Di Gregorio e la retorica sacra di primo Seicento; Andrea Canova, Matteo Bandello, letterato e testimone del Rinascimento. La lauda, la trattatistica, i volgarizzamenti: Matteo Leonardi, «Laudare, benedicere, praedicare»: le laude d'ispirazione domenicana; Silvia Serventi, Il tema agostiniano dell'amore nella predicazione e nella trattatistica domenicana tra Tre e Cinquecento; Stefano Cremonini, Non in foglie di parole. I volgarizzamenti di ambito domenicano fra Tre e Quattrocento; Rossana Vanelli Coralli, Il volgarizzamento della Vita Mariae Oigniacensis attribuito a Giovanni Dominici. Devozione e scrittura femminile: Gianni Festa, Tra Arcadia e devozione domenicana: il Rosario di Maria Vergine di Francesco De Lemene (1634-1704); Rita Librandi, Un sistema di metafore tra spiritualità e realtà sensibile nelle lettere di Caterina da Siena; Paola Baioni, Le lettere di Santa Caterina de' Ricci.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo oro con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 38.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-852-2
ISSN: 1828-8731
SKU: 3078

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Law and Economics in 20th-century Europe: History and Methodology, edited by Sophie Harnay and Thierry Kirat, 2016, pp. 252 (XXIII, 2015/3)

HISTORY OF ECONOMIC IDEAS · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

For a number of years now, the history of relations between the law and economics in the 20th century has been the focus of many, in-depth studies (Harnay, Marciano, Hovenkamp, Medema, Mercuro, Pearson). Nonetheless, these works have primarily focused on the United States and largely neglected the corresponding situation in Europe. Consequently, the European dimension of the recent history of the economics of law, economic law and the economics of institutions is still relatively unexamined. This special issue of History of Economics Ideas stems from the international workshop 'Economics and the Law in Europe in the 20th Century: History and Methodology' (Université Paris Dauphine, September 2014) and its innovative goal is to propose some foundations for a development of a history of relations between the science of economics and legal science in twentieth century Europe. Many questions arise; for example, when did investigation of the intersection of economics and the law emerge in Europe? How did this influence evolve during the 20th century? Are there specific European characteristics in the analysis of the relation between the law and economics? Is the legal analysis integrating economics led by private or public lawyers? Are there specifically European schools of legal thought integrating a relationship with economics? The objective is to begin to offer answers to some of these questions. Thus, this special issue explores several contributions, influences, and inquiries into relations between the economic and legal disciplines. Obviously, it does not claim to cover the entire field of 20th century history of European economic and legal thought, but it can list several major European contributions, the origins of which still reveal key moments in the development of certain lines of thought. (From Introduction)

Da un certo numero di anni a questa parte la storia dei rapporti tra il diritto e l'economia nel Ventesimo secolo è al centro di molti e approfonditi studi (Harnay, Marciano, Hovenkamp, Medema, Mercuro, Pearson). Tuttavia, questi lavori si sono concentrati principalmente sugli Stati Uniti, trascurando in gran parte la corrispondente situazione in Europa. Di conseguenza, la dimensione europea della storia recente dell'economia del diritto, del diritto dell'economia e dell'economia delle istituzioni è ancora relativamente non studiata. Questo numero speciale di History of Economics Ideas nasce dal workshop internazionale 'Scienze economiche e diritto in Europa nel Ventesimo secolo: storia e metodologia' (Università Paris Dauphine, settembre 2014) e il suo obiettivo innovativo è quello di proporre alcune basi per lo sviluppo di una storia delle relazioni tra la scienza economica e la scienza giuridica nell'Europa del Ventesimo secolo. Molte domande sorgono; per esempio, quando emerge in Europa la ricerca dei settori di intersezione fra economia e diritto? Come si è evoluta questa influenza reciproca nel corso del Novecento? Ci sono caratteristiche europee specifiche nell'analisi del rapporto tra diritto ed economia? L'analisi giuridica che integra la scienza economica è condotta da uomini di legge privati o pubblici? Ci sono scuole specificatamente europee di pensiero giuridico che integrino un rapporto con l'economia? L'obiettivo è iniziare ad offrire risposte ad alcune di queste domande. Così, questo numero speciale esplora i diversi contributi, le influenze e le indagini relativi alle relazioni tra le discipline economiche e quelle giuridiche. Ovviamente, non pretende di coprire l'intero campo della storia del pensiero economico e giuridico europeo del Ventesimo secolo, ma può passare in rassegna i numerosi e principali contributi europei, le cui origini ancora individuano momenti chiave nello sviluppo di alcune linee di pensiero. (Dall'Introduzione).

Contents: Sophie Harnay, Thierry Kirat, Law and Economics in 20th-century Europe: History and Methodology. Introduction; Elodie Bertrand, An Underrated Originality of «The Problem of Social Cost»: The LSE Source; Samuel Ferey, Law and Economics and the Coase Theorem. A View from Coase's Papers and Correspondence; Steven G. Medema, Crossing the Atlantic with Calabresi and Coase: Efficiency, Distribution, and Justice at the Origins of Economic Analysis of Law in Britain; Roberto Pardolesi, Law and Economics in Italy: some Thoughts about the Academic and Judicial Reception of Eal; Sophie Harnay, A short History of Economic Analysis of Law in France 1980-2014. Preliminary Milestones; Cécile Bourreau-Dubois, Myriam Doriat-Duban, Law and Economics of Alimony: Marriage or Divorce?; Elisabeth Krecke, Posnerian Economic Analysis of Law and Kelsenian Legal Positivism: How Similar are They?; Régis Lanneau, To What Extent did European Legal Theory Pave the Way for an Economic Analysis of Law? Insights from Kelsen, Hart and Del Vecchio; Thierry Kirat, François Gény and Edouard Lambert. Two Legal Scholars on the Path of the Relationships between Economics and the Law.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 14 x 22. Legatura in brossura con copertina in cartoncino Murillo Fabriano bianco con stampa a due colori e plastificazione lucida.

Brossura / Paperback: Euro 200.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-847-8
ISSN: 1122-8792
SKU: 3076

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14 - Tra lyra e aulos. Tradizioni musicali e generi poetici, a cura di Luigi Bravi, Liana Lomiento, Angelo Meriani, Giovanna Pace, 2016, pp. 412 con figure in bianco/nero n.t.

QUADERNI DELLA «RIVISTA DI CULTURA CLASSICA E MEDIOEVALE
Diretta da Liana Lomiento

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

I saggi raccolti in questo volume costituiscono la versione riveduta e ampliata dei contributi presentati nel settembre 2014 a Urbino, in occasione del VII Annual Meeting di Moisa - International Society for the Study of Greek and Roman Music and its Cultural Heritage -, a conclusione della Scuola Estiva di Metrica e Ritmica Greca. Il tema prescelto intende promuovere una comune riflessione sui tratti che specificamente caratterizzano le diverse tradizioni musicali, aulodica, citarodica, lirica, e sul loro diverso combinarsi con i generi poetici propri del patrimonio letterario greco e romano. L'idea sottesa è quella di ricordare che ogni 'poesia' proveniente dalla Grecia antica è stata all'origine vero e proprio canto, e come tale essa andrebbe ogni volta percepita e interpretata. La raccolta include apporti innovativi e una ricca serie di filoni d'indagine. Tutti gli articoli arrecano un importante contributo alla ricostruzione dell'antico paesaggio sonoro e musicale, visto per sé e studiato nella sua contestualità sociale e funzionale. Un ruolo di primo piano vi gioca l'indagine che s'incentra sulla relazione tra i differenti generi poetici e la performance musicale loro propria. I contributi che animano questa sezione del volume sono nove. In essi sono studiati, fra gli altri, aspetti controversi di certa musica «da simposio», aspetti performativi ed enunciativi della poesia arcaica in quanto determinanti le forme poetiche e la musica del banchetto funebre e del threnos. Tre interventi s'incentrano sulla lyra, esaminando la sua articolazione tecnica e la sua storia, anche attraverso testimonianze figurative e scultoree. Ancora tre gli studi specifici sull'aulodia e tre i contributi della sezione dedicata alle 'Tradizioni musicali', incentrati su Platone, sull'Iliade e su Pindaro. La lettura neoplatonica del binomio lyra/aulos torna nella sezione dedicata alla letture filosofiche. Chiude il volume la sezione archeologica, con due contributi: uno sull'iconografia vascolare riferita a contesti dionisiaci; il secondo contenente un'ampia rassegna delle raffigurazioni relative all'accompagnamento musicale del canto.

Sommario: Liana Lomiento, Angelo Meriani, Premessa. Performance musicale e generi poetici: Andrew Barker, Plutarch, Quaestiones convivales, 704c4-705b6: The Host and the Musician; Luca Bettarini, Non solo syrinx: la presenza dell'aulos e degli strumenti a corda nella tradizione della poesia bucolica; Claude Calame, Generi poetici e circostanze della performance musicale: una rete di poesia melica?; Mariella De Simone, Gli strumenti musicali della lirica arcaica greco-orientale: svalutazione e riattivazione di paradigmi sonori e pratiche performative; Serena Ferrando, La performance citarodica e aulodica nel banchetto funebre locrese di VI sec. a.C.; Egert Pöhlmann, The Hymnus on the Holy Trinity from Oxyrhynchos (POxy 1786) and its Environments; Antonietta Provenza, Sirene nell'Ade. L'aulo, la lira e il lutto; Kamila Wyslucha, Cano versus lego. A characteristic of some Augustan poetic genres in connection to the manner of their performance; Amir Yerucham, Music and Cult Foundation in Euripides Bakchai. Lyra: Stefan Hagel, An invention worth fifty cows: Evidence for supra-regionality in tortoise shell lyre construction; András Kárpáti, Thamyras' Song Contest and the Muse Figures; Claudina Romero Mayorga, Mercury with lyre: a new interpretation of a Mithraic sculpture found in Hispania. Aulos: Nadia Baltieri, Aulós e 'Nuova' Danza. Una rilettura di Melanippide PMG 758 e Teleste PMG 805; Adelaide Fongoni, Atena e l'aulos nel Marsia di Melanippide (fr. 758 Page/Campbell) e nell'Argo di Teleste (fr. 805 a-c Page/Campbell); Sylvain Perrot, «A Lydian pipe and the Lydian tunes of the lyre serve me»: the Anonymous Aulodia (POxy XV, 1795) and the Genre of Aulody. Tradizioni musicali: Tosca Lynch, Why are only the Dorian and Phrygian Harmoniai accepted in Plato's Kallipolis? Lyre vs. Aulos; Joan Silva Barris, No Linos-song in Achilles' shield; Andrea Tessier, La colometria di Pindaro e il [perì métron] del Vat. Gr. 896: notitia editionis partim principis. Tra lyra e aulos: letture filosofiche: Sebastian F. Moro Tornese, Lyra and aulos in the Neoplatonic allegorical interpretation of myths. Tra lyra e aulos: la tradizione iconografica: Theodor E. Ulieriu-Rostás, Dionysiac strings? Towards an iconographic reassessment of late 5th and early 4th Century Athenian perceptions of mousike; Alexandra Goulaki-Voutyra, Singing to the lyra or the auloi. Indice dei passi citati.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Tiziano Fabriano muschio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

E-Book (pdf): Euro 120.00 Acquista / Buy - Login

ISBN: 978-88-6227-825-6
E-ISBN: 978-88-6227-826-3
ISSN:
SKU: 3074

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Enotri, Greci e Brettii nella Sibaritide. Atti della Giornata di studi in memoria di Silvana Luppino, 2016, pp. 208 con figure in bianco/nero n.t. (69, III, XXXVII, 2014)

RIASA · RIVISTA DELL'ISTITUTO NAZIONALE D'ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo fascicolo monografico della rivista «RIASA» pubblica gli Atti di un Convegno di studi organizzato dall'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte e dalla Società Magna Grecia in memoria di Silvana Luppino (1 dicembre 1950 – 12 aprile 2014), dedicato agli argomenti e agli ambiti di studio e di ricerca della studiosa. Silvana Luppino diresse dal 1981 l'Ufficio Scavi di Sibari e, successivamente, il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, del quale progettò e curò l'allestimento scientifico. Provvedendo alla tutela archeologica dell'attuale provincia di Cosenza, effettuando scavi e recuperi, illustrò e inquadrò nelle sue pubblicazioni i risultati delle scoperte effettuate nel corso della sua lunga attività d'ufficio. Il volume concentra l'attenzione su tutto il territorio della Sibaritide, sulla città di Sibari (di cui la studiosa curò la ripresa dell'indagine archeologica), su Francavilla Marittima, Cosenza, la valle del Crati e il territorio a nord di Crotone, riprendendo temi cari a Silvana Luppino, dai rapporti fra greci e indigeni, ai processi insediativi, alle interazioni culturali, per arrivare a problematiche inerenti la tutela dei monumenti e l'organizzazione di musei archeologici sul territorio.

Sommario: Pier Giovanni Guzzo, Premessa; Bibliografia di Silvana Luppino; Francesco Quondam, Il mondo indigeno della Sibaritide all'alba della colonizzazione greca; Camilla Colombi, Martin A. Guggisberg, Indigeni e greci prima e dopo Sibari: nuovi dati sulla continuità d'occupazione della necropoli di Macchiabate di Francavilla Marittima; Maria Tommasa Granese, Priscilla Munzi, Luigina Tomay, Ancora su Francavilla Marittima tra processi insediativi e interazioni culturali; Alessandro D'Alessio, Armando Taliano Grasso, Enotri, Greci e Brettii nella Valle del Crati: la scoperta del sito in località Area delle Fate a Rose (CS); Maria Letizia Lazzarini, Per la redazione del corpus epigrafico greco della Sibaritide; Angelo Maria Ardovino, Brevi riletture epigrafiche a proposito di Achei e non Achei; Federica Cordano, Graffiti greci arcaici da Sibari; Pier Giovanni Guzzo, Un anello da Cariati. Oreficerie greco–settentrionali in Italia meridionale; Maria Cerzoso, La necropoli di caccia di Favella: i reperti conservati presso il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza; A. Battista Sangineto, Cosenza antica alla luce degli scavi degli ultimi decenni; Roberto Spadea, A nord di Crotone: note peteline, pensando a Silvana.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 245.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-846-1
ISSN:
SKU: 3072

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118 - Lucilla Bonavita, Saggi di letteratura italiana. Da Dante per Pirandello a Orazio Costa, 2016, pp. 140

NUOVI SAGGI
Cm. 15 x 22,5 oppure 17,5 x 24,7

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«A volte è bello spaziare e vedere cose nuove. E questo è ciò che il presente volume ci permette di fare sia nel tempo che nei luoghi, nella poesia che nel teatro, nella letteratura che nella critica. I diciassette saggi di Lucilla Bonavita, alcuni già apparsi in riviste e atti di congressi, altri finora inediti, qui riuniti aprono non una, ma molte finestre su un paesaggio letterario che spazia da Dante Alighieri a Valentino Zeichen, dalla Firenze medievale alla Roma contemporanea, dall'Empireo del Paradiso ad un capannone di periferia. Non ci sorprende, quindi, se il volume ci presenta un paesaggio critico ricco di nuove vedute e inaspettate prospettive. Il sovversivismo linguistico di Dante, esule da Firenze, riappare nella poesia di Valentino Zeichen, esule da Fiume. Considerato da molti "il maggiore poeta italiano vivente", Valentino Zeichen "vive la sua ricerca in una dimensione isolata dal contesto culturale e in contrapposizione ad esso". Tra questi due poeti si schiera una variata gamma di scrittori italiani - Giovanni Boccaccio, Anton Francesco Grazzini, Ortensio Scamacca, Giovanni Perrone, Ugo Foscolo, Luigi Pirandello, Orazio Costa, Mario Luzi, Alda Merini. Non c'è, e non si può pretendere di trovare in questa collezione di saggi un filo conduttore unico; vi troviamo, invece, un florilegio da offrire al lettore, un dono ricco di profonde considerazioni su alcuni momenti della letteratura italiana. Le vaste e profonde conoscenze di Lucilla Bonavita ci invitano a volgere uno sguardo nuovo su vari aspetti della letteratura italiana dal quattordicesimo al ventunesimo secolo» (dalla Prefazione).

Sommario: Prefazione di Konrad Eisenbichler. Introduzione. Esperienze poetiche eterodosse nel canto I del Paradiso; Entro e oltre il Mediterraneo. Aspetti multietnici nelle novelle di Boccaccio; Boccaccio e le novelle al femminile nelle cene di Anton Francesco Grazzini; Il meraviglioso medievale nelle novelle di Boccaccio: il paese di cuccagna; Ortensio Scammacca: la Rosalia tra religione e politica; L'Ortis foscoliano e gli echi della XXVI lettera di Julie ou la Nouvelle Héloïse; La Lucilla disingannata di Giovanni Perrone tra letteratura e religione; Molly e l'italicità; Da I vecchi e i giovani all'epistolario pirandelliano: sguardo immutabile tra storia nazionale e famigliare; Dal figlio al padre: i contributi di Stefano Pirandello all'opera paterna; La risonanza europea dei sei personaggi nell'esperienza della direzione artistica del teatro d'arte; Orazio Costa Giovangigli e Mario Luzi: storia di un'amicizia; La trasformazione scenica della morfologia del poema: Rosales di Mario Luzi; La favola del figlio cambiato: la follia di Orazio Costa; La ricezione della devianza: il caso particolare de La favola del figlio cambiato nella regia di Orazio Costa Giovangigli; Il francescanesimo nella poesia di Orazio Costa; Deus et eros in Alda Merini: la linea orfica tra Spagnoletti e Pasolini; Oltre l'antilirismo: echi e suggestioni liriche nella poesia di Valentino Zeichen.

Composto in carattere Fabrizio, disegnato da Ari Rafaeli.
Formato 17,5 x 24,7. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 34.00 Acquista / Buy

E-Book (pdf): Euro 34.00 Acquista / Buy - Login

ISBN: 978-88-6227-854-6
E-ISBN: 978-88-6227-855-3
ISSN: 1722-5221
SKU: 3070

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III - Filippo Coarelli, Pergamo e il re. Forma e funzioni di una capitale ellenistica, 2016, pp. 304, con figure in bianco/nero n.t.

STUDI ELLENISTICI · SUPPLEMENTI
Diretta da Biagio Virgilio
Cm 17,5 x 24,7

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il tema di questo volume, sviluppato in primo luogo nell'ambito dell'insegnamento e in occasione di alcune mostre sul tema della ricostruzione del Gruppo dei Galati Ludovisi, è stato in un secondo tempo ampliato dall'autore all'intera topografia storica di Pergamo, sulla base di un'ampia ricerca sulle fonti (letterarie, epigrafiche, numismatiche e archeologiche in senso lato), da cui emergono alcune novità rispetto agli studi precedenti. Un ampio materiale dunque, che ha richiesto una rivisitazione globale, in estensione e in profondità. In particolare le testimonianze epigrafiche, spesso tenute in scarsa considerazione, hanno fornito una documentazione decisiva per la ricostruzione degli aspetti urbanistici e topografici di Pergamo antica, determinando nuove ipotesi sulla collocazione di importanti edifici e monumenti. La città ha infatti restituito una messe eccezionale di iscrizioni, spesso scoperte in situ, o almeno non lontano dal luogo originario: soprattutto su questa base l'Autore discute, per esempio, dell'identificazione della 'Theaterterrasse' con il gymnasion panegyrikòn; del Tempio di Roma e di Augusto con il Tempio di Athena Nikephoros; del cosiddetto 'Tempio R' con il Tempio di Dionysos Kathegemòn. Riconosce poi come estremamente probabile l'identificazione nel Grande Altare dell'ara di Zeus Sotér, localizzata da due iscrizioni nell'Agorà superiore; del cosiddetto Temenos für den Herrscherkult con un ginnasio e relativo heroon (forse di Pergamos, il fondatore mitico della città); dei tre ginnasi della parte bassa della città con un unico ginnasio, quello dei neoi; della grande casa adiacente all'Agorà inferiore (oggi casa dello scavo) con il Pritaneo. La speranza e l'auspicio è che queste pagine possano contribuire a riaprire un dibattito che appare da troppo tempo fossilizzato.

Sommario: Capitolo I. Culti attalidi e culti imperiali: 1. Il Tempio ionico della 'Theaterterrasse': Dionysos Kathegemòn o Asklepios Sotér ?; 2. Il 'Tempio R' : Asklepios o Dionysos Kathegemòn ?; 3. Il Traianeum e il culto di Zeus Philios; 4. Il Tempio di Hera Basileia e la statua di Adobogiona; 5. Da Athena Nikephoros a Roma e Augusto. Capitolo II. Athena nikephoros e la vittoria degli Attalidi: 1. Il temenos di Athena Nikephoros: struttura architettonica e cronologia; 2. I grandi donari; 3. Il donario circolare e la ricomposizione del gruppo Ludovisi. Capitolo III. Il grande altare e il culto dei fondatori: 1. Data e identificazione del monumento; 2. Pergamos e Telephos; 3. I ginnasi di Pergamo. Capitolo IV. I percorsi processionali e le cerimonie dinastiche: 1. L'apantesis di Attalo III; 2. Il Pritaneo di Pergamo; 3. Diodoros Pasparos; 4. Mitridate e la pompé di Tolemeo Filadelfo. Capitolo V. Le mura, il Nikephorion e l'Asklepieion: 1. Le mura di Pergamo e gli assedi della città; 2. Nikephorion, Aphrodision, Asklepieion; 3. L'Asklepieion nel periodo imperiale. Abbreviazioni e bibliografia. Elenco delle illustrazioni. Indice.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-818-8
ISBN Rilegato: 978-88-6227-819-5
E-ISBN: 978-88-6227-820-1
ISSN: 1828-5864
SKU: 3068

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Studies on the Greek Epic Cycle, edited by Giampiero Scafoglio, 2015, voll. 2, pp. complessive 324 (voll. 7, 2014; 8, 2015)

PHILOLOGIA ANTIQUA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

At present the Epic Cycle has become a subject à la page, much better known than a few years ago and much more attractive in the eyes of scholars. The synergy between the cyclic epics and Homeric studies has created a virtuous circle, insofar as the former has benefited from the theoretical and methodological discussion over the latter; but at the same time a clearer vision of the Epic Cycle has increased the knowledge and improved the view of the Iliad and the Odyssey. In this volume the articles differ widely from each other as also in their basic ideas on Homeric and cyclic poetry, approaches and working methods; but their diversity is a great opportunity to present a plurality of views that could engage in a lively and constructive dialogue, and help to produce an overall picture that went to capturing something of the Epic Cycle's complexity and multi-faceted nature. So the purpose of this volume is not to study the Epic Cycle in an isolated and 'static' fashion, but it is to try to view it in its dynamic and diachronic development; to judge it against the backdrop of the oral tradition and the rhapsodic practice; and to put it in relation to other contemporary and later cultural and literary productions. The first part of the book is devoted to the Epic Cycle viewed in the context of archaic culture, hand in hand with the Homeric poems, but including discussion too of Hesiod. The second part, on the other hand, deals with the presence of the Epic Cycle in later literature, covering a long period from the Hellenism to Late Antiquity.

Oggi il Ciclo epico è diventato un soggetto di moda, molto più conosciuto rispetto a qualche anno fa e molto più attraente agli occhi degli studiosi. La sinergia tra le epopee del Ciclo e gli studi omerici ha creato un circolo virtuoso, in quanto la prima ha beneficiato della discussione teorica e metodologica su questi ultimi; ma allo stesso tempo una visione più chiara del Ciclo epico ha aumentato la conoscenza e migliorato la prospettiva sull'Iliade e sull'Odissea. In questo volume gli articoli sono molto diversi gli uni dagli altri, sia nelle idee di base sulla poesia omerica e del Ciclo, sia sugli approcci e metodi di lavoro; ma la loro diversità è una grande opportunità per presentare una pluralità di punti di vista che potrebbero intrecciarsi in un dialogo vivace e costruttivo e contribuire a produrre un quadro complessivo che potrebbe catturare qualcosa della complessità epica e della natura multiforme del Ciclo. Così lo scopo di questo volume non è studiare il Ciclo epico in un modo isolato e 'statico', ma di tentare di visualizzarlo nel suo sviluppo dinamico e diacronico; giudicarlo sullo sfondo della tradizione orale e della pratica rapsodica; e di metterlo in relazione con altre produzioni culturali e letterarie contemporanee e successive. La prima parte del volume è dedicata al Ciclo visto nel contesto della cultura arcaica, di pari passo con i poemi omerici, comprendendo nella discussione anche Esiodo. La seconda parte, invece, si occupa della presenza del Ciclo epico nella letteratura successiva, dall'Ellenismo all'età tardoantica.

Sommario / Contents: I. Giampiero Scafoglio, Introduction. An Epic Cycle revival; Gregory Nagy, Homeric cross-referencing to a Cyclic tradition of performance; Giampiero Scafoglio, Un guerrier qui vient de loin. Ajax de la tradition pré-homérique à l'Iliade; Françoise Létoublon, Le Palladion dans la guerre de Troie: un talisman du cycle épique, un tabou de l'Iliade; Elton T. E. Barker, Joel P. Christensen, Odysseus's Nostos and the Odyssey's Nostoi: rivalry within the Epic Cycle; Jonathan S. Burgess, The Death of Odysseus in the Odyssey and the Telegony; Livio Sbardella, La Teogonia esiodea e quella ciclica: competizione narrativa e tradizioni rapsodiche. Authors and abstracts. II. Jean-Fabrice Nardelli, L'Orient dans le Cycle; Evina Sistakou, The epic mythology in Apollonius Rhodius' Argonautica; Giovanni Cerri, I poemi ciclici nel giudizio di Aristotele e di Quinto Smirneo; Thomas Gärtner, Mantik und Heilkunde. Zukunftsvoraussage und Zukunftsgestaltung im Oenone-Mythos. Authors and abstracts.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 245.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-831-7
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SKU: 3066

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Fondamentalismo e intolleranza religiosa nelle religioni monoteiste, a cura di Verónica Roldán, 2016, pp. 136 (Anno XXX, 83, settembre-dicembre 2015)

RELIGIONI E SOCIETÀ · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Oggi il termine 'fondamentalismo' ha assunto una connotazione negativa nell'opinione pubblica, conseguenza di diversi processi significativi, tra cui quello, più recente e di portata globale, determinato dalle conseguenze dell'11 settembre 2001. Si rileva come le diverse religioni offrano all'uomo moderno elementi di identificazione sociale, ma soprattutto pubblica, e siano canali di partecipazione ad una vita comunitaria in un contesto caratterizzato da un vertiginoso processo di globalizzazione. L'uomo contemporaneo vede tale processo come un momento di grande disorientamento generale: la religione viene recuperata, quindi, non solo per la sua funzione integratrice, cioè come forma valoriale e normativa ma anche, e soprattutto, nella sua essenza, nella sua dimensione spirituale-sacrale. Il 'fondamentalismo' dà un'importanza centrale al religioso, che diviene così un ambito in cui si possono recuperare i valori che stanno alla base del bene comune: giustizia, solidarietà, famiglia, fratellanza, ricerca della Verità: ciò comporta, come risultato, l'espansione e l'affermazione degli aspetti religiosi in ambito pubblico. Questo numero monografico della rivista «Religioni e Società» è dedicato appunto all'analisi del fondamentalismo, sia dalle sue origini, sia nella sua accezione attuale, in relazione al tema della tolleranza. Si considera inoltre un aspetto caratteristico del nostro momento storico: la diversità religiosa con cui ogni comunità spirituale si trova a confrontarsi a partire dalle proprie credenze. I contributi di carattere sociologico, antropologico, storico, filosofico, teologico, trattano del fondamentalismo, dell'intolleranza religiosa, della responsabilità delle Chiese ma anche della memoria, del dialogo, dei valori.

Sommario: Arnaldo Nesti, Editoriale. Aspetti del fondamentalismo nelle religioni monoteiste; Mario Manganaro, Premessa. Fondamentalismo e intolleranza. Un problema dai molteplici aspetti; Verónica Roldán, Introduzione. Saggi: Verónica Roldán, Il fondamentalismo religioso nelle società contemporanee; Paolo De Nardis, Gli intolleranti e gli indifferenti; Morris L. Ghezzi, Tolleranza come limite dei propri valori; Paolo Benanti, L'intolleranza: una frattura nella memoria interpretante credente; Paolo Ricca, Il virus dell'intolleranza: la responsabilità delle Chiese; Riccardo Di Segni, Intolleranza impossibile; Yahya Pallavicini, Il dialogo e lo sforzo. Note scientifiche: Bruno Mazzara, Pregiudizi e ostilità nei confronti del diverso; Guido Modiano, Bianca Maria Cinimelli, Le intolleranze per le «diversità ereditarie fra gruppi»; Gianfranco Biondi, Olga Richards, L'uomo: una specie senza razze; Maria Gioia Di Cristofaro Longo, Dal pregiudizio alla cultura della pace; Giorgio Villa, Il capro espiatorio come espressione di intolleranza sociale. Dialoghi e documenti: Mario Pesce, Ricordo di una brillante donna e intellettuale. Recensioni.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24,5. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-848-5
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23 - Letteratura dalmata italiana, Atti del Convegno internazionale, Trieste, 27-28 febbraio 2015, a cura di Giorgio Baroni e Cristina Benussi, 2016, pp. 500

BIBLIOTECA DELLA «RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA»
Diretta da Giorgio Baroni

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

A settant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale che provocò il massiccio esodo delle popolazioni italiane giuliano-dalmate, sradicate quasi totalmente dai loro millenari insediamenti, è attuale e urgente una sistemazione della memoria di ciò che esse furono per secoli. Proprio per questo è sorto e vive l'I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata; fra le sue iniziative, questo convegno internazionale sulla Letteratura dalmata italiana, che ha portato a Trieste un centinaio di studiosi da diversi continenti perché esaminassero la portata, i contenuti, le connessioni dell'espressione scritta nei secoli in italiano da coloro che vivevano sulla costa orientale dell'Adriatico, da Fiume all'Albania escluse, in forme di aggregazione e di reggimento politico variate nel tempo, dalla totale autonomia di Comuni e Repubbliche marinare, al dominio veneziano, ungherese, austriaco e francese e alla parziale unione all'Italia nella prima metà del Novecento. Il provvisorio inventario della produzione letteraria dalmata nei secoli, realizzatosi con il convegno ed espresso negli atti, dimostra che anche per Dalmazia può venir circoscritto un campo letterario ben riconoscibile rispetto ad altri e che essa ha avuto una creatività paragonabile alla media delle regioni italiane della penisola di fronte; un fenomeno abbastanza rilevante da incidere sulla valutazione globale delle letteratura italiana. Dalla linguistica alla letteratura in prosa e in versi, accanto a caratteristiche assimilabili ad altre nate in simili situazioni storiche e geografiche, la cultura dalmata ne presenta almeno una assolutamente sua: la precarietà del proprio status, dovuta alla coscienza dell'esilio. Su quest'ultimo aspetto si sono così soffermati molti dei contributi, mentre altri hanno colto la ricchezza pluriculturale basata su elementi allotri, che si declinano in ciascun autore in maniera diversa e che costituiscono la sostanza di una cultura ricca e raffinata.

Sommario: IRCI, Presentazione. Ringraziamenti. Giorgio Baroni, Cristina Benussi, Introduzioni. Pietro Frassica, Ragusa nella rappresentazione mitica dei Filelfo; Maria Pagliara, Giovan Battista Biondi romanziere; Vicente González Martín, Lettere di Piero Pillepich a Miguel De Unamuno: un rapporto di lavoro; Marina Paino, L'Esilio di Enzo Bettiza tra storia e letteratura; Donato Pirovano, Mussafia e il testo della Divina Commedia; Vittorio Roda, Il poeta e romanziere Giovanni Perich (1941-2013);Andrea Rondini, Il calvario dell'italianità: Vola colomba di Bibi Dalai Pietrantonio e Gianni Grigillo; Antonio Sichera, Il dio greco. Forme del religioso e tensione metafisica nella scrittura di Alberto Savinio; Alfredo Luzi, La poesia di Luigi Miotto e la terra di Dalmazia; Zivko Nizic, Nikolina Gunjevic Kosanovic, Uso ed abuso del cibo nelle opere di Petronio, Dante, Malaparte e Bettiza; Giulia Vannoni, L'interesse per scienza e tecnologia nel teatro d'opera: il caso Colautti; Ana Bukvic, Intertestualità e reminiscenze letterarie nel dramma lirico Paolo e Francesca di Arturo Colautti; Nedjeljka Balic-Nizic, Arturo Colautti e Zara; Paolo Patrizi, Riesumazione di una primadonna; Roberto Norbedo, Per Slataper critico. Colautti, Tommaseo, Filippo Zamboni e Il mio Carso; Milena Montanile, Sul Canzoniere di Paolo Paladini; Kim Hee Jung, La Cina riflessa sullo specchio occidentale; Guglielmo Barucci, «Un sordo tuttavia la mente ha pura». Le satire di Savino de' Bobali; Pierino Venuto, Le Rime amorose, pastorali et satire di Savino de' Bobali. Aspetti linguistici; Chiara Rosato, Le Rime di Savino Sordo de' Bobali: temi e topoi; Marija Bradaš, Un contributo alla biografia di Giovanni Nikolic, traduttore dalmata; Valter Boggione, «Il mio romanzo enciclopedico». Tommaseo e la tensione all'enciclopedismo; Francesca Geymonat, Carlo Cattaneo recensore di Fede e Bellezza; Sergio Portelli, Le traduzioni inglesi delle poesie di Niccolò Tommaseo; Patrizia Paradisi, Uno scambio di epigrammi latini fra Niccolò Tommaseo e Biagio Ghetaldi; Dušica Todorovic, «E ora i consigli di mia cugina, a te li ripeto, mio buon amico». A proposito di Due baci di Tommaseo; Anna Tylusinska-Kowalska, La Dalmazia negli scritti autobiografici di Niccolò Tommaseo; Luigi Martellini, Pasolini lettore e traduttore (in friulano) di Tommaseo; Giovanni Fighera, Antonio Lubín dantista; Valentino Della Casa, Fortunio lettore e filologo di Dante: quando la grammatica riscopre la Commedia; Attilio Cicchella, Dante all'inferno. Il caso Mirko Deanovic; Maria Gabriella Riccobono, Figure femminili e ordine politico nel commento di Tommaseo alla Commedia; Tiziana Piras, Antonio Lubín e le polemiche suscitate dal suo commento alla Divina Commedia; Paulina Piotrowicz, I legami tra Il libro dell'arte di mercatura di Benedetto Cotrugli e De re uxoria di Francesco Barbaro; Carla Carotenuto, Trieste tra storia, mito, letteratura. Il fantasma di Trieste di Enzo Bettiza; Michela Rusi, Il viaggio nella scrittura di Enzo Bettiza; Federica Millefiorini, «Con l'Italia davanti e la Bosnia a ridosso»: la Dalmazia di Enzo Bettiza; Silva Bon, La Trieste di Enzo Bettiza. Dall'analisi di Il fantasma di Trieste e Mito e realtà di Trieste; Francesca Bottero, Enzo Bettiza lettore di Guido Piovene; Gianni Cimador, Il libro perduto, ovvero la letteratura della totalità; Corinna Gerbaz Giuliano, Il pensiero politico nei testi di Enzo Bettiza; Raffaele Cavalluzzi, Kezich tra Svevo e Joseph Roth: la crudeltà dello scrittore; Francesca Strazzi, Nel nome di d'Annunzio. Ledvinka e le imprese italiane per terra, aria e mare; Cinzia Gallo, Flora, la «dalmata italiana» di Maria Rosaria Dominis; Nicolò Massucco, Primi appunti sulle Intime liriche di Virgilio Paganello; Irene Visintini, La suggestiva poetica di Luigi Miotto spalatino (1924-2012); Eliana Moscarda Mirkovic, La dimensione storica della Dalmazia entro gli spazi narrativi di Annamaria Tiberi; Dario Sacchi, Una cosmologia settecentesca tra filosofia e scienza: Ruggero Giuseppe Boscovich interlocutore di Newton e di Leibniz; Enrico Zucchi, La drammaturgia musicale di Cristoforo Ivanovich nella crisi delle istituzioni repubblicane: il caso di Il Coriolano; Danijela Janjic, Autori dalmati nella Bibliografia del Montenegro di Pero Chotch; Marijana Milkovic, Stefano Sciugliaga. Alcune osservazioni sulla commedia nelle Nozze involontarie della Signora Commedia Italiana col Signor Conte Popolo Signor del Basso Piano con qualche accenno alle altre sue opere; Anna Maria Salvadè, Giulio Bajamonti poeta: moralità e scienza nell'epistola Il viaggio (1784); Carlo Cetteo Cipriani, Luciano Morpurgo: la poetica dell'ebraismo spalatino; Elena Rondena, Francesco Carrara: un ponte tra la cultura italiana e dalmata; Daniela De Liso, Riccardo Forster e l'avventura di «Flegrea» (1899-1901); Martina Damiani, Fabrizio Fioretti, La ricezione critica delle opere teatrali del letterato zaratino Gerolamo Enrico Nani; Claudio D'Antoni, Francesco de Suppé Demelli: musica e poetica della leggerezza; Francesco Sestito, La 'grammatica del giudizio': aperture a opzioni non puristiche nella Grammatica della lingua italiana di Giovanni Moise; Fabio Russo, Nicola Petreo di Curzola e la sua cultura greca nel Salento del XVI sec. Oggi Dario Fertilio in dialogo con Bettiza; Marianna Deganutti, La Dalmazia dei sensi. Il paesaggio sinestesico di Luigi Miotto; Pietro Zovatto, La nozione di poesia in Liana De Luca; Gianna Mazzieri Sankovic, L'universo femminile nell'opera di Liana De Luca; Carmen Sari, Giorgio Gaspar: racconti dell'esilio; Alberto Brambilla, Sport e poesia: una scheda per Fughe nei secondi di Vladimiro Miletti; Fulvio Senardi, Vladimiro Miletti, tra Futurismo e restaurazione; Giulia Delogu, «Allora Dalmazia felice sorgerà». La poesia di Niccolò Ivellio tra cronaca, politica e sentimento; Chiara Galassi, Sergio Maria Katunarich, una conversione nella letteratura dalmata; Rosa Necchi, «L'acume della critica, l'eleganza dello stile, e una certa onesta libertà». Appunti sulle relazioni fra Pier Alessandro Paravia e Angelo Pezzana; Milena Contini, L'orazione Del sentimento domestico nelle sue relazioni con la letteratura di Pier Alessandro Paravia: un'appassionata esortazione a 'sentire' prima di scrivere; Annalisa Listino, «Formar non solo il grande scrittore, ma, ciò che è più, il vero cittadino». Pier Alessandro Paravia studioso della letteratura italiana; Paolo Ambrosi, La patria e l'educazione giovanile. Le prolusioni torinesi di Pier Alessandro Paravia; Massimo Colella, «Principal lume della volgar lingua e poesia». Pier Alessandro Paravia lettore di Dante; Patrizia Zambon, Profilo di Beatrice Speraz; Marwa Abdel Moneim Abdel Raouf Mohamed Tantawy, Il mondo proletario contadino: un'altalena di sentimenti contradditori in Tre donne di Beatrice Speraz (pseudonimo Bruno Sperani); Cecilia Giordano, Gli studi danteschi di Serafino Raffaele Minich; Lilith Meier, Gli studi danteschi di Adolfo Mussafia; Alessandro Montevecchi, Machiavelli e Biondi: da Cesare Borgia a Riccardo III; Massimiliano Pecora, Le intemperanze di uno studente. Giovanni Lovrich, biografo di un malfattore e orgoglioso testimone delle comunità del «triplice confine»; Zeljko Djuric, Una bibliografia dalmata dimenticata (Otto von Reinsberg Düringsfeld, 1856); Anco Marzio Mutterle, Fidelia vent'anni dopo; Paola Ponti, «L'amante è un ladro»? Otello nel Figlio di Arturo Colautti; Raffaele Giglio, Arturo Colautti giornalista a Napoli; Zosi Zografidou, La figura di Fedora: dalla mitologia greca al dramma lirico di Colautti; Michela Toppano, La rappresentazione della donna in Fidelia di Arturo Colautti, tra sguardo estetico e diagnosi medica; Pedro Luis Ladrón de Guevara, L'amore dantesco oltre la morte nell'opera di Arturo Colautti; Pasquale Guaragnella, Paolo Sarpi, il mare Adriatico e gli Uscocchi; Elis Deghenghi Olujic, I Sentieri di luce di Tullio Bressan: appunti per una teoria della letteratura giovanile; Cristina Benussi, Il romanzo dalmata moderno: alcune considerazioni; Giorgio Baroni, Per una storia della letteratura dalmata italiana.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo oro con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-777-8
E-ISBN: 978-88-6227-778-5
ISSN: 1828-8731
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