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8 - La lamina di Demlfeld, a cura di Carlo De Simone, Simona Marchesini, 2013, pp. 108 con 21 figure e 6 tavole in bianco / nero n.t.

«MEDITERRANEA» · SUPPLEMENTI Diretta da Filippo Delpino Cm. 21,5 x 31

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

In questo volume miscellaneo si presenta lo studio di un documento iscritto proveniente dall'area retica. Si tratta di una tavola di bronzo di piccole dimensioni proveniente dal sito votivo di Demlfeld, presso Ampass (Innsbruck, Austria). Notizie relative al contesto e all'inquadramento storico del reperto vengono date in alcuni contributi di taglio archeologico e topografico. Un contributo linguistico sul nome di Ampass risulta inoltre un corredo necessario per l'inquadramento toponimico della zona di rinvenimento. L'interpretazione del luogo sacro come fanum, con offerte votive che riconducono al mondo femminile, costituisce un nucleo informativo attorno al quale collocare l'intento comunicativo del testo della lamina: la dedica agli Avasuera fatta da parte di un Kleimun. L'insieme dei dati contestuali forniti aiuta il lettore a collocare il documento nel suo ambiente di provenienza e a capire la 'situazione' di riferimento nel quale è stato prodotto. Il documento iscritto viene poi descritto negli aspetti epigrafici e linguistici. Un capitolo conclusivo presenta infine un aggiornamento storico-linguistico sullo stato della ricerca nei rapporti etrusco-retici-tirrenici. Ai rapporti tra Reti, Etruschi e Tirreni di Lemnos conduce infatti l'analisi testuale della lamina di Demlfeld, data la sua stretta connessione linguistica non solo con l'Etrusco, ma anche con la lingua delle iscrizioni di Lemnos. L'evidenza linguistica che ne scaturisce, di affinità genealogica tra le tre lingue, si pone come un nuovo, imprescindibile argomento alla faticosa ricostruzione del mondo pre- e protostorico europeo.

Sommario: Prefazione. Capitolo 1: Gerhard Tomedi, Il luogo di culto di Demlfeld presso Ampass. Capitolo 2: Ulrike Töchterle, Topografia archeologica del villaggio Ampass. Capitolo 3: Simon Hye, I materiali datanti. Capitolo 4: Ramona Blecha, Ornamenti femminili. Capitolo 5: Peter Anreiter, Sulla celticità del nome Ampass. Capitolo 6: Simona Marchesini, Descrizione epigrafica della lamina. Capitolo 7: Carlo de Simone, Analisi linguistica. Capitolo 8: Simona Marchesini, Considerazioni storico-linguistiche. Abstract. Tavole.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 21,5 x 31. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano beige con stampa a due colori.


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ISBN: 978-88-6227-552-1
E-ISBN: 978-88-6227-553-8
ISSN: 1827-0506
SKU: 2796

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Giuseppe Parini, Lettere, a cura di Corrado Viola, con la collaborazione di Paolo Bartesaghi e Giovanni Catalani, 2013, pp. 256

EDIZIONE NAZIONALE DELLE OPERE DI GIUSEPPE PARINI Diretta da Giorgio Baroni Cm 14,5 x 24,2

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume raccoglie integralmente le lettere pariniane finora note, databili dal 1752 al 1798. Si tratta di sessantasei epistole, inviate a trentanove destinatari, i cui testi sono stati sistematicamente ricollazionati sugli originali, cosa che ha permesso di correggere sviste ed errori delle stampe anche più recenti. I documenti, accomunati dall'esteriore caratterizzazione epistolare, sono talora intimamente diversi l'uno dall'altro (per occasione, motivo, scopi, stile, struttura…), tanto da configurare una varietà tipologica che va dalla vera e propria familiaris alla supplica scritta in terza persona, dalla lettera ufficiale, anche redatta per incarico e a nome di tutto un corpo («in nome de' Professori delle Scuole Palatine», n. 15), alla commendatizia, dall'accompagnatoria di altri testi fino al memoriale o a quella che oggi diremmo 'autocertificazione'. Le lettere gettano quindi luce sia sul ruolo pubblico del Parini, come intellettuale e funzionario, sia sugli aspetti più privati della sua vita, quelli legati all'amore, all'amicizia o alla salute, fornendo notizie e particolari spesso non ricavabili da altre fonti. Il corpus, corredato da un commento e, in alcuni casi, da un apparato critico-filologico che dà conto di correzioni d'autore, inserimenti e varianti, è preceduto da un'ampia introduzione e concluso da un ricco apparato di indici.

Sommario: Introduzione; Tavola delle abbreviazioni; Nota al testo: Il corpus: esclusioni e inclusioni; Fonti manoscritte; Fonti a stampa. Storia della fortuna e storia editoriale; La presente edizione; Criteri di trascrizione; Note; Distribuzione del lavoro; Ringraziamenti. Lettere. Indice cronologico e incipitario delle lettere; Indice dei destinatari; Indice dei nomi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Vergatone Magnani avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-556-9
ISBN Rilegato: 978-88-6227-557-6
E-ISBN: 978-88-6227-558-3
ISSN:
SKU: 2794

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2 - Domninus of Larissa, Encheiridion and spurious works, introduction, critical text, english translation, and commentary by Peter Riedlberger, 2013, pp. 288

MATHEMATICA GRAECA ANTIQUA Diretta da Fabio Acerbi e Bernard Vitrac Cm 17,7 x 25

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Domninus of Larissa was a contemporary and a fellow student of Late Antiquity's arguably most influential philosopher, Proclus (5th c. AD). Domninus' niche today is that of a curiosity in manuals and encyclopedias, a scientifically-minded, possibly Jewish, maverick philosopher, whose advocacy of serious science brought him into conflict with his colleagues; his sophistication is supposed to be evidenced by his extant mathematical treatises, one of which allegedly possesses distinctive Euclidean overtones. A late antique intellectual who did not share the indifference to mathematical method characteristic of many of his philosophical peers, who, furthermore, allegedly voiced his disaffection with the general veneration of Nicomachus of Gerasa and canvassed a return to Euclidean rigor – such a person obviously deserves more than the few studies done on him so far. This is especially true since prior work lacks a secure footing. Domninus' name is usually connected with three works, a short and straightforward introduction to arithmetic (the Encheiridion), a step-by-step procedure for the operation we would call and conceptualize as «division of a fraction by a fraction» (ancient mathematicians called and conceptualized this as «removal of a ratio from a ratio»), and a set of scholia on Nicomachus of Gerasa. None of these treatises was published hitherto in a satisfactory way. Therefore, the present book includes editions of all of these three texts; in the case of the scholia, this is the editio princeps. An evaluation of these texts seemed possible only through a circumstantial analysis of their contents. One of the important results obtained through this analysis is that the Encheiridion is the only treatise we can assign today with any degree of confidence to Domninus. But the present book is much more than an edition. In order to firmly ground Domninus in his historic setting, it was mandatory to review the history of the philosophical School of Athens, its members, its doctrines, and, most notably, its mathematical activities. This provides a background not only for the historical figure of Domninus, but also for all of the three works contained in this book (even the two spurious ones which still give valuable insights in the mathematical work carried out in Late Antiquity). This historical introduction to the cultural backdrop occupies about one third of the whole book, which, aside from the editions with facing translations and the commentaries, furthermore offers extensive indices. Based on a careful reevaluation of all available evidence, this books offers a radically different picture of Domninus, who is – perhaps disappointingly – much less singular or «modern» than he was imagined so far.

Domninus di Larissa è stato contemporaneo e seguace di Proclo, forse il più influente filosofo della tarda antichità (5° sec. d.C.). L'immagine di Domninus oggi è quella di una 'curiosità' nei manuali e nelle enciclopedie; un filosofo dotato di mentalità scientifica, forse ebraico, anticonformista, in conflitto con gli studiosi suoi contemporanei a causa della difesa di una scienza metodologicamente rigorosa; si pensa che la sua raffinatezza fosse evidenziata da suoi trattati matematici, uno dei quali caratterizzato presumibilmente da peculiari connotazioni euclidee. Un intellettuale tardo-antico che non condivideva l'indifferenza al metodo matematico, caratteristica di molti suoi colleghi, e che, inoltre, avrebbe espresso la sua disaffezione nei confronti della generale venerazione di Nicomaco di Gerasa e avrebbe sostenuto un ritorno al rigore euclideo. Una figura del genere merita ovviamente più che i pochi studi fatti su di lui fino ad oggi. Questo è particolarmente vero in quanto il lavoro preliminare è privo di un appoggio sicuro. Il nome di Domninus è di solito collegato a tre opere, un'introduzione breve e diretta all'aritmetica (l'Encheiridion), una procedura graduale per l'operazione che noi chiameremmo e interpreteremmo come «divisione di una frazione da una frazione» (i matematici antichi l'hanno chiamata e interpretata come «rimozione di un rapporto da un rapporto»), e una serie di scholia su Nicomaco di Gerasa. Nessuno di questi trattati è stato pubblicato finora in modo soddisfacente. Pertanto questo volume include le edizioni critiche di tutti questi tre testi; nel caso degli scholia, questa è l'editio princeps. Una valutazione di questi testi sembra possibile solo attraverso un'analisi circostanziata del loro contenuto. Uno dei risultati più importanti ottenuti attraverso quest'analisi è che l'Encheiridion è l'unico trattato che possiamo attribuire oggi a Domninus con un certo grado di sicurezza. Ma il libro è molto più di un'edizione critica. Al fine di situare saldamente Domninus nel suo ambiente storico, è stato necessario rivedere la storia della scuola filosofica di Atene, i suoi membri, le sue dottrine e, in particolare, le sue attività matematiche. Questo ha fornito uno sfondo non solo per la figura storica di Domninus, ma anche per tutte le tre opere contenute in questo libro (anche le due spurie, che regalano comunque preziose 'vedute' del lavoro matematico svolto nella tarda antichità). Quest'introduzione storica al contesto culturale occupa circa un terzo di tutto il libro, che, a parte le edizioni critiche con traduzione a fronte e commento, offre inoltre un ricco apparato di indici. Basato su un'attenta rivalutazione di tutte le evidenze disponibili, il libro presenta un'immagine radicalmente diversa di Domninus, che è – forse in modo un po' deludente – molto meno originale o «moderno» di quello che è stato immaginato finora.

Table of Contents: Acknowledgments. Preface. I. A short introduction to the cultural backdrop: 1. Introductory remarks; 2. The history of the School of Athens; 3. A review of late Platonic philosophy; 4. The forerunners of the late Platonists; 5. Mathematics and philosophy (5. 1. Mathematics in Platonic philosophy up to the School of Athens; 5. 2. Why were the late antique Platonic philosophers interested in mathematics?; 5. 3. Mathematical education and research in Late Antiquity; 5. 4. Mathematics at the School of Athens). II. Domninus of Larissa: 1. The Damascius evidence (1. Extraction of Domninus; 2. Conflict with Proclus; 3-5. The wondrous cure and Domninus' life-style; 6-7. Asclepiodotus meets old Domninus in Syria); 2. The Marinus evidence; 3. The Proclus evidence; 4. Conclusions. III. Domninus' works: 1. Possible lost works of Domninus (1. 1. A commentary on Plato's Timaeus; 1. 2. A commentary on Aristotle's Sophistical Refutations; 1. 3. Arithmetical Stoicheiosis); 2. Possible extant works of Domninus (2. 1. Encheiridion of «Arithmetical Introduction»; 2. 2. How to Remove a Ratio from a Ratio; 2. 3. Scholia on Nicomachus; 2. 4. Summaries of the Principles of Optics). IV. Domninus of Larissa: an appraisal. V. Prolegomena to the editions: 1. Previous work on the texts edited in the present book (1. 1. Encheiridion of «Arithmetical Introduction»; 1. 2. How to Remove a Ratio from a Ratio; 1. 3. Scholia on Nicomachus). 2. The manuscripts used for the present editions (2. 1. A: Paris. gr. 2409 [Encheiridion]; 2. 2. S: Paris. gr. 2531 [Encheiridion, How-to, Scholia]; 2. 3. C: Paris. Coisl. 173 [How-to]; 2. 4. V: Ven. Marc. gr. 318 [How-to]; 2. 5. K: Chalc. Pan. 157 [How-to]; 2. 6. P: Paris. gr. 2448 [How-to]. 3. Assumptions, intents and conventions for the editions and translations (3. 1. Assumed stemmatical relationships – 3. 1. 1. Encheiridion of «Arithmetical Introduction»; 3. 1. 2. How to Remove a Ratio from a Ratio; 3. 1. 3. Scholia on Nicomachus –; 3. 2. Conventions of the edition; 3. 3. Purpose and conventions of the translation; 4. Conspectus siglorum. VI. Editions and translations: 1. [Domnínou filosófou Larissaíou encheirídion arithmetikès eisagogès]; Encheiridion of «Arithmetical Introduction» by the philosopher Domninus of Larissa. 2. [Põs ésti lógon ek lógou afeleîn]; How to Remove a Ratio from a Ratio. 3. Scholia on Nicomachus. VII. Commentary: 1. Commentary to Encheiridion of «Arithmetical Introduction». 2. Commentary to How to Remove a Ratio from a Ratio. 3. Commentary to the Scholia on Nicomachus. VIII. Abbreviations, bibliography and indices: 1. Abbreviations; 2. Bibliography; 3. Index of sources, and of passages cited: 3. 1. Greek; 3. 2. Greek inscriptions; 3. 3. Latin; 3. 4. Arabic. 4. Index Graecitatis: 4. 1. Encheiridion of «Arithmetical Introduction»; 4. 2. How to Remove a Ratio from a Ratio; 4. 3. Scholia on Nicomachus. 5. General Index. Zusammenfassung/Abstract.

Composto in Dante monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-567-5
E-ISBN: 978-88-6227-568-2
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38 - Stefania Magliani, La missione Stefanoni nella "España con honra". Intelligence e diplomazia europea tra 1868 e 1870, 2013, pp. 530

RISORGIMENTO. IDEE E REALTÀ Diretta da Romano Ugolini Cm. 15 x 22,5, brossura

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Partendo dalla scoperta di un carteggio inedito sulla missione affidata da Filippo Antonio Gualterio a Carlo Stefanoni per la candidatura Savoia alla Corona di Spagna, il lavoro si snoda attraverso le vicende che dalla rivoluzione spagnola del settembre 1868 portarono sul trono il duca d'Aosta alla fine del 1870, anno "fatidico" per i destini italiani, francesi, spagnoli e tedeschi. Il volume inizia con una ricostruzione dei rapporti tra l'Italia unita e la Spagna tra il 1861 e il 1868, per proseguire poi con una rilettura, di respiro europeo, della biografia di Gualterio e con un profilo inedito di Carlo Stefanoni. Si entra quindi nel vivo della "missione" e degli intrecci internazionali – ufficiali, ufficiosi e segreti – che caratterizzarono un periodo cruciale per il futuro della Spagna e di tutta l'Europa. Attraverso la "partita" delle candidature sul trono di San Fernando scopriamo una tela tessuta con messaggi controversi, accordi e smentite, mediante la quale si dipana un disegno organico, quanto sotterraneo, della politica della Corona italiana alla ricerca di una collocazione e di un prestigio internazionale. Si tratta di una ricostruzione inedita rispetto alla lettura della storiografia tradizionale, dalla quale emergono nuovi obiettivi e nuovi protagonisti, sullo sfondo di spionaggio e intrighi dietro le quinte, conseguenti a strategici intrecci familiari di sovrani o aspiranti tali, la cui straordinaria importanza è ancora oggi sottovalutata. Il lavoro è completato da una ricca appendice documentaria, inedita, corredata da un apparato critico, in cui la parte principale è costituita dalle lettere di Stefanoni da Madrid, che rappresentano un prezioso, e fondamentalmente unico, "diario" di quanto, dall'Europa e oltre, si "proiettò" sul progetto della "España con honra" tra l'ottobre del 1868 e l'inizio del 1870.

Sommario: Tavola delle abbreviazioni. Introduzione. Capitolo primo. L'Italia unita e la Spagna: 1861-1868. Capitolo secondo. I protagonisti: a) Filippo Antonio Gualterio "hombre singular"; b) Carlo Stefanoni "gregario del 48". Capitolo terzo. La missione Stefanoni a Madrid. Appendice documentaria: Le carte Gualterio sulla Spagna: Appendice I, Carteggio Stefanoni-Gualterio; Appendice II, Filippo Antonio Gualterio a Vittorio Emanuele II; Appendice III, Luigi Federico Menabrea a Filippo Antonio Gualterio; Appendice IV, Francisco de Paula Montemar e Filippo Antonio Gualterio; Appendice V, Corrispondenza diversa sulla Spagna; Appendice VI, Contributo alle biografie dei "protagonisti". Indice dei nomi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 15,5 x 23. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-595-8
E-ISBN: 978-88-6227-596-5
ISSN: 1828-5872
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8 - Mobilità dei mestieri del libro tra Quattrocento e Seicento, Convegno internazionale, Roma, 14-16 marzo 2012, a cura di Marco Santoro, Samanta Segatori, 2013, pp. 398

BIBLIOTECA DI «PARATESTO» Cm. 17,5 x 25, bross.

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Gli Atti che qui si presentano raccolgono le ventuno relazioni tenute in occasione del Convegno internazionale su La mobilità dei mestieri del libro tra Quattrocento e Seicento, svoltosi a Roma dal 14 al 16 marzo 2012. La mobilità: fenomeno di incisiva rilevanza, esso non solo determina significativi scambi di esperienze, ma al contempo testimonia sia disagi che speranze e aspettative, in una realtà mutevole e pregna di istanze di rinnovamento. La "consapevolezza" umanistica, unitamente ad una visione "europea" inedita, calibrata sugli scenari delle scoperte di nuovi territori, di più efficaci procedure commerciali e di nuovi equilibri economico-politico-militari, promuove una stimolante concezione del mondo, i cui artefici e promotori, in prima battuta, sono gli intellettuali, gli uomini di scienza. In tale contesto la specifica mobilità delle maestranze del libro nei primi due secoli e mezzo della stampa assume un ruolo di spicco ed una paradigmatica funzione esemplare. Protagonisti "materiali" e non raramente anche culturali della comunicazione scritta, gli artieri del libro, nel corso di questo periodo, fungono da albero di trasmissione delle idee, giacché consentono che l'autentico, rivoluzionario veicolo della conoscenza e della potenziale funzione democratizzante della stessa, e cioè il libro, assuma forma, sostanza e rilevanza. La loro mobilità richiede quindi un appropriato approfondimento, dato che contribuisce a comprendere meglio modalità e flussi della circolazione delle idee e testimonia aspetti rilevanti del loro statuto professionale, e talvolta anche umano, evidenziando meccanismi e logiche lavorative, tensioni e misure di controllo nei confronti della loro attività, capacità e progettualità imprenditoriali modernissime.

Sommario: Marco Santoro, Presentazione. Cronaca del Convegno, Roma, 14-16 marzo 2012, a cura di Marco Santoro. Marco Santoro, Saluto. Aula Magna, Viale Regina Elena 295, 14 marzo 2012. Sessione antimeridiana: Cosimo Palagiano, I flussi migratori in Italia tra il '400 e il '600; Concetta Bianca, La mobilità dei letterati. Aula Magna, Viale Regina Elena 295, 14 marzo 2012. Sessione pomeridiana: Frédéric Barbier, Émigration et transferts culturels dans la «librairie» aux époques moderne et contemporaine: le cas de l'Allemagne et de la France; Stephan Füssel, Die Ausbreitung des Buchdrucks in Deutschland und durch deutsche Drucker in Europa (ca. 1454-1470); Ursula Rautenberg, Verbreitender Buchhandel im deutschen Sprachraum von circa 1480 bis zum Ende des 16. Jahrhunderts; Lotte Hellinga, Printers move to England; Por Manuel-José Pedraza-Gracía, Aproximación al estudio de la movilidad de los impresores en la Corona de Aragón peninsular en los siglos XV y XVI; Fermín de los Reyes, La movilidad de los impresores en Castilla en el siglo XV. Aula Magna, Viale Regina Elena 295, 15 marzo 2012. Sessione antimeridiana: Malcolm Walsby, Mobilità tipografica in Francia durante le guerre di religione; Lodovica Braida, Una rete di librai cosmopoliti: i briançonesi in Italia e il loro ruolo di editori; Giuseppina Zappella, Flussi di mobilità degli artisti del libro napoletano del Seicento; Maria Gioia Tavoni, Stampare in itinere: il torchio al seguito. Aula Magna, Viale Regina Elena 295, 15 marzo 2012. Sessione pomeridiana: Lorenzo Baldacchini, Cantastorie-editori nell'Italia del Cinquecento; Edoardo Barbieri, Note sulla committenza editoriale ecclesiastica nell'Italia del Quattro e Cinquecento; Giorgio Montecchi, Circolazione libraria e mobilità dei primi tipografi in area medio padana; Arnaldo Ganda, Stampatori e librai del Quattrocento, che si spostano da Venezia a Milano e viceversa; Anna Giulia Cavagna, Mappa e tipologia delle migrazioni di tipografi-editori. Riflessioni metodologiche: il caso di Pavia e Genova nel XVI secolo. Biblioteca Alessandrina, Piazzale Aldo Moro, 16 marzo 2012. Sessione antimeridiana: Marco Santoro, La mobilità dei mestieri del libro: caratteristiche e valenze; Rosa Marisa Borraccini, La mobilità dei mestieri del libro nello Stato pontificio; Giuseppe Lipari, La mobilità dei mestieri del libro in Sicilia; Giancarlo Volpato, La mobilità dei mestieri del libro nell'area veneta tra Quattro e Seicento. Indice dei nomi, a cura di Samanta Segatori.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano avorio con stampa a tre colori.

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ISBN: 978-88-6227-523-1
E-ISBN: 978-88-6227-524-8
ISSN: 1828-8693
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17 - Giorgio Jackson, Commento a Lucrezio, De rerum natura, libro V, 1-280, 2013, pp. 300

«AION» · QUADERNI. Collana diretta da Amneris Roselli

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume pubblica, corredata da un ricco apparato di indici e da un'ampia bibliografia, la prima parte di un puntuale ed esteso commento critico al V libro del De rerum natura di Lucrezio, vv. 1-280, il cui completamento è prossimo a vedere la luce. Il poema, capolavoro di Lucrezio, fu pubblicato intorno al 54 a.C., anche tramite l'interessamento di Cicerone; esso contiene l'esposizione della dottrina epicurea che Lucrezio vuole diffondere a Roma. Un'impresa ardua, anche perché la lingua latina aveva un vocabolario molto ristretto e Lucrezio si trova in difficoltà nel tradurre in latino parole greche centrali nella filosofia di Epicuro e deve ricorrere a perifrasi nuove. I neologismi, insieme all'uso di un linguaggio arcaico e solenne, teso a trasmettere la sacralità degli argomenti trattati, sono una caratteristica peculiare dell'opera. Diviso in 6 libri, il De rerum natura si articola in tre gruppi di due libri ciascuno, dedicati alla fisica, all'antropologia e alla cosmologia. Lucrezio offre al lettore un'interpretazione poetica dei fenomeni dell'universo in cui tutte le cose, compreso l'uomo, nascono e muoiono, e nel quinto libro, che cerca di combinare i risultati della scienza con la filosofia di Epicuro, realizza un'impresa letteraria particolarmente difficile.

Sommario: Prefazione. Introduzione. Abbreviazioni e riferimenti bibliografici. Commento. Indice analitico (selettivo). Indice dei nomi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24. Legatura in brossura con copertina plastificata lucida in cartoncino Murillo Fabriano bianco con stampa a cinque colori.

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ISBN: 978-88-6227-569-9
E-ISBN: 978-88-6227-570-5
ISSN: 1128-7209
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10 - Maria Borio, Satura. Da Montale alla lirica contemporanea, 2013, pp. 100

BIBLIOTECA DI «STUDI NOVECENTESCHI» Diretta da Cesare De Michelis, Armando Balduino, Saveria Chemotti, Silvio Lanaro, Anco Marzio Mutterle, Giorgio Tinazzi. Cm. 17,5 x 25, bross.

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Tra i libri più significativi della storia della poesia si riconoscono alcune raccolte rivoluzionarie per le intuizioni e il messaggio che contengono e per il valore di classico che hanno assunto nel tempo. Queste raccolte rappresentano chiavi di lettura importanti non solo per il percorso poetico dei singoli autori, ma anche per analizzare l'evoluzione dei testi letterari. Satura è un libro fondamentale per la poesia italiana: può essere studiato non solo secondo gli aspetti intrinseci che caratterizzano la fisionomia dello stile tardo di Montale, ma anche come lente diacritica attraverso cui osservare il mutare delle forme nella lirica del secondo Novecento. Uso la formula poesia-ponte per descrivere l'aspetto di Satura che ritengo più significativo, ossia la possibilità di analizzare la raccolta in virtù della sua condizione interstiziale, legata al ruolo che il libro ricopre in relazione a tre aspetti chiave: a) lo sviluppo dell'opera montaliana da una prima stagione a una seconda; b) il cammino di distanziamento della poesia moderna dalla poesia pura; c) il sistema di rapporti e di influssi che intercorrono tra la raccolta, le tendenze affermatesi progressivamente negli anni successivi alla Bufera e quelle che si sviluppano dopo l'uscita di Satura. La poetica semantica di Satura è una chiave immobile, non ha veri e propri continuatori. Tuttavia, rappresenta una sorta di schermo critico in opposizione a quello sbrigliamento del sentire che caratterizza la poesia degli anni successivi. La poesia contemporanea ha, però, progressivamente recuperato il principio semantico della composizione. Lo stile è passato attraverso molte ricerche, ma credo che, nei casi migliori, sia riuscito a raggiungere un principio di bilanciamento tra emozione e ragione, in conformità con un'aderenza alle logiche dell'epoca in cui viviamo. L'eco di alcune intuizioni montaliane sembra aver aperto una strada che possiamo riconoscere nel retroterra di molta poesia contemporanea. Perciò Satura appare uno strumento di interpretazione decisivo non solo del percorso poetico di Montale, ma anche del cammino della poesia nel secondo Novecento». (Dall'Introduzione)

Sommario: Introduzione; Avvertenza. I. Poesia-ponte: Satura e la poesia italiana del secondo Novecento; Satura e il canone: una raccolta interstiziale; Ossi, Occasioni, Bufera: il modello del primo Montale; Prima di Satura: attraverso la poesia degli anni Sessanta; La svolta del 1971; Dopo Satura: verso l'espressivismo; Una lettura con diffrazione. II. Poesia come «arte semantica»: Poesia come «arte semantica»: da Montale alla lirica contemporanea; Lo stile tardo di Montale, il postmodernismo e la poesia americana (T. Hardy, W. H. Auden, R. Lowell, E. Bishop, W. C. Williams, M. Moore); Satura, i mass media e la cultura dell'informazione; «Emozione» e «ragione» nella poesia degli ultimi trent'anni. III. La rappresentazione inclusiva: Genesi di Satura; La rappresentazione inclusiva; Il topo-trovarobe; Il soggetto come personaggio; Motivi astratti: dall'attimo-cognizione all'argomentazione raziocinante; Retorica, metrica, lingua. Bibliografia.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano cenere con stampa a un colore.

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ISBN: 978-88-6227-580-4
E-ISBN: 978-88-6227-581-1
ISSN: 1828-8669
SKU: 2784

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21 - Jacques Misan Montefiore, The Commedia dell'Arte from Arlecchino to our times, 2013, pp. 278, 39 figure in bianco/nero n.t.

LETTERATURA E DINTORNI Diretta da Luigi Banfi, Giorgio Baroni, Umberto Carpi, Davide De Camilli Cm. 17,5 x 25, bross.

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Talking about the origin of the Commedia dell'Arte means wondering where, when and how this form of theatre was born. Commedia dell'Arte has been known diversely as rappresentazioni improvvise (improvised performances), commedie a soggetto (subject comedies) and, in France, comédies à masques (masked comedies) or pièces italiennes (Italian plays). According to current knowledge, the name did not appear until the 18th century. Indeed, Goldoni was one of the first if not the very first to name this type of comedy which had been known until then by its technical aspect (of improvisation). The term Commedia dell'Arte is an explicit reference to the artisanal way in which the performance was organized because, in Italian, the traditional meaning of the word arte has always meant 'job, know-how, skill'. In addition, we should ask what led the actors to deprive themselves of a written text. Finally, we must try to discover the specific characteristics which constitute the originality of this genre which, after a period of extremely vibrant existence, declined slowly but surely to disappear completely, only reappearing in the form of yet another technique of drama». (From the Introduction)

«Parlare di origine della Commedia dell'Arte significa chiedersi dove, quando e come è nata questa forma di teatro. La Commedia dell'Arte è stata conosciuta in vari modi: come rappresentazioni improvvise (improvised performances), commedie a soggetto (subject comedies) e, in Francia, commedie di maschere (masked comedies) o rappresentazioni italiane (Italian plays). Secondo le attuali conoscenze, il termine non apparve fino al Diciottesimo secolo. Infatti, Goldoni fu uno dei primi, se non il primo, a dare un nome a questo tipo di commedia che era stato conosciuto fino ad allora in base al suo aspetto tecnico (di improvvisazione). Il termine Commedia dell'Arte è un esplicito riferimento al modo artigianale in cui la rappresentazione era organizzata, perché in italiano il significato tradizionale della parola 'arte' ha sempre significato 'lavoro, conoscenza, capacità'. Inoltre, dovremmo chiederci che cosa ha portato gli attori a privarsi di un testo scritto. Infine, dobbiamo cercare di scoprire le caratteristiche specifiche che costituiscono l'originalità di questo genere, che, dopo un periodo di esistenza estremamente vivace, ha subìto un processo di declino lento ma inesorabile, fino a scomparire del tutto, per riapparire soltanto sotto forma di una tecnica del dramma diversa». (Dall'Introduzione)

Table of Contents: Introduction. Part one: Theatre and Society; The Commedia dell'Arte and Popular Latin Comedy; The Commedia dell'Arte and Popular Italian Comedy; Commedia dell'Arte and the Renaissance Commedia Erudita; The Commedia dell'Arte and Carnivals; The Birth of the Professional Actor; Conclusion (Provisional). Part two: Masks: The Origin of Masks; Carnival Masks; Masks and Bergamo Masks; The Masks of the Commedia dell'Arte (The Zanni; The Old Men – Pantaloon; The Doctor –; The Captain; The Lovers); Women in the Commedia dell'Arte; Neapolitan Masks). Part three: the Companies: Historical Overview; The Underlying Structure of the Company; The Market for Plays and Shows. Part four: Technique: The Repertories; The Canvasses; The Game of the Masks; Improvisation; The Lazzi and the Pantomime; Music and Dancing; Language. Part five: the Fortunes of the Commedia dell'Arte: The Commedia dell'Arte and Its Detractors; The Commedia dell'Arte in France; The Commedia dell'Arte in the 18th Century – From Polemic to Creation: Goldoni and Gozzi; The Commedia dell'Arte in Spain; The Commedia dell'Arte in Englan; The Commedia dell'Arte in Germany and Austria; The Commedia dell'Arte in Russia; The Commedia dell'Arte and Jewish theatre. Conclusion. Appendix. Bibliography. Index. Iconography.

Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano grigio chiaro con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-513-2
E-ISBN: 978-88-6227-514-9
ISSN: 1828-6852
SKU: 2782

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Carla Salvetti, I mosaici antichi pavimentali e parietali e i sectilia pavimenta di Roma nelle collezioni Capitoline, con un'appendice di Gabriella Bevilacqua, 2013, pp. 400, 133 figure in bianco/nero e a colori n.t. (vol. 6, 2009)

MUSIVA & SECTILIA • FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo volume di Musiva et Sectilia si presenta nella veste di una monografia dedicata ai numerosi mosaici che fanno parte della collezione dei Musei Capitolini, mosaici spesso di notevole rilevanza dal punto di vista archeologico e storico-artistico anche se per lo più frammentari. Essi attualmente non sono visibili: appartenenti alla collezione archeologica un tempo esposta nell'Antiquarium Comunale del Celio a Roma, oggi, per vari motivi, sono stati quasi totalmente immagazzinati nei depositi dell'attuale Museo della Civiltà Romana. Il volume offre un catalogo scientifico aggiornato e corredato da immagini recenti, in gran parte a colori, relative allo stato dei manufatti appena restaurati. In esso sono raccolti tutti quei rivestimenti musivi e marmorei che provengono dagli innumerevoli scavi, spesso frettolosi e comunque non stratigrafici, che si sono svolti nel territorio comunale di Roma negli ultimi decenni del XIX secolo e nella prima metà del XX, in relazione agli interventi urbanistici che trasformarono Roma nella capitale del Regno d'Italia. Oltre al nucleo centrale del catalogo, e cioè alle singole schede (di ben 109 mosaici e sectilia), rivestono particolare interesse l'introduzione e le conclusioni della trattazione, proposte in forma bilingue. Il catalogo, inoltre, non si limita alla presentazione e alla classificazione tipologica dei reperti, ma ne ricostruisce in molti casi anche la collocazione topografica e talvolta arriva a proporre la ricomposizione di interi complessi; l'analisi dell'attività delle botteghe presenti nella capitale porta poi a riflessioni più generali sul tessuto economico della città. L'opera rappresenta quindi uno strumento di lavoro indispensabile per tutti coloro che si occupano della topografia e della storia urbanistica e sociale dell'antica Roma.

Sommario: Federico Guidobaldi, Editoriale / Editorial; Luigi Malnati, Presentazione / Introduction; Claudio Parisi Presicce, Prefazione / Foreword; Introduzione: Per una storia della collezione; La documentazione d'archivio; I restauri; Note sul Catalogo; Introduction. CATALOGO: Celio: Mosaico bianco nero con malocchio e iscrizione; Mosaico con iscrizione; Mosaico bianco nero con iscrizione; Mosaico policromo a cassettoni; Mosaico bianco nero con cerchi tangenti; Mosaico con labirinto; Mosaico bianco nero con dischi legati. Quirinale e Viminale: Mosaico policromo parietale con nave e faro; Mosaico parietale con quadriga; Mosaico parietale con biga; Mosaico con meandro in prospettiva; Mosaico bianco nero con tralci e pseudo emblema; Mosaico a rombi policromi; Mosaico policromo parietale con candeliere; Emblema policromo con scena nilotica; Mosaico policromo con elementi geometrici e pesce; Mosaico bianco nero con quadrati a catena; Mosaico con pesci e cornice con tralcio vegetale; Mosaico a stuoia con inserti litici; Mosaico bianco nero con quadrati caricati di losanghe. Esquilino: Emblema policromo con Oreste e Ifigenia; Emblema con il mese di maggio; Mosaico policromo con busto di stagione; Emblema policromo con scena di pesca; Mosaico bianco nero con motivi vegetali e uccelli; Cornice di mosaico policromo parietale; Mosaico policromo con scene di caccia; Mosaico con motivo di onde correnti; Emblema policromo con testa maschile; Mosaico policromo con busto di atleta; Mosaico policromo con pianta di edificio; Emblema policromo parietale con episodio omerico; Emblema policromo con testa di Medusa. Velia: Cornice di mosaico parietale con conchiglie. Campo Marzio: Mosaico bianco nero con Mercurio, Abbondanza e stagioni. Aventino: Mosaico con motivo a stelle di losanghe; Mosaico con motivo di semicerchi a diametro convesso; Mosaico bianco nero a cassettoni; Emblema con figura giovanile. Trastevere-Portuense: Mosaico bianco nero con amorini entro tralci di vite; Mosaico con testa e iscrizione: Mosaico policromo con il ratto di Proserpina e stagioni. Ostiense: Mosaico bianco nero con Europa sul toro; Mosaico bianco nero con decorazione vegetale; Mosaico bianco nero con meandri di svastiche; Mosaico bianco nero con thiasos marino; Mosaico bianco nero con erma bacchica. Tiburtina: Mosaico con iscrizione funeraria. Appia: Mosaico policromo ottagonale con pavoni. Anagnina: Mosaico bianco nero con calici e motivi vegetali; Mosaico bianco nero a cassettoni; Mosaico bianco nero con pesci. Tivoli, Villa Adriana: Mosaico policromo a scacchiera di quadrati. Anzio: Emblema policromo con Eracle e il leone. Mosaici policromi senza provenienza: Battuto con inserti; Mosaico policromo a triangoli e pseudoemblema; Mosaico policromo a triangoli e pseudoemblema; Mosaico parietale con fascia decorativa; Frammenti di mosaico parietale; Frammento di colonnina a mosaico; Frammento di mosaico parietale; Due frammenti di mosaico parietale; Frammento di emblema con anatra; Frammento di emblema con volatile; Frammento di emblema con scena dionisiaca (?); Frammento di emblema con scena nilotica; Frammento di emblema; Frammenti di emblemata; Cornice di mosaico policromo parietale con motivo a nastro; Mosaico policromo con composizione di sinusoidi. Mosaici bicromi senza provenienza: Mosaico a stuoia; Mosaico con punteggiato di tessere a spina; Mosaico con punteggiato di dadi; Mosaico con punteggiato di dadi; Mosaico bianco nero a scacchiera; Mosaico bianco nero con treccia; Mosaico bianco nero con meandro; Mosaico bianco nero con meandro; Mosaico a reticolato di rombi; Mosaico con motivo a stelle di losanghe; Mosaico bianco nero con treccia e pelte; Mosaico bianco nero con treccia e spine corte; Mosaico bianco nero geometrico; Mosaico bianco nero con croci greche; Mosaico con ottagono ed elemento centrale policromo; Mosaico con girandole di pelte; Mosaico con svastica; Mosaico bianco nero con cerchi secanti; Mosaico bianco nero con modius; Mosaico con testa di Medusa; Mosaico con cratere. Mosaici a tessere grandi in materiale marmoreo: Mosaico policromo a grandi tessere; Mosaico policromo a grandi tessere; Mosaico policromo a grandi tessere; Mosaico policromo a grandi tessere; Mosaico policromo con scudo di triangoli ed ottagoni; Mosaico policromo a grandi tessere; Mosaico policromo a scacchiera di grandi tessere. Sectilia pavimenta: Fascia in opus sectile con riquadri; Opus sectile a modulo quadrato con motivi complessi; Opus sectile a modulo quadrato; Opus sectile ad isodomo listellato. Qualche considerazione finale. Some final considerations. Gabriella Bevilacqua, Le iscrizioni musive. Abbreviazioni. Indice delle foto.
Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona avorio con stampa a tre colori.

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ISBN: 978-88-6227-563-7
ISSN: 1724-9104
SKU: 2780

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Letteratura e Risorgimento, a cura di Nicolò Mineo, 2012, pp. 312 (vol. XIII/2, 2011)

MODERNA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La scadenza del centocinquantesimo dell'Unità d'Italia ha sollecitato innumerevoli iniziative. Se spesso si è trattato di realizzazioni di circostanza, vero è che una riflessione sugli svolgimenti successivi all'unificazione e su quelli successivi alla fondazione democratica e repubblicana del Paese rispondeva a un'esigenza conoscitiva oggettivamente imposta dalla realtà contemporanea, che pone con urgenza il problema di interrogarsi e capire, di riconoscere il carattere e il senso di una identità nazionale e di guardare indietro per interpretare il presente e pensare ancora a un futuro. Per questo va ripensata una storia, va recuperata l'attenzione al passato e può esser sentito come attuale l'impegno a capirne le premesse. Punto cruciale per gli Italiani non può non essere la riflessione sulle condizioni del farsi di una nazione unita e moderna, sulla realtà del Risorgimento e sul ruolo dei suoi artefici. E si pone quindi in maniera decisa il problema di capire quale sia stata in quel processo l'effettiva influenza della cultura e degli intellettuali. Per questi motivi il volume che qui si presenta vuole avviare una fase di nuova riflessione sul ruolo degli uomini del mondo delle lettere in questo periodo, ricostruendo storie e posizioni di singole figure particolarmente significative, viste in un riesame non pregiudicato, rinnovando perciò anche l'approccio diretto alle opere. Per rinnovare un coinvolgimento e tracciare nuove linee interpretative. Illuminanti sono i contributi messi insieme e il bilancio della critica è anch'esso di sicuro interesse e profondità. Si aprono, proprio per l'impegno ideale e teorico di questi contributi, anche possibilità per un discorso politico di prospettiva: tra nostalgie, rimpianti, delusioni e attese e ferme consapevolezze.

Sommario: Questo fascicolo; Gian Mario Anselmi, Eroismo laico e magnanimo del saggio: una declinazione dell'eroico tra Dante e Alfieri; Clara Allasia, «Il nostro è un secolo di transizione, e quel che è peggio, di transazione»: Giovanni Battista Niccolini «nei penetrali della storia»; Gino Ruozzi, Gli esuli dell'esule Berchet; Rosa Maria Monastra, Niccolò Tommaseo e l''affetto' risorgimentale; Angelo Cardillo, Garibaldi poeta; Nicolò Mineo, Giuseppe Giusti: società, politica, satira; Anna Marra, Aleardo Aleardi: la parola come arma. L'intelletto di patria: presente, passato, avvenire; Dora Marchese, Giovanni Prati e il Risorgimento: un protagonista in chiaroscuro; Fulvio Senardi, Un poeta-soldato: Goffredo Mameli; Simone Casini, Sul filellenismo nieviano; Alberto Brambilla, Per una storia condivisa: Appunti sulle Letture del Risorgimento italiano di Giosue Carducci; Elena Salibra, Carducci e Garibaldi. Lettura di A Giuseppe Garibaldi. III Novembre MDCCCLXXX; Romano Luperini, Verga e il Risorgimento; Franco Petroni, La crisi dell'Italia risorgimentale. Senso di Camillo Boito e Senso di Visconti; Sergio Cristaldi, La dimensione risorgimentale di Piccolo mondo antico; Mario Tropea, Pascoli e il Risorgimento. Apparati per poesie, interventi, patria e umanità dell'ultimo periodo; Antonio Di Grado, Donne sull'orlo del mito. Bilanci. Su Letteratura e Risorgimento: Repertorio bibliografico ragionato su Letteratura e Risorgimento, a cura di Carmelo Tramontana.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24,5. Legatura in brossura con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-511-8
E-ISBN: 1724-0530
ISSN: 1128-6326
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