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25 - Scrittori italiani d'oltre Adriatico. Colautti, Slataper, Galli, Morovich, Tomizza, Brazzoduro, Bettiza, a cura di Giorgio Baroni, 2016, pp. 112

BIBLIOTECA DELLA «RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA»
Diretta da Giorgio Baroni

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

I saggi qui riuniti sono la trascrizione della maggior parte delle conferenze tenutesi fra l'autunno 2015 e la primavera 2016 presso la sede triestina dell'Unione istriani con il titolo di Letteratura delle nostre parti, organizzate con l'intento di coinvolgere nello studio e nella presentazione dell'opera di poeti e narratori d'oltre Adriatico studiosi anche geograficamente lontani. Sono stati infatti relatori professori di varie sedi universitarie italiane (Catania, Chieti, Macerata, Milano, Trieste, Udine, Venezia) ed estere (Marsiglia, Francia e Lovanio, Belgio). Gli interventi spaziano dalla Dalmazia a Trieste, senza trascurare l'Istria e Fiume, e riguardano poco più d'un secolo di attività letteraria: dal tardo Ottocento, in cui videro la luce alcuni romanzi di Colautti, ai primi anni del terzo Millennio, durante i quali sono usciti gli scritti di Enzo Bettiza. Da Colautti a Slataper interventista, dalla poetessa parentina Lina Galli all'istriano Fulvio Tomizza e ai due scrittori di Fiume, Enrico Morovich e Gino Brazzoduro, per arrivare allo scrittore spalatino Enzo Bettiza, il volume offre al lettore il panorama vario e complesso di una letteratura di frontiera (istriana, fiumana, dalmata) che in questi scritti rivive, trasmettendo il patrimonio di un popolo nel tempo, da una generazione all'altra, e assicurando una continuità di vita ad una storia e ad una cultura che, altrimenti, andrebbero probabilmente disperse.

Sommario: Massimiliano Lacota, Prefazione; Giorgio Baroni,Introduzione; Michela Toppano, La relazione uomo-donna nei romanzi di Arturo Colautti; Alfredo Luzi, Slataper interventista. I confini necessari all'Italia; Paola Ponti, «Chi siamo?». Omaggio a Lina Galli; Fabio Russo, Essere italiano a Fiume e 'oltre': Enrico Morovich, quale 'surrealtà'? (e non vergognarsi) ; Franco Musarra, Tomizza in famiglia; Edda Serra,La poesia di Gino Brazzoduro; Marina Paino,Autobiografismo e letterarietà in Enzo Bettiza; Per una lettura di Arrembaggi e pensieri.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano senape con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 22.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-908-6
ISSN: 1828-8731
SKU: 3146

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6 - Aristofane, Lisistrata. I canti, a cura di Franca Perusino, 2016, pp. 108

I CANTI DEL TEATRO GRECO
Collana fondata da Bruno Gentili
Diretta da Pietro Giannini, Antonietta Gostoli, Liana Lomiento, Franca Perusino
Cm 12,5 x 19,5, bross.

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questa indagine sulle sezioni liriche della Lisistrata di Aristofane si fonda sull'esame e sulla valutazione della disposizione metrica offerta dalla tradizione manoscritta nella convinzione, sostenuta da numerosi studi recenti, che essa non sia frutto del caso o di una costruzione arbitraria, ma riproponga una disposizione già presente in epoca arcaica e classica, elaborata più tardi in epoca alessandrina e riproposta nel corso dei secoli successivi. Questa convinzione non esclude comunque che, come accade per l'aspetto verbale di un testo antico, anche le sequenze metriche presentate dai manoscritti debbano essere valutate, verificate, confrontate, discusse, eventualmente contestate e modificate. Sulla base di queste premesse la curatrice ha evitato di proposito eccessivi confronti e discussioni con altri studi che si sono proposti di analizzare l'aspetto metrico dei canti di Aristofane, orientando la ricerca nella direzione di un esame e di una verifica dei dati che emergono dalla tradizione antica. Il testo delle sezioni liriche della Lisistrata, ricollazionato su fotografie dei manoscritti, è accompagnato da un apparato critico redatto con un criterio che si limita ad ospitare varianti, correzioni e congetture significative dal punto di vista testuale e soprattutto metrico. Lo affianca per la prima volta un sintetico apparato colometrico che registra unicamente le varianti presentate dai manoscritti rispetto alla disposizione accolta nel testo. Le scelte editoriali adottate, in qualche caso divergenti da tutta la tradizione manoscritta, sono illustrate nel commento.

Sommario: Avvertenza. Introduzione. Sigla. Abbreviazioni metriche. Struttura metrica della Lisistrata. Parodo. Agone. Parabasi. Intermezzo lirico. Canti del coro riunito. Esodo. Indice prosodico e metrico. Bibliografia.

Composto in caratteri Serra Dante e Serra Pacioli.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori, con plastificazione lucida.

Brossura / Paperback: Euro 28.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-884-3
ISSN:
SKU: 3144

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2 - Orlanda Pancrazzi, Castiglione di San Martino, Fortezza di altura (V-II a. C.), Isola d'Elba, 2016, pp. 400 con 109 tavole in bianco/nero n.t.

STUDIA ERUDITA
Cm 21,7 x 31,8 bross.

Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa · Roma

La posizione dell'Elba e i suoi scali naturali avrebbero di per sé dato all'isola una notevole importanza, nell'antichità classica, all'interno del circuito delle rotte commerciali: ma ciò che la portò ad una fama leggendaria fu la ricchezza dei minerali, e in particolare di quelli del ferro, così abbondanti, ma soprattutto così puri da poter essere lavorati anche con conoscenze tecnologiche non evolute. Dalla metà del V secolo a. C. sull'isola venne costruita una rete di piccole fortezze sulle alture, a controllo dei principali punti di approdo (le rade di Portoferraio, Procchio, Marina di Campo) e a protezione del commercio del ferro; due di esse, Monte Castello di Procchio e Castiglione di San Martino, sono state oggetto di scavo. Il volume che qui si presenta racconta la storia della seconda. Lo scavo, iniziato nel 1978 e durato per circa un decennio, viene pubblicato oggi, con una dilazione quasi ventennale che ha certamente lasciato il segno, in particolare nel settore bibliografico. Resta, immutata, la cura che allora fu posta nella catalogazione, descrizione e documentazione dei reperti, nonché nella ricostruzione della sequenza stratigrafica. Il che, a ben vedere, costituisce la qualità maggiore di una pubblicazione di archeologia, quella che meno risente del tempo. Nella seconda metà del V secolo a. C., all'interno di una struttura solida e modesta, nella fortezza le suppellettili rivelano un mondo vivacissimo: ceramica da mensa attica, anfore vinarie etrusche, greco-orientali e massaliote. Anche nel IV e nei primi decenni del III secolo c'è una grande abbondanza di anfore e una notevole raffinatezza di ceramica da mensa e di uso vario, che rivela contatti con il meridione e con l'Italia centrale. Questa fase di vita è sepolta e sigillata da uno strato di distruzione violenta, tra il 280 e il 260 a.C., probabilmente da attribuire ai Romani. La fortezza, subito e più robustamente ricostruita, continuò poi la sua vita fino al 150-140 a.C., quando fu abbandonata, in un contesto politico e sociale del tutto cambiato.

Sommario: Ringraziamenti. Sigle degli autori. Nota redazionale (e non solo). Castiglione di San Martino: un percorso scientifico e personale. Isola d'Elba: lo scavo di una fortezza d'altura, 1978-1988: Le fortezze d'altura: I siti; Fortezze e viabilità; Castiglione di San Martino: Nota geologica; Le piante della collina; Notizie antiquarie; Lo scavo, 1978-1988. La sequenza stratigrafica: Le fasi della fortezza; Elenco delle unità stratigrafiche. Classi datanti. La copertura dei tetti: Tegole e coppi; Chiodi e lamine. Il magazzino e la dispensa: Dolii; Anfore. La preparazione dei cibi: Mortai. La ceramica da cucina e di uso vario. La ceramica da mensa: Ceramica attica a figure rosse; Ceramica etrusca a figure rosse; Ceramica sovradipinta; Ceramica a vernice nera; Ceramica semifine; Ceramica fine; Le attività artigianali: Scorie di fucina; Oggetti in piombo. Oggetti vari e strumenti in pietra. I reperti faunistici; La ceramica postclassica. Bibliografia. Conguagli delle unità stratigrafiche. Tavole.

Composto in carattere Imprint Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-8147-454-7
ISSN: 1828-8642
SKU: 3142

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2 - Musicians in Ancient Coroplastic Art. Iconography, Ritual Contexts, and Functions, edited by Angela Bellia and Clemente Marconi, 2016, pp. 224 con figure in bianco/nero n.t.

TELESTES
Studi e ricerche di archeologia musicale nel Mediterraneo.
Diretta da Angela Bellia
Cm. 17,5 x 25, bross.

Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa · Roma

Music iconography is a research field notable for its inherent interdisciplinary character, involving a wide variety of specialists within and beyond the boundaries of musicology, the latter including, among others, ethnologists, cultural historians, art historians, archaeologists, and historians of religion. This volume started life as the proceedings of a conference on archaeomusicology held on March 7, 2015, at the Institute of Fine Arts of New York University. Contributors to the conference were asked to systematically address not only the iconography but also the ritual contexts and functions of representations of musicians in coroplastic art of the ancient world. The aim of the conference and its proceedings was to incorporate coroplastic art featuring musical iconography into the corpus of sources and documentation for the study of ancient music and to consider figurines of male and female musicians as emblematic of the close link between musical practice and the religious and ritual spheres. The terracotta figurines are in effect a particular class of artifacts that appears to have been deeply embedded in social life, including sacred, domestic, and funerary contexts. These images contribute to the reconstruction of what music and the production of music meant for ancient societies, and they also provide information about the relationship of performance to the deities and about which musical instruments were best suited to the particulars of diverse ritual occasions, including sacred and funerary contexts.

L'iconografia dell'arte musicale è un campo di ricerca notevole per il suo carattere interdisciplinare intrinseco, che coinvolge una vasta gamma di specialisti all'interno e oltre i confini della musicologia, comprendendo, tra gli altri, etnologi, storici culturali, storici dell'arte, archeologi e storici della religione. Questo volume è nato come Atti di un convegno sull'archeomusicologia tenutosi il 7 marzo 2015 presso l'Istituto di Belle Arti dell'Università di New York. Ai partecipanti è stato chiesto di affrontare in modo sistematico non solo l'iconografia, ma anche i contesti rituali e le funzioni delle rappresentazioni di musicisti nell'arte coroplastica del mondo antico. L'obiettivo della conferenza, e degli Atti, è stato quello di integrare l'arte coroplastica con l'iconografia musicale nel corpus delle fonti e della documentazione per lo studio della musica antica e di considerare le figurine di musicisti maschili e femminili come emblematiche dello stretto legame tra la pratica musicale e le sfere religiose e rituali. Le figurine in terracotta sono infatti una particolare classe di manufatti che sembra essere stata profondamente radicata nella vita sociale, inclusi contesti sacri, domestici e funerari. Queste immagini contribuiscono alla ricostruzione di ciò che la musica e la produzione di musica significava per le società antiche e forniscono anche informazioni sulla relazione tra rito e divinità e su quali strumenti musicali fossero più adatti alle diverse occasioni rituali, comprese quelle sacre e funerarie.

Contents: Acknowledgments. Abbreviations. Contributors. Clemente Marconi, Introduction; Regine Pruzsinszky, Musicians and Monkeys: Ancient Near Eastern Clay Plaques Displaying Musicians and their Socio-Cultural Role; Annie Caubet, Terracotta Figurines of Musicians from Mesopotamia and Elam; Mireia López-Bertran, Agnés Garcia-Ventura, Performing Music in Punic Carthage: A Coroplastic Approach; Manolis Mikrakis, Musical Performance and Society in Protohistoric Cyprus: Coroplastic and other Visual Evidence; Elcin Dogan Gürbüzer, Terracotta Figurines with Stringed Instruments from Claros; Maria Chidiroglou, Terracotta Figurines of Musicians in the National Archaeological Museum in Athens; Kiki Karoglou, Eros Mousikos; Monica de Cesare, Which Dioskouroi? On Some Locrian Pinakes with Music Themed Iconography; Rebecca Miller Ammerman, Tympanon and Syrinx: A Musical Metaphor within the System of Ritual Practice and Belief at Metaponto; Alessandro Pagliara, Masks of Death: Music, Theater, and Burial Customs in Lipari, Fourth-Third Centuries BCE; Aura Piccioni, Cybele, the Drum, and the Role of Female Musicians; Daniele F. Maras, Gods, Men, Turtles: Terracotta Lyre Players in Etruscan Votive Deposits; Daniela La Chioma Silvestre Villalva, The Social Roles of Musicians in the Moche World: An Iconographic Analysis of Their Attributes in Middle Moche Period's Ritual Pottery; Angela Bellia, Afterword: An Archaeomusicological Approach to Representations of Musicians in Ancient Coroplastic Art. Index of Places. Subject Index.

Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 48.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-8147-458-5
ISSN:
SKU: 3140

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5 - Franco Loi, Biagio Marin, Lettere 1981-1985, a cura di Edda Serra, con la lettera della curatrice a Franco Loi, 2016, pp. 176

QUADERNI DEL CENTRO STUDI «BIAGIO MARIN»
Diretta da Edda Serra

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La corrispondenza tra Franco Loi e Biagio Marin prende avvio nel 1981, dopo i festeggiamenti con cui si era voluto onorare il poeta di Grado nel compimento dei suoi novant'anni: nella sua isola, con la partecipazione di una folla di amici e critici provenienti anche da lontano; tra questi il poeta milanese Franco Loi. Una corrispondenza quindi posteriore al 29 giugno 1981. L'epistolario qui riprodotto è composto di 69 lettere e di 2 cartoline; di queste, 13 sono datate nel 1981, 26 nel 1982, 17 nel 1983, 8 nel 1984, e 4 nel 1985, l'anno della morte di Marin. Nel totale sono comprese una lettera di Marina Loi non spedita, in quanto "errata" secondo la nota dattiloscritta esplicitata nel documento in alto a sinistra, e una di Loi a Gioiella; sono da aggiungere 2 di Loi a Marin (lettere 6 e 7), non spedite al destinatario. Per cui 35 sono le lettere di Marin, 34 sono di Loi. La disponibilità dell'intero carteggio, che si pubblica qui, è circostanza da valutare come fortunata; in esso si riflette il rapporto di grande stima e affetto esistente fra i due autori, la loro poetica e la loro intensa spiritualità.

Sommario: Lettera della curatrice a Franco Loi. Nota di lavoro. Lettere (di Franco Loi e Biagio Marin). Indice dei nomi.

Composto in carattere Serra Dante Cicero.
Formato 15 x 21,8. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Tiziano Fabriano marina con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 34.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-903-1
ISSN:
SKU: 3136

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Ilenia Bove, La scultura a Montecassino tra XI e XIV secolo, 2016, pp. 336 con 278 figure in bicromia n.t. (70, III, XXXVIII, 2015)

RIASA · RIVISTA DELL'ISTITUTO NAZIONALE D'ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Fondata, secondo la tradizione, intorno al 529 da Benedetto da Norcia, Montecassino rappresentò una delle più importanti cittadelle monastiche europee del Medioevo. Il volume che qui si presenta concentra la sua attenzione sul periodo che va dalla seconda metà dell'XI secolo fino al 1300, a cominciare da quando, sotto il governo dell'abate Desiderio (1058-1087), l'abbazia conobbe la sua fase di massimo splendore nelle arti e le fabbriche abbaziali subirono un radicale rinnovamento che cancellò del tutto l'architettura dei primi secoli di vita. L'Autrice propone un'analisi della scultura lapidea e degli arredi conservati nell'abbazia e databili tra l'XI e il XIV secolo. A causa delle drammatiche vicende del cenobio nel corso dei secoli e dei frequenti restauri, dell'apparato scultoreo rimangono solo un numero limitato di pezzi, spesso frammentari e decontestualizzati. Nonostante ciò, il loro studio fornisce elementi preziosi sullo sviluppo artistico interno all'abbazia e sulle sue influenze all'esterno. La possibilità di confronto tra la plastica cassinese e il territorio circostante sembra ampliarsi considerando gli arredi liturgici, di cui tratta il secondo capitolo. Un nuovo corso artistico di Montecassino in età postdesideriana è infine illustrato, nel terzo capitolo, attraverso lo studio di una serie di materiali pertinenti ad una importante campagna decorativa, affidata a maestranze locali e attuata tra la fine del XIII secolo e l'inizio del secolo successivo. Questi materiali, oscurati spesso dalla committenza desideriana che ha polarizzato su di sé l'attenzione della critica, appare interessante anche per cercare di dar conto dello sviluppo dell'arte cassinese tra l'XI e il XIV secolo.

Sommario: Ilenia Bove, La scultura a Montecassino tra XI e XIV secolo. Introduzione: iiI. «Aureum patris Desiderii saeculum». Il materiale di XI secolo: La serie dei capitelli a stampella; Di alcune lastre; I portali dell'abbaziale desideriana; Tra «peritia greca» e classicismo; La Chronica; Oltre Montecassino.iII. L'arredo liturgico medievale dell'abbazia cassinese e le sue trasformazioni: La prima fase desideriana (1058-1066); La seconda fase desideriana (1066-1071); La terza fase desideriana (1071-1087) e la committenza oderisiana (1087-1105); Oltre Desiderio. III. La scultura a Montecassino dopo Desiderio: Il XII secolo a Montecassino; La produzione scultorea di XIII secolo; La serie delle basi, delle colonne e dei capitelli binati; La nicchia del Sasso dei Miracoli e gli altri materiali trecenteschi. Catalogo delle opere. Appendice documentaria. Abbreviazioni bibliografiche. Figure.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 245.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-860-7
ISSN:
SKU: 3134

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29 - Giuliano Imperatore, Elogio dell'Imperatrice Eusebia, testo critico, traduzione e commento a cura di Adele Filippo; introduzione e indici a cura di Marco Ugenti, 2016, pp. 232

TESTI E COMMENTI
Diretta da Alberto Bernabè, Carmine Catenacci, Liana Lomiento, Andrej Petrovic
Cm. 17 x 24

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Di libri, infatti, di filosofi e di validi storici e di numerosi retori e poeti […] me ne regalò, tutti in una volta, una tale quantità da colmare quel davvero insaziabile desiderio che avvertivo di familiarità con quelle discipline e da far apparire, grazie ai libri greci, la Gallia e il territorio dei Celti come un museo. […] È presente, poi, in essi, mi pare, anche una guida morale per l'acquisizione di un nobile carattere: se qualcuno, ponendo gli uomini illustri e i loro discorsi ed azioni, a guisa di artista, davanti a sé come modelli, sapesse plasmare su essi il proprio pensiero e assimilarne i discorsi. […]». Già da questa breve citazione appare chiaro come la personalità di Giuliano emerga con forza anche in questo scritto, che pure pone al centro della scena l'Imperatrice Eusebia, oggetto dell'encomio: l'amore del Cesare per la cultura letteraria e filosofica e la centralità della stessa cultura nel rapporto con Eusebia risultano evidenti e occupano molto spazio nell'orazione. Nel confessare il debito di riconoscenza nei confronti dell'Imperatrice, i due aspetti che vengono messi in primo piano sono infatti l'avergli salvato la vita, permettendogli di ottenere un incontro diretto con il cugino Imperatore, e l'avergli permesso di completare la sua formazione filosofica in Grecia. In seguito anche il suo soggiorno nella selvaggia Gallia in qualità di Cesare è allietato dal dono di numerosi volumi da parte di Eusebia. Per Giuliano essi rappresentano una appassionata ricerca morale di valori autentici e stabili, culturali e religiosi, individuati nella grande tradizione filosofica e letteraria della Grecia classica e in particolare nel mondo omerico. L'opera, probabilmente un 'discorso di ringraziamento' all'imperatrice che accompagnava il vero 'discorso imperiale', costituito dalla Prima orazione di Giuliano a Costanzo, fu composta poco dopo la metà del IV secolo d.C. e viene pubblicata in questo volume in una esaustiva edizione critica, con traduzione a fronte, ampio e puntuale commento e ricco apparato bibliografico e di indici.

Sommario: Introduzione. La tradizione manoscritta e le edizioni a stampa dell'Elogio dell'Imperatrice Eusebia. Conspectus siglorum. Testo e traduzione: [Ioulianou Kaisaros, Eusebías tès basilídos encòmion]; Giuliano Cesare, Elogio dell'Imperatrice Eusebia. Commento. Bibliografia. Index locorum. Index verborum.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a tre colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 92.00 Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 184.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-893-5
ISBN Rilegato: 978-88-6227-915-4
ISSN: 1828-5848
SKU: 3132

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1 - Marina De Franceschini, Villa Adriana. Accademia. Hadrian's Secret Garden. I. History of Excavations, Ancient Sources and Antiquarian Studies from the XVth to the XVIIth Centuries, 2016, pp. 240 integralmente stampate a cinque colori, con 261 figure n.t. e cinque piante pieghevoli di grande formato

STUDIES ON HADRIAN'S VILLA
Cm 22 x 32,2

Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa · Roma


Villa Adriana or Hadrian's Villa near Tivoli (Rome) is the largest and most famous Roman Imperial villa and needs no introduction. But the Accademia does, because is in a private property, in the southern part of the Villa, not open to visitors, and it is very little known and studied. This is why the author decided to study it, using for the first time digital technology and laser scanner to draw a new updated plan and discover its features. After the survey, the starting point was reading previous antiquarian sources and studies, collecting ancient maps and drawings, to see what had been done and studied before. It turned out to be an extraordinary journey among the greatest artists of all times, who visited and studied the Accademia and the rest of the Villa. This is how and why this book was born: to tell the story of the building and of its works of art, and to talk about the outstanding artists, antiquarians and architects who studied there and were inspired by its imposing ruins. Rediscovering this place is also important to understand the nature of the structure that some scholars believed to have been a villa within the Villa, that is to say the residence of Hadrian's wife, Vibia Sabina. There is no evidence about this, hence the importance of knowing more about a site for which it is still possible to answer questions about its real nature and connotation, although it is badly kept. The author's choice to write this work in English is a very effective action in order to expand knowledge and open to the whole world the analysis of a monument like no other, which since several decades has a place of excellence within the Unesco World Heritage Sites.

Villa Adriana vicino a Tivoli (Roma) è la più grande e famosa villa romana imperiale e non ha bisogno di alcuna presentazione. Ma il sito dell'Accademia sì, perché si trova in una proprietà privata, nella parte meridionale della Villa, non è aperto al pubblico ed è molto poco conosciuto e studiato. Questo è il motivo per cui l'autrice ha deciso di focalizzare su di esso la sua attenzione, utilizzando per la prima volta una tecnologia digitale e una tecnica a scansione laser per tracciare una nuova pianta aggiornata e scoprire la configurazione dell'area. Dopo questa indagine, il punto di partenza del lavoro è stato rappresentato dalla lettura di precedenti fonti e studi antiquari e dalla raccolta di mappe e disegni antichi, per vedere che cosa era stato fatto e analizzato in precedenza: uno straordinario viaggio tra i più grandi artisti di tutti i tempi, che hanno visitato e studiato l'Accademia e il resto della Villa. Questo è il modo e il motivo per cui il volume è nato: raccontare la storia del palazzo e delle sue opere d'arte, e parlare degli artisti eccezionali, antiquari e architetti, che vi hanno studiato e sono stati ispirati dalle sue imponenti rovine. Riscoprire questo luogo è anche importante per capire la natura di una struttura che alcuni studiosi hanno creduto essere stata una villa all'interno della Villa, e precisamente la residenza della moglie di Adriano, Vibia Sabina. Dato che di questo non ci sono prove, è ancora maggiore l'importanza di sapere di più su un sito che, benché mal conservato, può ancora rispondere a domande circa la sua vera natura e connotazione. La scelta dell'autrice di scrivere in lingua inglese si propone lo scopo di ampliare la conoscenza e aprire al mondo intero l'analisi di un monumento importante come nessun altro, che da diversi decenni ha un posto di eccellenza all'interno del patrimonio mondiale UNESCO.

Tables of Contents: Anna Maria Reggiani, Introduction. Bernard Frischer, Introduction. Urbano Barberini, Presentation. Author's Note. Acknowledgements. Chapter 1. The Renaissance and Roman antiquity: 1. Humanism, Renaissance and Hadrian's Villa. Chapter 2. Hadrian's Villa in the XVth century: rediscovery after oblivion: 1. The descriptions of the Historia Augusta and of Sextus Aurelius Victor, abandonment and the rediscovery: 1. 1. Biondo Flavio and Pope Pius II. 2. The first excavations at Hadrian's Villa: 2. 1. The excavation of the Odeon; 2. 2. The excavation of the Telamons or 'Cioci di Tivoli'. 3. The first drawings of Fra' Giocondo. 4. Conclusions. Chapter 3. Francesco di Giorgio Martini. The oldest drawings of the Accademia: 1. Biographical notes; 2. Francesco di Giorgio Martini and Hadrian's Villa; 3. The Accademia in the drawings of Francesco di Giorgio Martini: 3. 1. The plan of the Accademia; 3. 2. The elevation of the Temple of Apollo. 4. Conclusions. Chapter 4. Hadrian's Villa in the XVIth century. Large-scale excavations and early studies: 1. The first large-scale excavations: 1. 1. Excavations in the Accademia: 1. 1. 1. Excavations of Bindo Altoviti (XVIth century); 1. 2. Excavations in other parts of the Villa: 1. 2. 1. Excavations of Pirro Ligorio for Cardinal Ippolito II d'Este (1550-1568); 1. 2. 2. Excavations of Giovan Battista Cappuccini and Biscanti (mid-XVIth century); 1. 2. 3. Excavations 'of Marcantonio Palosi' (XVIth century); 1. 2. 4. Excavations 'of Cardinal Marcello Cervini' (1535?, 1550?); 1. 2. 5. Excavations 'of Cardinal Alessandro Farnese' (1535-1538?); 1. 2. 6. Excavations 'of Cardinal Carlo Carafa' (1540?). 2. Plans and drawings of the Accademia and other buildings (XVIth century): 2. 1. Andrea Palladio (1554 c.); 2. 2. Pirro Ligorio (1550 c.); 2. 3. Draftsman of the Destailleur Codex (mid-XVIth century); 2. 4. Giovannantonio Dosio (1563 c.); 2. 5. Anonymous Portuguese (or Francisco Castillo?) (1568-1580); 2. 6. Giovan Battista Cavalieri (1585); 2. 7. Drawings in the Albertina Library at Vienna (XVIth century). 3. Historical studies of the XVIth century: 3. 1. Pirro Ligorio (1550-1579); 3. 2. Giovanni Maria Zappi (1580); 3. 3. Marco Antonio Nicodemi (mid-XVIth century); 3. 4. Giovanni Maria de' Bardi, of the Counts of Vernio (end-XVIth century). 4. Other artists and Hadrian's Villa. 5. Appendix: original Italian texts. Chapter 5. Bindo Altoviti, one of the first owners of the Accademia: 1. Biographical notes; 2. The Altoviti and Hadrian's Villa; 2. 1. The Altoviti properties in Hadrian's Villa; 2. 2. The discoveries of the Altoviti in Hadrian's Villa. 3. Conclusions. Chapter 6. Andrea Palladio. Looking for perfect proportions: 1. Biographical notes; 2. Andrea Palladio and Hadrian's Villa; 3. The Accademia in the plan by Palladio; 4. Conclusions. Chapter 7. Pirro Ligorio, great antiquarian and first scholar: 1. Biographical notes; 2. Pirro Ligorio, Tivoli and the Villa d'Este; 3. Pirro Ligorio and Hadrian's Villa: 3. 1. The Codices of Ligorio; 3. 2. The descriptions of Hadrian's Villa in the Codices of Ligorio; 3. 3. The drawings for the general plan of Hadrian's Villa; 3. 4. What happened to the plans of Hadrian's Villa drawn by Ligorio? 4. The plan of the Accademia (1560); 5. The elevation of the Temple of Apollo [Ac78]; 6. The Accademia in the description of the Codice di Torino; 7. Conclusions: 7. 1. Summary on the Accademia. 8. Appendix: 1. Ligorio's original Italian text; 2. Text of Ligorio on his excavations in other buildings of Hadrian's Villa; 3. Text of Ligorio mentioning his plan of Hadrian's Villa; 4. Letters of Athanasius Kircher on Ligorio's documents in the Barberini archive; 5. Letter of Ambassador Ludovico d'Agliè to Cardinal Francesco Barberini about the drawings of Ligorio sold after his death. Chapter 8. Ippolito II d'Este, Cardinal of Ferrara. The magnificentia in Tivoli: 1. Biographical notes; 2. Ippolito II, Tivoli and Hadrian's Villa. Chapter 9. The Accademia in the XVIth-century drawings. A stucco ceiling and a mosaic: 1. Three drawings of a stucco ceiling; 2. Stucco ceiling; 2. 1. Conclusions on the ceiling, comparing the drawings. 3. Mosaic floor; 4. The Accademia stucco ceiling as model for Renaissance decoration: 4. 1. Giovanni da Udine, ceiling in Venice (before 1527); 4. 2. Luzio Romano, ceiling in Castel Sant'Angelo (before 1544-1545); 4. 3. Camillo Filippi, ceiling in Ferrara, Palazzina of Marfisa d'Este (after 1559). 5. Conclusions. Chapter 10. Hadrian's Villa in the XVIIth century. A new general plan and many small excavations: 1. The owners of Hadrian's Villa in the XVIIth century: 1. 1. North-east and central area of the Villa; 1. 2. Central area of the Villa; 1. 3. South and west area of the Villa. 2. The excavations of the XVIIth century: 2. 1. Excavations in the Accademia: 2. 1. 1. Excavations of Giovanni Giacomo and Giovan Francesco Bulgarini (1630 c.); 2. 2. Excavations in the rest of the Villa; 2. 2. 1. Excavations of Francesco Contini (after 1634); 2. 2. 2. Excavations of Camillo Arcucci for Cardinal Francesco Barberini (XVIIth century?); 2. 2. 3. Excavations of the Jesuit fathers (mid-XVIIth century); 2. 2. 4. Excavations of Giovanni Maria Baratta (XVIIth century); 2. 2. 5. Excavations in the Maritime Theatre?; 2. 2. 6. Anonymous excavation of 1655. 3. Plans and drawings of the XVIIth century: 3. 1. Contini's 'clean copy' of the plan of the Accademia by Ligorio (1634 c.); 3. 2. The general plan of Francesco Contini (1668); 3. 3. The general plan of Contini edited by Athanasius Kircher (1671); 3. 4. The general plan of Camillo Arcucci (1630 c.). 4. Historical studies of the XVIIth century: 4. 1. Antonio del Re (1611); 4. 2. Fabio Croce (1664); 4. 3. Francesco Marzi and Michele Giustiniani (1665); 4. 4. Girolamo Fabri (1672); 4. 5. Gasparo Alveri (XVIIth century); 4. 6. Pietro Sante Bartoli (mid-XVIIth century); 4. 7. Giovanni Pietro Bellori (1664). 5. Other characters of the XVIIth century in connection with the Accademia of Hadrian's Villa: 5. 1. Cassiano dal Pozzo (1588-1657); 5. 2. Alessandro Algardi (1595-1654); 5. 3. Camillo Pamphilj (1622-1686); 5. 4. Queen Christina of Sweden (1626-1689); 5. 5. Francesco Borromini (1599-1667). 6. Conclusions. 7. Appendix: 1. Contini's original text on landowners in Hadrian's Villa; 2. Original Italian text of del Re. Chapter 11. The Bulgarini in the XVIIth century. The first excavations at the Accademia: 1. Giovanni Giacomo and Giovan Francesco Bulgarini; 2. The Bulgarini properties at Hadrian's Villa; 3. Bulgarini finds in the XVIIth century. Catalogue: 3. 1. Statue of Child Dionysus, rosso antico marble; 3. 2. Seated statue from the Nymphaum of the Pratorium; 3. 3. The Barberini Candelabra. 4. Appendix. Original Italian text quoted in footnotes. Chapter 12. Francesco Barberini, Governor of Tivoli and patron of the arts: 1. Biographical notes; 2. Francesco Barberini and Hadrian's Villa. Chapter 13. Francesco Contini. The first complete plan and rational description of the Villa: 1. Biographical notes; 2. Francesco Contini and Hadrian's Villa; 3. The plan of the Accademia in the 'clean copy' of Ligorio's sketch (1634 c.): 3. 1. The details of the plan: 3. 1. 1. The Belvedere [Ac1] and surrounding rooms [Ac2-5]; 3. 1. 2. Double portico [Ac6-7] and northern rooms [Ac9-14]; 3. 1. 3. Rooms north of the Temple of Apollo [Ac18-74]; 3. 1. 4. The Temple of Apollo [Ac78] and surrounding rooms [Ac75-90]; 3. 1. 5. The Nymphaum of the Pratorium; 3. 1. 6. The esplanades of Accademia and Pratorium, and the Nymphaum above the Canopus. 4. The general plan of Hadrian's Villa (1668); 5. The Accademia esplanade in the general plan of Contini (1668); 6. The Accademia in the general plan of Contini (1668): 6. 1. The plan in detail: 6. 1. 1. Belvedere [Ac1] and surrounding rooms [Ac1-5]; 6. 1. 2. The double portico [Ac6-8] and rooms on the north side [Ac9-14]; 6. 1. 3. Rooms north of the Temple of Apollo [Ac18-69]; 6. 1. 4. The Temple of Apollo [Ac78] and surrounding rooms [Ac71-91]; 6. 1. 5. New rooms south of the portico [Ac99-106]; 6. 1. 6. The Nymphaum of the Pratorium; 6. 1. 7. Rooms towards the Fosso di Risicoli and subterranean service corridors. 7. Conclusions. 8. Appendix: Contini's original Italian text. 9. Contini's original Italian plates I-IV and VI-X. Chapter 14. Cassiano dal Pozzo. The Museo Cartaceo (Paper Museum): the first virtual museum: 1. Biographical notes; 2. Cassiano dal Pozzo and the Museo Cartaceo (Paper Museum); 3. Cassiano dal Pozzo and Hadrian's Villa. Chapter 15. Athanasius Kircher. Special effects, wisdom and wonders: 1. Biographical notes; 2. Athanasius Kircher and Hadrian's Villa: 2. 1. The new edition of the general plan of Contini; 2. 2. The description of the Accademia. 3. Appendix: Kircher's Italian text. Chapter 16. Some remarks and conclusions on the first three centuries of studies of Hadrian's Villa: 1. The XVth century; 2. The XVIth century; 3. The XVIIth century; 4. Conclusion. Bibliography. Indices: General Index; Index of names; Index of sculptures, relief and marbles. Index of folding Plans: 1. 1. General plan of Hadrian's Villa by Michael Ytterberg; 1. 2. Plan of the Accademia (De Franceschini, Pavanello, Andreatta 2010); 1. 3. General plan by Francesco Contini (1668); 1. 4. Plan of the Accademia and surrounding area (De Franceschini, Pavanello, Andreatta 2010).

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato cm 22 x 32,2. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino patinato opaco bianco con plastificazione lucida e con stampa a cinque colori.

Brossura / Paperback: Euro 180.00 Acquista / Buy

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ISBN-10: 978-88-6227-827-0
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E-ISBN: 978-88-6227-828-7
ISSN:
SKU: 3130

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16 - Il Santuario di Monte Li Santi - Le Rote a Narce. Scavi 1985-1996. Parte III. Le iscrizioni, le offerte alimentari. Conclusioni, a cura di Maria Anna De Lucia Brolli, 2016, pp. 104 con 22 tabelle e 12 tavole in bianco/nero n.t.

«MEDITERRANEA» · SUPPLEMENTI Diretta da Filippo Delpino
Cm. 21,5 x 31
CIVILTÀ ARCAICA DEI SABINI NELLA VALLE DEL TEVERE
Nuova Serie Diretta da Paola Santoro, 8

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il terzo e ultimo volume dedicato al Santuario di Monte Li Santi - Le Rote a Narce contiene l'analisi dei materiali epigrafici (iscrizioni sia su ceramica sia su due cippi-altarini tufacei dedicati a divinità) e un'analisi archeozoologica dei resti ossei animali rinvenuti nell'area del santuario e inquadrabili cronologicamente dalla metà circa del V secolo fino agli inizi del I secolo a.C. Nell'analisi conclusiva la curatrice dei tre volumi mette in risalto come da questo studio, per la prima volta, il santuario venga illustrato in maniera analitica in tutte le sue componenti, consentendo, attraverso l'incrocio dei dati di stratigrafia assoluta e relativa, interessanti conclusioni sulle fasi di vita, sul regime del culto, sulle produzioni locali, sulla circolazione dei materiali votivi e sulle fasce sociali che ad esso facevano capo. I capisaldi cronologici cui la vita del santuario è ancorata sono inoltre di particolare rilievo per una più approfondita conoscenza della storia del centro antico; il suo impianto, nella prima metà del V sec. a.C., si colloca infatti in un momento di particolare impegno pubblico della comunità narcense, che vede la realizzazione delle opere di fortificazione dell'area urbana di Monte Li Santi e Pizzo Piede e l'erezione di altri santuari, urbani e suburbani, di cui si conoscono al momento solo pochi, importanti resti di decorazioni architettoniche. Il termine cronologico inferiore, tra la fine del II e l'inizio del I secolo a.C., testimonia invece una continuità del culto anche in una fase successiva alla conquista romana del territorio, in significativa coincidenza con quanto si verifica nei santuari di Falerii e del suo hinterland.

Sommario: Parte III. Laura Biondi, Le iscrizioni. Tavole. Jacopo De Grossi Mazzorin, Le offerte alimentari di origine animale del santuario di Monte Li Santi: analisi archeozoologica. Addendum. I rinvenimenti monetali. Maria Anna De Lucia Brolli, Considerazioni conclusive. Abbreviazioni bibliografiche. Sommario generale.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano beige con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 895.00 Acquista / Buy

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ISBN: 978-88-6227-880-5
E-ISBN: 978-88-6227-881-2
ISSN: 1827-0506
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12 - Giuseppe Berto. Cent'anni di solitudine, a cura di Cesare De Michelis, Giuseppe Lupo, 2016, pp. 100

BIBLIOTECA DI «STUDI NOVECENTESCHI»
Diretta da Cesare De Michelis, Armando Balduino, Saveria Chemotti, Silvio Lanaro, Anco Marzio Mutterle, Giorgio Tinazzi
Cm. 17,5 x 25, bross.

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Giuseppe Berto avrebbe compiuto cento anni il 27 dicembre 2014; la sua vita invece si è conclusa nel giorno di Ognissanti del 1978 e da allora i suoi libri continuano a essere letti e amati con una intensità e una passione che non può non sorprendere, tanto più che in vita venne per lo più giudicato con sufficienza dai critici, ridotto a epigono di un neorealismo di maniera, o, peggio, a scrittore 'di successo', nel momento in cui il pubblico dei lettori divenne numeroso, se non rudemente rimbrottato per il suo passato, che egli stesso raccontò, 'in camicia nera', e il suo inquieto essere radicalmente controcorrente, anche e soprattutto negli anni della contestazione, rivendicando un'indipendenza di giudizio che sfuggiva a qualsiasi omologazione ideologica. Gli otto saggi raccolti in questo volume rivisitano la vita e l'opera dello scrittore, ripercorrendo i suoi romanzi più famosi - Il cielo è rosso (1947), Il male oscuro (1964), o La gloria (1978) - e rivelando uno degli autori italiani più grandi e significativi del secondo Novecento, uno dei pochi che sia riuscito a raccontare l'avventura esistenziale della sua generazione, quella che attraversò il cuore del secolo e le sue laceranti contraddizioni. Senza cedere a nessuno sconforto, anzi guardando con disincantata ironia le cose del mondo, i comportamenti degli uomini, il quotidiano affannarsi per 'un po' di successo', o soltanto per vanità, Berto sembra dirci che il disastro è alle nostre spalle, talvolta addirittura sulle nostre spalle, ma che, in ogni caso, il senso di esistere bisogna cercarlo nella stessa esistenza, senza giustificazioni teologiche o teleologiche.

Cesare De Michelis, Cent'anni di solitudine; Paola Trevisan, Berto soldato in camicia nera; Elisabetta Lo Vecchio, Riscritture evangeliche in Giuseppe Berto; Stefania Iannella, La tecnica narrativa del «discorso associativo» nel Male oscuro; Paola Dottore, Il lessico che rivela il male oscuro dell'anima; Paola Culicelli, Di qua del Paradiso. Giuseppe Berto e l'archetipo del padre; Saverio Vita, Nel volto del padre: le fotografie nel Male oscuro; Johnny Felice, 'Quel peccato sublime'. Il concetto di amore nell'opera di Giuseppe Berto.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano cenere con stampa a un colore.

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ISBN: 978-88-6227-895-9
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