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2 - Vittorio Alfieri, Estratti e traduzioni dalle tragedie senecane, a cura di Vincenza Perdichizzi, 2015, pp. 196

BIBLIOTECA DI «SEICENTO & SETTECENTO» Diretta da Arnaldo Bruni
Cm. 17,5 x 25, bross.


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

A 26 anni, scoperta la vocazione poetica, Vittorio Alfieri partecipa all'agone tragico che impegnava i letterati italiani fin dall'inizio del secolo per colmare il vuoto avvertito nel genere più prestigioso, la tragedia, privo di modelli illustri e dunque incapace di competere con il teatro francese del Grand Siècle, paradigma su cui seguitava ad esemplarsi la tragedia classicista settecentesca. Rifiutando la lingua e la cultura francese, Alfieri si volge soprattutto ai classici per impadronirsi degli strumenti dell'officina poetica. La tragedia senecana costituisce dunque il principale «soccorso per la lettura teatrale», tanto da motivarlo a riprendere lo studio del latino. Gli estratti dalle tragedie di Seneca che qui si presentano (con ampia introduzione e commento) sono contenuti nel ms. Laurenziano Alfieri 4; essi, pur avendo attirato l'attenzione della critica, erano finora rimasti inediti. Il manoscritto è composto da 102 cc., numerate a mano in alto a destra, e contiene scritti autografi eterogenei, cronologicamente distanziati. Le tragedie del corpus senecano riprodotte sono nell'ordine in cui si presentano: Thebais (ovvero Phoenissae, cc. 2-4), Medea (cc. 5-10), Thyestes (cc. 11-18), Oedipus (cc. 19-25r), Agamemnon (cc. 25v-33r), Troades (cc. 33-43r), Hippolytus (ovvero Phaedra, cc. 43v-51), Octavia (cc. 51v-56r). La scrittura, così come nel volume viene riprodotta, è distribuita su due colonne, realizzate piegando a metà il foglio: gli estratti latini occupano sempre la colonna interna (a sinistra nel recto e a destra nel verso) e la traduzione italiana quella esterna (a destra nel recto e a sinistra nel verso). Quest'ultima accoglie anche le postille in latino (contemporanee alla trascrizione da Seneca) fino alla conclusione dell'Oedipus, alla carta 25r, mentre a partire dalla carta 25v, in cui inizia l'Agamemnon, Alfieri si serve esclusivamente dell'interlinea o dei margini per le annotazioni, allo scopo di riservare la colonna bianca interamente alla traduzione.

Sommario: Introduzione. Thebais. Medea. Thyestes. Oedipus. Agamemnon. Troades. Hippolytus. Octavia

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 48.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-783-9
E-ISBN: 978-88-6227-391-6
ISSN:
SKU: 3018

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45 - Emanuela Giacca, La formazione del pensiero etico di Schleiermacher, 2015, pp. 276.

BIBLIOTECA DELL'«ARCHIVIO DI FILOSOFIA» Diretta da Stefano Semplici,
Cm. 17,5 x 25, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Ogni uomo deve assolutamente trovarsi in uno stato di socialità morale, egli deve avere uno o più uomini a cui manifestare la parte più interiore della propria essenza, del proprio cuore e dei propri comportamenti. Ove possibile, non dev'esserci in lui alcuna cosa che non possa essere comunicata a chicchessia fuori di lui. Fa parte degli insegnamenti divini che, più di tutto, non è un bene che l'uomo sia solo». In queste righe, indirizzate alla sorella Charlotte, Friedrich Schleiermacher condensa esemplarmente il nesso fra i tre campi dell'esperienza umana che sono al centro del presente volume: la socialità [Geselligkeit], richiamata in rapporto al suo carattere morale; l'etica, a cui quel carattere immediatamente riconduce; l'ambito religioso, evocato dall'allusione agli insegnamenti divini. Il trinomio emerge nella forma discorsiva dettata dal contesto epistolare, ma in realtà le battute citate sono essenziali all'economia dell'intera opera schleiermacheriana. Esse affondano le radici sin negli anni della prima formazione, descrivendo la traccia di un percorso filosofico che si snoda precisamente intorno ai tre termini enunciati. La struttura del volume che qui si presenta è in parte tematica, in parte cronologica. Il passaggio da un capitolo all'altro segue il passaggio dall'uno all'altro periodo della produzione, accompagnando al contempo il comporsi e il mutare del panorama delle interlocuzioni, definendo via via la collocazione di Schleiermacher in quello spazio filosoficamente fecondo che si crea dalla tensione fra criticismo e idealismo. Il primo capitolo getta le basi tematiche fondamentali e ricostruisce il confronto con Kant nelle Jugendschriften, guardando altresì ai successivi sviluppi e ai filoni tematici che confluiranno nelle Grundlinien. Il secondo capitolo segna un parziale spostamento verso il periodo berlinese ed è dedicato al rapporto con Jacobi e con Fichte. Il terzo e ultimo capitolo rappresenta insieme un avanzamento e una ricapitolazione, essendo dedicato a un'indagine di quello che rappresenta il terminus ad quem della nostra ricerca, le Grundlinien einer Kritik der bisherigen Sittenlehre, dato che nelle Grundlinien non solo giunge a compimento la visione formulata a partire dalle Jugendschriften, ma si condensano anche i frutti del confronto critico con Aristotele, gli stoici, l'epicureismo, Kant, Fichte, Spinoza e gli illuministi inglesi.

Sommario: Premessa. Introduzione. Capitolo primo. Schleiermacher e Kant: Il sommo bene e il nesso etica-religione. La decostruzione della Postulatenlehre kantiana dalla prima alla seconda Critica: La dottrina dei postulati nella Critica della ragion pratica. Per un nuovo legame tra Sittenlehre e Glückseligkeitslehre [Über das höchste Gut (1789); An Cecilie (1790)]; La dottrina dei postulati e la Critica della ragion pura [Wissen, Glauben und meinen (1790-1793)]; La secolarizzazione dell'etica attraverso e oltre Kant. Il determinismo etico schleiermacheriano tra libertà e necessità: Il gioco delle facoltà in Kant e Schleiermacher. Il superamento del dualismo e il sentimento morale [Notizen zu Kant (1789); Freiheitsgespräch (1789)]; Schleiermacher e Reinhold: indifferentismo, fatalismo ed etica della perfezione [Notiz zur Erkenntnis der Freiheit (1790-1792); Über die Freiheit (1790-1792)]; Schleiermacher al di là di Kant. Determinismo etico e «teodicea» dell'intersoggettività: un nuovo concetto del giudizio morale. Il motivo della Bestimmung: Tra spontaneità e condizionamento sociale. La declinazione ermeneutica del determinismo [Über das Naive (1789); Entwurf zur abhandlung über den Stil (1790/91); Über den Stil (1790/91)]; La destinazione dell'uomo e il valore della vita nel confronto con la filosofia trascendentale [Über den Wert des Lebens (1792/93)]; La giustizia del destino: la Sittenlehre schleiermacheriana nel contesto dei determinismi coevi. Capitolo secondo. Schleiermacher tra Jacobi e Fichte: Schleiermacher e Jacobi dalle Spinoza-Studien ai Discorsi sulla religione: Spinoza e il principio d'inerenza. Finito e infinito come fenomeno e noumeno [Kurze Darstellung des Spinozistichen Systems (1793/94); Spinozismus (1793/94); Über dasjenige in Jacobis Briefen und Realisums, was den Spinoza nicht betrifft, und besonders über seine eigene Philosophie (1793/94)]; Il più alto realismo della religione. La critica schleiermacheriana all'idealismo [Wissen, Glauben und meinen (1790-1793); Über die religion (1799)]; Agire «con religione»: una possibile articolazione del rapporto etica-religione attraverso la socialità [Über die religion (1799)]. Schleiermacher e Schlegel. Cosmologia, antropologia, ermeneutica: Tra cosmologia e antropologia. Il progetto di un «Anti-Leibniz» [Leibniz I (1797/98); Leibniz II (1797/98); Fragmente (1798)]; Continuità del filone ermeneutico [Garves letzte noch von ihm selbst herausgegebene Schriften (1800), Über das anständige (1800)]; L'amore come modello di socialità [Vertraute Briefe über Friedrich Schlegels Lucinde (1800); rezension von Friedrich Schlegel: Lucinde (1800)]. Schleiermacher e Fichte: Kant o Fichte? La recensione alla Anthropologie (1799); L'unità di filosofia e vita nel Versuch einer Theorie des geselligen Betragens (1799): l'implicito confronto fra due modelli antropologici; Autonomia della religione da metafisica e morale. Le tracce dell'Atheismusstreit nelle Reden (1799) e la critica al modello trascendentale kantiano-fichtiano; Etica, socialità, religione. Un bilancio: L'etica dei Monologen; L'idealismo fichtiano come monismo spinozistico. La recensione alla Bestimmung des Menschen (1800). Capitolo terzo. Verso una nuova dottrina morale. Le Grundlinien einer kritik der bisherigen sit tenlehre (1803): La linea Kant-Fichte nelle Grundlinien: Piacere e attività. L'eudemonismo kantiano e lo stoicismo fichtiano: sommo bene, felicità, virtù; Ragione e natura: il rapporto tra le facoltà, il giudizio morale e l'«io»; La concezione dell'intersoggettività dal Beruf alla carità. La confusione tra valore morale e valore civile in Kant e Fichte. Le interlocuzioni schleiermacheriane. Sviluppi ed esiti: Il giuridicismo kantiano e fichtiano: Etica e diritto in Kant. Dalla Critica della ragion pratica alla Metafisica dei costumi; Dalla Sittenlehre al Naturrecht: Fichte e il problema di metodo; Implicazioni cosmologiche. La correlazione tra Sittenlehre, Seelenlehre e Naturwissenschaft nell'idealismo. Lo spinozismo delle Grundlinien: Spinoza e Platone come esempi di una buona dottrina morale; Leibniz e Jacobi: le ragioni di un'assenza. Gli illuministi inglesi e il concetto di sentimento morale. Primo abbozzo dell'etica schleiermacheriana: Scientificità dell'etica: la sittliche Gesinnung al di là dell'alternativa attivismo-eudemonismo: Completezza dell'etica: dai principi al sistema; Determinismo e principio produttivo: il valore della volontà; Autonomia dell'etica dal senso comune e dalla rivelazione divina. La tripartizione dell'etica. Beni, virtù e doveri secondo Schleiermacher; Estensione del dominio dell'etica: Amicizia, amore e rapporto tra i generi; Arte, scienza, fantasia, motto di spirito. Per un'ermeneutica della veracità; La Geselligkeit come oggetto specifico dell'etica: oltre la dottrina politica. Conclusione. Bibliografia. Indice dei nomi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 76.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-794-5
ISSN:
SKU: 3016

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8 - Greta Salvi, Scenari di libertà. Teatro e teatralità a Milano durante il Triennio Cisalpino (1796-1799), 2015, pp. 248 con 31 figure in bianco/nero n.t.

BIBLIOTECA DI DRAMMATURGIA Diretta da Annamaria Cascetta
Cm 17,5 x 25 Studi


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La vittoriosa invasione francese in Italia da parte dell'esercito guidato da Napoleone Bonaparte apre un periodo di profondi mutamenti politici, sociali e culturali e gravido di significative conseguenze che si ripercuoteranno lungo tutto il XIX secolo. Il volume vuole mettere in luce in che misura e con quali modalità il teatro abbia recepito e riflesso i cambiamenti in atto e quali siano le permanenze e le discontinuità nella teoria e nella pratica teatrale del triennio rispetto al periodo precedente, quando Milano e la Lombardia erano sotto il dominio austriaco. Per affrontare lo studio del teatro milanese del triennio Cisalpino è opportuno discostarsi dalla visione semplicistica che lo liquida come "giacobino" e lo dipinge come unicamente finalizzato ad una propaganda filo-francese e filo-rivoluzionaria. Le tragedie, le commedie, i drammi per musica e i balletti ispirati a principi della Rivoluzione Francese costituiscono solo una minima percentuale del repertorio rappresentato sulle scene milanesi durante il triennio. Tuttavia, questi spettacoli costituiscono un punto di svolta, uno scatto in avanti rispetto ad abitudini consolidate. Il loro significato nella storia del teatro e la reale portata della loro carica innovativa possono essere compresi solo attraverso un'analisi puntuale e approfondita, che includa lo studio del contesto storico, sociale e culturale in cui le manifestazioni performative e para-performative si inseriscono. (Dall'Introduzione)

Sommario: Introduzione. Ringraziamenti. Abbreviazioni. Capitolo I. Napoleone a Milano. Politica, società, istituzioni nel Triennio cisalpino. Capitolo II. Morale, Cultura, Educazione e Politica. Idee sul teatro tra la Francia rivoluzionaria e la Repubblica Cisalpina. Capitolo III. In scena. I teatri milanesi tra pratica scenica e rapporti con le istituzioni: Il Teatro alla Scala: La congiura pisoniana; Il Teatro alla Canobbiana: Il teatro al crocevia dei poteri. Gli appaltatori teatrali mediatori tra pubblico, artisti e istituzioni; La Società del Teatro Patriottico. Capitolo IV. Un ballo per il Papa. Il ruolo del teatro nelle relazioni tra Chiesa e Repubblica: Il general Colli in Roma; Fenelon e Il matrimonio di Fra' Giovanni. Tra dramma e commedia, l'anticlericalismo nelle scritture per la scena. Capitolo V. La teatralità nelle strade: Gli Alberi della Libertà; La distruzione dei simboli dell'Ancien Régime; Il cittadino-semaforo. Capitolo VI. Le feste pubbliche: La festa di accoglienza ai patrioti reggiani; La festa per la resa di Mantova; La festa della Federazione; Le feste per ricorrenze e avvenimenti francesi, tra riconoscenza e distacco; Alcune conclusioni. Capitolo VII. In scena e tra le pagine. Le edizioni a stampa di testi teatrali: Virginia bresciana; L'aristocratico convertito; Il Focione. Conclusioni. "Il faut danser": la fine di un sogno. Galleria iconografica. Tavola delle illustrazioni. Fonti e bibliografia. Indice dei nomi di persona.

Composto in carattere Old Style Serra.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano castagna con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 48.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-773-0
ISSN: 1828-8723
SKU: 3014

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3 - Orazio Costa, Poesie. Edite e inedite, con saggio critico e nota ai testi di Lucilla Bonavita, 2015, pp. 172

STUDI & TESTI Collana diretta da Rino Caputo
Cm. 17,5 x 25, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La pubblicazione pressoché integrale delle poesie di Orazio Costa costituisce, insieme, l'occasione inaspettata di riscontrare un Poeta e di una messa a punto di questioni storico-letterarie e critico-letterarie apparentemente già assestate. Se si eccettuano i componimenti 'di guerra', per così dire, iniziali e abbozzati nello stile e nei temi, sono raccolte nella presente edizione tutte le poesie composte da Orazio Costa dal 1944 in poi, quelle pubblicate e, soprattutto, quelle emergenti dalla documentazione custodita presso la Fondazione del Teatro La Pergola di Firenze. Tanto basterebbe a rendere scientificamente proficua l'operazione compiuta dall'autrice, alla quale, in più, va il merito della cura del testo, tradottasi in funzionale quanto rispettosa attenzione ecdotica e critico-letteraria. Dalla lettura più integrale e integrata delle poesie di Costa vengono molteplici sollecitazioni, tutte volte alla valorizzazione della specificità dell'operazione poetica che si evidenzia sotto i nostri occhi, forse troppo adusi, ormai, all'appiattimento delle figure sul più allontanato orizzonte novecentesco. […] Costa traccia, nella sua produzione poetica, una riposta quanto esplicita autobiografia. È, leopardianamente, la 'storia di un'anima' ma, anche, petrarchescamente, il romanzo di una vita in cui l'amore è sentimento principe, verso gli altri, il mondo, il sé più tenero e pudicamente profondo di artista perché uomo e di uomo (anche) perché artista. (Dalla Presentazione)

Sommario: Rino Caputo, Presentazione. L'esperienza poetica di Orazio Costa. Nota ai testi. Poesie inedite; Poesie di Luna di casa. Nota biografica. Bibliografia.

Composto in carattere Old Style Serra.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Tiziano Fabriano nebbia con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 42.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-771-6
ISSN:
SKU: 3012

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117 - Maria Salanitro, Petronio e i Veteres Poetae a Reims, 2015, pp. 112 con figure in bianco / nero n.t.

NUOVI SAGGI
Cm. 15 x 22,5 oppure 17,5 x 24,7


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il manoscritto latino che si trova nella Bibliothèque Municipale di Reims catalogato con il numero 2560 è costituito da 8 pagine, di cui tre contengono frammenti tratti dal Satyricon, mentre le cinque pagine seguenti contengono undici frammenti poetici di autori latini di diverse epoche. Di tutti, il volume propone l'edizione critica, con ampio commento e messa a punto dello stato degli studi. I frammenti del Satyricon sono dodici. Il primo corrisponde integralmente al cap. 79, 8 del Satyricon, il secondo è un proverbio tratto dall'episodio della Cena di Trimalchione, secondo una prassi di estrapolazione dal Satyricon di proverbi e di frasi sentenziose che risale al Medioevo. Il terzo frammento è un carme di sedici versi, accolto nelle moderne edizioni del Satyricon, ma oggetto di un intenso dibattito fra gli studiosi sull'autenticità degli ultimi due versi. Il quarto frammento è costituito da tre parole (Dignus Amore locus) estrapolate da un carme che si trova all'interno del Satyricon e ha come argomento la descrizione di un locus amoenus come luogo propizio agli incontri amorosi. Il quinto frammento contiene un solo verso; il sesto, che corrisponde al capitolo 137, 9 ed è riportato nella sua integrità, è un epigramma famoso, il settimo è un proverbio che, per la testimonianza di San Gerolamo, apparteneva all'opera di Petronio. L'ottavo e il nono frammento contengono due monodistici e il decimo i due versi iniziali di un componimento che ci è stato trasmesso sotto il nome di Petronio. L'undicesimo frammento contiene i due versi finali del carme AL 694 R.; l'ultimo è costituito dal carme AL 700. Le rimanenti pagine latine (133-137) del manoscritto presentano frammenti poetici di vari autori, di periodo anche medievale.

Sommario: Introduzione. Petronii Satyricon: Fr. 1. Qualis nox fuit illa, dii deaeque!; Fr. 2. Nequaquam recte faciet, qui cito credit; Fr. 3. Somnia quae mentes ludunt volitantibus umbris; Fr. 4. Dignus Amore locus …; Fr. 5. Nam quis concubitus, veneris quis gaudia nescit?; Fr. 6. Quisquis habet nummos, secura naviget aura; Fr. 7. Non bene olet qui bene semper olet; Fr. 8. Uxor legitimus debet quasi census amari; Fr. 9. Inveniat quod quisque velit. Non omnibus unum est; Fr. 10. Fallunt nos oculi, vagique sensus; Fr. 11. Quod satiare potest dives natura ministrat; Fr. 12. = AL 700 R. Foeda est in coitu et brevis voluptas; AL 701 R. Accusare et amare tempore uno; q. Ciceronis, de mulierum levitate. Epig.; Pentadii De Beata vita. Veterum Poetarum. Appendice: Elogio di Claude Binet; Quando un grande filologo dormicchia. Apparato iconografico. Index nominum.

Composto in carattere Old Style Serra.
Formato 17,5 x 24,7. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 38.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-779-2
ISSN: 1722-5221
SKU: 3010

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9 - Maria Silvia Rati, Affermare e negare nella storia dell'italiano, 2015, pp. 244 con figure in bianco / nero n.t.

ITALIANA. PER LA STORIA DELLA LINGUA SCRITTA IN ITALIA Diretta da Luca Serianni
Cm 17,5 x 24,5, bross.


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Ci han cento modi per affermare e negare, né occorre raccoglier qui tutte le espressioni che a tale ufficio possono servire». Questa la puntualizzazione inserita da un grammatico dell'Ottocento in merito al «vario uso degli avverbi di affermazione e negazione». Sono in effetti numerosissime le modalità linguistiche di cui ci si è avvalsi, nella storia dell'italiano, per esprimere un concetto in modo affermativo o negativo: anche se ci si ferma alle sole unità lessicali specializzate in questa funzione – dunque a prescindere dai procedimenti grammaticali a cui è legata l'espressione dell'affermazione e della negazione –, le forme che grammatiche e dizionari menzionano dal Cinquecento a oggi sono realmente un centinaio. Nel presente volume si cerca di tracciare un quadro complessivo della distribuzione di queste forme in diacronia e in sincronia, concentrando l'attenzione soprattutto su quelle che appaiono a vario titolo più interessanti (Assolutamente, Affatto, Appunto, Infatti, Mai, Mica, Già). Vengono osservati le loro caratteristiche semantiche e il loro comportamento sintattico, con particolare riguardo alla posizione all'interno della frase. Nell'ultimo capitolo sono trattati in modo più sintetico altri moduli affermativi e negativi. Per quanto riguarda le motivazioni che sono alla base di questa indagine, alla volontà di documentare aspetti della grammatica che finora non sono stati indagati con l'ausilio degli archivi elettronici, si aggiunge l'intento di ricostruire la storia di avverbi il cui uso è spesso oggetto di dibattiti e di censure grammaticali. La valutazione negativa che talora anche il parlante comune attribuisce a certe forme è determinata in alcuni casi dall'uso troppo insistente che se ne fa. Più ancora, il fatto che le espressioni usate per affermare e negare siano spesso al centro delle discussioni linguistiche è legato alla loro tendenza a oscillare tra i due poli opposti dell'affermazione e della negazione, sia a livello sincronico che diacronico.

Sommario: 1. Introduzione: 1. 1. Premessa; 1. 2. Gli avverbi AFF / NEG nelle grammatiche tra Cinquecento e Ottocento; 1. 3. Gli avverbi AFF / NEG nelle grammatiche di oggi; 1. 4. Fuori di grammatica; 1. 5. Gli avverbi AFF / NEG e l'ordine delle parole; 1. 6. I corpora; 2. Assolutamente: 2. 1. Assolutamente nell'italiano contemporaneo: 2. 1. 1. Nella prosa letteraria; 2. 1. 2. Nella prosa giornalistica; 2. 1. 3. Ordine delle parole; 2. 2. Considerazioni diacroniche: 2. 2. 1. Assolutamente modificatore di un singolo costituente frasale; 2. 2. 2. Assolutamente modificatore del predicato; 2. 2. 3. Ordine delle parole; 2. 3. Tra affermazione e negazione: l'uso olofrastico; 2. 4. Conclusioni su assolutamente; 3. Affatto: 3. 1. Affatto nell'italiano contemporaneo; 3. 2. L'atteggiamento da parte della norma; 3. 3. Affinità con assolutamente e punto; 3. 4. Considerazioni diacroniche; 3. 5. Ordine delle parole; 3. 6. Conclusioni su affatto; 4. Appunto: 4. 1. Appunto come rafforzativo di un costituente frasale; 4. 2. Appunto come connettivo testuale; 4. 3. Appunto come avverbio olofrastico; 4. 4. Ordine delle parole: 4. 4. 1. All'interno di un sintagma; 4. 4. 2. All'interno della frase; 4. 5. Altri valori di appunto nell'italiano contemporaneo: 4. 5. 1. Nella prosa letteraria; 4. 5. 2. Nella prosa giornalistica; 4. 6. Per l'appunto; 4. 7. Giustappunto; 4. 8. Conclusioni su appunto; 5. Infatti: 5. 1. Infatti nell'italiano contemporaneo: 5. 1. 1. Nella prosa letteraria; 5. 1. 2. Nella prosa giornalistica; 5. 2. Considerazioni diacroniche; 5. 3. Conclusioni su infatti; 6. Mai: 6. 1. Mai nell'italiano contemporaneo: 6. 1. 1. Nella prosa letteraria: 6. 1. 1. 1. Ordine delle parole; 6. 1. 2. Nella prosa giornalistica: 6. 1. 2. 1. Ordine delle parole; 6. 2. Considerazioni diacroniche: 6. 2. 1. Dalle Origini al Trecento; 6. 2. 2. Dal Quattrocento al 1525; 6. 2. 3. Dal 1525 all'età moderna; 6. 2. 4. Ordine delle parole; 6. 3. Conclusioni su mai; 7. Mica: 7. 1. Nella prosa letteraria; 7. 2. Nella prosa giornalistica; 7. 3. Considerazioni diacroniche: 7. 3. 1. Ordine delle parole; 7. 4. Conclusioni su mica; 8. Già: 8. 1. Nella prosa letteraria; 8. 2. Nella prosa giornalistica; 8. 3. Considerazioni diacroniche; 8. 4. Ordine delle parole: 8. 4. 1. Come avverbio di tempo; 8. 4. 2. Come avverbio AFF / NEG; 8. 5. Conclusioni su già; 9. Altri avverbi AFF / NEG negli scrittori contemporanei: 9. 1. Usi olofrastici: 9. 1. 1. Certo; 9. 1. 2. Certamente; 9. 1. 3. Sicuro; 9. 1. 4. Sicuramente; 9. 1. 5. Bene; 9. 1. 6. Perfetto; 9. 1. 7. Ottimo; 9. 1. 8. Esatto; 9. 1. 9. Esattamente; 9. 2. Il declino di punto; 10. Conclusioni. Bibliografia. Indice dei nomi. Indice delle forme e degli argomenti.

Composto in carattere Baskerville Serra.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Tiziano Fabriano terra di Siena con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 48.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-792-1
ISSN: 1828-6897
SKU: 3008

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12 - Valentina Sestini, Donne tipografe a Messina tra XVII e XIX secolo, 2015, pp. 180 con figure in bianco / nero n.t.

BIBLIOTECA DI «PARATESTO»
Cm. 17,5 x 25, bross.


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La realtà femminile a cavallo tra XVII e XIX secolo è talmente complessa da dover essere osservata sotto più prospettive, al fine di svelare tutte le molteplici e composite interferenze che la caratterizzano; il suo studio è realizzabile solo con una visione multifocale, che permetta di cogliere anche le più impercettibili alterazioni, onde evitare di cadere in banali decodificazioni. Una presenza, quella della donna nei secoli passati, che nell'approfondimento degli studi appare sempre più incisiva e rilevante; nel caso delle donne tipografe italiane in età moderna si tratta semplicemente di portare alla luce il profondo iato esistito tra un 'esserci' e un 'figurare'. Il merito del volume consiste nell'aver voluto analizzare uno spaccato territoriale che finora aveva beneficiato di indagini poco approfondite e soprattutto poco organiche e debitamente articolate. Ci si riferisce alla realtà tipografico-editoriale siciliana, in specie messinese, che nonostante meritori studi sul versante dell'attività "maschile", poco, davvero poco aveva fatto registrare in riferimento al contesto femminile. Ecco quindi che balzano alla ribalta le vedove di Giovanni Francesco Bianco (1637-1642), di Francesco Gaipa (1767-1780), di Giuseppe Rosone (1779-1781), di Antonino D'Amico Arena (1812) e di Giovanni Del Nobolo (1817-1823), non a caso qualificate e individuate tutte come "vedove", essendone assai significativamente ignote le coordinate biografiche, finanche i nomi. L'Autrice, notevolmente competente sul fronte della catalogazione e su quello della ricognizione storico-editoriale, si impegna con la dovuta padronanza sia nella ricostruzione delle varie vicende professionali sia nella descrizione analitica delle pubblicazioni, ad esclusione di quelle che non è stato possibile consultare.

Sommario: Marco Santoro, Presentazione. Premessa. Capitolo I. Donne tipografe in età moderna. Storia di donne o 'donne nella storia'?: 1. Il lavoro delle donne nelle società di antico regime: (in)visibili presenze; 2. Margini di autonomia: lo status di vedovanza; 3. Donne tipografe in Europa tra XVI e XIX secolo; 4. Il caso italiano: la tipografia declinata al femminile tra Quattrocento e Settecento. Capitolo II. Donne tipografe a Messina tra XVII e XIX secolo: 1. Donne tipografe nella "Nobilissima Città di Messina"; 2. La vedova di Giovanni Francesco Bianco (1637-1642); 3. La vedova di Francesco Gaipa (1767-1780); 4. La vedova di Giuseppe Rosone (1779-1781); 5. Due casi ottocenteschi: la vedova di Antonino d'Amico Arena (1812) e la vedova di Giovanni Del Nobolo (1817-1823). Capitolo III. Le edizioni delle donne tipografe messinesi: Norme di consultazione; Riferimenti bibliografici; Sigle delle biblioteche; Edizioni della vedova di Giovanni Francesco Bianco; Edizioni della vedova di Francesco Gaipa; Edizioni della vedova di Giuseppe Rosone; Edizioni della vedova di Antonino d'Amico Arena; Edizioni della vedova di Giovanni Del Nobolo. Indice dei nomi. Indice degli autori (capitolo III).

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante in cartone Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 58.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-798-3
ISSN: 1828-8693
SKU: 3006

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11 - Pietro Sisto, «L'asino con la rosa in mano». Storie e immagini di animali nella letteratura italiana. II, 2015, pp. 132 con figure in bianco / nero n.t.

BIBLIOTECA DI «PARATESTO»
Cm. 17,5 x 25, bross.


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume rappresenta la continuazione di «Legato son, perch'io stesso mi strinsi». Storie e immagini di animali nella letteratura italiana. I, pubblicato in questa stessa collana nel 2010 da Pietro Sisto. Prosegue quindi qui la ricerca sul rapporto tra il mondo della cultura e quello della natura, e soprattutto tra i libri e gli animali. I saggi presentano particolari figure che hanno avuto un rapporto molto stretto e duraturo con il mondo della letteratura. L'opera di Plinio il Vecchio, per esempio, ha trasferito il valore simbolico, metaforico e magico-religioso di numerose specie animali (cicogna, cavallo, orso, salamandra) nell'Umanesimo e nel Rinascimento, soprattutto nella trattatistica delle imprese e degli emblemi. Il legame che intercorre tra il Carnevale e il maiale, più volte oggetto di riflessione e analisi da parte di antropologi e demologi, è di nuovo studiato e approfondito: insieme all'orso, al tacchino e all'asino, il maiale spesso veniva chiamato a vestire i panni del re della festa nei momenti più chiassosi e nei riti conclusivi, come quelli del testamento e della condanna-uccisione. Nel mondo poetico di Angelo Poliziano si ritrova l'immagine positiva dell'ape e quella negativa della scimmia, dei pappagalli e delle remore. Infine l'asino e l'elefante: il primo, che racchiude in sé motivi contraddittori (cocciutaggine e mansuetudine, ignoranza e saggezza, umiltà e regalità), occupa una posizione di rilievo nella tradizione letteraria; viene qui analizzato in particolar modo il carattere satirico e burlesco di testi che utilizzano la sua immagine per condannare o irridere il potere. Il secondo ha esercitato anch'esso un grande fascino su scrittori e poeti per le grandi dimensioni, per il carattere esotico e favoloso nonché per un'antica e consolidata tradizione che gli ha attribuito caratteristiche positive, se non vere e proprie virtù che, sulla base di osservazioni pliniane, riguardavano la sua 'umanità'.

Sommario: La Naturalis historia di Plinio nella trattatistica delle imprese e degli emblemi; Sulle ali della tradizione. Storie e immagini di uccelli tra antichi e moderni; Il corpo del porco nel "carnevale" della letteratura; Api, scimmie, pappagalli e rinoceronti. Angelo Poliziano tra classicismo ed "esotismo"; La "maschera"•dell'asino e i calci al potere. Da Giovanni Pontano a Giordano Bruno; «Io son di que' ghiotti, a' quali il grillo è cibo dilicato». Animali e uomini nell'opera di Giuseppe Battista; «Festina lente». Fortuna di un motto e di un'immagine tra Rinascimento e modernità; Lo zoo di carta delle Accademie italiane; «La terrifica belva che barrisce». L'elefante tra letteratura ed iconografia: dalla carta al web.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante in cartone Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 42.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-758-7
ISSN: 1828-8693
SKU: 3004

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2 - Lucilla Bonavita, Luigi Pirandello e Orazio Costa. Gli inediti dell'Archivio Costa nell'esperienza del Piccolo Teatro di Roma (1948-1954), 2015, pp. 140 con figure in bianco / nero n.t.

STUDI & TESTI Collana diretta da Rino Caputo
Cm. 17,5 x 25, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Varcata la soglia del secondo millennio, ci accorgiamo che la memoria di Orazio Costa è viva e foriera di profondi insegnamenti, umani e culturali, che hanno segnato la storia della cultura italiana della seconda metà del Novecento. La passione teatrale di Orazio Costa, padre della regia italiana, è intimamente legata alla sua formazione filologica che fa di lui un personaggio di grande erudizione poiché ha sempre considerato la letteratura e il teatro come un mezzo di elevazione etica e spirituale. Il volume che si presenta, oltre ad effettuare un'analisi storica degli avvenimenti che caratterizzarono l'esperienza del Piccolo Teatro di Roma di cui il regista fu "padre fondatore", analizza le rappresentazioni pirandelliane realizzate durante tale esperienza: l'originalità della ricerca è costituita da una ricostruzione filologica e documentaristica del testo dei Sei personaggi in cerca d'autore con modifiche e note inedite di Costa, con lo scopo di portare in luce le cause della inaspettata reazione che la rappresentazione del 1948 scatenò nel pubblico e nella critica. Dal punto di vista filologico, le cause sono acutamente individuate nel fatto che Costa fece riferimento all'edizione del 1921, che poneva maggiormente l'accento sulla realtà dei personaggi, e non a quella del 1925, sulla quale sia il pubblico che la critica avevano forgiato il loro gusto. La rappresentazione Così è se vi pare costituì un'altra opera fondamentale della quale l'Autrice pone in evidenza le differenze e le novità rispetto al testo pirandelliano. Infine, al di fuori dei parametri storici del Piccolo Teatro di Roma, viene analizzata la rappresentazione de La Favola del Figlio cambiato, che Orazio Costa considerò sempre la più importante per le novità legate al linguaggio scenico nel quale è costante il dialogo tra i linguaggi di arti diverse. (Dalla Prefazione)

Sommario: Salvatore Bancheri, Prefazione. Marco Giorgetti, Introduzione. Premessa; Tavola delle abbreviazioni. Capitolo I. La cornice degli inediti: Orazio Costa 'padre fondatore' del Piccolo Teatro di Roma (1948-1954): 1. Il Piccolo Teatro di Roma: l'esperienza più matura della creatività di Costa; 2. La Presentazione di Orazio Costa, atto programmatico del Piccolo di Roma. Capitolo II. I Sei personaggi in cerca d'autore: tra Pirandello e Costa: 1. I Sei personaggi in cerca d'autore: spettacolo simbolo del modo di intendere e di vivere il teatro; 2. Pirandello-Costa: una dialettica della critica teatrale tra realtà e finzione; 3. Il testo inedito: operazioni filologiche di riscrittura. Capitolo III. Pirandello e Costa in Cosi è (se vi pare): 1. Alcune note di regia; 2. Cosi è… "a cura" di Orazio Costa. Capitolo IV. Oltre l'esperienza del Piccolo Teatro di Roma: 1. La favola del Figlio cambiato: la rappresentazione più importante di Orazio Costa; 2. Le modifiche al testo pirandelliano. Conclusioni. Appendice documentaria. Bibliografia specifica. Bibliografia generale. Recensioni.

Composto in carattere Old Style Serra.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Tiziano Fabriano nebbia con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 34.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-769-3
ISSN:
SKU: 3002

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Fabio Dessena, Nuraghe Tratalias. Un osservatorio per l'analisi delle relazioni tra indigeni e Fenici nel Sulcis, Supplemento alla «Rivista di studi fenici», XLI (2013), 2015, pp. 180 con figure in bianco / nero n.t.

SUPPLEMENTI ALLA «RIVISTA DI STUDI FENICI» a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di studi sul Mediterraneo antico, Fondata da Sabatino Moscati Cm. 20 x 28, bross

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il Nuraghe Tratalias, non lontano da Carbonia, è posto ad un'altezza di 86 m s.l.m. e domina isolato nella pianura, con amplissima visuale in ogni direzione. La località, proprio per queste caratteristiche, è stata eletta quale sede per l'impianto di una postazione militare, di due silos dell'acquedotto e di una vedetta antincendio, a dispetto dell'esistenza di un edificio nuragico complesso e relativamente ben conservato. Al fine poi di facilitare l'accesso alla sommità del rialzo collinare è stato anche tracciato uno stradello carrabile, tagliando parte del fianco meridionale del rilievo. Sono così state pesantemente danneggiate alcune strutture murarie pertinenti ad un abitato. Dalle azioni di sconvolgimento e rimestamento dei depositi stratigrafici relativi a quelle unità murarie derivano gli abbondanti frammenti ceramici di matrice fenicia e fenicio-indigena che sono oggetto di questo studio. Il volume, partendo dalla restituzione grafica e dalla catalogazione dei frammenti, analizza il loro inquadramento culturale, morfo-tipologico e cronologico. Ampliando poi l'analisi al distretto territoriale, imperniato sul Nuraghe Tratalias e sul vicino complesso fortificato di Sirimagus, viene messa in evidenza la centralità del bacino idrografico del Rio Palmas e dei suoi principali affluenti, già indicati dalle fonti cartografiche e storiche come sede di un porto fluviale collettore delle risorse e dei prodotti del territorio. L'autore discute infine le potenzialità economiche e la posizione strategica del comparto territoriale Sirimagus-Tratalias, posto al centro del comprensorio del Sulcis e capace di assicurare le comunicazioni e gli spostamenti di risorse, beni, prodotti e uomini fra i vari distretti e i principali stanziamenti della sub-regione sulcitana. Particolare risalto è dato all'industria metallurgica, alla policoltura specializzata e alle attività commerciali transmarine, che consentono di considerare la cuspide sud-occidentale della Sardegna come un territorio in cui fu attuata una vera e propria strategia di popolamento e di sfruttamento integrato delle risorse territoriali, pienamente inserito nelle reti di scambio commerciale e culturale che interessarono il Mediterraneo fra l'VIII e il VI sec. a.C.

Sommario: P. Bernardini, S. F. Bondì, M. Botto, Prefazione. Introduzione. Capitolo primo: Paesaggi sulcitani dell'Età del ferro (IX-VI sec. a.C.): I. 1 Premessa; I. 2 . La bronzistica figurata; I. 3. La Grotta Pirosu di Su Benatzu di Santadi; I. 4. Il tempio a pozzo di Tattinu di Nuxis; I. 5. Lucerne; I. 6. Brocche askoidi; I. 7. Ceramiche di tradizione nuragica e produzioni ibride: I. 7. 1. Sulky; I. 7. 2. San Vittorio di Carloforte e San Giorgio di Portoscuso; I. 7. 3. Monte Sirai; I. 7. 4. Pani Loriga; I. 7. 5. Bithia; I. 7. 6. La fortezza del Nuraghe Sirai; I. 7. 7. Nuraghe Meurras di Tratalias. I. 8. Crabonaxia di San Giovanni Suergiu; I. 9. Craminalana di San Giovanni Suergiu; I. 10. Su Niu 'e Su Crobu di Sant'Antioco; I. 11. Le acquisizioni delle indagini topografiche di superficie; I. 12. Conclusioni. Capitolo secondo: Il nuraghe Tratalias. Territorio ed economia. Capitolo terzo: Il nuraghe Tratalias. I materiali ceramici provenienti dalle ricognizioni di superficie: III. 1. Anfore "tipo Sant'Imbenia", "sardo-levantine" o "sardo-fenicie": III. 1. 1. Archetipi, modelli, prototipi; III. 1. 2. Sardegna centro nord-orientale; III. 1. 3. Sardegna centro-occidentale; III. 1. 4. Sardegna sud-occidentale; III. 1. 5. Sardegna nord-occidentale; III. 1. 6. Contesti extra-insulari; III. 1. 7. Nuraghe Tratalias. III. 2. Anfore dei Tipi Ramon T-2.1.1.2. e T-1.4.2.1.: III. 2. 1. Tipo Ramon T-2.1.1.2.: III. 2. 1. 1. Nuraghe Tratalias. III. 2. 2. Tipo Ramon T-1.4.2.1.: III. 2. 2. 1. Nuraghe Tratalias; III. 3. Brocche con bocca bilobata: III. 3. 1. Nuraghe Tratalias. III. 4. Piatti: III. 4. 1. Piatti con orlo estroflesso: III. 4. 1. 1. Nuraghe Tratalias. III. 4. 2. Piatti "ombelicati" con fondo umbonato: III. 4. 2. 1. Nuraghe Tratalias. III. 5. Adattamenti di forme vascolari greche: gli skyphoi fenici; III. 6. Supporto bitroncoconico "a clessidra"; III. 7. Bacini a calotta con orlo ingrossato e pendulo; III. 8. Kylix di tipo Vallet-Villard B2/Boldrini IV; III. 9. Brocca Askoide; III. 10. Skyphos attico o euboico atticizzante Middle Geometric II. Capitolo quarto: Conclusioni. Elenco delle abbreviazioni bibliografiche.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 285.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-786-0
ISSN: 0390-3877
SKU: 3000

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