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11 – Giorgio Chiesura, a cura di Beatrice Bartolomeo, 2016, pp. 140

BIBLIOTECA DI «STUDI NOVECENTESCHI» Diretta da Cesare De Michelis, Armando Balduino, Saveria Chemotti, Silvio Lanaro, Anco Marzio Mutterle, Giorgio Tinazzi
Cm. 17,5 x 25, bross.

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Con questo volume si presentano gli Atti del convegno intitolato Giorgio Chiesura, tenutosi a Padova il 10 e l'11 giugno del 2014. A innescare il richiamo dell'interesse critico su questa figura di scrittore è stata la presenza del 'Fondo Chiesura' nell'Archivio degli Scrittori Veneti del Novecento, archivio annesso all'Università degli Studi di Padova e diretto da Cesare De Michelis. Si tratta di un lascito ricchissimo che i familiari di Giorgio Chiesura hanno donato perché fosse custodito e soprattutto messo a disposizione degli studiosi. Enza Del Tedesco, illustrando il Fondo che di questi Atti è il seme generatore, ci dice che "il materiale conservato riguarda l'intera biografia dell'autore, a cominciare dai diari di prigionia dove è internato dal settembre 1943 al 25 aprile 1945, fino ai numerosi dattiloscritti dell'ultimo romanzo rimasto inedito, al quale Chiesura lavora dal 1971 fino al 1984, e che continua a rimaneggiare fino al 1987. Si conserva inoltre un voluminoso carteggio a editori, scrittori, traduttori e saggisti, ai quali e con i quali Chiesura scrive del proprio lavoro". Tale materiale costituisce un bacino proficuo di indagine e anzi si spera che questo volume, in cui per la prima volta si tenta di delineare criticamente il profilo dello scrittore, della sua opera e della sua figura di intellettuale e uomo, rappresenti la spinta utile per nuove investigazioni. Si può conoscere e approfondire l'esperienza di prigionia attraverso i contributi di Rolando Damiani, Silvio Ramat, Ricciarda Ricorda, Paola Trevisan, Enrico Meloni, i quali puntano la loro attenzione critica su Sicilia 1943 e La Zona immobile, mentre delle altre due opere essenziali nella produzione di Chiesura, Devozione e Villa dei cani, si occupano Ferdinando Camon e Monika Lustig. A Chiesura uomo si rivolgono le relazioni di Cesare De Michelis, di Alberto Ongaro e della nipote Valentina Chiesura, la quale ci regala immagini di vita privata che molto altro ancora dicono di lui; infine, di nuovo Enza Del Tedesco, pubblicando una breve autobiografia inedita di Giorgio Chiesura, lascia che sia egli stesso a parlarci, sinteticamente ma assai efficacemente, di sé». (Dalla Premessa).

Sommario: Beatrice Bartolomeo, Premessa; Cesare De Michelis, Ritratto di Giorgio Chiesura; Rolando Damiani, I «mondi separati» di Chiesura: il diario di guerra e il racconto in versi della prigionia; Silvio Ramat, I campi di Chiesura (settembre 1943–settembre 1945); Ricciarda Ricorda, «Sicilia 1943 è il libro a cui sono più affezionato»; Paola Trevisan, Il rifiuto della guerra e la scelta della prigionia; Enrico Meloni, Il ritorno del lager nella memoria e nella scrittura; Ferdinando Camon, «Il grande pesce»; Monika Lustig, Villa dei cani. Incontro personale con un romanzo erotico; Alberto Ongaro, Una lunga amicizia; Valentina Chiesura, Ricordi familiari; Enza Del Tedesco, Il Fondo Giorgio Chiesura nell'Archivio degli Scrittori Veneti del Novecento.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano cenere con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 28.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-832-4
ISSN: 1828-8669
SKU: 3050

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Federico Caffè nel pensiero economico italiano, a cura di Piero Roggi e Monika Poettinger, 2015, pp. 180 (anno XXIII/2, 2015)

IL PENSIERO ECONOMICO ITALIANO · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Federico Caffè nasceva a Pescara il 6 gennaio 1914, all'alba della prima guerra mondiale. In tempo per trascorrere infanzia e giovinezza nel naufragio degli ideali liberali che avevano costruito l'Italia. In tempo per testimoniare, prima del boom economico, la fame e la miseria che affliggevano gran parte del paese. In tempo per vivere l'effervescenza del secondo dopoguerra, ma anche il mancato compimento del processo di sviluppo economico che ne seguì. Una vita nel Novecento, dunque, costretta, parrebbe, da quanto le accadeva intorno ad una forzata disillusione, addirittura ad una fine di disperazione. Così, tanti hanno letto in quello scomparire improvviso il 15 aprile 1987 l'esito di un tramonto delle idealità dopo una vita di servizio alla propria famiglia, al proprio insegnamento, al proprio paese. Del Novecento italiano Federico Caffè non fu un testimone passivo e disincantato. Scelta la strada dell'economia, si dedicò alla sua parte attiva, quella politica economica che riscattò da arte pratica a disciplina degna di autonomia scientifica. L'economia non aveva senso se non indirizzata verso uno scopo di maggior benessere sociale; un fine, questo, di chiaro valore etico e politico. L'economista, dunque, diveniva con Federico Caffè un intellettuale la cui azione si esplicava non solo nell'accademia ma nei giornali di ogni coloritura politica, nell'editoria e nella consulenza ad istituzioni quali la Banca d'Italia ed il sindacato. A guidare tanta indefessa attività era la profonda convinzione che il motore della storia fossero le idee: idee che la volontà degli uomini trasforma in realtà, superando gli ostacoli della materialità e dell'abitudine. Tra queste idee, le teorie economiche hanno un ruolo cardine, proprio perché in grado di influire direttamente sul benessere generale. A diffondere le buone idee in economia, Federico Caffè ha così dedicato la sua esistenza, e al di là di essa un'imponente mole documentale ed una nutrita schiera di allievi. A cento anni dalla nascita, i tanti scritti di Federico Caffè costituiscono oggi un valido oggetto di ricerca ed interpretazione storiografica. Al di là di vaghi intenti celebrativi, un centenario assicura infatti una distanza storica sufficiente a tentare un apprezzamento critico dell'opera di un autore. Così, per Federico Caffè, un anno di ricerche bibliografiche e d'archivio è stato dedicato a ricostruirne l'impianto teorico e metodologico, inquadrandolo nel pensiero economico italiano del Novecento». (Dall'Introduzione)

Sommario: Federico Caffè nel pensiero economico italiano, a cura di Piero Roggi e Monika Poettinger. Monika Poettinger, Introduzione. Federico Caffè tra metodologia e storia del pensiero economico: Piero Roggi, Federico Caffè e il letargo della scienza economica; Roberto Schiattarella, L'economia come scienza normativa in Federico Caffè; Paolo Ramazzotti, Alla ricerca del metodo perduto: l'insegnamento di Federico Caffè; Monika Poettinger, Federico Caffè e la diffusione del pensiero economico. Federico Caffè e la politica economica: Gian Cesare Romagnoli, Federico Caffè e la politica economica; Nicola Acocella, I messaggi subliminali di Federico Caffè; Mario Pomini, L'economia del benessere e il problema della fondazione della politica economica in Federico Caffè; Maurizio Franzini, Sfide riformiste: Federico Caffè e le politiche dell'offerta; Giuseppe Amari, Federico Caffè: tra il tempo dell'utopia e lo spazio del riformismo. Testimonianze: Ignazio Visco, Ricordo di Federico Caffè; Guido M. Rey, L'attualità di Federico Caffè. Gli autori di questo numero.

Composto in carattere Dante Monotype.
Cm 16 x 23,5. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano bianco con stampa a due colori e plastificazione lucida; sovraccoperta in cartoncino Palatina Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 95.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-834-8
ISSN: 1122-8784
SKU: 3048

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LXXXVIII. 2 - The Human Person and Nature in Classical and Modern India, 2015, pp. 292 con figure in bianco/nero n.t.

SUPPLEMENTI ALLA «RIVISTA DEGLI STUDI ORIENTALI» Diretta da Raffaele Torella
Cm 17 x 24

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

India, first of all in its philosophical and religious dimensions, has been usually considered by the West as a civilisation ignoring nature and only interested in the absolute and in liberation from the phenomenal world; such a belief may influence also our judgments about contemporary India. In order to question this prejudice and reconsider the concept of 'nature' in India, thus enriching also contemporary discourses about it in the West, a research project has been funded by Rome Sapienza, whose results were offered at the Conference The Human Person and Nature in Classical and Modern India, Rome Sapienza, March 2013. The present publication includes the final versions of some of the papers read at the Conference with the addition of new materials. The main lines of the project have been: level A) exploring in various directions the philosophical, aesthetic and religious thought of traditional India, also in its sociological and anthropological aspects; level B) focusing the theme of nature in the historical and political-sociological dimensions of modern and contemporary India. Within this exploration, the research areas necessarily include even very distant aspects, temporally and culturally distinct, but also full of cross references. The presence of level B besides level A testifies to the ideal continuity of classical and contemporary India. Level B treats the historical repercussions of the themes dealt with in level A, the complex relationship among nature, dominant cultures and values expressed by tribal and ethnic communities, in medieval and modern texts, in contemporary jurisprudence, and their impact on the alterations in social, economic and political structures since the pre-colonial period.

L'India, prima di tutto nelle sue dimensioni filosofiche e religiose, è stata solitamente considerata dall'Occidente come una civiltà indifferente alla natura e interessata solo all'assoluto e alla liberazione dal mondo fenomenico; una tale convinzione può influenzare anche i nostri giudizi sull'India contemporanea. Al fine di mettere in discussione questo pregiudizio e riconsiderare il concetto di 'natura' in India, arricchendo così anche il dibattito contemporaneo in Occidente, l'Università La Sapienza di Roma ha finanziato un progetto di ricerca i cui risultati sono stati presentati alla Conferenza The Human Person and Nature in Classical and Modern India, Roma, Sapienza, marzo 2013. La presente pubblicazione comprende le versioni finali di alcuni dei documenti letti alla Conferenza con l'aggiunta di nuovi materiali. Le linee principali del progetto di ricerca sono: livello A) esplorare in varie direzioni il pensiero filosofico, estetico e religioso tradizionale dell'India, anche nei suoi aspetti sociologici e antropologici; livello B) messa a fuoco del tema della natura nelle dimensioni storiche e politico-sociologiche dell'India moderna e contemporanea. All'interno di questa esplorazione, le aree di ricerca comprendono necessariamente anche aspetti molto lontani tra loro, distinti da un punto di vista temporale e culturale, ma anche ricchi di riferimenti incrociati. La presenza del livello B in aggiunta al livello A testimonia la continuità ideale dell'India classica e contemporanea. Il livello B tratta le ripercussioni storiche dei temi trattati nel livello A, il complesso rapporto tra la natura, le culture dominanti e i valori espressi dalle comunità tribali ed etniche, nei testi medievali e moderni, nella giurisprudenza contemporanea, e il loro impatto sui cambiamenti delle strutture sociali, economiche e politiche fin dal periodo pre-coloniale.

Sommario: Raffaele Torella, Introduction I: Nature in classical India; Giorgio Milanetti, Introduction II: Cultural elaborations of human-nature relations, medieval to modern times; Gilles Tarabout, Spots of wilderness. 'Nature' in the Hindu temples of Kerala; Elisa Freschi, Systematising an absent category: discourses on nature in Prabhakara Mimamsa; Rosa Fernández-Gómez, Aesthetic properties of persons in crosscultural perspective: experiencing human nature in Indian Tantric philosophy; Gioia Lussana, Fluid Mother Goddess. Water and Blood as the flowing sacred essence of Maha Devi in the sakta Tantrism of Kamakhya; Maria Piera Candotti, Tiziana Pontillo, Svabhava in grammar: notes on the early history of a philosophical term; Daniela Berti, Gods' Rights vs Hydroelectric Projects. Environmental conflicts and the judicialization of nature in India; Jayati Srivastava, Grassroots environmentalism as discursive contestation in India: Narratives from the Chipko and Save the Narmada movements; Giorgio Milanetti, Journeys through nature in Jayasi and Tulsi: hints of an urban-rural divide?; Mario Prayer, Freedom in the river: Bengali bhadralok consciousness in Manik Bandopadhyay's Padmanadir majhi; Mara Matta, 'Womanizing' nature in India: a few considerations on the politics of representation of tribal women in Bengali fiction; Ursula Münster, Work, Knowledge and Subaltern Subjectivities in South Indian nature conservation; Sanjukta Das Gupta, Between the 'real' and the 'imagined': Nineteenth and twentieth century British accounts of nature in Chotanagpur; Daniel Münster, Agrarian Alternatives: agroecology, food sovereignty and the reworking of human-environmental relations in India; Davide Torri, The Animated Landscape: Human and non-human communities in the Buddhist Himalayas; Christine Lutringer, Representing responsibility in environmental education: insights from a social awareness campaign in Bengaluru, India.

Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 245.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-839-3
ISSN: 0392-4866
SKU: 3046

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La Grande Guerra, a cura di Alfredo Cottignoli, Emilio Pasquini, Vittorio Roda, Gino Ruozzi, Paola Vecchi Galli, 2015, pp. 400 (vol. 91, 2015/2)

STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE • FASCICOLI MONOGRAFICI

Il centenario della Grande Guerra non poteva lasciare indifferenti direttori e redattori di «Studi e problemi di critica testuale». All'evento in questione, tragico biglietto da visita del cosiddetto secolo breve, si è concordemente deciso di dedicare un fascicolo monografico, sulla base essenzialmente di due principi: la focalizzazione sulla Grande Guerra 'italiana' e l'adozione, entro questo perimetro, di un'angolatura molto aperta, che ai territori della letteratura aggregasse altri territori ed altre problematiche. Il risultato è stato l'interrogazione del fenomeno 'Grande Guerra' anche da prospettive diverse da quelle abituali. Agli esperti del fatto letterario si sono così affiancati cultori di discipline come la filosofia e la psicologia, la musica (colta e popolare) e la cinematografia, nel quadro d'un'ermeneutica a più facce intenzionata a render conto della straordinaria poliedricità dell'oggetto in esame. Percorrendo il sommario si vede come alle inchieste di carattere generale si alternino analisi su singoli scrittori, e come tali scrittori appartengano ora all'area dei maggiori (Pirandello, Rebora, Bontempelli), ora a quella dei minori, ora a quella dei minimi. Nutrita la rappresentanza degli accademici e dei futuri accademici: i nomi che si susseguono sono quelli d'un Vittorio Cian, d'un Cesare De Lollis, d'un Luigi Russo, ciascuno portatore, pur nell'ambito d'una comune vocazione interventistica, di una propria lettura del conflitto. Inevitabile la presenza della diaristica e della memorialistica di guerra, con o senza ricognizioni sul formarsi di quei testi; altrettanto inevitabile l'interesse per l'epistolografia, per le lettere scambiate fra chi sta al fronte e chi sta a casa, unico canale di comunicazione fra il combattente e i suoi familiari o amici o maestri. Significativo anche l'interesse per la letteratura femminile, e in subordine per la condizione femminile in quel quadriennio di ferro: interesse più che giustificato, ove si pensi al ruolo decisivo rivestito dalle donne nel corso d'un evento che, mobilitando in massa la parte maschile del paese, e inchiodandola per anni nelle trincee, conferiva loro un fondamentale ruolo di supplenza.

Sommario: Alfredo Cottignoli, Emilio Pasquini, Vittorio Roda, Gino Ruozzi, Paola Vecchi Galli, Premessa; Giovanni Capecchi, Scritture e riscritture di guerra; Daniela Baroncini, La Grande Guerra nelle scritture femminili; Alberto Brambilla, Educazione, guerra e patria. Percorsi bibliografici nella letteratura per l'infanzia; Cristina Benussi, 1914–1915: il primo anno a Trieste nelle memorie dei suoi scrittori soldati; Paolo Briganti, «Fratelli, all'armi e al canto!». La Grande Guerra nei poeti di Parma; Alberto Bertoni, Elegia e satira: la poesia a Modena ai tempi della Grande Guerra; Sebastiana Nobili, Lettere di guerra. Luigi e Stefano Pirandello; Duccio Tongiorgi, «Lo stile della nostra guerra»: Bontempelli giornalista sul fronte (1915); Adele Dei, La parola esplosa di Clemente Rebora; Lorenzo Tommasini, Di speranze e bacalà. L'epica popolaresca di Giulio Camber Barni; Fulvio Senardi, La breve guerra di Carlo Stuparich; Maria Laura Lanzillo, Giovanni Gentile e la Grande Guerra; Enrico Elli, Un letterato in conflitto: Cesare De Lollis e il suo Taccuino di guerra; Laura Nay, «Con la pistola posata nei Fioretti di San Francesco»: lettere di guerra fra studio e trincea; Alberto Cadioli, «Vita e morale militare». Le lezioni di Luigi Russo per gli allievi ufficiali; Valeria Paola Babini, Effetto guerra. La psichiatria italiana di fronte al primo conflitto mondiale; Piero Mioli, Canta così Bellona. Riflessioni e comportamenti di musicisti di fronte al grande giro di vite; Enrico Gaudenzi, La rappresentazione della Grande Guerra nel cinema italiano di fiction (1914–1918); Emilio Pasquini, Ricordo di Mario Marti.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a tre colori.

Brossura / Paperback: Euro 245.00 Acquista / Buy

ISBN: 978–88–6227–822–5
ISSN: 0049-2361
SKU: 3044

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9 - Emanuele De Luca, «Un uomo di qualche talento». François Antoine Valentin Riccoboni (1707-1772): vita, attività teatrale, poetica di un attore-autore nell'Europa dei Lumi, 2015, pp. 290

BIBLIOTECA DI DRAMMATURGIA Diretta da Annamaria Cascetta
Cm 17,5 x 25 Studi


L'esperienza dei comici italiani in Francia tra il Sedicesimo e il Diciottesimo secolo conta ormai una letteratura abbondante e apporti storico–critici di valore, che mettono in rilievo l'importanza degli scambi culturali tra i due paesi. Il viaggio dalla penisola alla Francia rappresenta il passaggio e l'incontro di competenze tecniche, poetiche e performative, sia perché i testi drammaturgici valicarono le Alpi in una migrazione costante di temi, soggetti e generi che nutrirono i contesti spettacolari ultramontani, sia perché, a loro volta, gli italiani emigrati si arricchirono proprio da quei contesti stranieri per la loro produzione artistica, in termini di nuove ibridazioni, di nuovi generi, nuove poetiche, e quindi nuove drammaturgie, sia letterarie che performative. Da qui l'importanza che ha assunto negli ultimi decenni lo studio della vita e dell'attività degli attori, della loro produzione e degli scambi culturali miranti a mettere in luce la loro attività professionale, la loro pratica attoriale e autoriale e il loro lavoro teorico. È nell'intreccio di questi elementi, all'insegna di una interdisciplinarietà che leghi prospettive storiche e teatrali ad approcci letterari e teorici, che si può cogliere la reale posizione e il reale apporto degli artisti della Comédie Italienne, in particolare nel corso del Diciottesimo secolo. All'incrocio di tutti questi aspetti e di queste angolazioni intende porsi il lavoro su François Antoine Valentin Riccoboni, che rappresenta il paradigma di tutta l'evoluzione del teatro degli Italiens in Francia e, allo stesso tempo, il prisma attraverso cui guardare a quell'esperienza nelle sue direttrici estetiche, poetiche e teoriche. Lo studio si propone di indagare la reale portata di questo personaggio, particolarmente trascurato dalla storiografia e dalla critica, nel contesto degli scambi culturali tra Italia e Francia, in quello del teatro della Comédie Italienne di Parigi, ma anche, più in generale, nel contesto del teatro francese ed europeo del Diciottesimo secolo.

Sommario: Nota introduttiva. Parte prima. Un profilo biografico e artistico: Tra Mantova e Parigi: dalla nascita all'approdo in Francia (1707–1716): Attorno al berceau dell'infante; Prima infanzia tra peregrinazioni nei circuiti professionistici italiani e i tentativi di riforma di Lelio e Flaminia. Parigi. Gli anni di formazione (1716–1726): Dalle stanze dei Gesuiti…; …all'intimo cubicolo. La formazione professionale e la prima stagione alla Comédie Italienne (1726–1731): Lelio le fils: il debutto a teatro; La Comédie Italienne all'epoca del debutto di François, e Pierre François Biancolelli maître camarade; Il gran rifiuto dei Romains, il passaggio in Belgio e la partenza per Parma (1729–1730). Dal rientro a Parigi alla pubblicazione dell'Art du Théâtre: tra poetiche goliardìe, passi di danza e fascinazioni massoniche, la seconda stagione alla Comédie Italienne (1731–1750): Rientro a teatro e poetici sollazzi al Caveau; Sogni d'oltremanica e fascinazioni massoniche; Il matrimonio con Marie Jeanne e il definitivo ritiro dalle scene. «Ce qui lui venait de la plume s'en allait par le soufflet». Una decadenza maledetta? (1750–1772): In Italia: Sul versante francese, Lelio diseredato; Da Venezia a Parigi, silenzi illustri. L'ultimo rientro in Francia e gli ultimi anni di vita. Parte seconda. Lelio le fils attore, musicista, cantante, ballerino: Pratica scenica e abilità performative nel repertorio italiano e francese della Comédie Italienne di Parigi: Un ritratto sedimentato; Sigismond e Cléarte, due principi in scena: François e il repertorio italiano; Tra Lelio e Arlecchino: François attore nel repertorio francese; Aspetti di pratica scenica sotto il segno della tradizione italiana. François e le arti musicali: Tra musica e canto; A passi di danza: Verso la danza pantomima. Alcune conclusioni preliminari: per un nuovo ritratto all'insegna di Proteo: Parte terza. François Riccoboni autore per la Comédie Italienne: La produzione: fonti, attribuzioni, dati preliminari. Prime opere tra velleità paterne e nuove drammaturgie: Alla Comédie Italienne sotto la direzione di Luigi Riccoboni e la francesizzazione di Biancolelli e Marivaux; La prima produzione di François: processi di riscrittura tra Lelio e Dominique (1724–1729); La drammaturgia del rientro: le commedie francesi di François Riccoboni (1731–1750). Intermezzo parodico: La prassi: parodie d'opéras: Parodie di tragedie . E la teoria. Nel regno di Tersicore, tra nuovi canovacci italiani e nuove spettacolarità: Tra nuove commedie italiane e i fuochi d'artificio; I balletti di François negli anni '30 e '40. A cavallo dei tempi, una nuova drammaturgia per un nuovo repertorio (1755–1764): Il nuovo repertorio, musicale, della Comédie Italienne; Tra Goldoni e Rousseau: François e i suoi opéras–comiques à ariettes. Conclusioni. Bibliografia. Indice dei nomi e dei titoli.

Composto in carattere Old Style Serra.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano castagna con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 58.00 Acquista / Buy

ISBN: 978–88–6227–804–1
ISSN: 1828-8723
SKU: 3042

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La cucina del racconto: linguaggi e culture del cibo, a cura di Francesca Petrocchi, 2015, pp. 192 (XIV, 2015)

FICTIONS • FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria», ammoniva Pellegrino Artusi nella Prefazione al suo La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene. Un 'pizzico' di compiacimento non guasta nell'introdurre alla lettura dei 'piatti' confezionati per «Fictions» XIV da un gruppo di studiosi eterogeneo sotto il profilo delle personali vocazioni disciplinari, come del resto è d'obbligo nell'affrontare un grande tema collettivo quale quello del cibo, dei suoi linguaggi e delle sue implicazioni culturali, riflessi in una pluralità di opere e testi narrativi, lontani fra loro nel tempo e nello spazio. La scelta, nell'allestire il menù, è stata quella di optare per piatti e pietanze essenziali proposti attraverso un ripensamento critico sistematico, seppur differenziato dal punto di vista dell'approccio teorico e delle soluzioni metodologiche prescelte per le analisi: a conferma che le tradizioni di critica letteraria - al pari di quelle gastronomiche - non sono statiche ma aperte a costanti innovazioni, a fruttuose contaminazioni e innesti sempre variabili. Come testimonia la Bibliografia della critica sul cibo nella letteratura curata da Francesco Laurenti, la produzione internazionale nel campo dei Literary Food Studies è amplissima ed in costante evoluzione, al punto che la bibliografia medesima è frutto di un paziente e laborioso esercizio di selezione volto ad offrire una 'mappa' rappresentativa, certamente suscettibile di eventuali integrazioni: una guida dalla duplice natura artistica, avendo come oggetto l'arte dell'alimentazione e insieme l'arte della letteratura, in specie narrativa […]. Arti con specifici linguaggi e grammatiche, ricche di inventiva, legate alla dimensione sociale e culturale, ad alta valenza simbolica ed entrambe aperte a pratiche di 'lettura' e di consumo. (Dall'Introduzione)

Sommario: Francesca Petrocchi, Introduzione; Valerio Viviani, Thomas Nashe e la ricetta della mitizzazione; Mariagrazia Russo, Il cibo nell'Isola Fantastica: mito e rito nel percorso letterario di Germano Almeida; Marisa Sestito, Dickens e il cibo dei buoni; Teresina Barbero, «Du pain, du pain…»: il cibo in Germinal di Zola; Cristina Benicchi, Il pranzo di Babette: l'artista come chef; Paolo Proietti, Il gusto della saggezza nordica; Francesca Petrocchi, Ridere di gusto o il gusto di ridere: comiche divagazioni sul cibo di Achille Campanile; Rosy Colombo, Davide Crosara, Fantasie e parodie del cibo nell'opera di Samuel Beckett; Laura Gilli, Ibridazioni tra cibo e parola: nuove forme di narrazione; Alba Graziano, Renzo Mocini, Gastronomic salience: the story behind the dishes; Masha Mattioli, Teranga. Cibo e accoglienza in Senegal; Francesco Laurenti, Bibliografia della critica sul cibo nella letteratura / Literary Food Studies: A Bibliography. Profili bio–bibliografici.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24. Legatura in brossura con copertina in cartoncino Murillo Fabriano castagna con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 125.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-836-2
ISSN: 1721-3673
SKU: 3040

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«Nel suo profondo». Miscellanea di studi danteschi (1265-2015), a cura di Alberto Casadei, Marcello Ciccuto, Giorgio Masi, con la collaborazione di Ida Campeggiani, 2015, pp. 300 (XLIV/2, 2015)

ITALIANISTICA • FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

A settecentocinquanta anni dalla nascita di Dante, «Italianistica» dedica un numero monografico all'autore della Commedia. Dantisti affermati di tutto il mondo e giovani studiosi si cimentano con testi differenti (Vita nova, Rime, Commedia, Epistole, Egloge) e temi trasversali, dando vita a sedici contributi che aprono nuove prospettive di ricerca e di discussione su argomenti cruciali o questioni puntuali legate al mondo dell'Alighieri. L'itinerario segue una falsariga 'cronologica', prendendo le mosse dalla Vita nova, seguita dalle Rime, a cui sono dedicati tre saggi. Seguono le lecturae della Commedia: tre sull'Inferno, due sul Purgatorio e una sul Paradiso. Cinque canti consecutivi, dal 21 al 25 dell'Inferno, sono scandagliati sul piano morale-esemplare, e quindi filosofico, applicato a Malebolge; e anche su quello ermeneutico, nel rapporto di 'emulazione' con Ovidio. Nel confronto con la liturgia antica si affrontano invece sia il destino particolare dell'anima di Guido da Montefeltro, sia in generale il significato della preghiera delle anime nel Purgatorio. Una diversa prospettiva, a un tempo storiografica e filologica, caratterizza l'indagine condotta sul personaggio di Pia. Infine, ci spostiamo nell'ambito della cosmologia dantesca per riesaminare il ruolo delle gerarchie celesti nell'Empireo, che si evolve nel passaggio dal Convivio alla Commedia. Le altre due opere dantesche prese in considerazione sono le Epistole e le Egloge. Riguardo alle prime, se ne studia da un lato l'aspetto del bestiario simbolico; dall'altro si torna a discutere sull'Epistola 13, alla luce del rapporto fra Dante e Cangrande. Il tempo è al centro della lettura delle Egloge: quello della storia, cui il testo allude, e quello della biografia dantesca, insieme a quello della letteratura. Chiudono il volume due articoli che affrontano concetti-chiave e una figura cardine nell'opera dantesca, sul versante 'laico' – la cortesia (definita nel Convivio) e la curialitas (nel De vulgari eloquentia) – e su quello teologico – la figura di Maria Vergine –, aprendosi in entrambi i casi a prospettive future.

Sommario: Premessa (Giorgio Masi). Nota ai testi. Alberto Casadei, La «mirabile visione» nel finale della Vita nova; Raffaele Pinto, Il Libro delle canzoni e la costruzione del personaggio della Antibeatrice; Juan Varela-Portas de Orduña, Tre donne intorno al cor: una proposta di lettura e datazione; Eduard Vilella, «Pintura» ed esperienza estetica in Amor che movi tua vertù dal cielo; Davide Nardi, L'«imaginata caccia» e il «consiglio» della ragione: psicofisiologia dell'atto morale in Inf 21-23; Massimo Colella, «Fa molte belle trasmutazioni ovidiezando». Antichi commenti e metamorfosi dantesche (Inf 24-25); Ronald L. Martinez, Commendatio animae: Guido da Montefeltro e la liturgia per i moribondi e i defunti; Niccolò Maldina, L'ars orandi di Dante e lo status teologico delle anime del Purgatorio; Serena Pagani, «Ricorditi di me». Pia de' Malavolti e Nello de' Pannocchieschi (Purg 5, 130-136); Theodore J. Cachey Jr., Una nota sugli angeli e l'Empireo; Giuseppe Ledda, Un bestiario politico nelle Epistole di Dante; Marco Veglia, Dante e Cangrande; Sabrina Ferrara, Il senso del tempo nelle Egloghe di Dante, uomo e poeta; Fiammetta Papi, Sulla semantica della cortesia. Riflessioni su una definizione dantesca; Cécile Le Lay, Per una nuova mariologia dantesca: rassegna bibliografica e prospettive; Giuseppe Indizio, Documenti privatistici agli albori della fortuna di Dante (con una nota su Andrea di Leone Poggi). Bibliografia: Saggistica: Reviewing Dante's Theology, edited by Claire E. Honess and Matthew Treherne (Marcello Ciccuto); Giorgio Inglese, Vita di Dante. Una biografia possibile (Alberto Casadei); Fazio Degli Uberti, Rime, edizione critica e commento a cura di Cristiano Lorenzi (Marcello Ciccuto); Maria Musiol, Vittoria Colonna: A Woman's Renaissance (Veronica Copello); Rime del Burchiello comentate dal Doni, edizione critica e commento a cura di Carlo Alberto Girotto (Fiammetta Papi); Oscar Schiavone, Michelangelo Buonarroti: Forme del sapere tra letteratura e arte nel Rinascimento (Giovanni Zagni); Pietro Petteruti Pellegrino, La negligenza dei poeti. Indagini sull'esegesi della lirica dei moderni nel Cinquecento (Alessandra Villa); Barbara Torelli Benedetti, Partenia, a Pastoral Play, a Bilingual Edition, edited by Lisa Sampson and Barbara Burgess-van Aken (Sofia Cangiano); Marco Santoro, I Giunta a Madrid: vicende e documenti (Giancarlo Volpato); Luca Lenzini, Un'antica promessa. Studi su Fortini (Pierluigi Pellini); Maria Rizzarelli, Sorpreso a pensare per immagini. Sciascia e le arti visive (Enrico Fantini); Laur a Ricci, Paraletteratura. Lingua e stile dei generi di consumo (Alberto D'Alfonso).

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24,5. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo con stampa ad un colore.

Brossura / Paperback: Euro 240.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-813-3
ISSN: 0391-3368
SKU: 3038

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L'antica fiamma. Incroci di metodi e intertestualità per Roberto Mercuri, a cura di Antonio Montefusco e Raffaella Zanni, 2015, pp. 344 (XL/1-2, 2015)

LINGUISTICA E LETTERATURA • FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo numero di «Linguistica e Letteratura» esce nella forma di una raccolta di saggi dedicata a Roberto Mercuri, direttore della rivista dal 1997, in occasione del suo pensionamento; traguardo raggiunto dopo una lunga attività spesa prima nell'Università della Calabria (1977-1989), poi presso l'Università della Tuscia di Viterbo (1991-1997), per approdare, infine, all'Università "La Sapienza" di Roma. Sono dunque qui raccolti i contributi di colleghi, amici e allievi, che hanno voluto offrire un omaggio con una scrittura ora saggistica, ora memoriale e ironica, ora di argomento metodologico, sempre però legata a tematiche vicine agli interessi scientifici del festeggiato (Dante Alighieri, la poesia dalle Origini romanze al Trecento, la letteratura del Cinque-Seicento e quella dell'Otto-Novecento); scrittura varia per risultati e per metodologia, ma, nella molteplicità delle strumentazioni metodologiche utilizzate, legata strettamente al testo studiato: da esso si parte e ad esso si ritorna, in base ad un rigore testuale che è stato uno degli insegnamenti fondamentali di Mercuri. Infine, una bibliografia degli scritti, che fornisce un importante servizio agli studi su Dante, sulla letteratura controriformistica, la scrittura italiana ottocentesca e infine sul rapporto tra didattica e ricerca.

Sommario: Antonio Montefusco, Raffaella Zanni, Ironia, rigore e testo. Per Roberto. Parte prima. Saggi: Silvia Conte, La metafora vegetale di Al departir del brau tempier (BdT 293, 3); Sara Ferrilli, Parlare e tacere dal Notaro a Dante attraverso i rimanti menzogna : vergogna; Chiara Della Cagna, Echi della similitudine delle gru di Lucano (Pharsalia, V, 709-716) nella Commedia di Dante; Riccardo Viel, La voce di Pluto; Antonio Montefusco, Raffaella Zanni, O Povertà, come tu sei un manto. Stratigrafia di un inedito trecentesco; Lorenzo Geri, «L'aura sacra» tra sogno e visione. Il finale dei Rerum vulgarium fragmenta, Dante e Boccaccio; Rodney Lokaj, Ghostly and Polemical: Castiglione's Prosopopoeia Ludovici Pici Mirandulani; Sarah Fogagnoli, Enajenado, enajenarse, enajenación. Analisi diacronica di una polisemia; Floriana Di Ruzza, Rovine antiche e sentimenti moderni: la messa in scena della società nei Paralipomeni di Giacomo Leopardi; Claudio Colaiacomo, Indagini sul dolore leopardiano; Andrea Malagamba, Mnemochimica. Su una traccia dantesca nella poesia di Primo Levi. Parte seconda. Testualità della memoria: Lettera aperta di Dante Alighieri (per cura di Angela Fariello); Per Roberto. La spada nella maionese (Alberto Abruzzese); Goliardata tardiva (Roberto Antonelli); Ricordi di scuola (Silvia Conte, Rodney Lokaj). Parte terza. Prospettive di metodo: Monica Cristina Storini, La via italiana all'intertestualità: riflessioni, divagazioni e azzardi. Bibliografia di Roberto Mercuri. Abstracts. Profili.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 16,5 x 24,2. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano senape con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 240.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-835-5
ISSN: 0392-6915
SKU: 3036

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11 - A più mani. Linee di ricerca tracciate in "Sapienza", a cura di Luca Bettarini, 2015, pp. 120

Biblioteca di «Quaderni Urbinati di Cultura Classica» fondata da Bruno Gentili diretta da Paola Bernardini e Carmine Catenacci
Cm. 17,7 x 25

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Gli studi raccolti in questo volume sono stati presentati il 20 maggio 2013 durante la giornata seminariale Polyphonia, tenutasi alla "Sapienza" in occasione della conclusione dell'attività di docenza di Bruna Marilena Palumbo. Protagonisti di quella giornata sono stati studiosi di diverse generazioni, che alla scuola di Marilena Palumbo si sono formati (Luca Bettarini, Valentina Raimondi, Emanuele Lelli, Laura Lulli, Enrica Borsoni). Ma proprio perché di studi di scuola si tratta, sono presenti in questa raccolta anche i contributi di altri allievi che a quella giornata non poterono partecipare (Tristano Gargiulo e Francesca D'Alfonso), e la stessa Marilena Palumbo ha voluto contribuire con un suo saggio, nello spirito di quel lavoro comune e appassionato che ha sempre contraddistinto la sua vita professionale. Risulta evidente che questi lavori, pur nella diversità dei contenuti, riflettono una profonda unità di metodo, e traggono origine dalla molteplicità delle linee di ricerca proposte e sviluppate dalla studiosa nel corso della sua attività di insegnamento universitario, anche se ogni allievo ha poi seguito la sua strada maturando propri interessi di studio: la dialettologia (Luca Bettarini), l'epigramma (Valentina Raimondi), la produzione popolare (Emanuele Lelli), l'elegia (Laura Lulli), l'analisi filologica dei testi (Tristano Gargiulo), le tradizioni mitiche (Francesca D'Alfonso) e la critica delle fonti (Enrica Borsoni). Un lavoro a più mani dunque, realizzato in "Sapienza" e - ci auguriamo - con sapienza». (Dalla Premessa)

Sommario: Luca Bettarini, Premessa; Bruna M. Palumbo Stracca, Riflessioni sulla monodia di Upupa (Aristoph. Av. 227-262): un pastiche senza ironia?; Luca Bettarini, Stratti fr. 49 K.-A.: ma come parlano i Tebani?; Enrica Borsoni Ciccolungo, Il potere e l'audacia del tiranno: una riflessione sul significato di [tólma] e [dúnamis] in Tucidide e Pindaro; Francesca D'Alfonso, Il paesaggio del mito. Aliarto, la fonte Cissussa e il fiume Lophis; Tristano Gargiulo, Qualche modulo di ripresa e di ripetizione nel Romanzo di Alessandro; Emanuele Lelli, Lettura folklorica di Theocr. Id. 10, 38-58; Laura Lulli, Epica ed elegia. Incontri di due generi letterari nei luoghi della performance; Valentina Raimondi, Nel solco di Teocrito: alcune osservazioni su AP 9, 317. Indice dei passi discussi.

Composto in carattere Garamond Serra.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano cenere con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 38.00 Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 76.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-810-2
ISBN Rilegato: 978-88-6227-811-9
ISSN: 1828-8677
SKU: 3034

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19 - Tommaso Raiola, Nel tempo di una vita. Studi sull'autobiografia in Galeno, 2015, pp. 176

«AION» · QUADERNI. Collana diretta da Amneris Roselli
Cm. 17 x 24

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Di Galeno, uno degli intellettuali più longevi dell'antichità (nacque a Pergamo nel 129 d. C. e morì fra il 199 e i primi decenni del III secolo), ci sono pervenuti una gran quantità di testi attraverso la tradizione manoscritta. Esistono inoltre traduzioni in arabo, ebraico e latino, elaborate in un periodo che va dal IX al XIII secolo. Questa vasta produzione letteraria, estesa per tutta la vita dell'autore, ha fornito un cospicuo quantitativo di informazioni autobiografiche che hanno reso Galeno una celebrità ammirata da tutti: su di esse si concentra l'attenzione del volume, articolato sulla base di tre punti di vista, corrispondenti a tre 'cause efficienti' dell'autobiografia. Il primo capitolo delinea i motivi che hanno spinto Galeno ad introdurre spazi autobiografici nelle sue opere: l'autore tenta di comprendere la strategia che sta alla base della narrazione autobiografica, mettendo in evidenza sia le cause 'primarie' di questa operazione (quelle più contingenti, legate al contesto in cui sono inserite), sia quelle 'secondarie' (relative ad un più ampio progetto di auto-rappresentazione messo in atto da Galeno, che percorre trasversalmente la quasi totalità della sua opera). Nel secondo capitolo si affronta il problema del 'pubblico': in particolare, si tenta di definire se l'autore cogliesse la diversificazione del suo pubblico in più tipologie, e provvedesse di conseguenza a modificare la qualità e le modalità della narrazione autobiografica, per adattarla di volta in volta ai probabili lettori. Il terzo capitolo, infine, individua i modelli letterari di riferimento della narrazione autobiografica in Galeno, sulla base dell'analisi di indizi disseminati all'interno di passi selezionati. La comparazione di questi ultimi con i testi di altri autori anteriori a Galeno consente di comprendere le modalità con le quali Galeno 'costruisce' il suo personaggio attraverso l'autobiografia, descrivendo anche le strategie narrative e gli elementi di profonda letterarietà che interessano gli spazi autobiografici.

Sommario: Premessa e ringraziamenti. Introduzione: 1. Breve nota biografica; 2. Galeno e l'autobiografia; 3. La nozione di autobiografia e Galeno; 4. Distinguere i materiali autobiografici: criteri adottati nella scelta dei passi; 5. L'Io scientifico; 6. Un settore di confine: la narrazione autoptica di casi clinici; 7. Due intrecci tra autobiografia e autopsia; 8. Galeno, il sé e gli altri: tre punti di vista. Capitolo 1. Perché Galeno si racconta: 1. La figura del buon maestro in Galeno e il suo valore; 2. Come scegliersi un maestro; 3. L'autobiografia come apologia e propaganda: il caso del De praecognitione. Capitolo 2. Per chi Galeno si racconta: il pubblico dell'autobiografia: 1. Galeno creatore di un pubblico di lettori; 2. Il destinatario principale della narrazione autobiografica: gli allievi del secondo ordine di studi; 3. L'altro pubblico dell'autobiografia di Galeno: i clienti e gli amici; 4. Il pubblico dell'autobiografia galenica: qualche conclusione. Capitolo 3. Come Galeno si racconta: 1. I modelli dell'autobiografia; 2. La triade [boúlesis/dúnamis - paideía - trophé/: i racconti relativi alla famiglia e alla giovinezza; 3. Dalle qualità innate alle conquiste individuali: la scoperta della Methodos; 4. Galeno modello di una corretta Trophè; 5. Mitopoiesi di un personaggio. Conclusioni. Bibliografia generale; Indice delle edizioni e traduzioni delle opere di Galeno citate in questo volume; Indice dei passi di Galeno discussi in questo volume; Indice dei nomi antichi citati in questo volume.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina plastificata lucida in cartoncino Murillo Fabriano bianco con stampa a cinque colori.

Brossura / Paperback: Euro 58.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-802-7
ISSN: 1128-7209
SKU: 3032

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