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4 - Fiammetta Sabba, Viaggi tra i libri. Le biblioteche italiane nella letteratura del Grand Tour, 2018, pp. 364 con figure in bianco/nero n.t.

QUADERNI DI «BIBLIOLOGIA» Collana diretta da Giorgio Montecchi
Cm. 17,5 x 24,7

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

L'esperienza del Grand Tour, che ha portato in Italia viaggiatori stranieri provenienti da tutta Europa, rappresenta uno dei fenomeni più rilevanti della storia intellettuale del Vecchio Continente, per le sue poliedriche sfaccettature e per le sue importanti ricadute nella costruzione dei modelli culturali di riferimento a cui hanno guardato le élites aristocratiche e del notabilato borghese lungo tutta l'età moderna. Istituzionalizzato come una vera e propria consuetudine quale percorso formativo almeno fino a tutto il XVIII secolo, esso si è mosso in realtà fin dalla fine del Cinquecento in una sequela pressoché ininterrotta di eruditi, letterati, filosofi che hanno fatto dell'Italia una delle mete privilegiate della loro curiosità conoscitiva. Un'esperienza accompagnata anche da una attenta capacità di osservazione che non ha mancato l'occasione di registrare le caratteristiche della società italiana del tempo, le particolarità del costume e degli stili di vita, gli aspetti naturalistici e la stessa morfologia del paesaggio. La congerie eterogenea di osservazioni e di stimoli scaturiti dal viaggio in Italia si è fatta narrazione in una altrettanto diversificata serie di forme letterarie: resoconti diaristici, lettere, relazioni, guide per il viaggiatore che fanno della letteratura odeporica un genere composito e quasi inafferrabile, ma al tempo stesso un terreno di ricerca fecondo e con una forte vocazione per l'interdisciplinarietà. Questo volume pone in primo piano l'importanza di questo tipo di fonti anche per la storia delle biblioteche. Visitate dai viaggiatori europei tra XVII e XVIII secolo, le biblioteche italiane sono state descritte sistematicamente nei resoconti odeporici. L'autrice propone un'analisi delle fonti rilevanti per la storiografia bibliotecaria, frutto a sua volta di una complessa ricerca di tipo bibliografico e di un censimento, sia dei repertori di opere di viaggio sia delle raccolte librarie specializzate nel settore. La scelta metodologica utilizzata nella selezione dei testi parte dalla distinzione fondamentale tra il genere epistolare e quello del resoconto di viaggio, attraverso cui, in un serrato ordine cronologico che si allunga fino ai primi decenni del XIX secolo, si ripercorrono gli itinerari che hanno condotto letterati ed eruditi a visitare le principali biblioteche italiane. Attraverso le fonti analizzate Fiammetta Sabba ci guida in definitiva in un viaggio ideale, in una sorta di complesso e articolato "viaggio tra i viaggi", aprendo un itinerario di ricerca a cui la storia delle biblioteche non potrà che guardare con estremo interesse.

Sommario: Giorgio Montecchi, Premessa. Giovanna Granata, Presentazione. Introduzione: Nuove prospettive per la storia delle biblioteche. Parte prima. Letteratura di viaggio: scritture e fonti: Premessa; 1. Il fenomeno del Grand Tour e la letteratura odeporica: 'Errare et vagare in terra aliena': origini, caratteristiche e motivazioni del 'tour' erudito; Le scritture odeporiche: definizione, generi e storia; Il rapporto tra forma e contenuto nelle scritture odeporiche; Versatilità e interdisciplinarietà dell'odeporica. 2. Fonti bibliografiche e catalografiche sui viaggi in Italia: Bibliografie generali relative ai viaggiatori stranieri in Italia; Bibliografie generali relative ai viaggiatori italiani in Italia; Alcuni fondi bibliotecari specializzati in letteratura di viaggio in Italia; Memorie di viaggio manoscritte. 3. Per uno studio degli 'itinera erudita et bibliothecaria' in Italia: La selezione formale e cronologica del materiale; Nazionalità, professione, interessi e obiettivi del viaggiatore: elementi incidenti nel viaggio e nelle sue testimonianze; Come visitare le biblioteche, alcune raccomandazioni pratiche; Fonti bibliografiche sui viaggi erudito-bibliotecari in Italia. Parte seconda. Le corrispondenze di viaggio come documenti per la storia delle biblioteche e delle collezioni librarie italiane: Premessa; 1. Dalle corrispondenze di viaggio ai monumenti letterari: il caso dei Bollandisti e dei Maurini tra XVII e XVIII secolo: I Gesuiti bollandisti (Henschen e Papebroch); I Benedettini di S. Mauro (Mabillon, Montfaucon, Germain, Estiennot, Gerbert ed altri). 2. Testimonianze bibliografiche e bibliotecarie nelle corrispondenze di viaggio di fine Seicento: Il vescovo Gilbert Burnet; Gottfried Wilhelm Leibniz; François Maximilien Misson. 3. Testimonianze bibliografiche e bibliotecarie nelle corrispondenze di viaggio tra XVIII e XIX secolo: Charles de Brosses; Jean Bernoulli III; Lady Miller e Esther Piozzi: due donne del Settecento e i loro viaggi culturali; Jacob Jonas Björnståhl; Juan Andrés. 4. Casi di lettere di viaggio senza interesse per le biblioteche: Jean Jacques Barthélemy; Charles Dupaty; Joseph Spence. Parte terza. Le biblioteche italiane attraverso i resoconti di viaggio erudito nel quadro del Grand Tour: Premessa; 1. Resoconti odeporici del XVII secolo; Richard Lassels; François Jacques Deseine. 2. Resoconti odeporici del XVIII secolo: Monsieur de Blainville; Il conte di Caylus; Montesquieu; Joachim Christoph Nemeitz; Christian Gabriel Fischer; Johann Georg Keyssler; John Northall; Pierre-Jean Grosley; Martin Gerbert; Abbé Jérôme Richard; Jérôme Lalande; Johann Jacob Volkmann; Description historique de l'Italie, en forme de dictionnaire; François de Paule Latapie; Jean de La Roque; Adalbert Blumenschein; Thomas Martyn. Integrazione bibliografica: resoconti riferiti a biblioteche non italiane (Uffenbach, Zapf, Gercken, Hirsching, Nicolai, Dibdin, von Aretin). 3. Resoconti odeporici del primo ventennio del XIX secolo: I viaggi degli inglesi (da Addison a Forsyth e Eustace) attraverso un saggio di Ugo Foscolo; Johann Martin Augustin Scholz; Friedrich Blume; Antoine-Claude Pasquin (detto Valery). Conclusioni: Considerazioni storico-bibliotecarie attraverso la letteratura odeporica; Appendice iconografica. Indici: Indice delle biblioteche (per viaggiatore); Indice delle biblioteche (per città); Indice dei cataloghi delle biblioteche italiane; Indice dei bibliotecari; Indice delle edizioni odeporiche per luogo di stampa e editore; Indice generale dei nomi.

Composto in carattere Serra Super Alighiero.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu scuro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avana con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 74.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-3315-111-3
E-ISBN: 978-88-3315-112-0
ISSN:
SKU: 3264

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Lukács, a cura di Mario Domenichelli, Margherita Ganeri, 2017, pp. 292 (vol. XVIII/1-2, 2016)

MODERNA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

L'opera di Lukács è ancora oggi al centro di conflitti interpretativi e di tentativi riduzionistici. Benché su essa si continui a ragionare da diverse prospettive, a riprova della vitalità che continua a sprigionare, a prevalere è ancora un rifiuto imbarazzato della sua sostanza marxista, che si accompagna a tentativi di selezione e-o epurazione delle idee marxiste dall'intero corpus, comprese le porzioni più strettamente riconducibili all'estetica letteraria. Solo un'area di studi circoscritta, come si evince dal consuntivo a cura di Marco Gatto, ha indagato la teoria lukácsiana del romanzo, tra la fine degli anni Settanta e gli ultimi anni del Novecento, senza tentare di sottrarla all'orizzonte teorico marxista. Ma quali sono e quali potranno essere in futuro i vantaggi, o, viceversa, i limiti, delle operazioni di frazionamento di un'opera intimamente unitaria come quella di Lukács? Lukács va storicizzato. Il tempo al quale appartiene, il secolo breve, si chiude nel 1989, o fra il 1989 e il 1991, secondo la datazione di Hobsbawm. Sicché, inevitabilmente noi siamo i posteri di Lukács e la sua scrittura, i suoi libri ci giungono da una distanza temporale che va valutata e capita. Se è dunque vero che si continuano a leggere i libri di Lukács, e a discuterne - questo fascicolo ne è un esempio - è altrettanto vero che lo si fa nella consapevolezza, più o meno esplicita, che la sua visione del mondo appartiene a un'altra epoca, prima di quella frattura nella storia che separa il lungo periodo delle rivoluzioni dal mondo di oggi. O così dovrebbe essere, poiché, in realtà insiste quasi inevitabilmente una pregiudiziale ideologica, a favore o contro, come se veramente quello che Lukács ci ha lasciato continuasse ad essere parte dell'attualità, e ci chiedesse di schierarci a favore o contro, come se questa fosse ancora la questione decisiva, mentre non si tratta che del fantasma di una battaglia, ma di un fantasma che può ancora agire sul mondo in cui viviamo. Si tratta, in altri termini, di una pregiudiziale di legittimazione/delegittimazione di discorso, trascinata oltre il tempo al quale appartiene, una pregiudiziale che rischia di relegare il discorso di e su Lukács, se non all'antiquariato, al modernariato. Questo è ciò che deve essere evitato per riuscire ancora ad ascoltare Lukács, e ciò che di importante può continuare a dirci. Il numero monografico di «Moderna» qui presentato è nato per rispondere a queste domande. Esse implicano una riflessione a tutto campo sulla ricezione dell'opera di Lukács nel nuovo millennio, nel tentativo di fare i conti con il suo lascito marxista senza cedere all'ostracismo monolitico e pregiudiziale a lungo dominante fino a oggi. Anche quando non rispondono esplicitamente alle domande sopra citate, per l'assoluto rilievo degli autori, molti i nomi di punta della teoria contemporanea e-o del campo di studi sul filosofo ungherese, i saggi qui inclusi offrono un contributo significativo alla questione dell'eredità e dell'attualità del pensiero lukácsiano. Per questo siamo convinti che il fascicolo possa essere utile per un rilancio del dibattito su Lukács, promuovendo l'emergere di una nuova ricezione meno condizionata da stereotipi, pregiudizi e stigmi ideologici. (Da In questo numero)

Sommario: Mario Domenichelli, Margherita Ganeri, In questo numero. I. Teoria: Ágnes Heller, Ciò che rimane del pensiero di György Lukács; Fredric Jameson, Early Lukács, Aesthetics of Politics?; Antonino Infranca, L'attualità della concezione politica di Lukács; Tibor Szabó, Lukács e la concezione della vita quotidiana; Giovanni Piana, Storia e coscienza di classe: dal tempo della scrittura ai tempi della lettura; Giovanbattista Vaccaro, Il concetto di reificazione in Lukács e la critica della società della merce; Lelio La Porta, Lukács : dalla «dissimulazione onesta» alla «terza via». II. Critica letteraria: Carlos Nelson Coutinho, György Lukács e la letteratura del XX secolo; Roberto Dainotto, Lukács inattuale: la problematica del romanzo, tra storicismo e ragione; Ana Selva Albinati, Lukács: la prospettiva etica nel realismo critico; Miguel Vedda, Goethe: il falsificato dal fascismo e l'autentico. La presenza di Goethe negli scritti di Lukács del periodo berlinese; Francesco Muzzioli, Lukács nello specchio dell'allegoria; Hanna Serkowska, Lukács dopo Lukács: la sopravvivenza del pensiero e dell'opera lukácsiana in Polonia dopo il 1989; Ian Aitken, The Aesthetic and The Leopard. A Lukácsian analysis of The Leopard/Il Gattopardo; Mario Domenichelli, Apocalypsis cum figuris: l'epoca borghese e il mondo nuovo. Lukács e Thomas Mann. III. Bilanci: Marco Gatto, La ricezione della teoria letteraria di György Lukács nel mondo anglosassone e nel contesto centro-europeo. Un consuntivo bibliografico (1971-2016).

Composto in carattere Serra Dante.
Formato 17 x 24,3. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-3315-107-6
ISSN: 1128-6326
SKU: 3262

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Roma e la campagna romana nella raccolta Lanciani, a cura di Elisa Debenedetti, 2017, pp. 332 con figure in bicromia n.t. (72, III, XL, 2017)

RIASA · RIVISTA DELL'ISTITUTO NAZIONALE D'ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il fondo Lanciani, acquistato nel 1929 dall'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, è costituito dai manoscritti, dalla collezione di stampe e di disegni e dalla biblioteca di Rodolfo Lanciani. Lanciani, ordinario dal 1878 di Topografia romana all'Università di Roma, svolse la sua attività sul campo con ricognizioni e scavi, condotti nell'area della città di Roma e nella campagna circostante, accompagnati da un'imponente documentazione grafica e da ricerche di documenti. Le sue più importanti indagini furono alla base di opere fondamentali per l'archeologia romana, come la Forma urbis Romae (1893-1901) e la Storia degli scavi, iniziata a pubblicare nel 1902. La collezione di stampe, disegni e fotografie è pervenuta suddivisa in cartelle ed è stata poi ricomposta in volumi a carattere monografico su singoli monumenti (ad es. Colosseo, Fori etc.) o su una particolare tipologia (ad es. terme, fontane, acquedotti). La raccolta, comprendente rilievi archeologici, architettonici e urbanistici, costituisce un archivio di immagini prezioso per lo studio della topografia romana e la documentazione iconografica sui luoghi e monumenti di Roma. Il volume che qui si presenta, fascicolo monografico della rivista «Riasa», si compone di due grandi settori: Roma e la campagna circostante. Per l'Urbe sono presenti le seguenti serie: i mosaici medioevali, le piante antiche, le vedute del Foro e quelle della Città, i palazzetti borghesi, i giardini, le acque, l'arredo urbano. La campagna si avvale invece di contributi che, prendendo in particolare considerazione la Villa Adriana a Tivoli, si rifanno fondamentalmente al noto testo del Lanciani Passeggiate nella campagna romana. Alcuni contributi si presentano in forma di saggio, altri consistono in vere e proprie schede di catalogo introdotte da una premessa critica. Tutti però, anche i primi, si soffermano a lungo su alcuni disegni scelti in particolare, quasi sempre aggiornando criticamente le vecchie attribuzioni risalenti all'Inventario di Camillo Scaccia Scarafoni, che ha ordinato la raccolta fra gli anni 1931 e 1938.

Sommario: Roma e la campagna romana nella Raccolta Lanciani, a cura di Elisa Debenedetti: Elisa Debenedetti, Editoriale; Francesco Gandolfo, Testimonianze dalla Collezione Lanciani su alcuni mosaici medievali; Maria Pia Muzzioli, Piante di Roma antica dei primi decenni dell'Ottocento; Elisa Debenedetti, La Veduta in Collezione Lanciani; Maria Giulia Barberini, Lorenzo Fei, Arredo urbano a Roma tra XVIII e XIX secolo attraverso alcuni disegni della Collezione Lanciani; Sabina Carbonara Pompei, Architettura della città: case e palazzetti romani (XVIII-XIX secolo) fra i disegni della Collezione Lanciani; Matteo Borchia, Disegni di parchi, ville e giardini nella Collezione Lanciani; Simonetta Ciranna, Un itinerario di architettura e d'acqua nei disegni della Collezione Lanciani; Maria Celeste Cola, Rodolfo Lanciani e le arti figurative. La Roma di Pio VII e Gregorio XVI attraverso i disegni della sua raccolta; Alessandro Cremona, La «Campagna romana» tra indagine conoscitiva e vedutismo: i volumi 26 e 36 della Collezione Lanciani; Fausto Pace, Francesco Caracciolo: un itinerario all'interno della Collezione Lanciani; Giorgio Ortolani, Rodolfo Lanciani e Villa Adriana; Claudio Impiglia, Rodolfo Lanciani e la rappresentazione dell'antica campagna romana. Ricerca archeologica tra passeggiate e collezionismo.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 245.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-3315-109-0
ISSN:
SKU: 3260

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«Come portati via si rimane». A cento anni dal Porto sepolto (1916), a cura di Federica Millefiorini, 2017, pp. 216 (vol. XXXV, 2017, 3)

RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Nel 2016, a cento anni dalla prima edizione del Porto Sepolto, pubblicata nel dicembre del 1916, la « Rivista di letteratura italiana» ha deciso di dedicare un fascicolo a una sorta di Convegno virtuale, aperto a contributi vari per taglio e prospettive, al fine di rileggere criticamente il capolavoro ungarettiano, uno dei vertici della letteratura italiana di tutti i tempi e una delle testimonianze più incisive del dramma vissuto da un'intera civiltà nella prima guerra mondiale. L'esperienza tragica della guerra, il contatto quotidiano con la violenza e con la morte, cambiarono la concezione della vita di tutta una generazione, trasformando radicalmente il rapporto con la vita e con la morte, con la fede, con il proprio corpo e con la natura, e modificarono in profondità il modo di fare poesia. La poesia del Novecento è nata propriamente nella e dall'esperienza della guerra e si può dire che il capostipite della nuova poesia sia Ungaretti, che si è imposto sulla scena letteraria con la sua essenzialità e per la capacità di scegliere una parola pregnante, in grado di emergere dalla pagina bianca e dal silenzio per raccontare quell'orrore, i drammi, i sentimenti, i sogni che da esso sono scaturiti. La parola, nella quale Ungaretti nutre una fiducia incrollabile e che sarà sempre al centro della sua riflessione, cura e risana perché consente l'«inabissamento introspettivo, culturale e psicologico, per portare luce dentro di sé e interrogare le proprie radici, i propri fondamenti, sentimentali e morali», come spiega la poesia che dà il titolo alla raccolta, Il porto sepolto. Qui Ungaretti chiarisce la propria concezione della poesia, secondo la quale il poeta è chiamato a scavare dentro se stesso, nelle profondità della propria anima, a raggiungere il porto sepolto e trarre da lì, come un novello Orfeo, i suoi canti.

Sommario: Federica Millefiorini, Introduzione. «Una parola scavata»: prospettive variantistiche e filologiche: Giuseppe Savoca, Le parole perdute del Porto Sepolto tra Pascal e Leopardi; Uberto Motta, Alla vigilia del Porto. «Lacerba» 1915; Paolo Briganti, Il 'racconto' (eluso/ineludibile) nei versi del Porto Sepolto; Rosy Cupo, Il Porto Sepolto (1916) di Giuseppe Ungaretti: uno studio di varianti. «In questo mio silenzio»: ritmo e stile: Franco Musarra, Alcune considerazioni sui ritmemi del Porto Sepolto; Rosario Gennaro, La brevità, Ungaretti e l'avanguardia fiorentina. Il Porto Sepolto, «La Voce» e «Lacerba». «La limpida meraviglia di un delirante fermento»: interpretazioni critiche: Daniela Baroncini, Parola e silenzio nel Porto Sepolto; Massimo Migliorati, Esplorazione verticale e sguardo orizzontale : a proposito del Porto Sepolto 1916; Federica Millefiorini, «Questo corpo che ora troppo ci pesa»: pesantezza e leggerezza nel Porto Sepolto; Massimo Colella, Per una semantica della luce ungarettiana. Il caso del Porto Sepolto (1916); Teresa Spignoli, Il 'nome scolpito': il valore iconico della parola nel Porto Sepolto. «Torna alla luce con i suoi canti e li disperde»: fortuna e ricezione: Fulvio Salimbeni, «Chi ci stava di fronte e che dicevamo il nemico, ma che noi […] chiamavamo nel nostro cuore fratello»; Antonio Saccone, «Voici un nouveau poète qui est aussi un poète nouveau». I primi lettori del Porto Sepolto; Pedro Luis Ladrón de Guevara, Le poesie de Il Porto Sepolto (1916) in Spagna nella seconda metà del Novecento; Wafaa El Beih, La traduzione di «quel nulla / d'inesauribile segreto» in arabo.

Composto in carattere Serra Dante
Formato 17 x 24,5. Copertina in cartone Murillo Fabriano senape con stampa a due colori. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-3315-101-4
ISSN: 0392-825X
SKU: 3258

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102 - Maria Grazia Bonanno, L'allusione necessaria. Ricerche intertestuali sulla poesia greca e latina, 2018, pp. 236

FILOLOGIA E CRITICA
Collana fondata da Bruno Gentili e diretta da Paola Bernardini
Cm. 17,5 x 25

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

A distanza di molto tempo dalla prima edizione, l'Autrice ripropone una nuova versione di questo volume, emendata da una serie di errori e incompletezze contenuti nella pubblicazione originale, datata alla fine degli anni ottanta del secolo scorso. Si tratta di un'opera miscellanea che contiene interventi diversi sulla poesia greca e latina e sui complessi giochi e rimandi allusivi a cui i poeti si dedicano. Vengono offerti importanti contributi, fra gli altri, sulla poesia di Archiloco e sui suoi rapporti, da un lato, con Omero, e dall'altro con la poesia ellenistica, su Saffo e Leopardi, su Properzio e Teocrito, su Alceo e Orazio. Tutto lo studio è fondato su una scelta teorica e operativa che implica l'idea di una letteratura dove ogni testo, sempre rivolto ad un lettore competente, si configura come assimilazione e, soprattutto, trasformazione di altri testi. L'Autrice segue pertanto, in sostanza, il procedimento analogico, normalmente adottato dallo storico, e quindi dal filologo, abituato ad osservare il testo mai nella sua singolarità, bensì alla luce di altri testi simili, portatori di identità e di differenze, e dunque, progressivamente, di elementi di continuità e di rottura, storicamente traducibili in termini di tradizione e innovazione letteraria. Nel grande mare dell'oggettività intertestuale - dove reminiscenze, imitazioni, calchi, allusioni confluiscono verso un principio unitario e costruttivo del discorso poetico - l'allusione costituisce un elemento, se non eccentrico, certamente dinamico, che esalta, più e meglio d'ogni altra memoria, la nozione di testo come progetto e comunicazione, per così dire, in atto.

Sommario: Premessa alla seconda edizione. Introduzione. L'allusione necessaria. Capitolo 1. Pretesti epici e ragioni liriche (Sul Primo Partenio di Alcmane); Capitolo 2. Le radici dell'epos (Omero in Ibico); Capitolo 3. Eros sulle orme di Odisseo (Archiloco, Anacreonte, Omero); Capitolo 4. Minaccia e persuasione amorosa (Sul nuovo Archiloco); Capitolo 5. Il giuramento di Artemide (Da Saffo ad Aristofane); Capitolo 6. Eros e autofagia (Da Saffo a Teocrito); Capitolo 7. La lingua in pezzi (Saffo, Teocrito, Lucrezio); Capitolo 8. La luce della luna (Saffo e Leopardi); Capitolo 9. Per una grammatica del coup de foudre (Da Saffo a Virgilio e oltre); Capitolo 10. Blasone e lotta armata (Da Alceo a Meleagro); Capitolo 11. Artemide bambina (Callimaco e Omero); Capitolo 12. Patemi d'amore (Apollonio, Teocrito e Saffo); Capitolo 13. Un lapsus calami? (Virgilio e Teocrito); Capitolo 14. Effetti di un'eco (Virgilio, Properzio e Teocrito); Capitolo 15. Candido Ila (Properzio e Teocrito); Capitolo 16. Poetae ut Homeri interpretes (Apollonio Rodio e Omero); Capitolo 17. Fuoco d'amore (Teocrito, Apollonio, Asclepiade); Capitolo 18. Una metafora continuata (Orazio e Alceo); Capitolo 19. La nascita di Lalage (Orazio e Dioscoride); Capitolo 20. Metateatro in parodia (Sulle Tesmoforiazuse di Aristofane). Bibliografia. Index verborum. Indice dei luoghi discussi.

Composto in carattere Indigo Antiqua.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro. Legatura in tela con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall cordenons avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 72.00 Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 144.00 Acquista / Buy

E-Book (pdf): Euro 72.00 Acquista / Buy - Login

ISBN: 978-88-3315-121-2
ISBN Rilegato: 978-88-3315-122-9
E-ISBN: 978-88-3315-123-6
ISSN: 1723-4522
SKU: 3256

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Riforma protestante e modernità, 2017, pp. 136 (Anno XXXII, 89, settembre-dicembre 2017)

RELIGIONI E SOCIETÀ · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo numero della rivista «Religioni e Società» si concentra sulla complessità dei problemi posti dalla Riforma protestante, in occasione del V centenario della sua nascita, che gli storici fanno coincidere con la data del 31 ottobre 1517, giorno in cui Martin Lutero affisse sul portone della cattedrale del castello di Wittenberg 95 tesi contro lo scandalo delle indulgenze. La dottrina della giustificazione per fede, l'uso della lettura diretta delle Sacre Scritture (Lutero tradusse la Bibbia dall'ebraico e dal greco al tedesco), la negazione di altri intermediari tra l'uomo e Dio al di fuori di Gesù (con il conseguente rifiuto del culto dei santi, di Maria e del ruolo intercessore della Chiesa) spezzarono l'unità religiosa dell'Europa occidentale e dettero origine al cosiddetto 'cristianesimo evangelico'. La Riforma, nel lungo periodo, innescò un processo di nazionalizzazione della religione che portò alla formazione di chiese nazionali protestanti, che svolsero una funzione importante nella costruzione delle identità nazionali di paesi come l'Inghilterra, la Scozia, i Paesi Bassi e la Svezia. La grande importanza attribuita alla lettura personale della Scrittura portò non solo alla pubblicazione di edizioni critiche nelle lingue originali, ma fu anche di stimolo alla diffusione dell'istruzione primaria. La Riforma quindi non solo modificò profondamente il modo di intendere e vivere l'esperienza religiosa, ma contribuì in modo determinante alla trasformazione della vita sociale, politica ed economica. I cambiamenti nell'ambito religioso favorirono anche il processo di desacralizzazione del potere politico e favorirono l'affermazione delle più rilevanti conquiste della civiltà europea: la tolleranza, la libertà religiosa e di coscienza, la laicità delle istituzioni pubbliche, i diritti dell'uomo.

Sommario: Riforma protestante e modernità. Arnaldo Nesti, Editoriale. Sul V centenario della Riforma protestante e del suo impatto sulla storia del protestantesimo e del mondo moderno. Saggi: Enzo Pace, Riforma, Riforme. Leggere il cambiamento socio-religioso nella lunga durata; Jean-Paul Willaime, La commémoration des 500 ans de la Réforme entre oecuménisme et affirmation identitaire; Peter Antes, Riforma, un fenomeno globale?; Daniela Turco, Insediamento e appartenenza valdese in Calabria: il caso di un borgo cosentino. Note: Luca Guizzardi, «C'è veramente in noi una scintilla di divinità». Le forme elementari della vita religiosa nel contributo dei Durkheimian Studies; Massimo Pendenza, Émile Durkheim, sociologo del cosmopolitismo; Claude Petrognani, Ari Pedro Oro, Religione e calcio in Brasile: analisi del fechamento; Riccardo Albani, Nota critica a Mariangela Maraviglia, David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza (1916-1992), Brescia, Morcelliana, 2016; Andrea Spini, Contesti culturali e terrorismo. Nota critica a Fabio Dei, Terrore suicida. Religione, politica e violenza nelle culture del martirio, Roma, Donzelli, 2016. Dialoghi e Documenti: Verónica Roldán, Martin Lutero e la Riforma protestante. Dialogo con Paolo Ricca. Corrispondenza: Enzo Pace, In memoria di François-André Isambert; Recensioni: Dionigi Albera, John Eade (eds), International Perspectives on Pilgrimage Studies. Itineraries, Gaps and Obstacles; Dionigi Albera, John Eade (eds), New Pathways in Pilgrimage Studies. Global Perspectives (Enzo Pace); Peter L. Berger, I molti altari della modernità. Le religioni al tempo del pluralismo (Simona Scotti); Francesco Vespasiano, Istituzioni sociali complesse. Un'analisi sociologica delle parrocchie dell'Arcidiocesi di Benevento (Giuseppe Giordan).

Composto in carattere Serra Dante.
Formato 17 x 24,5. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Vergatona avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 48.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-3315-108-3
ISSN:
SKU: 3254

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XLII - Enciclopedia bruniana e campanelliana, vol. III. Giornate di studi 2009-2012, collana diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst, 2017, pp. XVIII + 8 + cc. 414

SUPPLEMENTI DI «BRUNIANA & CAMPANELLIANA» Collana diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst, ENCICLOPEDIE E LESSICI 3
Cm. 17,4 x 24,8

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Nel terzo volume della Enciclopedia bruniana e campanelliana si pubblicano i testi delle voci presentate a quattro seminari di studio, tenutisi a Roma negli anni 2009-2012 e promossi dall'Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo del CNR e dal Dipartimento di Filosofia dell'Università di Roma Tre. I primi due volumi della EBC - apparsi rispettivamente nel 2006 e nel 2010 («Supplementi di Bruniana & Campanelliana», XV e XXVIII) - comprendono sessantaquattro voci, trentadue per ogni volume e, complessivamente, trentadue per ognuno dei due autori, voci che spaziano dalla filosofia della natura e dalla metafisica/teologia alla gnoseologia, dall'etica alle arti. Con il presente volume si giunge a novantacinque voci enciclopediche: non sono tante, ma il lettore coglierà lo spirito guida dell'iniziativa. Come viene indicato nelle premesse dei due precedenti volumi, i direttori scientifici hanno sin dall'inizio pensato a uno strumento di ricerca storico e terminologico-concettuale aperto, più che a una compiuta e preconfezionata impresa enciclopedica. Quindi testi che, nelle loro differenze e anche talune imperfezioni - riflettendo le ricerche dei diversi studiosi, dei loro effettivi interessi - non sono meramente compilativi. Altre voci enciclopediche saranno pubblicate nella rivista «Bruniana & Campanelliana»: l'EBC vuole essere appunto un'opera aperta.

Sommario: Premessa di Eugenio Canone. Abbreviazioni e sigle. Enciclopedia bruniana: Anassagora (Delfina Giovannozzi); atomo (Barbara Amato); demoni (Delfina Giovannozzi); infinito - secc. XVII-XVIII (Antonella Del Prete); minimo (Barbara Amato); mondo (Pietro Daniel Omodeo); Napoli (Eugenio Canone); panteismo (Francesca Puccini); Pitagora (Delfina Giovannozzi); Plotino (Riccardo Chiaradonna); privazione (Lucia Girelli); Roma (Candida Carella); Spaventa, Bertrando (Giuseppe Landolfi Petrone); Tansillo, Luigi (Ingrid D. Rowland); traduzioni tedesche (Steffen Schneider). Enciclopedia campanelliana: animali (Germana Ernst); Ariosto, Ludovico (Teresa Bonaccorsi); avvocato (Jean-Paul De Lucca); Calvino, Giovanni (Michele Vittori); Ermete Trismegisto (Guido Giglioni); giustizia (Jean-Paul De Lucca); Immacolata Concezione (Paolo Broggio); incarnazione (Deborah Miglietta); Maria Vergine (Deborah Miglietta); musica (Manuel Bertolini); Padova (Giacomo Moro); Paracelso (Guido Giglioni); Pitagora (Manlio Perugini); Scolopi (Stella Carella); Spagna (Paolo Broggio); traduzioni tedesche - scritti politici (Laura Balbiani).

Composto in carattere Serra Dante.
Formato cm 17,4 x 24,8. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro; sovracoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-971-0
E-ISBN: 978-88-6227-972-7
ISSN: 1125-3819
SKU: 3252

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2 - Molte vite e parole. Variazioni su Manlio Cancogni, 2017, pp. 56

QUADERNI DI «LETTERATURA & ARTE» Collana diretta da Marcello Ciccuto, Francesco Divenuto, Francesco Furlan, Pasquale Sabbatino
Cm. 17,5 x 25, bross

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il Consiglio direttivo del Circolo Fratelli Rosselli di Pietrasanta ha contribuito con passione e convinzione alla pubblicazione di questo volume, che raccoglie tutti gli interventi degli autorevoli studiosi che, a Pietrasanta, animarono la tavola rotonda del 16 ottobre 2016, organizzata dal Circolo stesso e intitolata Molte vite e parole. Dialoghi sull'opera di Manlio Cancogni. Con lo scopo di far conoscere le terre di Versilia e i suoi figli più famosi, il Circolo ha voluto ricordare con questo incontro, e con questo libro, Manlio Cancogni, morto a Pietrasanta nel 2015, ripercorrendo la sua vita e la sua attività di scrittore, la sua poetica e i rapporti con il mondo culturale a lui coevo, nell'insieme una testimonianza fra le più originali e feconde del Novecento. Un autore che si distinse in particolare per un rapporto di disamore, di non coinvolgimento e di distanza nei confronti del suo tempo, almeno rispetto alle manifestazioni di questo meno prese nel giro di una visione in nulla convenzionale del vivere. La sua opera lascia così intravedere gli eventi della sua epoca sotto una luce diversa e inusuale.

Sommario: Premessa. Marcello Ciccuto, Uno scrittore singolare, Manlio Cancogni; Simone Caltabellota, La letteratura, la vita, il sublimine. L'opera narrativa di Manlio Cancogni; Daniele Luti, Il sodalizio Cassola-Cancogni: letteratura e politica; Lorenzo Giordani, Gli scritti d'arte di Manlio Cancogni.

Composto in carattere Serra Dante.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Chagall cordenons camoscio con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 14.00 Acquista / Buy

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ISBN: 978-88-6227-997-0
E-ISBN: 978-88-6227-998-7
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30 - Agoni poetico-musicali nella Grecia antica. 2. I Pythia di Delfi, a cura di Maria Elena Della Bona, 2017, pp. 312

TESTI E COMMENTI
Collana diretta da Alberto Bernabè, Carmine Catenacci, Liana Lomiento, Andrej Petrovic
Cm. 17 x 24

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

I Pythia, la più antica gara di poesia e musica celebrata a Delfi, rappresentano nel panorama dell'agonistica musicale ciò che gli Olympia sono nell'ambito dell'agonistica atletica. Eppure, per quanto abbondante sia la produzione bibliografica, sui Pythia non esiste ad oggi uno studio che delinei i contorni del concorso musicale sulla base di tutte le testimonianze antiche di riferimento. Il presente lavoro si propone, dunque, di realizzare un'ampia indagine sul concorso musicale delfico che fu, già secondo le fonti, il modello per antonomasia per l'istituzione e l'organizzazione di tutte le competizioni poetico-musicali della Grecia classica e, più tardi, delle regioni ellenizzate. L'originalità della ricerca è data principalmente dal fatto che essa costituisce la prima raccolta organica delle testimonianze letterarie, epigrafiche e papiracee sui Pythia musicali di Delfi, dalla fondazione mitica sino alla loro estinzione, una raccolta che include anche epigrafi spesso trascurate e di non semplice reperimento. Dalla silloge scaturisce uno studio che sfocia in una ricostruzione dei diversi aspetti della competizione, dalla storia del concorso ai dati in merito agli aspetti organizzativi a quelli relativi ai tempi, ai luoghi e alle categorie di artisti ammesse alla gara. Degli artisti si presenta, inoltre, il programma musicale cui essi dovevano attenersi, incentrato sul famoso nomos pythikos, cui è dedicata un'ampia sezione. Ancora, si affrontano l'aspetto della premiazione e la prosopografia dei partecipanti alle edizioni dei Pythia di cui è rimasta traccia. Il nucleo del lavoro è costituito infine dalla sezione centrale, contenente le testimonianze sui Pythia, la loro traduzione e il relativo commento.

Sommario: Premessa. Introduzione: 1. Delfi: coordinate storico-geografiche; 2. I Pythia: storia dell'agone: 2. 1. Il mito; 2. 2. I Pythia nel VI sec. a.C.: la prima svolta; 2. 3. La Prima Guerra Sacra e l'Anfizionia; 2. 4. Il IV sec. a.C.: l'influenza tessalica e macedone nello sviluppo dell'agone: 2. 4. 1. Giasone di Fere; 2. 4. 2. La Terza Guerra Sacra: Filippo II di Macedonia; 2. 4. 3. Alessandro Magno e l'età dei Diadochi. 2. 5. Gli Etoli e il nuovo corso: Pythia, Soteria anfizionici ed etolici; 2. 6. Gli anni della dominazione romana. 3. La Periodos musicale; 4. Organizzazione: ruoli e regole; 5. Svolgimento dell'agone e premi; 6. Categorie in gara e programma musicale; 7. Prosopografia pitica. Conspectus siglorum. Testimonianze letterarie: Delph. 1. Pind. Pyth. 12; Delph. 2. Xenophon Hell. 6, 4, 30; Delph. 3. Timom. FGrHist 754 F 1 ap. Athen. 14, 638a-b; Delph. 4. Demosth. De falsa leg. 128; Delph. 5. Demosth. De pace 22; Delph. 6. Demosth. Phil. 3, 32; Delph. 7. Theocr. Id. 7, 99-102; Delph. 8. Demetr. Phaler. fr. 191 Wehrli = fr. 144 Fortenbaugh-Schütrumpf ap. schol. In Hom. Od. 3, 267 e Pontani; Delph. 9. Duris FGrHist 76 F 70 ap. Plut. Alcib. 32, 2; Delph. 10. Diod. Sic. 16, 60, 2; Delph. 11. Tim. FGrHist 566 F 43b ap. Strab 6, 1, 9; Delph. 12. Strab. 9, 3, 10; Delph. 13. Stat. Silv. 5, 3, 141-145; Delph. 14. Plut. De def. or. 410a ; Delph. 15. Plut. De def. or. 417f-418c ; Delph. 16. Plut. Quaest. conv. 638b-c; Delph. 17. Plut. Quaest. conv. 674d-f ; Delph. 18. Plut. Quaest. conv. 675c; Delph. 19. Plut. Quaest. conv. 704c; Delph. 20. Plut. Quaest. conv. 724b; Delph. 21. Plut. Lys. 18, 5; Delph. 22. Plut. Demetr. 40, 7-8; Delph. 23. Ps.-Plut. De mus. 4, 1132 ; Delph. 24. Ps.-Plut. De mus. 8, 1134a; Delph. 25. Ps.-Plut. De mus. 21, 1138a; Delph. 26. Dio Cass. 63, 10, 1; Delph. 27. Dio Cass. 63, 18, 2-3; Delph. 28. Dio Cass. 63, 20, 3-6; Delph. 29. Paus. 2, 22, 8-9; Delph. 30. Paus. 6, 14, 9-10; Delph. 31. Paus. 8, 50, 3; Delph. 32. Paus. 10, 7, 1-7; Delph. 33. Luc. Adv. indoct. 8-10; Delph. 34. Luc. Anach. 9; Delph. 35. Clem. Alex. Protr. 1, 1, 2; Delph. 36. Maxim. Tyr. 1, 4a; Delph. 37. Maxim. Tyr. 34, 8c; Delph. 38. Poll. 4, 89; Delph. 39. Poll. 4, 91-92; Delph. 40. Athen. 3, 80e; Delph. 41. Athen. 10, 414f-415a; Delph. 42. Athen. 12, 535d; Delph. 43. Athen. 13, 605b; Delph. 44. Philostr. Vit. Apoll. 4, 24; Delph. 45. Philostr. Vit. Apoll. 4, 39; Delph. 46. Philostr. Vit. Apoll. 5, 9; Delph. 47. Philostr. Vit. Apoll. 6, 10; Delph. 48. Philostr. Vit. sophist. 2, 1, 553-554; Delph. 49. Philostr. Vit. sophist. 2, 1, 559; Delph. 50. Philostr. Vit. sophist. 2, 27, 616; Delph. 51. Aelian. Var. hist. 3, 1; Delph. 52. Iambl. Vit. Pyth. 10, 52; Delph. 53. Eus. Chron. 2, 156; Delph. 54. Himer. Or. 74, 1-3; Delph. 55. Lib. Progymn. 8, 9, 8; Delph. 56. Aug. Civ. Dei 18, 12; Delph. 57. Sync. 414 Mosshammer; Delph. 58. Procl. Chrest. ap. Phot. Bibl. 239, 320b Henry; Delph. 59. Suid. ? 3585; Delph. 60. Mich. Ital. Or. 43, 267, 19; Delph. 61. Anth. Pal. 9, 357; Delph. 62. Schol. in Aristoph. Ach. 13a Wi.; Delph. 63. Polemon FHG III 47 ap. Schol. in Aristoph. Av. 11 Wi.; Delph. 64. Schol. in Pind. Pyth. hypoth. a Dr.; Delph. 65. Schol. in Pind. Pyth. hypoth. b Dr.; Delph. 66. Schol. in Pind. Pyth. hypoth. c Dr.; Delph. 67. Schol. in Pind. Pyth. hypoth. d Dr.; Delph. 68. Schol. in Pind. Pyth. 1 Abel; Delph. 69. Schol. in Pind. Pyth. 4, 118 Dr.; Delph. 70. Schol. in Pind. Pyth. 12, Inscr. Dr. Testimonianze epigrafiche: Delph. 71. Peana di Filodamo di Scarfea per Dioniso; Delph. 72. Decreto onorifico per Aristotele e Callistene; Delph. 73. Marmor Parium; Delph. 74. Iscrizione onorifica ateniese per il citarodo Nikokles; Delph. 75. Documento relativo alla fondazione degli agoni isopitici in onore di Artemide Leukophryene a Magnesia sul Meandro; Delph. 76. Iscrizione onorifica per Satyros di Samo; Delph. 77. Decreto onorifico per un'anonima arpista; Delph. 78. Epigramma per l'auleta Ariston di Cos; Delph. 79. Epigramma per un araldo vincitore; Delph. 80. Decreto per l'arpista tebana Polignota; Delph. 81. Dedica di un araldo o retore vincitore; Delph. 82. Epigramma onorifico composto da due komodoi periodonikai; Delph. 83. Dedica dell'encomiografo Giuliano ad Apollo Pizio; Delph. 84. Iscrizione onorifica per un citarodo periodonikes; Delph. 85. Decreto onorifico per il citarodo M. Tourranios Hermonikos; Delph. 86. Decreto onorifico per un encomiografo damasceno; Delph. 87. Iscrizione onorifica per l'auleta Kallimorphos; Delph. 88. Decreto onorifico per il choraules Gaio Giulio Eudimon; Delph. 89. Dedica ad Apollo Pizio del poeta Claudio Quirino Avidienos; Delph. 90. Iscrizione onorifica per l'auleta Tib. Skandilianos Zosimos; Delph. 91. Dedica a Zeus Olimpio di un trombettiere; Delph. 92. Iscrizione onorifica per l'auleta T. Elio Aureliano Theodotos; Delph. 93. Frammento di una lettera di Antonino Pio; Delph. 94. Elenco delle vittorie dell'araldo Publio Elio Artemas; Delph. 95. Iscrizione onorifica per un tedoforo; Delph. 96. Iscrizione onorifica di un komodos e araldo periodonikes; Delph. 97. Iscrizione onorifica per l'auleta P. Elio Ailianos; Delph. 98. Decreto onorifico per il galatarca Ianouarios Likinianos; Delph. 99. Decreto onorifico per Gaio Giulio Bassos, araldo, komodos e tragodos; Delph. 100. Iscrizione onorifica per Bassos, figlio di Gaio Giulio Bassos; Delph. 101. Elenco delle vittorie del citarodo T. Claudio Epigonos; Delph. 102. Elenco delle vittorie del poeta M. Aurelio Ptolemaios; Delph. 103. Elenco delle vittorie del citarodo Gaio Antonino Settimio Publio; Delph. 104. Decreto onorifico per il choraules Antigenidas; Delph. 105. Iscrizione onorifica per l'auleta L. Kornelios Korinthos; Delph. 106. Elenco delle vittorie di un araldo anonimo; Delph. 107. Dedica di una statua per l'auleta M. Aurelio; Delph. 108. Elenco delle vittorie di un auleta pitico; Delph. 109. Iscrizione onorifica per il poeta periodonikes Serapodoron; Delph. 110. Iscrizione onorifica per Aurelio Dam.; Delph. 111. Iscrizione onorifica per il tragodos periodonikes M. Aurelio Charmos; Delph. 112. Iscrizione onorifica per l'araldo Marco Aurelio; Delph. 113. Iscrizione onorifica per il retore Aurelio di Atene; Delph. 114. Catalogo agonistico; Delph. 115. Decreto dionisiaco; Delph. 116. Elenco delle vittorie del trombettiere P. Elio Aurelio Serapion; Delph. 117. Iscrizione onorifica per il figlio di un tragodos periodonikes; Delph. 118. Elenco delle vittorie di un araldo o un trombettiere; Delph. 119. Elenco di vittorie di un anonimo araldo o trombettiere?; Delph. 120. Elenco delle vittorie dell'araldo Valerio Eklektos di Sinope; Delph. 121. Iscrizione onorifica per l'araldo Valerio Eklektos di Sinope; Delph. 122. Iscrizione onorifica per il citarodo Marco Ulpio Heliodoros; Delph. 123. Iscrizione onorifica per un anonimo komodos e citarodo; Delph. 124. Iscrizione onorifica per l'encomiografo Quinto Samiarios; Delph. 125. Iscrizione onorifica per il tragodos Gaio Giulio Giuliano; Delph. 126. Decreto dei Delfici per un encomiografo; Delph. 127. Iscrizione per un'idrofora, parente del pythionikes M. Aurelio Thelymitres; Delph. 128. Iscrizione per un parente di Thelymitres; Delph. 129. Iscrizione onorifica per M. Aur. Thelymitres; Delph. 130. Iscrizione per un citarista periodonikes; Delph. 131. Iscrizione onorifica per un araldo periodonikes; DUBIUM. Delph. 132. Iscrizione onorifica per il pantomimo Tib. Giulio Apolaustos; DUBIUM. Delph. 133. Iscrizione onorifica per un pantomimo. Testimonianze papiracee: Delph. 134. Copia di un'iscrizione onorifica per il poeta Apion; Delph. 135. Atti di un ginnasio; Delph. 136. Privilegi di artisti dionisiaci. Abbreviazioni epigrafiche. Bibliografia. Indice analitico. Indice delle fonti letterarie. Indice delle fonti epigrafiche e papiracee.

Composto in carattere Serra Dante.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Chagall camoscio con stampa a tre colori e plastificazione opaca.

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ISBN: 978-88-6227-982-6
ISBN Rilegato: 978-88-6227-984-0
E-ISBN: 978-88-6227-983-3
ISSN: 1828-5848
SKU: 3248

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3 - Solo tombe di 'musicisti' a Metaponto? Studio dei resti ossei e degli strumenti musicali contenuti nei corredi funerari, a cura di Angela Bellia, Antonio de Siena e Giorgio Gruppioni, 2017, pp. 124 con figure e tabelle in bianco/nero n.t.

TELESTES
Studi e ricerche di archeologia musicale nel Mediterraneo.
Collana diretta da Angela Bellia
Cm. 17,5 x 25, bross.

Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa · Roma

In questo volume sono presentati i risultati del progetto di ricerca «Studio dei resti ossei e degli strumenti musicali contenuti nei corredi funerari», che si colloca in un ambito di studi interdisciplinare teso a coniugare l'indagine sulla documentazione archeologica di interesse musicale con la ricerca archeologica e le relative estensioni all'ambito dell'archeogenetica. La prima fase dell'indagine ha riguardato l'esame della documentazione archeologica di interesse musicale dell'Italia meridionale, dove è concetrata la più significativa presenza di strumenti musicali nelle sepolture dell'antico mondo greco. Con tale studio è stata presa in esame la diffusione degli strumenti musicali nel contesto funerario magnogreco che per quantità, cronologia e significato, nonché per lo stato di conservazione di alcuni esemplari, ha arricchito notevolmente le testimonianze finora note. Nella seconda fase ci si è concentrati sullo studio di tre tombe scoperte a Metaponto, che si sono rivelate di straordinario interesse non solo per la ricchezza e la peculiarità degli oggetti ricorrenti deposti come corredo funerario, ma anche per la presenza di parti o di frammenti di carapaci usati come casse di risonanza di strumenti musicali a corde. Gli strumenti musicali trovati nelle sepolture sono stati analizzati nei loro significati simbolici, religiosi e cultuali, in relazione con gli altri elementi del corredo funerario e con aspetti culturali e religiosi della società di Metaponto. Avvalendosi di studi scientifici di laboratorio e dell'uso delle tecnologie, la ricerca ha ricavato elementi idonei a valutare con maggiore attendibilità e precisione storica non soltanto il ruolo della musica nelle società antiche, ma anche lo status ricoperto da individui legati alla sfera musicale nel contesto culturale e religioso in cui avevano vissuto.

Sommario: Angela Bellia, Antonio De Siena, Giorgio Gruppioni, Presentazione. Studio dei resti ossei e degli strumenti musicali contenuti nei corredi funerari. Analisi antropologica: Antonino Vazzana, Giuditta Franceschini, Maria Cristina Serrangeli, Mirko Traversari, Elisabetta Cilli, Gabriele Monetti, Stefano Benazzi, Giorgio Gruppioni, Analisi antropologiche su alcuni inumati provenienti dalle necropoli metapontine: tombe 18, 336 e 415. Il caso del cosiddetto "musicista acromegalico". Il contesto archeologico delle tombe di 'musicisti': Giuseppe Lepore, Il contesto archeologico: aspetti simbolici e comunicazione per immaginii; Angela Bellia, Tombe di 'musicisti' in Magna Grecia: il caso di Metaponto. Tavole fotografiche. Elenco dei reperti. Indice dei nomi e delle cose notevoli.

Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu scuro con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-8147-460-8
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