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10 - La città greca. Gli spazi condivisi, Atti del convegno del Centro Internazionale di Studi sulla Grecità Antica, Urbino, 26-27 settembre 2012, a cura di Paola Angeli Bernardini, 2014, pp. 184 con figure in bianco/nero e a colori n.t.

Biblioteca di «Quaderni Urbinati di Cultura Classica» fondata da Bruno Gentili
Cm. 17,7 x 25


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Nei giorni 26-27 settembre 2012 ha avuto luogo ad Urbino il primo incontro organizzato dal 'Centro Internazionale di Studi sulla Grecità Antica', che raccoglie l'eredità del Centro fondato e diretto da Bruno Gentili a partire dal 1965 e proseguito ininterrottamente per quasi cinque decenni nella cornice dell'Università urbinate. Il tema affrontato – la città greca e i suoi spazi religiosi, sociali e pubblici – si inserisce perfettamente nel filone di ricerche inaugurato dall'insigne studioso che nel suo lungo insegnamento e nella sua fervida attività di saggista e di editore di testi antichi ha sempre sostenuto che ogni forma di arte e di poesia nasceva nella Grecia antica dal rapporto vivo e costante con la realtà. E quale realtà era per i Greci più forte e più totalizzante della città-stato con i suoi miti, le sue istituzioni, la sua politica? La città, un'istituzione che è stata il fondamento della storia degli antichi Greci e che è stata esportata nel mondo coloniale sia a Oriente che a Occidente. Su questi temi si sono confrontati gli studiosi invitati a parlare nell'ambito dell'incontro: storici, sociologi, storici della religione, interpreti di poesia. Attraverso un percorso storico, politico e culturale, che presuppone uno stretto legame con l'indagine archeologica, essi hanno ricostruito e studiato i luoghi principali nei quali la città si strutturava e conduceva la sua esistenza.

Sommario: Premessa. Paola Angeli Bernardini, Introduzione. Gli spazi religiosi: Rachele Dubbini, Il ruolo dei culti nella formazione dello spazio pubblico. Il caso dell'agora di Corinto; Oretta Olivieri, Ricostruire la città attraverso gli occhi del poeta: Pindaro e la Beozia; Giandomenico De Tommaso, I santuari di Dioniso ad Atene. Gli spazi politici: Carmine Catenacci, Protostoria del ritratto ad Atene tra VI e V sec. a.C.: tiranni e poeti; Maria Grazia Fileni, I luoghi dell'oratoria politica nell'Atene di Aristofane: l'agora e la Pnice; Cinzia Bearzot, Spazio politico e spazio della sovversione; Marco Santucci, Forme dello spazio e forme della politica nella città aristotelica. Gli spazi cittadini: Marco Dorati, La città pensante. La rappresentazione della mente collettiva in Erodoto; Liana Lomiento, Gli spazi della performance poetica nella polis. Il caso dell'epinicio; Luigi Bravi, A spasso per Atene tra le rovine di Aristofane. Indice dei nomi. Indice dei passi discussi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu con impressioni in oro o legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano cenere con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 58.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 116.00
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ISBN: 978-88-6227-650-4
ISBN Rilegato: 978-88-6227-713-6
ISSN: 1828-8677
SKU: 2902

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10 - Per Maristella Pandolfini cên zic zikuke, a cura di Enrico Benelli, 2014, pp. 124 con figure in bianco/nero n.t.

«MEDITERRANEA» · SUPPLEMENTI Diretta da Filippo Delpino
Cm. 21,5 x 31


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume vuole essere un omaggio a Maristella Pandolfini, studiosa dell'archeologia etrusco-italica presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e responsabile per molti anni, presso questa struttura, dei progetti relativi all'epigrafia etrusca. Autrice di numerosi volumi del Thesaurus Linguae Etruscae, del Corpus Inscriptionum Etruscarum e di studi su Gravisca, Caere e Tarquinia, al termine di una lunga e fruttuosa carriera, i colleghi, gli amici e i collaboratori hanno voluto riunire in quest'opera in suo onore una serie di contributi relativi all'epigrafia e alla linguistica etrusche.

Sommario: Filippo Delpino, Paola Santoro, Sul filo della memoria. Abbreviazioni. Laura Ambrosini, Un documento inedito sull'iscrizione larisa zukus (CIE II.2.1, 8382). Contributo allo studio della presenza etrusca nell'Agro Falisco; Giovanna Bagnasco Gianni, Una nuova iscrizione dal 'complesso monumentale' della Civita di Tarquinia; Valentina Belfiore, Il fare etrusco: discussione sulle radici con senso generico di "fare" e conseguenze per i loro derivati; Vincenzo Bellelli, Iscrizioni e graffiti su ceramiche grezze di uso domestico: il caso di Cerveteri; Enrico Benelli, Femminili analogici e nomi familiari asuffissati; Dominique Briquel, Les inscriptions étrusques du Musée du Louvre dans les Correzioni, giunte, postille al Corpus Inscriptionum Etruscarum (I.) d'Elia Lattes; Marco Buonocore, Carlo de Simone, Ex Samio efuit in una nuova dedica ad Ercole da Alba Fucens; Mario Torelli, Acqua per Volsinii. Un titulus magistratualis etrusco di Bolsena; Rex Wallace, The paleography of on roof tiles from Poggio Civitate (Murlo): a preliminary view. Abstracts. Recapiti dei Collaboratori.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano beige con stampa a due colori.


Brossura / Paperback: Euro 385.00    
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ISBN: 978-88-6227-638-2
ISSN: 1827-0506
SKU: 2900

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3 - Corpus dei papiri storici greci e latini. Parte B. Storici latini. 2. Adespota, a cura di Rodolfo Funari, 2014, pp. 180 con 10 tavole in bicromia n.t.

CORPUS DEI PAPIRI STORICI GRECI E LATINI
Cm. 17,5 x 25


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Con il presente volume, che contiene i frammenti adespota degli storici latini, si conclude la parte B del Corpus dei papiri storici greci e latini dedicata ai materiali papiracei latini. Questa parte, come le precedenti, è interamente curata da Rodolfo Funari, che, nel 2008 e nel 2011, aveva già pubblicato i frammenti papiracei di Sallustio e quelli di Tito Livio. Il presente volume divulga il testo critico di un frammento di un codice membranaceo (POxy I 30), di un frammento di un rotolo papiraceo (POxy XVII 2088) e di due frammenti di un rotolo, anche in questo caso papiraceo (PRyl 718): tre frammenti su papiro e su pergamena restituiti dalle sabbie dell'Egitto romano e appartenenti a opere storiche non identificate. La traduzione si attiene strettamente alle reliquie testuali conservate e del contenuto storico di ciascun frammento, considerato nel suo complesso o nei singoli tratti, sono esaminati e discussi, nelle parti di commento, gli aspetti strettamente legati al testo. In fondo al volume ci sono, oltre all'Index verborum degli Adespota storici latini, anche gli Indices verborum relativi alle edizioni commentate dei papiri di Tito Livio (Corpus dei Papiri Storici, B, 1) e di Sallustio (Corpus dei Papiri Storici, B, 2). Seguono le riproduzioni fotografiche dei papiri sallustiani e di quelli adespota.

Sommario: Prefazione. Premessa. Bibliografia e abbreviazioni bibliografiche. Auctores. Grammatici. Abbreviazioni usate negli apparati. Sigle usate negli apparati. Altre abbreviazioni. Avvertenze. Ricezione e diffusione di testi storici latini nell'Egitto romano. POxy I 30. POxy XVII 2088. PRyl 718. Index verborum quae in fragmentis Titi Livi Annalium Epitomaeque leguntur. Index verborum quae in fragmentis C. Sallusti Crispi Bellorum Historiarumque leguntur. Index verborum quae in fragmentis Historiarum Latinis Adespotis leguntur. Tavole.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro o legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Vergatone Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 240.00
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ISBN: 978-88-6227-622-1
ISBN Rilegato: 978-88-6227-623-8
ISSN: 1970-142X
SKU: 2898

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Federico Guidobaldi, Monica Grandi, Maria Stella Pisapia, Roberta Balzanetti, Annalisa Bigliati, Mosaici antichi in Italia. Regione prima. Ercolano, presentazione di Pietro Giovanni Guzzo, premessa di Maria Paola Guidobaldi, con la collaborazione di Alessandra D'Amico (per la grafica) e Alessandro Lugari (per gli aspetti conservativi), voll. I-II, 2014, pp. XVI+XVI+714 con 58 figure in bitono, XX tabelle e CLXVIII tavole a colori n.t.

MOSAICI ANTICHI IN ITALIA Diretta da Federico Guidobaldi
Cm 25 x 35


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il monumentale e ancora utilissimo volume che Amedeo Maiuri dedicò agli 'Scavi di Ercolano', nel 1958, dopo aver rimesso in luce gran parte di quel settore urbano antico che tuttora visitiamo, dedica ai pavimenti e ai rivestimenti marmorei degli edifici solo semplici segnalazioni, talvolta corredate da illustrazioni o brevissime osservazioni specifiche. Un certo dettaglio sugli aspetti decorativi si trova poi nelle pubblicazioni dedicate a singole unità strutturali, sia abitative che funzionali. Si deve però ammettere che, ad oggi, ancora non disponevamo di un repertorio analitico dei pavimenti e dei rivestimenti parietali (non pittorici) di Ercolano. I due volumi che qui si presentano (con un ricco apparato grafico in bianco/nero e a colori) vogliono appunto colmare questa lacuna: essi raccolgono non solo i pavimenti in cementizio, in mosaico e in opus sectile, ma anche i rivestimenti parietali musivi e marmorei e propongono un inquadramento tipologico del materiale, basato sulle classificazioni di formulazione più recente e finalizzato alla strutturazione di schemi cronologici applicabili, di riflesso, alle strutture di pertinenza. I pavimenti, dato che erano in funzione al momento dell'abbandono, spesso sono in buono stato e in situ. Gli edifici di pertinenza sono noti e forniscono utili appigli per la cronologia dei pavimenti o, viceversa, possono essi stessi appoggiarsi alle datazioni dei pavimenti per precisare le fasi costruttive interne. Questo lavoro offre quindi un panorama estremamente vario per tipologia e per qualità intrinseca dei singoli manufatti, utile non solo alla conoscenza dell'antica Ercolano ma a tutti gli studi sui rivestimenti pavimentali e parietali di età romana.

Sommario: Volume I: Pier Giovanni Guzzo, Presentazione. Maria Paola Guidobaldi, Premessa. Federico Guidobaldi, Introduzione. Federico Guidobaldi, Modalità di rilevamento dei dati e criteri di redazione delle schede di catalogo. Catalogo descrittivo dei pavimenti e rivestimenti parietali: Area sacra suburbana; Terme suburbane; Casa della Gemma (Ins. Or. I, 1); Casa di M. Pilius Primigenius Granianus (Ins. Or. I, 1a); Casa del Rilievo di Telefo (Ins. Or. I, 2); Pistrinum con abitazione (Ins. Or. II, 1-3); Taberna (Ins. Or. II, 6); Taberna del Gemmarius (Ins. Or. II, 10); Palestra-campus (Ins. Or. II, 4-19); Casa di Aristide (II, 1); Casa d'Argo (II, 2); Casa del Genio (II, 3); Casa dell'Albergo (III, 1-2, 18-19); Casa dello Scheletro (III, 3); Casa del Tramezzo di Legno (III, 4-12); Casa dell'Erma di Bronzo (III, 16); Casa dell'Ara Laterizia (III, 17); Casa dell'Atrio a Mosaico (IV, 1-2); Casa dell'Alcova (IV, 3-4); Casa della Fullonica (IV, 5-7); Thermopolium con abitazione (IV, 12-13, 15-16) e Taberna Vasaria (IV, 14); Taberna con abitazione (IV, 17-18) detta "di Priapo"; Casa della Stoffa (IV, 19-20); Casa dei Cervi (IV, 21); Casa Sannitica (V, 1); Casa del Mobilio Carbonizzato (V, 5); Casa di Nettuno e Anfitrite (V, 6-7); Casa del Bel Cortile (V, 8); Taberna (V, 9-10); Casa (con Taberna) di Apollo Citaredo (V, 11-12); Casa del Bicentenario (V, 15-16); Taberna con abitazione (V, 17-18); Casa dell'Atrio Corinzio (V, 30); Casa del Sacello di Legno (V, 31); Casa del Gran Portale (V, 35); Terme del Foro o Terme centrali (VI, 1-10); Casa del Salone Nero (VI, 11-13); Casa del Colonnato Tuscanico (VI, 16-17, 18-26); Collegio degli Augustali (VI, 20-24); Casa dei Due Atri (VI, 29); Casa di Galba (VII, 2-3); Edificio commerciale lungo il decumano massimo. Analisi tipologica dei rivestimenti pavimentali e parietali di Ercolano: Introduzione [F. G.]; Cementizi [F. G., M. G.]; Mosaici pavimentali [M.S. P., M. G., F. G.]; Sectilia pavimenta [F. G.]; Mosaici parietali [M.S. P.]; Rivestimenti marmorei parietali (incrustationes) [F. G.]. Osservazioni conclusive: Limiti e prospettive di un'analisi tipologica comparata [F. G.]; Ercolano e Pompei: un insieme disomogeneo [F. G.]. Abbreviazioni bibliografiche. Volume II: Tabelle; Tavole; Elenco delle illustrazioni con relative fonti.

Formato 25 x 35. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano beige con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 680.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 780.00
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E-Book: Euro 680.00      Acquista / Buy - Login


ISBN: 978-88-6227-565-1
ISBN Rilegato: 978-88-6227-699-3
E-ISBN: 978-88-6227-566-8
ISSN:
SKU: 2888

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8 - Michele Ortore, La lingua della divulgazione astronomica oggi, 2014, pp. 268

ITALIANA. PER LA STORIA DELLA LINGUA SCRITTA IN ITALIA Diretta da Luca Serianni
Cm 17,5 x 24,5, bross.


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La lingua scientifica ha guadagnato negli ultimi decenni un'assoluta centralità non solo nel panorama dei linguaggi settoriali, ma anche nel quadro generale del nostro sistema linguistico, grazie al prestigio dei suoi protagonisti. Il ruolo dei media ha poi permesso di ampliare enormemente l'area di contatto fra linguaggi specialistici e lingua comune, rendendo interessante lo studio di quelle forme testuali che si propongono come mediazione fra i due livelli e che compongono la letteratura scientifica divulgativa. La ricerca che qui si presenta si occupa appunto della lingua della divulgazione astronomica contemporanea: essa si dimostra essere la più capace di sollecitare la curiosità dei non esperti, e dato che il discorso astronomico ha implicazioni particolarmente vaste, che coinvolgono molte altre aree tecnico-scientifiche (fisica, biologia, matematica, informatica, ingegneria), anche il linguaggio si arricchisce di elementi significativi di altre lingue specialistiche. Questo studio si propone dunque sia di trarre dall'analisi del corpus preso in considerazione (dieci testi pubblicati fra il 2007 e il 2012) una descrizione della lingua astronomica divulgativa, sia di dedurre dalla riformulazione divulgativa alcune caratteristiche che potrebbero essere proprie della lingua astronomica in toto. Il lavoro è stato impostato secondo una prospettiva il più possibile aperta alla caratterizzazione della scrittura scientifica come sistema linguistico complesso. Oltre agli aspetti lessicali e morfologici, si è dato quindi ampio spazio alla descrizione delle strutture testuali e sintattiche, individuando in queste due aree strettamente congiunte sia i tratti tipici della lingua scientifica sia gli stilemi propri della divulgazione.

Sommario: Introduzione. I. Testualità: Ripetizione; Sostituzione; Segnali discorsivi demarcativi: Segnali discorsivi con altri scopi pragmatici. Forme di rimando; Paragrafi riepilogativi; Riprese informative; Esplicitazione degli snodi concettuali; Esplicitazione dei termini operativi; Interrogative ed esclamative dirette. II. Sintassi: Nominalizzazione: Stile nominale. Uso del verbo: Uso del congiuntivo; Uso degli altri modi verbali; Uso dei tempi verbali; Uso della forma passiva; Uso delle persone verbali. Uso dei pronomi personali; Catene di complementi; Uso dell'articolo; Uso dell'aggettivo; Uso dell'avverbio; Ordine delle parole e fenomeni sintatticamente marcati. III. Tecnicismi: Tecnicismi specifici: Tecnicismi specifici esclusivi: Tecnicismi specifici esclusivi attestati nei dizionari dell'uso; Tecnicismi specifici esclusivi non attestati nei dizionari comuni; Tecnicismi specifici esclusivi non attestati in alcun dizionario. Tecnicismi specifici per rideterminazione: Rideterminazioni non attestate nei vocabolari dell'uso; Rideterminazioni non attestate in alcun dizionario. Tecnicismi attestati nei dizionari dell'uso con un'accezione diversa rispetto a quella del corpus; Serie sinonimiche specifiche; Aggettivi di relazione; Serie derivative; Transcategorizzazioni; Travasi. Tecnicismi collaterali: Serie sinonimiche; Nomi generali; Tecnicismi collaterali lessicali; Tecnicismi collaterali morfosintattici e microsintattici. Eponimi: Conversione; Derivazione; Composizione – Polirematiche; Glosse. Acronimi e sigle: Sigle motivate; Sigle e acronimi attestati nei dizionari; Polirematiche; Transcategorizzazioni; Glosse di scioglimento o traduzione; Usi brachilogici con gli eponimi. Usi ellittici e brachilologici; Forestierismi: Forestierismi adattati; Calchi traduzione; Calchi semantici; Forestierismi non adattati attestati nei dizionari comuni; Forestierismi non adattati non attestati; Forestierismi non inglesi; Glosse di traduzione. Latinismi; Varianti formali. IV. Morfologia Lessicale: Derivazione: Prefissi: Prefissi locativi; Il prefisso anti-; Il prefisso s-; Altri prefissi. Suffissi: Suffissi alterativi; Il suffisso -tore; La coppia di suffissi -one / -trone; Il suffisso -ino; Suffissi dei nomina actionis; Il suffisso -ale; Il suffisso -izzare; Il suffisso -ità. Composizione: Composti; Uso compositivo di lettere o elementi alfanumerici; Polirematiche; Composizione neoclassica: Prefissoidi; Suffissoidi. V. Elementi di divulgazione: Tipologia delle glosse: Coordinazione: Esplicative; Forme denominative; Verbo essere e perifrasi verbali. Giustapposizione: Apposizioni esplicative; Parentesi; Riformulazione esplicita. Stile della definizione: Metafore e similitudini esplicative; Glosse metalinguistiche. Figuralità; Rideterminazioni e termini divulgativi in funzione tecnica; Altre scelte lessicali proprie della divulgazione; Fraseologia colloquiale; Strategie retoriche ricorrenti; Elementi narrativi; Ironia; Paratesto e cotesto. VI. Appunti sulla traduzione. Conclusioni. Bibliografia.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro; sovracoperta in cartoncino Tiziano Fabriano terra di Siena con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 54.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-681-8
ISSN: 1828-6897
SKU: 2896

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LXXXVII. 1 - Desire, Pleasure and the Taboo: New Voices and Freedom of Expression in Contemporary Arabic Literature, edited by Sobhi Boustani, Isabella Camera D'Afflitto, Rasheed El-Enany, William Granara, 2014, pp. 290 con figure in bianco/nero n.t.

SUPPLEMENTI ALLA «RIVISTA DEGLI STUDI ORIENTALI» Diretta da Mario Prayer
Cm 17 x 24


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Both the intention and scope of Arabic creative writing from the pre-modern (classical) period to the present have always assumed a duality of artistic creativity and concern for the human condition. From the essays of the 9th century to Thousand and One Nights, Arab poets and storytellers have broken free of literary and cultural conventions in their quest to create new discursive spaces to express themselves. What has come down to us throughout the ages is a corpus of literature that has expanded and continues to expand, not only its own generic boundaries but also those of prevailing social morality, with the aim of telling the Arabic story in all its richness and complexity. The project of modern Arabic literature, to which this present volume adds its critical perspectives, is deeply rooted in this duality of artistic creativity and concern for the human condition. The volume brings together a collection of critical studies that explore the ways in which contemporary Arab writers deal with religious, political, social, sexual and aesthetic taboos. The book, which contains the proceedings of the 9th International Congress of EURAMAL (European Association for Modern Arabic Literature), held at 'La Sapienza', University of Rome (from the 16th to the 19th of June 2010), wishes therefore to contribute to the search for new paths in the study of contemporary Arabic literature.

Sia la concezione che lo scopo della narrativa araba, dal periodo pre-moderno (classico) ad oggi, si sono sempre sviluppati su un doppio binario, da un lato la creatività artistica e dall'altro l'interesse per la condizione umana. Dagli scritti del 9° secolo alle Mille e una notte, poeti e novellieri arabi hanno violato convenzioni letterarie e culturali nella loro ricerca per la creazione di nuovi spazi letterari di espressione. Ciò che è giunto fino a noi, attraverso i secoli, è un corpus di testi che ha ampliato e continua ad ampliare non solo i propri confini generici, ma anche quelli della morale sociale prevalente, con l'obiettivo di raccontare la storia araba in tutta la sua ricchezza e complessità. Il progetto della moderna letteratura araba, a cui il presente volume aggiunge le sue prospettive critiche, è profondamente radicato in questa dualità di creatività artistica e attenzione per la condizione umana. Si presentano qui, riuniti insieme, alcuni studi critici che esplorano i modi in cui gli scrittori arabi contemporanei si occupano di tabù religiosi, politici, sociali, sessuali ed estetici. Il libro, che contiene gli atti del 9° Congresso Internazionale di EURAMAL (Associazione europea per la letteratura araba moderna), tenutosi presso 'La Sapienza', Università di Roma (dal 16 al 19 Giugno 2010), intende quindi contribuire alla ricerca di nuovi percorsi nello studio della letteratura araba contemporanea. Contents: Preface. Political and Religious Taboos in Contemporary Arabic Literature: William Granara, A Room of One's Own: The Modern Arabic Heroine Between Career and Domesticity; Rasheed El-Enany, God, the Artist and the Critic: a Case Study of Yusuf Idris's al-Farafir; Paola Viviani, Breaking Taboos at Different Levels: a Reading of Khara'it al-Ruh (2007) by Ahmad Ibrahim al-Faqih; Richard van Leeuwen, The Forbidden Room: The Thousand and One Nights and Ibrahim al-Faqih's Gardens of the Night; Francesco De Angelis, Censorship, Self-Censorship and Taboos in Contemporary Yemeni Literature; Elvira Diana, The New Women's Writing from Saudi Arabia: A Real Instrument for Freedom and Breaking of Taboos or Just a Response to the Market Demand of the West?; Anna Gabai, Samandal: Comics from Lebanon; Roger Allen, Criteria for Translation: The Case of the "Arabic Best-Seller" Revisited. Sexual and Other Pleasures in Contemporary Arabic Literature: Stephan Guth, The Changing Role of Pleasure, or: Towards a Fundamentalist Humanism. Some Thoughts on the Place of Pleasure and Desire in the System of a New Period; Assad Khairallah, Desire, Taboo, and Transgression. Mystical Hedonism in Qasim Haddad's Akhbar Majnun Layla; Barbara Winckler, Majnun Layla in Modern Lebanon: Madness between Lovesickness and Mystical Experience in Huda Barakat's Novel Ahl al-hawa; Tetz Rooke, Searching for the Navel: Love Voices in the Poetry of Adonis; Francesca Maria Corrao, The Pleasure of Language as an Aesthetic Value in Saniya Salih's Poetry; Sobhi Boustani, Désirs sans limites, plaisirs assumés: Ismuhu al-gharam, un roman de 'Alawiya Subh; Monica Ruocco, La sensualité dans l'oeuvre de al-Habib al-Salimi; Alessandro Buontempo, Mudhakkirat Randa al-Trans by Hazim Saghiyya: How to Deal with Difficult Topics in a Biography; Dounia Abourachid Badini, Le magazine libanais Jasad (2008-2010) ou la transgression du tabou du corps; Isabella Camera d'Afflitto, Plaisirs gourmands dans quelques romans arabes. Index. Contributors.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori e sovraccoperta con stampa a quattro colori.

Brossura / Paperback: Euro 245.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-702-0
ISSN: 0392-4866
SKU: 2894

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44 - Marco Maria Olivetti: un filosofo della religione, a cura di Stefano Semplici, Stefano Bancalari, Francesco Paolo Ciglia, Francesco Valerio Tommasi e Pierluigi Valenza, 2014, pp. 298.

BIBLIOTECA DELL'«ARCHIVIO DI FILOSOFIA» Diretta da Stefano Semplici,
Cm. 17,5 x 25, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Quello di Marco Maria Olivetti è un pensiero difficile. Per l'originalità del suo tentativo di sostituire l'etica all'ontologia come filosofia prima, anzi anteriore, come aveva scritto nella Prefazione ad Analogia del soggetto, il suo libro più importante. Per la sua capacità di spiazzare anche gli storici più eruditi e raffinati con nuovi e sempre intriganti punti di vista sugli snodi decisivi del moderno e, in particolare, delle 'immagini' della soggettività prodotte a partire dal primato del cogito. Per la garbata, penetrante ironia con la quale lasciava irrompere i gesti e le parole del quotidiano nella rarefatta professionalità degli addetti ai lavori, con il risultato di una cifra espressiva audace, inconfondibile, sorprendente. Ma anche e forse soprattutto per lo sforzo di tradurre la consapevolezza dell'esaurimento della tradizionale circolarità di essere e logos in una nuova opportunità di 'fare filosofia'. I contributi raccolti in questo volume hanno un duplice obiettivo. Da una parte si tratta di ricostruire la rete concettuale e il 'metodo' sottesi alla proposta teorica di un intellettuale che può ben dirsi a tutto tondo europeo e che si è confrontato con le linee di pensiero più feconde e influenti del Novecento: la fenomenologia, con tutte le sue nervature antropologiche e fino alle suggestioni del tournant théologique; la ripresa dell'istanza trascendentale a valle del linguistic turn; la teoria della società e la sociologia configuratasi come sociologia del sapere e insieme come sociologia della religione; l'opera di Levinas come pietra di paragone di ogni tentativo di 'costituire' la soggettività come soggezione, dunque come un soggetto che non è originariamente pensiero, che non è originariamente il nominativo 'io' ma l'accusativo 'me', che non è originariamente soggetto ontologico, causa sui. Dall'altra si vuole rendere conto della convinzione che Olivetti ha vissuto come una vera e propria vocazione: la filosofia della religione non è stata per lui semplicemente una fra le tante filosofie seconde, ma la prospettiva privilegiata per dipanare l'intera vicenda del moderno e della filosofia nach der Aufklärung.

Sommario: S. Semplici, Presentazione. Tavola rotonda del 4 gennaio 2008: Marco M. Olivetti: il pensiero, l'opera, la persona: B. Casper, Marco Maria Olivetti; P. Kemp, The Exceptionality of the Ought. Olivetti and eco-ethica; J. L. Marion, L'inconnaissabilité ou le privilège de l'homme; S. Semplici, La speranza del filosofo; P. Valenza, I Colloqui «Castelli»: una filosofia della religione attraverso gli Avant-propos; S. Bancalari, La teoria dell'intersoggettività. Prolegomeni ad un'interpretazione; F. V. Tommasi, Dallo «schematismo dell'analogia» al «trascendentale senza illusione». La riflessione «con» Kant e «al di là» di Kant; F. P. Ciglia, Differenza e analogia. Percorsi dell'umano fra Levinas e Olivetti; S. Micali, L'equivocità della soggettivazione: bisogno, riconoscimento e terzietà. Il colloquio pensante con Levinas; G. Di Salvatore, Olivetti e l'avventura della fenomenologia; L. Diotallevi, La spirale della secolarizzazione. Cercando ancora nella sociologia di Luhmann; T. Hünefeldt, Olivetti e la «trasformazione intersoggettiva dell'appercezione trascendentale»; S. Marini, Tra analitici e continentali. Per una lettura unitaria della modernità; P. De Vitiis, Filosofia della religione come problema storico; D. Collacciani, Spinoza e lo spinozismo nel pensiero di Olivetti; A. Iacovacci, A colloquio con Jacobi; E. Pistilli, L'esito teologico della filosofia del linguaggio di Jacobi; A. Gentile, «Limiti» e «confini» della ragione; F. Ferraguto, Filosofia della religione, intersoggettività, rivelazione. Il confronto con Fichte; C. Melica, Pro memoria. Olivetti lettore di Hegel; E. Castelli Gattinara, Il nessun luogo dell'ogni dove; F. Fraisopi, Orizzonte del sacro e analogia subjecti; G. Cogliandro, Della modernità e del problema della filosofia della religione; F. Morlacchi, Profilo di un filosofo credente; P. Zordan, Intersoggettività e teologia filosofica; A. Meoli, Enrico Castelli: il maestro; F. V. Tommasi, Nota biografica. S. Bancalari, Bibliografia.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-685-6
ISSN:
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99 - Emanuele Lelli, Folklore antico e moderno. Una proposta di ricerca sulla cultura popolare greca e romana, 2014, pp. 280

FILOLOGIA E CRITICA Fondata da Bruno Gentili e diretta da Paola Bernardini
Cm. 17,5 x 25


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo libro vuole essere la proposta di un metodo di ricerca su un ambito tanto affascinante quanto sfuggente del mondo antico: la cultura popolare. La vita culturale e le concezioni del mondo proprie delle donne e degli uomini appartenenti alle classi 'popolari', vissuti secoli prima di noi, sono ormai un oggetto storiografico di diffuso interesse. Se si prendono in considerazione tutti gli ambiti in cui gli auctores antichi ci hanno lasciato tracce di una definizione di cultura popolare (proverbi e racconti, farmacopea e canti popolari, mimi e generi comici, credenze e superstizioni, manuali tecnico-pratici, favole e novelle, letteratura antiquaria e geografica, notizie mediche), il quadro che ne risulta rende legittimo pensare che i Greci e i Romani ebbero chiara coscienza di una cultura popolare, diversa e divisa da quella dotta e ufficiale. Quanto resta oggi di tale cultura? Nel campo della tradizione proverbiale greca e romana, per esempio, l'approccio comparativo, tipico degli studi sul folklore moderno, ha fatto emergere una continuità di tradizione culturale riguardante espressioni proverbiali incentrate su animali e oggetti del quotidiano, insomma su quella cultura 'materiale' che davvero sembra spesso manifestarsi immutata nel trascorrere dei secoli. Inoltre, la tradizione orale delle genti meridionali ha conservato, in modo ininterrotto, centinaia di tratti 'popolari' del mondo antico, greco e romano. Questa proposta di studio poggia dunque su tre fondamentali cardini: la valorizzazione della tradizione orale come ininterrotta forza conservativa di elementi culturali; l'approccio comparativo alla cultura popolare antica, con l'indispensabile strumento del 'campo' diretto e con lo sguardo privilegiato alle tradizioni del Meridione italiano; l'individuazione di quanto gli antichi 'sentirono' e 'percepirono' come popolare attraverso le spie lessicali e terminologiche che emergono dai testi, e che globalmente offrono notevoli punti di contatto con l'atteggiamento culturale dei moderni nei confronti del 'popolare'. La cultura popolare degli antichi è una di quelle realtà storiche e culturali di 'lunga durata' che richiederebbero gli sforzi congiunti di studiosi non solo di altre discipline, ma anche di storici e filologi di altri periodi storici. Questo studio vuole essere anche un invito a creare un gruppo di lavoro su questo affascinante tema di ricerca.

Sommario: Premessa. Capitolo 1. Una proposta di ricerca. Capitolo 2. La 'cultura popolare' per i moderni e per gli antichi. Capitolo 3. Un focus sulle "superstizioni". Capitolo 4. Un approccio critico alle "credenze" antiche. Capitolo 5. Continuità folklorica e attendibilità delle fonti. Capitolo 6. I testi censiti. Capitolo 7. L'enciclopedia delle corrispondenze naturali. Capitolo 8. Percorsi di 'lettura' nel repertorio di cultura popolare greca e romana. Repertorio. Bibliografia. Testimonianze orali. Indici.

Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Legatura in tela con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

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ISBN: 978-88-6227-678-8
ISBN Rilegato: 978-88-6227-683-2
ISSN: 1723-4522
SKU: 2890

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22 – L'esodo giuliano-dalmata nella letteratura, Atti del Convegno internazionale, Trieste, 28 febbraio - 1 marzo 2013, a cura di Giorgio Baroni e Cristina Benussi, 2014, pp. 440

BIBLIOTECA DELLA «RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA» Diretta da Giorgio Baroni

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Tra il 1944 e la fine degli anni cinquanta, alla frontiera orientale d'Italia, più di 250.000 persone dovettero abbandonare le proprie città, Zara e Fiume, le isole del Quarnaro (Cherso e Lussino) e la penisola istriana, finite sotto il controllo jugoslavo. La maggior parte dei profughi si stabilì in Italia, molti nella zona di Trieste e in quella di Gorizia. Istriani, fiumani e dalmati, fuggendo dall'occupazione titina, arrivarono in Italia con poco o niente, avendo abbandonato tutto pur di salvarsi e raggiungere la libertà. Il convegno, di cui il volume raccoglie gli Atti, è incentrato sulla letteratura che ha tratto da questo esodo fonte d'ispirazione. L'ampiezza della tragedia e il lungo silenzio che l'ha coperta hanno contribuito a dar voce a tanti, tra cui molti che si sono accostati per la prima volta a una tematica assolutamente sottaciuta. Gli interventi, pur avendo trattato soltanto di una parte delle opere e degli autori, confermano la rilevanza quantitativa e qualitativa della letteratura sull'esodo giuliano-dalmata e anche l'interesse degli studiosi per un tema finora quasi censurato. Il popolo adriatico si è impegnato a raccontare le proprie disgrazie: così dal bisogno di smaltire terribili ricordi o per l'incubo di tutto un mondo già scomparso, che rischia d'essere dimenticato, sono scaturiti poesie, canti, racconti, romanzi, memorie, per non parlare di altri differenti generi di espressione artistica. L'analisi dei testi letterari, condotta da molti studiosi con varietà di metodi e angolature, ha dimostrato il valore oggettivo di una produzione intensa e ancora non conclusa, con già nomi di rilievo e una sorta di comunanza. Essa assume il senso di una dimensione ideale in cui continua l'esistenza di questi esiliati senza colpa, che non hanno trovato tutela al loro diritto di vivere pacificamente nella propria terra.

Sommario: Chiara Vigini, Presentazione; Giorgio Baroni, Cristina Benussi, Introduzioni; Pasquale Guaragnella, Fulvio Tomizza e la scrittura dell'esodo; Maria Beatrice Pagliara, Parola e memoria nella poesia di Lina Galli; Anco Marzio Mutterle, Storia ed ermetismo in Lina Galli: la frontiera e il muro; Elis Deghenghi Oluji?, Un itinerario sofferto, personale e collettivo. Il destino degli istriani, vittime invincibili, nelle pagine dei testimoni; Celestina Milani, L'universale semantico dell'esodo; Anna Bellio, La Dalmazia perduta di Raffaele Cecconi; Zosi Zografidou, Ingiustizia e paura nella narrativa di Fulvio Tomizza sull'esodo giuliano-dalmata; Pedro Luis Ladrón De Guevara, Identità ed esodo nell'opera di Marisa Madieri; Paola Ponti, Le «voci contrapposte» del gioco nella lirica di Lina Galli; Anna Modena, Dal paese dell'anima; Alfredo Luzi, Storia e storie della diaspora nei romanzi di Stefano Zecchi; Roberto Spazzali, «Antigone è tornata». L'Istria tra guerra e dopoguerra negli appunti inediti di Lina Galli; Edda Serra, Lina Galli tra percezione e persistenza; Paola Baioni, Il deus absconditus nella lirica di Lina Galli; Daniela Picamus, La stesura di Vita di mio marito di Livia Veneziani Svevo; Marianna Deganutti, Lina Galli e Luigi Miotto: scrivere per tornare; Caterina Conti, Gli scritti di Lina Galli su «Voce Giuliana»; Roberto Norbedo, Niccolò Tommaseo, Scipio Slataper e la 'questione dalmatica'; Nedjeljka Bali?-Niži?, L'esodo zaratino nelle opere di Teodoro Francesconi (Un 'regnicolo' a Zara) e Marco Perlini (Non ho più patria); Maurice Actis-Grosso, Contro il memoricidio giuliano-dalmata: Enzo Bettiza tra damnatio memoriae ed epifania romanzesca; Federica Millefiorini, Enzo Bettiza e la sua natura «bifida»: tra identità e senso di alterità erratica; Aurora Firta, Riso dissacratore e identità in Esilio di Enzo Bettiza; Novella Di Nunzio, Il tragico storico e l'urgenza narrativa: lettura dell'esodo attraverso la Resistenza; Federica Formiga, L'esodo giuliano-dalmata nel paratesto di alcune edizioni storico-letterarie; Sara Bonfili, Carlo Sgorlon: impegno, mito, racconto e storia nel romanzo La Foiba grande; Carmen Sari, «L'Istria non è cambiata, perché l'Istria siamo noi». Carlo Sgorlon racconta il dramma dell'esilio forzato della popolazione giuliano-dalmata; Pietro Zovatto, Lina Galli: l'appello alla pietas trascendente; Guido Mura, Tomizza e la letteratura di frontiera; Paolo Leoncini, L'identità della terra. Lettura di Materada di Fulvio Tomizza; Barbara Stagnitti, «Sono venuta a cercare / ciò che ho perso». Memorie istriane di Lina Galli; Dušica Todorovi?, I vicini lontani: a proposito di un racconto di Fulvio Tomizza; Graziella Semacchi Gliubich, Riflessioni su Lina Galli, Marisa Madieri e Annamaria Muiesan Gaspàri, scrittrici dell'esodo e amiche personali; Irene Visintini, «La Battana», rivista culturale dei 'rimasti': elzeviri, racconti e memorie; Monica Giachino, «Quel giorno grigio di febbraio»: memoria e racconto nella scrittura di Anna Maria Mori; Giusy Criscione, L'importanza della «tradizione» nella letteratura dell'esodo; Anna Bertini, L'esodo di Anna Maria Mori. Intrecci di letteratura e giornalismo; Carla Carotenuto, Identità e memoria in Nata in Istria di Anna Maria Mori; Elena Rondena, Il dramma dell'esodo nella produzione letteraria di Anna Maria Mori; Michela Rusi, Il linguaggio dell'esodo nella scrittura di Nelida Milani; Liliana Martissa, L'esodo giuliano nella scrittura al femminile; Corinna Gerbaz Giuliano, Immagini dell'esodo nella produzione letteraria di Marisa Madieri ed Elsa Fonda; Milena Montanile, L'altrove di Anna Maria Mori; Natalie Dupré, Esilio e trauma nell'opera di Anna Maria Mori; Barbara Sturmar, «Sognavo le viole bianche». Marisa Madieri e l'identità olfattiva dell'esodo; Pericle Camuffo, «Nati a Fiume»: il carteggio Gino Brazzoduro - Paolo Santarcangeli; Cinzia Gallo, Il gatto esule di Piero Tarticchio; Sandro Cergna, Ruveigno, echi e ricordi della città istriana nei versi di Bepi Nider; Silva Bon, Lina Galli per la civiltà istriana; Andrea Gialloreto, Fra memoria e storia. L'elemento slavo nell'opera di Quarantotti Gambini e di Renzo Rosso; Maria Cristina Albonico, Il romanzo Istria grigia di Carlo Schreiner; Sandro de Nobile, Le sette vite del profugo. L'esodo giuliano-dalmata nella narrativa di Piero Tarticchio; Francesca Bottero, Tra giornali e riviste: Giani Stuparich testimone dell'esodo (1945-1954); Elisa Amadori, I testimoni muti; Živko Niži?, La poesia del ritorno di Raffaele Cecconi e la poetica del Canzoniere di Umberto Saba; Vanna Zaccaro, Scrittrici dell'esodo; Andrea Rondini, Oblio della fictio e valori dell'irreale; Bruno Rombi, Spleen e saudade di Fiume in alcune pagine di Enrico Morovich; Titus Heydenreich, «Oltre il mare la mia casa di Pola, intangibile nel ricordo». I destini incrociati delle protagoniste di Nelida Milani; Gianna Mazzieri-Sankovi?, Dallo straniero al diverso: immagini di letteratura quarnerina; Marija Mitrovic, I libri degli addii; Barbara Carle, Dalle zolle perdute alla finestra: l'identità letteraria dei confini in Lina Galli e Graziana Pentich; Claudio D'Antoni, Canti dalmati, oggi; Wafaa El Beih, Tomizza e il processo della storia ufficiale; Eliana Moscarda Mirkovi?, Il dialogo tra la storia e la memoria nella narrativa femminile istro-quarnerina; Claudio Magris, L'esodo, gli odori e la vita minore; Cristina Tagliaferri, Enrico Morovich e il tempo del sogno; Cristina Benussi, Fulvio Anzellotti tra storia e memoria; Giorgio Baroni, «Le poesie del nostro dolore».

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo oro con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-664-1
E-ISBN: 978-88-6227-665-8
ISSN: 1828-8731
SKU: 2886

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Ernesto De Miro, Heraclea Minoa. Mezzo secolo di ricerche, 2014, pp. 432 con 118 figure, CLIII tavole in bitono e a colori n.t., 2 pieghevoli a colori f.t. (anno IX, 2012)

SICILIA ANTIQUA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il sito dell'antica Heraclea Minoa occupa un vasto altipiano marnoso, proteso verso il mare, presso la costa sud-occidentale della Sicilia, ubicato sulla riva sinistra del fiume Platani. La città fu fondata nel corso del VI sec. a.C. dalla vicina colonia megarese Selinunte; verso la fine del secolo cadde stabilmente sotto il dominio di Agrigento. Nei due secoli successivi fu coinvolta a più riprese nelle lotte fra greci e cartaginesi, subì delle distruzioni e si trovò a passare più volte da una dominazione all'altra. Durante le guerre puniche fu base stabile della flotta cartaginese contro Roma; verso la fine del I sec. a.C. fu infine abbandonata, come dimostra il silenzio delle fonti e dei dati archeologici. A partire dagli anni cinquanta del secolo scorso la città è stata riportata alla luce e studiata da una serie di campagne di scavo, guidate da Ernesto De Miro e durate oltre mezzo secolo. Le fortificazioni, il teatro, l'abitato, le strade, l'urbanistica, il santuario, le emissioni monetali, insieme ad un ampio catalogo dei materiali e ad una ricca documentazione grafica, vengono presentati al pubblico degli studiosi in questo volume, che appunto raccoglie i risultati di oltre cinquant'anni di ricerche in una delle colonie greche d'occidente più importanti, considerata fondamentale per lo studio dell'urbanistica di epoca ellenistica e romana.

Sommario: Presentazione; Storia dell'interesse sul sito; Breve nota geologica; Cenni storici; Le fonti letterarie; Il sito. Gli avanzi dell'insediamento preistorico. La Città Ellenistica. Le fortificazioni: La cinta settentrionale; I saggi stratigrafici; Baluardo di quota 70. Saggi 1959; Conclusioni; La cinta lungo il fiume; Muro di fortificazione orientale interno; Saggi di scavo; Il lato occidentale interno; Sintesi cronologica conclusiva. Il teatro: Il teatro. Il santuario sul terrazzo sommitale del teatro: Il santuario sul terrazzo sommitale del teatro; Il tempio; Il sacello; Il deposito; La stipe; I materiali; Conclusioni. L'abitato: L'abitato; Costruzioni addossate al teatro: – Blocco 1; – Blocco 2; – Trincee 1963; – Blocco 3; Conclusioni; Scavo nell'area esterna alla Casa A; – Blocco 4; – Blocco 5; – Blocco 6; – Blocco 7 (Area della piazza); Situazione "Piazza". Fasi Abitato II Strato e I Strato; Problemi di datazione. Strutture murarie del lato est della piazza e della Strada II Nord-Sud; Muro di terrazzamento est-ovest (Muro nord dei vani e-f); – Blocco 8 (Abitato II-I Strato); Casa A, Casa B, Casa C; Casa A; Casa A - Lo scavo; Casa A - Cronologia; Casa A - Conclusioni; Casa B; Casa B - Lo scavo; Casa B - Conclusioni; Casa C; Casa C - Lo scavo; Casa C - Conclusioni; – Blocco 9; Casa A; Lo scavo. Stratigrafia generale; Lo scavo. Stratigrafia particolare; Casa B; Lo scavo. Stratigrafia generale; Lo scavo. Stratigrafie particolari; Casa C; Lo scavo. Stratigrafie particolari; Conclusioni; – Blocco 10; Unità edilizia c-c1, p-r, s-t; Unità edilizia b-b1; Unità edilizia vano a; Unità edilizia vani g-h; Unità edilizia vani i-l; Unità edilizia vani m-n; Unità edilizia vani u, v, w, z, z1; – Blocco 11; – Blocco 12; Conclusioni; – Blocco 13; – Blocco 14; – Blocco 15; Lo scavo - Casa A - Saggi 1969; Lo scavo - Casa B; Saggi 1971-1976; Saggio stratigrafico 1957; Considerazioni; Area esterna al muro di fortificazione interno; – Blocco II A; Lo scavo; Conclusioni; Le strade. Strada I nord-sud; Strada II nord-sud e Piazza; Lo scavo; Strada II nord-sud (Settore a Nord della "Piazza"); Lo scavo; Conclusioni; Strada 2 est-ovest; Strada 2A est-ovest; Stradella [a]; Strada 3 est-ovest (tratto orientale); Strada 3 est-ovest (tratto estremo occidentale); L'impianto topografico urbanistico: L'organizzazione urbana; L'Abitato di II/I Strato (rispettivamente IV-III e II sec. a.C.); L'Abitato di I Strato (II-I sec. a.C.). Elementi riassuntivi: Elementi riassuntivi delle fortificazioni; Elementi riassuntivi della città arcaica e di V sec. a.C.; Elementi riassuntivi della cronologia della città di età ellenistica e romana repubblicana (IV-I sec. a.C.); Elementi riassuntivi dell'urbanistica; Elementi riassuntivi della organizzazione delle abitazioni di II strato; Abitazioni di II strato. Assetto planimetrico e funzionale; Fornitura di acqua; La decorazione architettonica; Elementi organici; Elementi estetici; I pavimenti; Elementi riassuntivi dell'abitato di I strato; Elementi riassuntivi della tecnica muraria. La cronologia: produzioni ceramiche e monete: Le ceramiche campane; Le anfore; La Ceramica megarese; Le monete. Appendice: Heraclea Minoa tra mitografia e storia. Il problema toponimico; Tavole fotografiche; Elenco selezionato di reperti, a cura di Domenica Gullì; Tavole fotografiche dei reperti; Bibliografia essenziale sull'archeologia di Heraclea Minoa.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 24 x 34 in ottavo grande. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avana con stampa a due colori. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano bianco plastificato lucido con stampa a colori.

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ISBN: 978-88-6227-700-6
ISBN Rilegato: 978-88-6227-701-3
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