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100 - Per Bruno Gentili, a cura di Franca Perusino, 2016, pp. 202 con 28 figure in bitono/duplex n.t.

FILOLOGIA E CRITICA
Fondata da Bruno Gentili
Diretta da Paola Bernardini
Cm. 17,5 x 25

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il nr. 100 della collana «Filologia e critica» è dedicato al ricordo che amici, colleghi e allievi hanno dedicato a Bruno Gentili dopo la sua scomparsa (7 gennaio 2014). Dai contributi si evincono la sua statura umana e intellettuale, la sua ricca e singolare personalità, la curiosità che lo distingueva e che lo rendeva permeabile alle sollecitazioni provenienti da settori anche apparentemente estranei agli interessi di un grecista, l'irrequietezza, la poliedricità e la versatilità di una figura di riferimento negli studi classici dal dopoguerra a oggi. Emerge da tutti i contributi quanto Gentili abbia dato a chi ha condiviso il suo cammino di ricerca continua e instancabile. Con questa iniziativa l'Editore Fabrizio Serra ha voluto onorare la lunga collaborazione e l'amicizia che lo legava a Bruno Gentili.

Sommario: Franca Perusino, Premessa; Paola Angeli Bernardini, Ricordo di Bruno Gentili; Maurizio Bettini, Addio al grecista Bruno Gentili, l'uomo che ci fece amare i lirici; Andrea Camilleri, Segnali di fumo; Luciano Canfora, Gentili, una vita per la poesia greca; Carlo Carena, Grecista e autore finissimo; Lorenzo Carnevali, Frammenti per Bruno Gentili. Ritratto arbitrario di un grande urbinate; Carmine Catenacci, Ricordo di Bruno Gentili; Giovanni Cerri, Ricordo di Bruno Gentili; Federico Condello, La filologia greca come un'arte: Bruno Gentili tra oral theory, metrica, canone lirico e allievi; Franco Ferrarotti, In memoriam di Bruno Gentili; Michele Galante, La scomparsa di Bruno Gentili, grande innovatore degli studi classici; Pietro Giannini, La scomparsa di Bruno Gentili; Marco Giuman, Ricordo; Antonietta Gostoli, Ricordo di Bruno Gentili; E. Christian Kopff, A Guiding Presence; Liana Lomiento, Ricordo di Bruno Gentili (Valmontone 20 novembre 1915 - Roma 7 gennaio 2014); Carles Miralles, Bruno Gentili, eminencia del helenismo; Lara Ottaviani, Addio a Bruno Gentili, fondatore della Facoltà di Lettere; G. Aurelio Privitera, Ricordo di Bruno Gentili; Fabio Ruggiero, Perché ricordare Gentili; Gennaro Tedeschi, Ricordo di Bruno Gentili; Angela Urbano, Bruno Gentili, il Maestro della lirica greca; Gentili, quel grecista tanto legato a Trieste, a cura della redazione de Il Piccolo di Trieste; Giovanni Benedetto, Classicità e contemporaneità: Bruno Gentili negli studi classici italiani del Novecento; Luca Blasio, Bruno Gentili, mio nonno. Ricordi per immagini.

Composto in carattere Serra Garamond.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Legatura in tela con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

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ISBN: 978-88-6227-871-3
ISBN Rilegato: 978-88-6227-873-7
E-ISBN: 978-88-6227-872-0
ISSN: 1723-4522
SKU: 3094

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Giuseppe Parini, Soggetti per artisti, a cura di Paolo Bartesaghi, Pietro Frassica, 2016, pp. 208+56 con 97 figure in bitono e a colori f.t.

EDIZIONE NAZIONALE DELLE OPERE DI GIUSEPPE PARINI
Diretta da Giorgio Baroni
Cm 14,5 x 24,2

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il 25 febbraio 1776 un incendio divorò il Teatro Ducale di Milano. Rapidamente, la nobiltà milanese chiese e ottenne di poter costruire un nuovo teatro. I lavori iniziarono non sulle macerie del vecchio teatro, ma nell'area dell'antica chiesa di Santa Maria della Scala, demolita per fare posto al nuovo edificio, che prese appunto il nome di Regio Teatro alla Scala. Il 3 agosto 1778 il nuovo teatro aprì i battenti, mettendo in scena l'Europa riconosciuta di Antonio Salieri. Mancava però un sipario degno di un simile teatro: l'incarico di delinearne il soggetto venne affidato a Giuseppe Parini, il quale elaborò un'allegoria mitologica con protagonisti Apollo e le Muse sul Parnaso. Fu questa la prima occasione in cui Parini venne interpellato quale consulente iconografico per un'opera d'arte e, a partire da questo primo successo, l'autore venne più volte invitato a scrivere altri soggetti per opere d'arte pubbliche e private, portando avanti tale attività nei vent'anni successivi, parallelamente all'esercizio della poesia e al lavoro di docente. In questi scritti l'elemento classico e mitologico è reso portatore di istanze morali, misura e sobrietà, chiarezza e rigore, consapevolezza del valore metaforico ascrivibile a luce e colore, tutti elementi collegabili al mondo poetico dell'autore, che confermano anche l'aggiornata familiarità con le tecniche e le teorie artistiche contemporanee, cui si affianca il rispetto per la libertà creativa del pittore. Per Parini, la scrittura di soggetti non fu dunque un momento tecnico-pratico separato dall'attività letteraria, o una parentesi episodica dettata da obblighi ufficiali, bensì un'occasione per mettere a frutto concretamente i principi propugnati dalla sua cattedra di Belle Lettere. Inoltre, l'esperienza ventennale di consulente iconografico si affiancò alla frequentazione abituale con il mondo degli artisti della Milano asburgica, alla conoscenza aggiornata delle teorie artistiche neoclassiche e alla parallela attività didattica nel definire le componenti di quel vitale laboratorio dal quale scaturì l'ultima poesia del Giorno, con il suo peculiare linguaggio, letterario e pittorico allo stesso tempo.

Sommario: Introduzione. Manoscritti autografi e apografi. Abbreviazioni. Edizioni. Aspetti della presente edizione. Criteri editoriali. Fonti dei soggetti. Soggetti per artisti: Per il Telone del Teatro grande alla Scala; Per il Sipario del nuovo Teatro di Novara; Palazzo di Corte; Il giudizio di Paride dal Palazzo di Corte a Taxispalais; Palazzo Greppi; Palazzo Confalonieri; Palazzo Belgioioso; Villa Reale-Nuovo Palazzo Belgioioso. Nota al testo. Note esplicative. Indice dei nomi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Vergatone Magnani avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-841-6
ISBN Rilegato: 978-88-6227-843-0
E-ISBN: 978-88-6227-842-3
ISSN:
SKU: 3092

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Leonis Baptistæ Alberti Momus, édition critique, bibliographie & commentaire par Paolo d'Alessandro & Francesco Furlan, introduction de Francesco Furlan, 2016, pp. XCII-220 (XIX, n.s. I, 2016, 2)

ALBERTIANA • FASCICOLI MONOGRAFICI
Diretta da Francesco Furlan
Cm. 17,5 x 25

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il Momus è uno dei grandi testi fondatori dell'Alberti. Progettato e composto essenzialmente a Roma, dove il suo autore era arrivato all'inizio dell'estate 1443 sulla scia di Papa Eugenio IV, fu terminato, nella sua redazione più antica, forse attorno al 1450. Probabilmente mai pubblicato e rimaneggiato nei decenni successivi, scritto in latino, rappresenta (insieme al De re &aElig;dificatoria), un 'nuovo corso' nell'opera dell'Alberti, caratterizzata qui da un carattere 'ludico' e satirico. Romanzo pseudo-mitologico, sfuggente sotto molti aspetti, percorso da un umorismo caustico, pieno di allusioni indecifrabili al mondo contemporaneo e, ancor più, di riferimenti a temi universali umani, il Momus è senza dubbio il più accattivante lusus dell'Alberti, un capolavoro della prosa umanistica del Quattrocento e una delle vette della letteratura umoristica di tutti i tempi in lingua latina. Trattato politico e satira di costumi, costruito all'insegna della doppiezza dei personaggi e delle contraddizioni della realtà, Momus ha attirato una crescente attenzione da parte degli studiosi. Si presenta qui una nuova edizione critica dell'opera, con un ampio commento ed una ricca introduzione. Un'esaustiva bibliografia e una 'Notizia filologica', con la storia e la descrizione dei manoscritti, delle traduzioni e delle edizioni completano il volume.

Sommario: Avis liminaire & Remerciements; Introduction: Momus seu de Homine, par F. Furlan; Notice philologique, par P. d'Alessandro & F. Furlan; Bibliographie générale & Abréviations; Leonis Baptistae Alberti Momus. Ediderunt Paolo d'Alessandro & Francesco Furlan. Sigla; Proœmium; Liber primus; Liber secundus; Liber tertius; Liber quartus. Commentaire, par P. d'Alessandro & F. Furlan: ad Proœmium; ad Librum primum; ad Librum secundum; ad Librum tertium; ad Librum quartum. Indices, Ph. Stockbrugger & G. Zagni curantibus: Index codicum manuscriptorum; Index Leonis Baptistae Alberti operum; Index personarum; Index nominum.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 65.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-844-7
ISSN:
SKU: 3090

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XLI - Tommaso Campanella, Economica. Questioni economiche, a cura di Germana Ernst, 2016, pp. 132

SUPPLEMENTI DI «BRUNIANA & CAMPANELLIANA», XLI
Diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst
MATERIALI 9

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

L'Oeconomica (quarta e ultima parte della Philosophia realis) fu pubblicata una prima volta a Francoforte nel 1623 e quindi a Parigi nel 1637. Redatta direttamente in latino da Campanella, è dedicata alla famiglia e a temi riguardanti l'organizzazione della vita domestica. In essa l'autore considera la società e la famiglia così come sono e in base alle sue esperienze dirette, fornendo indicazioni utili per porre rimedio alle storture e agli aspetti negativi più evidenti. Nell'edizione parigina ognuna delle quattro parti di cui si compone la Philosophia realis viene corredata di Quaestiones, volte a discutere e argomentare specifici aspetti dei testi, anche alla luce del riferimento a opportune auctoritates. L'Oeconomica è accompagnata da tre Quaestiones, che precedono il testo a cui fanno riferimento. Nel breve Proemio introduttivo Campanella afferma di averle aggiunte per completezza e per uniformità con le altre parti, anche se non erano strettamente necessarie. Il volume che qui si presenta offre la prima traduzione in italiano sia dell'Oeconomica sia delle tre Quaestiones, corredata da un'ampia introduzione e da un apparato critico in cui si dà conto delle varie lezioni trasmesse dai testi. In appendice, viene riportata l'Epistola de gubematione rei familiaris dello pseudo Bernardo, opera fra le più note del Medioevo, attribuita a Bernardo di Chiaravalle (in traduzione italiana con testo latino a fronte) per consentire la possibilità di un confronto fra l'Oeconomica e la lettera, da cui Campanella riprende in più occasioni, tacitamente ma spesso alla lettera, spunti e motivi.

Sommario: Germana Ernst, Introduzione. La famiglia e la città. Nota ai testi. Economica. Questioni economiche. Questione prima: Se il fine della politica sia lo stesso di quello dell'economica. Questione seconda: I matrimoni. Questione terza: L'acquisizione e la conservazione delle ricchezze. Appendice: Epistola di Bernardo a Raimondo signore di Castel Ambrogio; Epistola ad Raymundum Dominum Castri Ambruosii. Abbreviazioni. Indice dei nomi.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 24,8; Legatura in brossura con copertina in cartone Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 39.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-864-5
ISSN: 1127-6045
SKU: 3088

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La chiesa di Santa Maria del Carmine di Pisa. Attorno al restauro dell'Assunta di Santi di Tito, 2016, pp. 144 con figure in bianco/nero e a colori n.t. (23/1–2, 2014)

SCIENCE AND TECHNOLOGY FOR CULTURAL HERITAGE · FASCICOLI MONOGRAFICI
Edited by Stefano Bruni
Cm. 20,5 x 29,5

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume presenta gli Atti di una giornata di studio sulla chiesa di Santa Maria del Carmine, una delle più importanti di Pisa, e sul restauro di un dipinto in essa contenuto, la pala con l'Assunzione della Vergine, realizzata da Santi di Tito per l'altare tra il 1579 e il 1584, all'epoca del patronato della famiglia Berzighelli. Il dipinto costituisce uno dei capolavori assoluti conservati nella chiesa e pone non pochi problemi sia sul piano strettamente storico–artistico, sia su quello iconografico, sia in relazione alla committenza. Il restauro, oltre ad aver fornito una serie di dati nuovi sulla sua storia, ha restituito completa leggibilità alla pala, confermando la autografia a Santi di Tito dell'invenzione della composizione e della stesura della pittura, nonché la piena coerenza tecnica e formale con le altre opere di questo pittore realizzate negli anni a cavallo tra il settimo e l'ottavo decennio del Cinquecento. L'Assunta si staglia sul paesaggio fiorentino evocato, in secondo piano, dal complesso del Duomo di Santa Maria del Fiore e da un massiccio edificio, da identificare con la porta urbica di San Frediano, che si apre sulla via pisana. L'accentuata colorazione fiorentina è con tutta verosimiglianza da mettere in relazione con una precisa volontà del committente, il cui ritratto è forse da riconoscere tra quelli degli Apostoli. I contributi danno anche conto di un ampio intervento di restauro e manutenzione della chiesa, sede dell'Ordine dei Carmelitani, attraverso la ricostruzione storico–archivistica delle sue vicende dal Trecento fino ai nostri giorni. Si aggiungono infine altri articoli che, pur non trattando dello stesso argomento, hanno voluto intervenire su problematiche carmelitane in Italia.

Sommario: Stefano Bruni, Un impegno per il Carmine di Pisa; Mauro Ronzani, I Carmelitani a Pisa dall'arrivo al definitivo insediamento nel quartiere di «Chinzica» (1249–1325); Daniela Stiaffini, Un convento in cantiere: la lunga genesi del complesso del Carmine di Pisa; Marco Collareta, Ritorno a Santi di Tito; Franco Paliaga, «Opus restituta»: i restauri seicenteschi di Pier Francesco Varchesi (1635–1715); Lisa Venerosi Pesciolini, Il restauro della pala dell'Assunta nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Pisa; Anna Pelagotti, Emanuela Massa, Un particolare inatteso e intrigante del dipinto 'Assunzione della Vergine' di Santi di Tito; Gianna Giachi, S. Maria del Carmine, Pisa. Alcune considerazioni sul legno della tavola dipinta di Santi di Tito; Caterina Gattuso, Valentina Caramazza, Le Chiese del 'Carmine–Carmelo' in Provincia di Cosenza; Caterina Gattuso, Philomène Gattuso, Valentina Caramazza, Anna Maria Fedele, Chiesa del Carmelo a Bagnara (Rc): analisi conoscitiva.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano gialletto con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 195.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-862-1
ISSN: 1121-9122
SKU: 3086

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Il Caucaso. Un mosaico etnoreligioso, 2016, pp. 152 (Anno XXXI, 84, gennaio-aprile 2016)

RELIGIONI E SOCIETÀ · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il Caucaso è una zona del mondo molto complicata dal punto di vista etnografico e religioso. Di fronte ad una invarianza rappresentata da dati climatico-geografici su cui si situa un territorio relativamente circoscritto fra due mari, Mar Nero e Mar Caspio, e che si trova sulle due pendici nord-sud della catena montuosa omonima, nel Caucaso si sono stabiliti tanti popoli, diversi sul piano linguistico, religioso, storico e culturale, con livelli di sviluppo assai differenziati. Partendo dall'epoca dell'Impero Romano, i vari popoli caucasici hanno sperimentato parzialmente o totalmente molteplici influenze: persiana, bizantina, mongola, ottomana o russa. Distribuite sul territorio in base ai 'capricci' e alle spigolosità del terreno e alla disposizione dei territori montani e dei fiumi, in modo frammentario e frastagliato, le varie popolazioni caucasiche si sono scontrate e incontrate, spostate e mescolate in un modo stretto, quasi inestricabile, dando origine, attraverso i secoli e i continui spostamenti, ad una mescolanza di etnie, di religioni, di usi e abitudini che rendono la regione un vero mosaico umano unico al mondo. Per questi motivi la conflittualità è allo stato endemico ed è una delle ragioni della situazione di perpetua guerriglia fra le varie popolazioni. Con gli articoli qui raccolti e tradotti, opera soprattutto di studiosi russi, è possibile farsi un'idea ravvicinata dei conflitti in corso nelle varie etnie e fra le varie etnie e la loro interconnessione con le grandi potenze regionali e mondiali (cioè la Russia e la Turchia), nonché delle numerose contraddizioni di carattere economico, sociale e cultural-religioso di questa area del mondo.

Sommario: Arnaldo Nesti, Editoriale. Saggi: Renato Risaliti, Introduzione. Religioni e conflitti etnoreligiosi nel Caucaso; Andrej Arešev, La situazione religiosa nell'Armenia contemporanea: problemi e prospettive; Georgij Vekua, La situazione religiosa in Georgia e la sua influenza sui processi politici; Jana Amelina, Osetija: neopaganesimo in marcia; Ajdyn Alizade, Radif Mustafaev, La religione nell'Azerbajgian contemporaneo; Sergej Filatov, Kabardino-Balkaria: la sfida salafita all'eclettismo religioso; Michail Rošcin, Le tradizioni islamiche in Dagestan e Cecenia; Ekaterina Michajlenko, La situazione religiosa nella Kabarda; Valerij Michajlenko, La situazione religiosa in Ingušetija. Note: Stefano Garzonio, Note al Cavaliere di bronzo. Racconto pietroburghese; Francesco Gervasi, Tra espansione e odio: riflessioni sulla diffusione del Protestantesimo e sulle forme di ostilità storicamente emerse nei suoi confronti, in Messico; Carlo Genova, Oltre il credere. Forme di partecipazione e reti di significati nel campo religioso. Recensioni.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17 x 24,5. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 48.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-857-7
ISSN:
SKU: 3084

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Hung-e Azhdar. Research of the Iranian-italian Joint Expedition in Khuzestan (2008-2011), edited by Vito Messina, 2016, pp. 240 con figure in bianco/nero, XVI piante e 1 pieghevole a colori n.t. (vol. 17, 2015)

PARTHICA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

This report makes available the results of the research conducted between 2008 and 2011 by the Iranian-italian Joint Expedition in Khuzestan, in the valley of Hung-e Azhdar (or Hung-e Nauruzi), about 17 km north of the modern city of Izeh. The project's aim was to acquire new data, and shed new light, on the Parthian rock carving there located, one of the most famous and disputed panels of ancient Iran for the incoherent scene it depicts and remote place in which is located. The exact meaning and chronology of the represented figures have been particularly debated, to the extent that dates spanning from the 2nd century BC to the 2nd century AD were alternatively proposed for the sculpting - or re-sculpting - of the scene. The different interpretations advanced by scholars in the last decades completely change the framework of the panel's commission and sculpturing, which are of basic importance for the understanding of the events characterizing the history of the region in which it was carved: ancient Elymais. On this premise, an interdisciplinary approach appeared the best attempt to resume research, and the laser scanner acquisition and digital photogrammetry of the sculpted surface were planned and conducted by the expedition for obtaining additional information on the carving technique, state of consumption and iconographic details of the panel, together with the archaeological survey of the valley and excavation in selected areas, for better understanding the context of this apparently isolated panel.

Questo fascicolo mette a disposizione i risultati delle ricerche condotte tra il 2008 e il 2011 dalla Missione congiunta italo-iraniana in Khuzestan, nella valle di Hung-e Azhdar (o Hung-e Nauruzi), circa 17 km a nord della città moderna di Izeh. Lo scopo del progetto è stato quello di acquisire nuovi dati, e gettare nuova luce, sul rilievo rupestre di età partica qui ritrovato, uno dei più famosi e controversi rilievi dell'antico Iran, dati l'ambiguità della scena raffigurata e il luogo remoto in cui si trova. L'esatto significato e la cronologia delle figure rappresentate sono stati particolarmente dibattuti, e per la scultura - o ri-scultura - della scena sono state proposte date che vanno dal II secolo a.C. al II secolo d.C. Le diverse interpretazioni avanzate dagli studiosi negli ultimi decenni cambiano completamente il quadro della committenza e della scultura del rilievo, elementi che sono di fondamentale importanza per la comprensione degli eventi che caratterizzano la storia della regione in cui è stato scolpito: l'antica Elimaide. Su questa premessa, un approccio interdisciplinare è apparso il miglior tentativo di riprendere la ricerca, e la spedizione archeologica ha pianificato e condotto a termine la scansione laser e la fotogrammetria digitale della superficie scolpita per ottenere ulteriori informazioni sulla tecnica dell'intaglio, sullo stato dell'erosione e sui dettagli iconografici dell'opera; questo, insieme con la ricognizione archeologica di superficie della valle e lo scavo in aree selezionate, per meglio comprendere il contesto di questo, apparentemente isolato, rilievo.

Sommario: Foreword and Aknowledgements. Jafar Mehr Kian, Vito Messina, Hung-e Azhdar. History of Research and Problems of Interpretation; Fulvio Rinaudo, Geomatics and Archaeology: a never-ending History of collaboration. The case of Hung-e Azhdar; Paolo Ardissone, Laser scanner and photogrammetry data treatment for 3D geometrical analysis of the Hung-e Azdhar Parthian carving; Vito Messina, 3D Analysis of the Hung-e Azhdar Parthian carving; Cristina Bonfanti, Topographic and photogrammetric approaches for the multiscale documentation of the valley of Hung-e Azhdar and archaeological evidences; Mehdi Faraji, Jafar Mehr Kian, Yalda Sourani, Survey at Hung-e Azhdar; Mehdi Faraji, Jafar Mehr Kian, Vito Messina, Yalda Sourani, Excavation at Hung-e Azhdar; Alessandra Cellerino, The Pottery; Alessandra Cellerino, Mehdi Faraji, Jafar Mehr Kian, Vito Messina, The Small Findings; Marco Martini, Emanuela Sibilia, Thermoluminescence and Radiocarbon dating of Potsherds and Charcoals from Hung-e Azhdar; Jafar Mehr Kian, Vito Messina, Conclusion. Bibliography. Plates. Persian abstract. Gli autori di questo numero.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 21,5 x 30. Cartone Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio plastificato lucido con stampa a cinque colori.

Brossura / Paperback: Euro 460.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-861-4
ISSN: 1128-6342
SKU: 3083

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7 - La "mirabile" natura. Magia e scienza in Giovan Battista Della Porta (1615-2015), Atti del Convegno internazionale, Napoli-Vico Equense, 13-17 ottobre 2015, a cura di Marco Santoro, 2016, pp. 376 con figure in bianco/nero n.t.

ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI SUL RINASCIMENTO MERIDIONALE
Diretta da Marco Santoro
Cm. 17 x 24, bross.
Atti

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Giovan Battista Della Porta, una delle personalità più intriganti del tardo Rinascimento, beneficiò presso i contemporanei di notevole fama, in Italia e all'estero. Ne sono eloquente testimonianza le numerose edizioni delle opere, tradotte in vari paesi europei, nonché i frequenti riferimenti ai suoi scritti presenti nella produzione di autorevoli secentisti. Il volume che qui si presenta raccoglie gli Atti del Convegno internazionale La "mirabile" natura: magia e scienza in Giovan Battista Della Porta (1615-2015), tenuto a Napoli e a Vico Equense nell'ottobre del 2015, con lo scopo di apportare ulteriori contributi alla comprensione della personalità, degli interessi, degli approdi letterari e scientifici di quest'autore, in occasione del quattrocentesimo anniversario della sua scomparsa. La stagione rinascimentale ha acquisito spessore e importanza particolari nell'area dell'Italia meridionale ed è quindi più che lecito raccoglierne l'eredità culturale e promuoverne la divulgazione e l'assimilazione, per beneficiare di una 'lezione' tuttora preziosa. In questa prospettiva, l'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento Meridionale si è fatto promotore negli ultimi anni di vari convegni (sullo stesso Della Porta, sulle carte aragonesi, su Petrarca e Napoli, sul Valla e sul ruolo della donna nel Rinascimento meridionale) che, approdati puntualmente alla pubblicazione degli Atti, hanno recato un contributo non secondario alla focalizzazione degli argomenti trattati. Questo Convegno, articolato in cinque giornate, ha visto la presenza di trenta relatori i cui contributi sono tutti contenuti nel volume. Con organicità, le relazioni, al di là della loro validità scientifica individuale, si sono magistralmente inserite, quali tasselli artistici di grande resa ed effetto, nel mosaico complessivo dell'iniziativa, tracciando un itinerario ermeneutico sulla figura e l'opera del Della Porta indubitabilmente di non comune profondità e di spiccato pregio documentario.

Sommario: Marco Santoro, Presentazione. Cronaca del Convegno, a cura di Alfonso Ricca. Martedì 13 ottobre, Sala dei Baroni, Maschio Angioino, Napoli. Saluti delle Autorità. Marco Santoro, Introduzione al Convegno. Avvertenza. Giovanni Muto, La vita politica e sociale della capitale vicereale al tempo di Giovan Battista Della Porta; Maurizio Torrini, La fortuna storiografica di Della Porta. Mercoledì 14 ottobre, Sala polifunzionale, Istituto SS. Trinità, Vico Equense: Bruno Basile, "Riflessi dell'anima". La fisiognomica prima e dopo Della Porta; Miguel Ángel González Manjarrés, Anotaciones críticas de Giovan Battista Della Porta a la Fisiognomía de Pseudo Aristóteles; Alfonso Paolella, L'autore delle illustrazioni delle Fisiognomiche di Della Porta e la ritrattistica. Esperienze filologiche; Marco Santoro, Filippo Finella e la fisionomia "naturale"; Éva Vígh, Moralità e segni fisiognomici nel Della fisonomia dell'huomo di Giovan Battista Della Porta; Anna Cerbo, Giovan Battista Della Porta e il Delli fondamenti dello stato di Scipione Di Castro; Raffaella De Vivo, Tecnica e scienza nelle opere di Giovan Battista Della Porta; Antoni Malet, Della Porta, Kepler, and the changing notion of optical image c. 1600; Annibale Mottana, Della Porta e le gemme: da meraviglie naturali a materia adulterabile e migliorabile. Giovedì 15 ottobre, Villa Della Porta, Vico Equense: Donald Beecher, Giovan Battista Della Porta's The sister from the commedia erudita to jacobean city comedy; Françoise Decroisette, Le tracce dello spettatore nei prologhi comici di Giovan Battista Della Porta; Paola Trivero, L'Ulisse: tradizione letteraria e canone tragico. Venerdì 16 ottobre, Castello Giusso, Vico Equense: Armando Maggi, Magia e demonologia nelle opere di Della Porta; Paolo Piccari, L'arte della memoria in Giovan Battista Della Porta; Oreste Trabucco, Nel cantiere della Magia; Michaela Valente, Della Porta inquisito, censurato e proibito; Donato Verardi, Giovan Battista Della Porta. Il dibattito italiano sull'occulto naturale e l'astrologia (sec. XV-XVI); Marco Guardo, Federico Cesi e La vita di Giovanni Battista Porta Linceo; Salvatore Ferraro, Tipografi itineranti a Vico Equense (1584-1599) nell'età di Giovan Battista Della Porta e Paolo Regio. Sabato 17 ottobre, Sala polifunzionale, Istituto SS. Trinità, Vico Equense: Gianni Antonio Palumbo, La Villa dellaportiana tra esperienza e tradizione letteraria; Luigia Laserra, «Non cede l'arte a la natura il vanto / ne l'artificio del giardin» : l'innesto quale sintesi ideale fra Natura e Arte nelle pagine della Villa; Anna Giannetti, Le Villae di Giovan Battista Della Porta e la tradizione della villa napoletana; Luana Rizzo, Il recupero delle fonti classiche della retorica di Aristotele e di Cicerone nella De humana physiognomonia di Giovan Battista Della Porta; Eugenio Refini, «Io vorrei trasformarmi in libri» : note sul carteggio dellaportiano; Vincenzo Trombetta, Giovan Battista Della Porta nell'editoria napoletana dell'Ottocento. Abstracts. Profili degli autori. Appendice iconografica. Indice dei nomi, a cura di Giovanna Maria Pia Vincelli.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano grigio chiaro con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 120.00 Acquista / Buy

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ISBN: 978-88-6227-850-8
E-ISBN: 978-88-6227-602-3
ISSN:
SKU: 3080

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24 - I Domenicani e la letteratura, a cura di Paola Baioni, introduzione di Carlo Delcorno, 2016, pp. 192 con figure in bianco/nero n.t.

BIBLIOTECA DELLA «RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA»
Diretta da Giorgio Baroni

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

È straordinario l'insieme di scritture domenicane che arricchiscono gran parte dello svolgimento della letteratura italiana dal Tre al Seicento, e probabilmente anche dei secoli a noi più vicini. I saggi presentati in questo volume, raccolti per festeggiare l'Ottavo Centenario dell'Ordine dei Frati Predicatori, rappresentano un contributo a questa storia particolare della letteratura religiosa in Italia e dimostrano quanto ricca di novità critiche sia questa linea di ricerche che ormai suscita un interesse sempre crescente. Fin dal Medioevo, con grande evidenza si definisce la funzione di mediatori culturali e difensori dell'ortodossia assegnata in modo particolarissimo ai Frati Predicatori; un compito assolto con una dinamica di rinnovamento culturale che si manifesta nella predicazione volgare e nell'intenso lavoro di volgarizzazione della letteratura cristiana antica e medievale. Al centro del sistema educativo e della 'letteratura' dei Domenicani è la Sacra Scrittura e l'esegesi biblica, mentre l'eredità del pensiero e della poesia degli antichi è utilizzata in subordine, non senza sospetto per le forme più ornate e libere. In modi diversi i saggi raccolti nel volume dimostrano che le molteplici forme letterarie sperimentate dai Domenicani trovano il punto di orientamento più sicuro nella predicazione e per essa nella Bibbia. La trasformazione della predica in trattato è poi pratica già in atto nel Duecento. I Domenicani sono anche grandissimi volgarizzatori, sostenuti da una precisa 'consapevolezza metatestuale', quasi una teoria della traduzione, dal latino, ma anche dall'ebraico e dall'arabo, e il loro progetto di 'predicazione universale' si serve di tutte le forme di espressione letteraria, tra le quali spicca per l'ampiezza della diffusione e talvolta per la qualità poetica, la lauda, che ha per destinatari e utenti i laici raccolti nelle confraternite. Infine, l'ultima sezione del volume è dedicata all'interesse dei Domenicani per l'esperienza religiosa femminile, studiata nei suoi aspetti linguistici e religiosi.

Sommario: Carlo Delcorno, Introduzione. Dante, Petrarca e i Domenicani: Sabrina Stroppa, «D'amendue / si dice l'un pregiando»: san Domenico nel Paradiso; Edoardo Fumagalli, Francesco Petrarca e Tommaso d'Aquino: un incontro e molta reticenza. La predicazione: Ginetta Auzzas, Aspetti letterari nello Specchio della vera penitenzia di Iacopo Passavanti; Simone Tarud Bettini, «Così sia punta»: criteri compositivi, classificazione dei peccati e categorie di peccatori nel Pungilingua di Domenico Cavalca; Erminia Ardissino, Il condottiere dei Predicatori. Maurizio Di Gregorio e la retorica sacra di primo Seicento; Andrea Canova, Matteo Bandello, letterato e testimone del Rinascimento. La lauda, la trattatistica, i volgarizzamenti: Matteo Leonardi, «Laudare, benedicere, praedicare»: le laude d'ispirazione domenicana; Silvia Serventi, Il tema agostiniano dell'amore nella predicazione e nella trattatistica domenicana tra Tre e Cinquecento; Stefano Cremonini, Non in foglie di parole. I volgarizzamenti di ambito domenicano fra Tre e Quattrocento; Rossana Vanelli Coralli, Il volgarizzamento della Vita Mariae Oigniacensis attribuito a Giovanni Dominici. Devozione e scrittura femminile: Gianni Festa, Tra Arcadia e devozione domenicana: il Rosario di Maria Vergine di Francesco De Lemene (1634–1704); Rita Librandi, Un sistema di metafore tra spiritualità e realtà sensibile nelle lettere di Caterina da Siena; Paola Baioni, Le lettere di Santa Caterina de' Ricci.

Composto in carattere Serra Garamond.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo oro con stampa a un colore.

Brossura / Paperback: Euro 38.00 Acquista / Buy

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ISBN: 978-88-6227-852-2
ISSN: 1828-8731
SKU: 3078

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copertina

Law and Economics in 20th-century Europe: History and Methodology, edited by Sophie Harnay and Thierry Kirat, 2016, pp. 252 (XXIII, 2015/3)

HISTORY OF ECONOMIC IDEAS · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

For a number of years now, the history of relations between the law and economics in the 20th century has been the focus of many, in-depth studies (Harnay, Marciano, Hovenkamp, Medema, Mercuro, Pearson). Nonetheless, these works have primarily focused on the United States and largely neglected the corresponding situation in Europe. Consequently, the European dimension of the recent history of the economics of law, economic law and the economics of institutions is still relatively unexamined. This special issue of History of Economics Ideas stems from the international workshop 'Economics and the Law in Europe in the 20th Century: History and Methodology' (Université Paris Dauphine, September 2014) and its innovative goal is to propose some foundations for a development of a history of relations between the science of economics and legal science in twentieth century Europe. Many questions arise; for example, when did investigation of the intersection of economics and the law emerge in Europe? How did this influence evolve during the 20th century? Are there specific European characteristics in the analysis of the relation between the law and economics? Is the legal analysis integrating economics led by private or public lawyers? Are there specifically European schools of legal thought integrating a relationship with economics? The objective is to begin to offer answers to some of these questions. Thus, this special issue explores several contributions, influences, and inquiries into relations between the economic and legal disciplines. Obviously, it does not claim to cover the entire field of 20th century history of European economic and legal thought, but it can list several major European contributions, the origins of which still reveal key moments in the development of certain lines of thought. (From Introduction)

Da un certo numero di anni a questa parte la storia dei rapporti tra il diritto e l'economia nel Ventesimo secolo è al centro di molti e approfonditi studi (Harnay, Marciano, Hovenkamp, Medema, Mercuro, Pearson). Tuttavia, questi lavori si sono concentrati principalmente sugli Stati Uniti, trascurando in gran parte la corrispondente situazione in Europa. Di conseguenza, la dimensione europea della storia recente dell'economia del diritto, del diritto dell'economia e dell'economia delle istituzioni è ancora relativamente non studiata. Questo numero speciale di History of Economics Ideas nasce dal workshop internazionale 'Scienze economiche e diritto in Europa nel Ventesimo secolo: storia e metodologia' (Università Paris Dauphine, settembre 2014) e il suo obiettivo innovativo è quello di proporre alcune basi per lo sviluppo di una storia delle relazioni tra la scienza economica e la scienza giuridica nell'Europa del Ventesimo secolo. Molte domande sorgono; per esempio, quando emerge in Europa la ricerca dei settori di intersezione fra economia e diritto? Come si è evoluta questa influenza reciproca nel corso del Novecento? Ci sono caratteristiche europee specifiche nell'analisi del rapporto tra diritto ed economia? L'analisi giuridica che integra la scienza economica è condotta da uomini di legge privati o pubblici? Ci sono scuole specificatamente europee di pensiero giuridico che integrino un rapporto con l'economia? L'obiettivo è iniziare ad offrire risposte ad alcune di queste domande. Così, questo numero speciale esplora i diversi contributi, le influenze e le indagini relativi alle relazioni tra le discipline economiche e quelle giuridiche. Ovviamente, non pretende di coprire l'intero campo della storia del pensiero economico e giuridico europeo del Ventesimo secolo, ma può passare in rassegna i numerosi e principali contributi europei, le cui origini ancora individuano momenti chiave nello sviluppo di alcune linee di pensiero. (Dall'Introduzione).

Contents: Sophie Harnay, Thierry Kirat, Law and Economics in 20th-century Europe: History and Methodology. Introduction; Elodie Bertrand, An Underrated Originality of «The Problem of Social Cost»: The LSE Source; Samuel Ferey, Law and Economics and the Coase Theorem. A View from Coase's Papers and Correspondence; Steven G. Medema, Crossing the Atlantic with Calabresi and Coase: Efficiency, Distribution, and Justice at the Origins of Economic Analysis of Law in Britain; Roberto Pardolesi, Law and Economics in Italy: some Thoughts about the Academic and Judicial Reception of Eal; Sophie Harnay, A short History of Economic Analysis of Law in France 1980-2014. Preliminary Milestones; Cécile Bourreau-Dubois, Myriam Doriat-Duban, Law and Economics of Alimony: Marriage or Divorce?; Elisabeth Krecke, Posnerian Economic Analysis of Law and Kelsenian Legal Positivism: How Similar are They?; Régis Lanneau, To What Extent did European Legal Theory Pave the Way for an Economic Analysis of Law? Insights from Kelsen, Hart and Del Vecchio; Thierry Kirat, François Gény and Edouard Lambert. Two Legal Scholars on the Path of the Relationships between Economics and the Law.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 14 x 22. Legatura in brossura con copertina in cartoncino Murillo Fabriano bianco con stampa a due colori e plastificazione lucida.

Brossura / Paperback: Euro 200.00 Acquista / Buy

ISBN: 978-88-6227-847-8
ISSN: 1122-8792
SKU: 3076

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