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Il contributo della 'Scuola padovana' allo sviluppo delle scienze pedagogiche e didattiche, a cura di Winfried Böhm, Luisa Santelli Beccegato, Giuseppe Zago, 2015, pp. 168 (anno LXXII/3-4, 2014)

RASSEGNA DI PEDAGOGIA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La riorganizzazione e il rilancio della pedagogia italiana nel secondo dopoguerra sono passati attraverso la formazione di Scuole che sorsero presso sedi universitarie dove si faceva avvertire la presenza di alcuni cattedratici prestigiosi, o comunque influenti, e che spesso potevano contare su una rivista (e a volte anche su una Casa Editrice) quale mezzo per diffondere e difendere idee e posizioni. Fra le prime a nascere fu senz'altro la Scuola di Padova, formatasi per l'azione di Maestri quali Luigi Stefanini e soprattutto Giuseppe Flores d'Arcais, della quale «Rassegna di pedagogia» (fondata nel 1941 da Flores d'Arcais e Raffaele Resta) divenne portavoce. Il fascicolo che si presenta intende portare un contributo a una maggiore conoscenza di questa scuola, le cui vicende finora non sono state mai ricostruite nel loro insieme. Dinamicità e lungimiranza, coniugate a rigore metodologico e a incisività argomentativa, hanno permesso di sviluppare e portare avanti una riflessione pedagogica e una progettualità educativa e didattica sempre più organiche e interessanti, capaci di riconoscere la priorità e la rilevanza dei problemi senza appiattimenti sulle mode del momento. Così la scuola pedagogica padovana, nelle sue molteplici articolazioni, si è impegnata in indagini a tutto campo, aperte a connessioni intra e inter-disciplinari, avendo sempre come direzione da perseguire, nell'attenzione ai contesti specifici, la valorizzazione della libertà e responsabilità personali. Ciò che si è cercato, e si cerca ancora di fare, è permettere a generazioni di studenti di comprendere il significato e l'importanza di un pensare e di un fare educazione evitando ogni superficialità, ogni tentazione di banalizzazione e strumentalizzazione e di offrire agli studiosi, anche attraverso questa sintetica ricostruzione di quanto già realizzato, possibili sollecitazioni per una futura ricerca pedagogica più ricca e feconda.

Sommario: Winfried Böhm, Michel Soëtard, Editorial; Winfried Böhm, Luisa Santelli Beccegato, Giuseppe Zago, Presentazione; Sira Serenella Macchietti, Il personalismo pedagogico di Padova; Carla Xodo, Il personalismo padovano nel panorama pedagogico europeo. Vite parallele e confronti fecondi; Franco Cambi, Il personalismo pedagogico padovano e lo studio dei Classici; Giuseppe Zago, The Contribution of Padova's School of Pedagogy to the History of Pedagogical Studies; Donatella Lombello, La Letteratura per l'infanzia a Padova: per una pedagogia della lettura e della letteratura giovanile; Luciano Galliani, L'apertura a nuovi scenari comunicativi, metodologico-didattici e tecnologici attraverso i linguaggi della contemporaneità; Luisa Santelli Beccegato, L'avvio della pedagogia sociale; Miguel Petty, How Padua Personalism came to Latin America, a friendship of three or four; Riassunti. Hanno collaborato a questo numero.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 16,8 x 24,5. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 140.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-781-5
ISSN: 0033-9571
SKU: 2978

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Pedagogia e Psicologia...



28 - Giuliano Imperatore, A Salustio. Autoconsolazione per la partenza dell'ottimo Salustio, introduzione, testo critico, traduzione e commento a cura di Marco Ugenti. Prefazione e indici a cura di Adele Filippo, 2014, pp. 144

TESTI E COMMENTI Diretta da da Alberto Bernabè, Carmine Catenacci e Liana Lomiento
Cm. 17 x 24


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Nell'entourage di Giuliano, dopo la morte di Costanzo, Secundus Saturninus Salustius, prefetto d'Oriente, fu personaggio di primo piano. Nato in Gallia all'inizio del IV secolo, durante il regno di Diocleziano, ricevette un'accurata educazione retorica, giuridica e filosofica. Ricoprì numerosi incarichi durante il regno di Costanzo e, durante la permanenza di Giuliano in Gallia, affiancò il giovane Cesare in qualità di consigliere. L'occasione che originò il suo allontanamento, e di conseguenza l'opera che qui si presenta, è strettamente legata all'atmosfera di sospetto che aleggiava alla corte di Costanzo e che spesso degenerava in vere e proprie delazioni; così nel 359 Salustio venne richiamato a Costantinopoli e in tale contesto storico si colloca l'orazione pubblicata nel volume, un discorso di consolazione che l'autore rivolge a se stesso per la partenza dell'amico. La consolatio, edita da Marco Ugenti sulla base di un'accorta e motivata difesa della tradizione manoscritta, che migliora il testo in più punti, è corredata di traduzione italiana e di un interessante e puntuale commento. L'opera si inserisce nell'ambito di una tradizione letteraria e di una precettistica filosofica molto antica, ma questo non la rende priva di numerosi spunti di originalità e di autentica partecipazione emotiva.

Sommario: Prefazione. Introduzione. Bibliografia. Conspectus siglorum. Testo e traduzione: [Ioulianou Kaisaros, Epì tè exódo tou agathotátou Saloustíou paramutheticòs eis eautón]; Giuliano Cesare, Autoconsolazione per la partenza dell'ottimo Salustio. Commento. Index locorum. Index verborum.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 17,5 x 25. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a tre colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 49.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 98.00
    Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-741-9
ISBN Rilegato: 978-88-6227-782-2
ISSN: 1828-5848
SKU: 2976

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22 - Brian E. McConnell, Wall Illustrations from the 'Grotte' di Caratabia (Mineo, Sicily), 2015, pp. 148 con 33 figure e 11 tavole in bianco / nero n.t.

SUPPLEMENTI A «KOKALOS» Fondata da Eugenio Manni Diretta da Pietrina Anello
Cm. 17,5 x 25


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

The 'Grotte di Caratabia' are hidden jewels in Sicily's cultural landscape. The incised illustrations (figures of horses and riders overlapping oldest geometric decorations) that run the length of the walls within these two, artificial, rock-cut chambers date most likely to the Archaic period, and they stand among the few examples of true art that can be ascribed to the island's indigenous, Sikel culture. Despite dedicated efforts to preserve their physical integrity, the fragility of the rock structure and the incessant forces of degradation, both by natural and human agency, make it unlikely that they will survive much longer as legible entities. Their complete documentation and interpretive publication, therefore, is an urgent necessity that this monograph seeks to fulfill. The documentation project began as a series of photographic campaigns starting in 2002 that were conducted by the author using both film and digital photographic equipment. The chambers were cut into the slope of a hill just east of the town of Mineo, along a country lane that rises up toward a crest that bears traces of Sicily's indigenous heritage in the form of empty chamber tombs on the face of exposed rock outcrops.

Le 'Grotte di Caratabia' sono gioielli nascosti nel paesaggio culturale della Sicilia. Le illustrazioni incise (figure di cavalli e cavalieri sovrapposte a decorazioni geometriche più antiche) che corrono lungo le pareti all'interno di queste due camere artificiali scavate nella roccia risalgono probabilmente al periodo arcaico, e si caratterizzano per essere tra i pochi esempi di arte attribuibili alla cultura indigena sicula dell'isola. Nonostante gli sforzi dedicati a preservare la loro integrità fisica, la fragilità della struttura rocciosa e le forze incessanti di degrado, sia naturali che umane, rendono improbabile che esse possano sopravvivere a lungo come entità leggibili. La loro completa documentazione e pubblicazione interpretativa, quindi, è una necessità urgente che questa monografia cerca di assolvere. Il progetto di documentazione è iniziato con una serie di campagne fotografiche a partire dal 2002, campagne condotte dall'autore attraverso sia studi filmati sia immagini digitali. Le camere sono state tagliate nel pendìo di una collina appena a est della città di Mineo, lungo una strada di campagna che sale verso una cresta che conserva tracce del patrimonio indigeno della Sicilia, sotto forma di tombe a camera vuote sul fronte di affioramenti rocciosi esposti.

Contents: Introduction of Laura Maniscalco; Preface. Wall illustrations from the 'Grotte' di Caratabia: The Chambers in the Landscape; Topographic Context; The Illustrations; The Date of the Chambers and their Illustrations; Technique; Reading Meaning into the Illustrations; Visual Narrative; Content in the Illustrations at Caratabia; Comparative Analysis. Appendix A. Catalogue of Illustrations by Location; Appendix B. Concordance of Illustrations by Figure Type. Bibliography. Plates. Appendix: Cornelio Tripolone, Mineo – Grotte di Caratabia – Intervento di restauro.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 185.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-762-4
ISSN: 0392-0887
SKU: 2974

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18 - Mythologeîn. Mito e forme di discorso nel mondo antico. Studi in onore di Giovanni Cerri, a cura di Antonietta Gostoli e Roberto Velardi, con la collaborazione di Maria Colantonio, 2014, pp. 544 con figure in bianco / nero n.t.

«AION» · QUADERNI. Collana diretta da Amneris Roselli

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume raccoglie ottantacinque contributi (di amici, colleghi, allievi) dedicati a Giovanni Cerri, professore di Storia del teatro greco e latino all'Università di Urbino e di Letteratura greca all'Istituto universitario 'Orientale' di Napoli dal 1969 al 1980 e, successivamente, fino al 2012, ancora di Letteratura greca all'Università di Napoli e poi di Roma Tre. I temi sui quali maggiormente si è concentrato l'interesse di Cerri come storico della letteratura e della cultura antica sono il rapporto tra oralità e scrittura nella composizione e nella diffusione del testo poetico in età arcaica e classica; l'epos omerico; l'uso del linguaggio politico nella lirica e nella tragedia; le diverse teorie antiche sulla natura e sui fini del racconto storico e del racconto biografico; i meccanismi narrativi ed espressivi attraverso cui il mito è costantemente riattualizzato come paradigma di situazioni individuali e sociali; rituale, ideologia e letteratura dionisiaca; la tecnica drammaturgica della tragedia greca; il pensiero platonico, con speciale riguardo alla teoria della comunicazione e alla poetica; filosofia, teologia e poesia di Senofane di Colofone, Parmenide di Elea ed Empedocle di Agrigento. Il numero dei saggi qui raccolti e l'adesione convinta degli autori testimoniano l'ampiezza della stima e dell'affetto conquistati da Giovanni Cerri nei suoi anni di magistero e di vita accademica. I contributi, tutti attinenti agli argomenti di studio che hanno caratterizzato la vita accademica dello studioso, compongono un'opera che, nella diversità dei temi e degli approcci metodologici, si presenta complessivamente organica e unitaria.

Sommario: Antonietta Gostoli, Roberto Velardi, Premessa. Omero e poesia epica: Anna Sacconi, Concordanze omeriche con i testi micenei; Stefano Dentice di Accadia Ammone, Tersite all'assemblea. Oratoria e demagogia nell'Iliade; Roberto Velardi, Achille, l'eroe che canta se stesso (Il. 9, 186-191; Philostr. Her. 55); Simonetta Nannini, Razionalismo, iperrazionalismo e stratigrafia a proposito delle due armature di Achille; Riccardo Di Donato, La morte di Patroclo: decostruzione dell'aristeus omerico; Mario Cantilena, Nota a un passo dell'Iliade ([Y] 99-100); Franco Montanari, Penelope al simposio. Od. 1, 328-335 e Dicearco; Carlo Brillante, Teoclimeno, il veggente dell'Odissea; Eleonora Cavallini, Achille 'sposo ideale' da Omero a Euripide; Franco Ferrari, Cronaca di due morti annunciate: dall'Iliade all'Etiopide; Bruno d'Agostino, Odisseo ante litteram; Livio Sbardella, La geografia simbolica del mito: Lemno nella tradizione poetica greca dall'epos omerico al Filottete di Sofocle; Diego Lanza, La fabbricazione della sposa; Andrea Ercolani, Modi e forme del procedimento giudiziario in Esiodo. Un'ipotesi ricostruttiva; Bruna M. Palumbo Stracca, Le maledizioni del poeta itinerante nella Vita Homeri Herodotea; Massimo Di Marco, "Neppure sotto tortura": la patria di Omero e un singolare exemplum fictum (AP 7, 5 = Alc. Mess. 22 G.-P.). Lirica arcaica e tardo-arcaica: Vincenzo Di Benedetto, Saffo e i discorsi di allora; Franca Perusino, Maria Colantonio, Saffo e Titono: due vecchiaie a confronto; Gabriele Burzacchini, Espero e Aurora da Saffo (fr. 104a V.) a Meleagro (AP 12, 114 = HE 75); Alfonso Mele, Tra Grecia e Occidente: l'Oresteia di Stesicoro; Luigi Bravi, Qualche ripensamento sul fr. 555 P. di Simonide; Carmine Catenacci, Tre note all'Olimpica 2 di Pindaro; Bruno Gentili, L'Olimpica 6 di Pindaro; G. Aurelio Privitera, Psamatheia e Pytheas. Note alla quinta Nemea di Pindaro; Paola Angeli Bernardini, Ideologia militare e ideologia agonistica nell'Isthm. 5 di Pindaro. Sapienti e filosofi: Claude Calame, Procedure inniche nei versi dei sophoi cosmologi. Pragmatica della poesia didascalica (da Esiodo e Teognide a Empedocle e Parmenide); Livio Rossetti, Anassimene vs. Anassimandro; Giovanni Casertano, Tragedia e commedia nella (della) vita umana nei dialoghi platonici; Lidia Palumbo, Appunti sulla funzione del mito nei dialoghi di Platone; Mauro Tulli, Ione fra la pittura, la scultura e la musica: un catalogo di Platone; Marisa Tortorelli Ghidini, Rivivere cigno (Plat. Resp. 10, 620a-b); Romano Romani, Su Aristotele, Metaph. [L] 1069a 18-1069b 15: materia e luce. Teatro tragico e comico: Bernhard Zimmermann, Riflessioni sull'origine del dramma; Riccardo Palmisciano, Una testimonianza sul Satyrikon in un aryballos di Nearco (570-550 a.C.); Paola Volpe Cacciatore, Il timore di Atossa: Aesch. Pers. 162; Vittorio Citti, Danao e le sue figlie (Aesch. Suppl. 176-220); Monica Centanni, [Démou kratoùsa cheír]: Aesch. Suppl. 604; Maria Grazia Fileni, La parola sulla scena del dramma attico: il Prometeo; Valeria Andò, Il mostro argivo (Aesch. Ag. 824); Giulio Guidorizzi, Antigone e l'abolizione del tempo; Roberto Nicolai, Edipo archeologo. Le profezie sul passato e le origini della ricerca storica; Renzo Tosi, Soph. fr. 155 R.[2]: un caso di intertestualità proverbiale; Daša Barto?ková, Comic Effects of Hybris in Euripides' Tragedies Alkestis, Ion, and Helen; Simonetta Grandolini, Poesia [térpsis] e poesia [fármakon] in Euripide; Giuseppe Zanetto, Un pulcinella filosofo: l'Eracle dell'Alcesti; Maria Pia Pattoni, Tracce eschilee nelle Supplici di Euripide, tra riprese e distanziazioni; Ester Cerbo, Il canto della Sfinge tra mito e scena nelle Fenicie di Euripide; Giuseppe Mastromarco, Euripide e il mito di Bellerofonte; Donato Loscalzo, "All'alba vincerò": prove di regia nelle Ecclesiazuse di Aristofane; Michele Napolitano, Note a Eup. fr. 175 K.-A. (Kolakes); Antonietta Gostoli, L'emergere della figura del [tragodós] nel teatro attico di fine V sec. a.C. (Aristofane ed Euripide); Emanuele Greco, Sui teatri di Efestia nell'isola di Lemno. Prosa dall'età classica all'età romana: Marco Dorati, La rappresentazione del pensiero dei personaggi nella Ciropedia e nelle Elleniche di Senofonte; Maddalena Vallozza, Aneddoto e biografia: la voce di Demostene; Mario Mazza, "L'atto di nascita dell'Ellenismo"? Qualche considerazione sulla c.d. "Lettera di Aristotele ad Alessandro sulla politica verso le città"; Settimio Lanciotti, Sen. Epist. 102, 1-2; Luigi Leurini, Il De Iside et Osiride di Plutarco nel codice Ambrosianus 448, H 113 sup.; Lorenzo Miletti, Esiodo nello scrittoio di Elio Aristide; Jerzy Danielewicz, The Scholar at Play or the Advantages of a Prosimetric Logodeipnon; Ugo Criscuolo, Sinesio e i [thrulloúmena dógmata]. Poesia ellenistica e di età romana: Carles Miralles, Un epigramma di Mero; Massimo Giuseppetti, La profezia apollinea su Cos nell'Inno a Delo di Callimaco; Krystyna Bartol, Apollonius' Judgemental Narrative. The Case of the Argonautica 1, 917; Albio Cesare Cassio, Due atticismi in Teocrito (14, 6); Fabrizio Conca, Proverbi e sentenze nell'Antologia Palatina; Gabriella Ricciardelli, Una canzoncina da Dura-Europos. Linguistica: Emanuele Dettori, Un'ipotesi etimologica per [brotoloigós]; Adriano V. Rossi, Ancora su gr. [paragaúdes] e sui problemi dei 'graeco-iranica'. Metrica: Liana Lomiento, Colometria e sintassi nella lirica di Simonide (con osservazioni sull'uso del polisindeto e dell'enjambement); Andrea Tessier, Come termina il gliconeo?; Pietro Giannini, Un capitolo dimenticato della metrica di Eliodoro: la sillaba [koivé]. Storia delle religioni, antropologia, semiotica: Antonio Martina, Dalla Sfinge di Tebe alla Porta dei Leoni di Micene: testimonianze di un culto aniconico; Fritz Graf, Consilia: a Strange Roman Festival in Late Greek Disguise; Manuela Giordano, Perché ad Atene cessarono le vendette? Dal sistema della vendetta al sistema della pena; Luigi Gallo, Il "barbaro" a tavola: regimi nutritivi e alterità culturale; Giovanni Casadio, Differenza del desiderio e desiderio della differenza: eros e philia nella magia erotica greco-romana; Giovanni M. D'Erme, Segni. Fra antico e moderno: Amneris Roselli, Le età dell'uomo nella lettura allegorica dell'Eneide: da Fulgenzio a Dante; Vittorio Ferraro, "Li due occhi del cielo" (Dante, Purg. 20, 132). Genesi e storia di una metafora dotta; Luigi Munzi, Un proemio al mezzo in Walafrido Strabone; Emanuela Andreoni Fontecedro, I moderni e Virgilio: l'armonia di buio e luce. Echi sparsi dell'Eneide; Maria Cannatà Fera, Pindaro/Spintaro in Celio Calcagnini e Plutarco; Ezio Pellizer, Il paradosso di Cassandra; Sergio Audano, Eraclito e l'eterno ritorno: nota di lettura ai Mémoires d'Hadrien di Marguerite Yourcenar; Anna Beltrametti, Neottolemo o della coscienza. Il Filottete di Sofocle, la lettura di Giovanni Cerri, la riscrittura di Jannis Ritsos. Bibliografia di Giovanni Cerri.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 21,5 x 31,5. Legatura in brossura con copertina plastificata lucida in cartoncino Murillo Fabriano bianco con stampa a cinque colori

Brossura / Paperback: Euro 245.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-738-9
ISSN: 1128-7209
SKU: 2972

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46 - Los Fenicios en la Bahía de Cádiz. Nuevas investigaciones, Massimo Botto editor científico, 2014, pp. 288 con figure in bianco / nero n.t.

COLLEZIONE DI STUDI FENICI A cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di studi sul Mediterraneo antico
Cm. 21,5 x 31,5, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Gadira está situada en el confín de Europa y sus habitantes son gente exageradamente dedicada a la religión» (Philostr. VA V, 4). Con estas palabras el biógrafo de Lemnos, Filostrato, definía entre finales del s. II e inicios del III d.C. a la gente de Cádiz, considerando solamente uno de los aspectos vinculados a dicha comunidad, fruto del peso y de la importancia que sin duda tuvo el templo de Melqart / Herakles / Hércules en su tradición. Con la fundación de Gadir, ocurrida entre finales del s. IX e inicios del VIII a.C., fruto de la unión entre colonos fenicios y poblaciones locales, se desencadena en la bahía un proceso excepcional, ya que la colonia tiria estará destinada a convertirse en un breve período de tiempo en la ciudad más potente del extremo occidente y puente entre el Mediterráneo y Atlántico. Sobre la historia de las fases más antiguas de Gadir, los descubrimientos de los últimos años han proporcionado aportaciones incalculables: a las mismas es a las que se refiere este volumen, que pretende presentar a la comunidad científica internacional un cuadro orgánico de las recientes investigaciones llevadas a cabo en el archipiélago gaditano, así como también en el territorio continental. Las nuevas excavaciones refuerzan la idea de un modelo de implantación territorial polinuclear de la Bahía de Cádiz. Este modelo se correspondería al espacio delimitado por el hipotético triángulo cuyos vértices serían Erytheia-Teatro Cómico, Castillo de Doña Blanca y el Templo de Melqart: en el interior de tal realidad física se asiste a un proceso de organización de las áreas ocupadas que corresponde a criterios precisos provocados por la naturaleza del lugar y por la relación dialéctica entre los colonos y las comunidades locales. Este programa estratégico se inserta en un proceso mucho más amplio que tiene que ver con la expansión fenicia en Occidente entre los ss. IX y VIII a.C.

«Gadir si trova al confine dell'Europa ed i suoi abitanti sono persone esageratamente dedicate alla religione» (Philostr. VA V, 4). Con queste parole il biografo di Lemno, Filostrato, definiva tra la fine del II secolo e gli inizi del III d.C. la popolazione di Cadice, considerando solo uno degli aspetti caratteristici della comunità, frutto del peso e dell'importanza che senza dubbio aveva il tempio di Melqart / Herakles / Hercules nella sua tradizione. Con la fondazione di Gadir, avvenuta tra la fine del secolo IX e l'inizio del VIII a.C., frutto dell'unione tra coloni fenici e popolazioni locali, inizia nella baia un processo eccezionale che porterà la colonia di Tiro a diventare in un breve periodo di tempo la città più potente dell'estremo Occidente e un ponte tra il Mediterraneo e l'Atlantico. Sulla storia delle più antiche fasi di Gadir le scoperte degli ultimi anni hanno fornito inestimabili contributi: ad esse è dedicato questo volume, che vuole presentare alla comunità scientifica internazionale un quadro organico delle ricerche recenti condotte sia nell'arcipelago di Cadice, sia sulla terraferma. I nuovi scavi rafforzano l'idea di un modello di occupazione territoriale polinucleare del golfo di Cadice. Questo modello corrisponderebbe all'area designata dall'ipotetico triangolo i cui vertici sarebbero rappresentati da Erytheia-Teatro Comico, Castello di Doña Blanca e Tempio di Melqart: all'interno di questa realtà fisica si assiste ad un processo di organizzazione delle aree occupate corrispondente a criteri precisi determinati dalla natura del luogo e dal rapporto dialettico tra i coloni e le comunità locali. Questo programma strategico si inserisce in un processo molto più ampio, che ha a che fare con l'espansione fenicia in Occidente tra il IX e l'VIII secolo a.C.

Tables of contents: M. Botto, Preface: the Phoenicians in the Bay of Cádiz; J.-Ma. Gener Basallote, M.-Á. Navarro García, J.-M. Pajuelo Sáez, M. Torres Ortiz, E. López Rosendo, Architecture and Urbanism in Phoenician Gadir: the Site of the "Teatro Cómico" (Cádiz); M. Torres Ortiz, E. López Rosendo, J.-Ma. Gener Basallote, M.-Á. Navarro García, J.-M. Pajuelo Sáez, The Pottery of the Phoenician Contexts at the "Teatro Cómico" (Cádiz): a Preliminary Analysis; D. Ruiz Mata, C. J. Pérez, V. Gómez Fernández, A New Archaic Phoenician Context in Cádiz : the Site of "Calle Ancha, n. 29"; J.-Ma. Gener Basallote, G. Jurado Fresnadillo, J.-M. Pajuelo Sáez, M. Torres Ortiz, Making Ritual Spaces in Gadir: the Site of the Casa del Obispo (Cádiz). Part I; R. Maya Torcelly, G. Jurado Fresnadillo, J.-Ma. Gener Basallote, E. López Rosendo, M. Torres Ortiz, J.-Á. Zamora, New Data on the Possible Location of Gadir's Kronion: Evidence from the Archaic Phoenician Age; A. M. Sáez Romero, R. Belizón Aragón, Excavations at the Site of Calle Hércules, 12 in Cádiz. Preliminary Results and First Interpretations of the (possible) Phoenician Island Cemetery of Gadir; R. Belizón Aragón, M. Botto, I. Legupín Tubío, A Phoenician Funerary Context in the Southeasternmost of the Gadir Cemetery; P. Bueno Serrano, A Final Bronze Age - Early Iron Age Settlement on Cerro del Castillo, Chiclana (Cádiz). New Evidence for Interpreting Gadeira; J.-Á. Zamora, A. M. Sáez, The Oceanfront of Phoenician Cádiz: a New Epigraphic Find and Its Palaeogeographic Context; M. Botto, The Phoenicians in the Bay of Cádiz: Population Strategies and Land Use, Relationships with the Indigenous World, Trade (9th-late 7th/early 6th Centuries BC).

Formato in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone Murillo Fabriano blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 485.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-764-8
ISSN: 1591-8882
SKU: 2970

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Transformations and Crisis in the Mediterranean. “Identity” and Interculturality in the Levant and Phoenician West during the 12th-8th Centuries BCE, Proceedings of the International Conference held in Rome, CNR, May 8-9 2013, edited by Giuseppe Garbati and Tatiana Pedrazzi, Supplemento alla «Rivista di studi fenici», XLII (2014), 2015, pp. 292 con figure in bianco / nero n.t.

SUPPLEMENTI ALLA «RIVISTA DI STUDI FENICI» a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di studi sul Mediterraneo antico, Fondata da Sabatino Moscati
Cm. 20 x 28, bross


Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Questo libro presenta i risultati dell'Incontro di studi dedicato a 'Trasformazioni e crisi nel Mediterraneo dal Levante all'Occidente fenicio fra XII e VIII sec. a.C.', assumendo come 'filo rosso' le questioni dell'identità culturale e dell'interculturalità. I primi studiosi che impostarono le indagini archeologiche nel Vicino Oriente, e più in generale nel Mediterraneo, vollero scoprire e salvare monumenti e oggetti. Varie generazioni si sono poi impegnate a condurre scavi più regolari, ma anche a realizzare elenchi, tipologie, a elaborare una "grammatica" del mondo antico. Ma, come si sa, la "grammatica" non basta a una lingua se manca la "sintassi". L'Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico ha quindi voluto affrontare, in modo interdisciplinare e sulla base dei contesti (che sono il vero punto di partenza per lo studio delle società), l'analisi delle civiltà del Levante, con ricchezza e diversità di approcci: dalla linguistica all'archeologia, dalla filologia alla storia antica, dalla storia delle religioni alla storiografia; il tutto, con prospettive di indagine capaci di rileggere criticamente i risultati della tradizione. Si confrontano qui esperti del Mediterraneo orientale e di quello occidentale. La ricerca è concentrata sul periodo compreso tra il XII secolo, un momento di grandi trasformazioni, e l'VIII secolo, periodo in cui si avviano nuove prospettive nelle relazioni tra Oriente e Occidente; essa si inserisce quindi a pieno titolo nel dibattito storico sulle culture del Vicino Oriente, regione in cui, fra l'altro, è in gioco persino la sopravvivenza di un grande patrimonio storico e archeologico.

Table of Contents: Michel Gras, Presentazione; Alessandro Naso, Paola Santoro, Il progetto "Trasformazioni e crisi nel Mediterraneo (TECM)" nell'ambito delle linee programmatiche dell'ISMA - CNR; Giuseppe Garbati, Tatiana Pedrazzi, Transformations and Crisis, "Identity" and Interculturality: An Introduction. Identitarian Dynamics in the Period of Transition between Late Bronze Age and Iron Age I: Anna Lucia D'Agata, Identitarian Dynamics in the Period of Transition between Late Bronze Age and Iron Age I. Introduction; Silvia Alaura, Lost, Denied, (Re)Constructed: the Identity of the Hittites and Luwians in the Historiographical Debate of the Late 19th and Early 20th Centuries; Fabrizio Venturi, Ceramic Identities and Cultural Borders in the Northern Levant between the 13th and 11th Centuries BCE; Barbara Chiti, Destruction, Abandonment, Reoccupation. The Contribution of Urbanism and Architecture to Defining Socio-Cultural Entities in the Northern Levant between Late Bronze and Iron Ages; Tatiana Pedrazzi, Foreign versus Local Components: Interaction Dynamics in the Northern Coastal Levant at the Beginning of the Early Iron Age. Redefined and Renewed Identities between Iron Age I and II: Stefania Mazzoni, Redefined and Renewed Identities between Iron Age I and II. Introduction; Sebastiano Soldi, Identity and Assimilation at the Edge of the Empire: Aramaeans, Luwians and Assyrians through the Archaeological Record in the Northern Levant; Barbara Mura, Archaeological Record and Funerary Practices in Iron Age Phoenicia: A Comparative Overview of the Cemeteries of Al Bass, Achziv and Khaldé. Toward Cyprus and the Western Mediterranean: Shifting identities: Maria Giulia Amadasi Guzzo, Toward Cyprus and the Western Mediterranean: Shifting Identities. Introduction; Silvana Di Paolo, Cypriot Archaeology within the Discourse on the "Purity of Tradition"; Giuseppe Minunno, The Shardana between Historiography and Ideology; Anna Cannavò, The Phoenicians and Kition: Continuities and Breaks. Represented Identities: Phoenicians beyond Phoenicia: Sergio Ribichini, Identità rappresentate: i Fenici oltre la Fenicia. Introduzione; Giorgos Bourogiannis, Instances of Semitic Writing from Geometric and Archaic Greek Contexts: An Unintelligible Way to Literacy?; Andrea Ercolani, Phoinikes: storia di un etnonimo; Corinne Bonnet, Networks of Kinship in the Phoenician and Punic Foundations: A Graeco-Roman Vision of Identity. Phoinikes in Central-Western Mediterranean: Lorenza Ilia Manfredi, I Phoinikes nel Mediterraneo centro-occidentale. Introduzione; Giuseppe Garbati, Tyre, the Homeland: Carthage and Cadiz under the Gods' Eyes ; Antonella Mezzolani Andreose, In medio stat mulier. Identità e mediazione nelle colonie fenicie del Nord-Africa; Francesca Spatafora, Gabriella Sciortino, Identities under Construction: Sicily in the First Centuries of the First Millennium BCE. Between the Tyrrhenian sea and the "Far West": Sandro Filippo Bondì, Tra il Tirreno e l'estremo Occidente. Introduzione; Alessandro Mandolesi, Trasformazioni del paesaggio e luoghi identitari nell'Etruria costiera fra II e I millennio a.C.; Paolo Bernardini, Identity and Osmosis. The Phoenicians and the Indigenous Communities of Sardinia between the 9th and 8th Centuries BCE; Massimo Botto, Intercultural Events in Western Andalusia: The Case of Huelva. Back to East. A View from the "outside"; Marco Bonechi, Momenti di entropia in area levantino-mediterranea. Conference Programme.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori.

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ISBN: 978-88-6227-750-1
ISSN: 0390-3877
SKU: 2968

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Materiali e contesti nell'età del Ferro sarda, Atti della giornata di studi, Museo civico di San Vero Milis (Oristano), 25 maggio 2012, a cura di Peter Van Dommelen e Andrea Roppa, 2014, pp. 292 con figure in bianco/nero n.t. (XLI/1-2, 2013)

RIVISTA DI STUDI FENICI · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il volume nasce dalla giornata di studi dedicata a Materiali e contesti nell'età del Ferro sarda, incentrata sullo studio di un periodo in cui si registrano nell'isola una serie di processi di trasformazione di comunità locali e d'oltremare. Da un lato, l'attenzione degli studiosi era stata finora rivolta alla definizione dei contesti generali entro i quali collocare i cruciali cambiamenti intercorsi nella società indigena e il progressivo consolidamento degli insediamenti fenici sulle coste. Dall'altro lato, una spiccata specializzazione e separazione fra approcci preistorici e classici ha distinto lo studio dei materiali, inquadrati su basi tipo-cronologiche in elaborati repertori formali, ma distinti fra preistoria e 'ambiente coloniale'. Questa formazione di binari di ricerca paralleli e separati non solo ha determinato una scollatura fra contesti e materiali, ma ha anche consolidato la separazione fra ricerche di ambito nuragico e fenicio, cioè indigeno e coloniale. La conseguente carenza di attenzione al livello intermedio di analisi ha costituito il punto di partenza per questa giornata di studio e per queste relazioni, che sono riunite dall'esame dei materiali su base specificamente contestuale. Partendo da queste premesse, l'obiettivo della ricerca è stato quindi di rimarginare la scollatura esistente fra materiali e contesti, e stimolare l'adozione di un approccio integrato all'indagine degli esiti materiali delle interazioni, dei contesti e delle pratiche sociali ad essi sottese, nella loro evoluzione nel corso dell'età del Ferro, così come percepibili su base archeologica. Il risultato sono le ventiquattro relazioni che compongono questo volume e che offrono un panorama ampio e dettagliato della realtà archeologica della Sardegna nell'età del Ferro.

Sommario: Andrea Roppa, Peter van Dommelen, Materiali e contesti nell'età del Ferro sarda: una breve premessa; Alfonso Stiglitz, Dal torciere al workshop. L'età del Ferro a San Vero Milis ; Alessandro Usai, Spunti di riflessione sull'età del Ferro della Sardegna; Carlo Tronchetti, Problematiche dell'età del Ferro; Nicola Ialongo, L'inizio dell'età del Ferro in Sardegna. Verso la definizione di una cronologia comparata; Paolo Bernardini, La rete fenicia: riflessioni sulle origini della presenza fenicia in Sardegna; Raimondo Zucca, I Sardi della prima età del Ferro e i codici scrittori mediterranei; Stefano Santocchini Gerg, "Mercato sardo" e "mercato fenicio": materiali etruschi e interazioni culturali nella Sardegna arcaica; Emanuele Madrigali, Tempi e modi della presenza e stanzialità fenicia in Sardegna: una rilettura attraverso la documentazione archeologica; Massimo Botto, Fabio Dessena, Stefano Finocchi, Indigeni e Fenici nel Sulcis: le forme dell'incontro, i processi di integrazione; Michele Guirguis, Dinamiche sociali e cultura materiale a Sulky e a Monte Sirai; Carla Perra, Nuovi elementi per la definizione del sistema insediativo sulcitano dalla fortezza del Nuraghe Sirai; Valentina Ligas, Manufatti litici dall'officina artigianale della fortezza del Nuraghe Sirai. Studio tipologico e contestuale; Maria Giuseppina Gradoli, Le ceramiche di fine VII - prima metà VI secolo a.C. della fortezza del Nuraghe Sirai di Carbonia. Caratterizzazione petrografica e studio di provenienza delle materie prime; Antonella Unali, Sulky arcaica: il vano II G; Gabriele Carenti, Sulky: lo sfruttamento delle risorse marine durante l'età del Ferro; Jacopo Bonetto, L'insediamento fenicio di Nora e le comunità nuragiche circostanti: contatti e distanze; Anna Ardu, Giandaniele Castangia, Paola Falchi, Marco Mulargia, Barbara Panico, Al riparo dai venti: identità indigene e interazione culturale nell'area del Capo Mannu nel I millennio a.C.; Andrea Roppa, Manifattura ceramica, interazioni e condivisioni artigianali nell'età del Ferro sarda: i materiali da S'Urachi-Su Padrigheddu (San Vero Milis); Elisa Pompianu, Fenici e indigeni nel basso Oristanese; Jeremy Hayne, Considerazioni sul ruolo dei santuari della Sardegna settentrionale nell'età del Ferro; Beatrice De Rosa, Anfore "Sant'Imbenia" dal sito nuragico di Sant'Imbenia (Alghero, Sardegna): studi archeometrici; Gianfranca Salis, L'età del Ferro tra continuità e trasformazione: un contributo dal villaggio di Gennaccili (Lanusei, prov. Ogliastra); Salvatore Merella, Indizi sull'esistenza di un luogo sacro nella valle del Rio Mannu di Porto Torres: S'Iscia 'e su Puttu-Usini (SS); Marco Milanese, Alessandra Deiana, Maria Chiara Deriu, Antonella Fois, Tracce insediative della prima età del Ferro nel sito pluristratificato di Biddanoa (Siligo, SS); Peter van Dommelen, Andrea Roppa, Conclusioni: per una definizione dell'età del Ferro sarda.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato 20 x 28. Copertina in cartone Murillo Fabriano avorio con stampa a cinque colori. Sovraccoperta in cartoncino Chagall Cordenons camoscio con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 295.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-754-9
ISSN: 0390-3877
SKU: 2966

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11 - Hermae. Scholars and Scholarship in Papyrology. IV, edited by Mario Capasso, 2015, pp. 100 con figure in bianco / nero n.t.

BIBLIOTECA DEGLI «STUDI DI EGITTOLOGIA E DI PAPIROLOGIA» Diretta da Mario Capasso

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Il presente volume aggiunge i profili di dieci studiosi di papirologia alla serie di sessantacinque ritratti già presentati nei tre volumi precedenti (editi rispettivamente nel 2007, nel 2010 e nel 2013). Essi, come i precedenti, sono delineati da altrettanti autori e sono basati sia su documenti d'archivio, sia sull'opera dello studioso in esame, sia su ricordi personali. Prosegue quindi, con questo quarto lavoro, l'approfondimento critico del valore scientifico, dello sviluppo e del consolidamento dello studio della papirologia attraverso l'opera di studiosi che, dagli ultimi decenni dell'Ottocento ad oggi, hanno contribuito all'affermazione di questa disciplina. Storia di uomini e delle loro ricerche, e anche storia delle istituzioni e delle collezioni che essi contribuirono a fondare, arricchire, valorizzare e, talora, storia dei loro più oscuri collaboratori che ne coadiuvarono l'attività. Un'appendice finale contiene l'elenco aggiornato di tutti i ritratti presentati nei quattro volumi.

Sommario: Albrecht Gerber, Gustav Adolf Deissmann (1866-1937); Natascia Pellé, Josiah Gilbart Smyly (1867-1948); Margherita Marvulli, Annibale Evaristo Breccia (1876-1967); Nathan Carlig, Seymour De Ricci (1881-1942); Giovanni Antonio Benedetto, David Cohen (1882-1967) e Maurits Engers (1883-1941); Enzo Puglia, Raffaele Cantarella (1898-1977); Marie-Hélène Marganne, Paul Mertens (1925-2011), Giovanna Menci, Manfredo Manfredi (1925-2011); Giulio Iovine, Mariangela Vandoni (1929-1979); Serena Ammirati, Marco Fressura, Paolo Radiciotti (1961-2012). Appendix: List of the Scholars portrayed in Hermae.

Composto in carattere Dante Monotype
Formato cm 21,5 x 29,7. Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro. Legatura in tela. Sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano castagna con stampa a due colori.

Brossura / Paperback: Euro 95.00     Acquista / Buy

Rilegato / Hardback: Euro 145.00
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ISBN: 978-88-6227-752-5
ISBN Rilegato: 978-88-6227-757-0
ISSN: 1828-874X
SKU: 2964

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19 - Massimiliano Canuti, La pluralizzazione verbale. Evoluzione e tendenza all'interno di un'analisi tipologica: il caso toscano, 2015, pp. 140

STUDIA ERUDITA
Cm 17,5 x 25, bross.


Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa · Roma

Il volume presenta un lavoro fondamentalmente di morfologia, trattandosi di strutture verbali relative, solitamente, all'interno di parola. Ambito principale della trattazione è la pluralizzazione verbale nello sviluppo romanzo rappresentato da alcuni dialetti del toscano. L'Autore vuole dimostrare che queste varietà tendono a spostarsi verso una maggiore analisi lungo la linea continua che unisce, nella tipologia morfologica, la fusività all'agglutinazione; tenendo soprattutto presente che questo fenomeno, in un contesto diacronico, si inserisce in un movimento a spirale in relazione all'indice di fusività, ovvero in un'alternanza di maggiore e minore analiticità lungo il passare dei secoli. Dopo una breve introduzione sulla storia dell'analisi tipologica, i suoi fini e soprattutto sullo sviluppo del ramo morfologico, vengono esemplificati, tramite la scelta di dati da otto lingue, diversi modi di significare la pluralizzazione, cercando di isolare gli elementi utili all'indagine. In seguito, dopo la trattazione comparata delle desinenze verbali dell'italiano e del toscano, per comprendere il meccanismo della pluralizzazione (nucleo da cui si dipartono le altre ricerche qui svolte), nella terza parte si propone l'analisi diacronica del percorso storico che ha portato dal protoindoeuropeo (con tutta la prudenza del caso nei confronti delle forme ricostruite), passando per il latino, alle odierne forme del toscano.

Sommario: Introduzione. Capitolo 1. Elementi ed analisi tipologici: 1. 1. Generalità; 1. 2. L'analisi: quale metodo e perché; 1. 3. Che cosa è inteso qui per verbo; 1. 4. Presentazione delle lingue scelte per l'analisi tipologica; 1. 5. Il cuna; 1. 6. Cenni sull'ambito cinese; 1. 7. Il cinanteco; 1. 8. L'aymara; 1. 9. Il mam; 1. 10. Il quechua huallaga (huánuco); 1. 11. Cenni sulle lingue eschimesi; 1. 12. L'ungherese; 1. 13. Conclusioni. Capitolo 2. L'italiano standard e alcuni dialetti toscani: 2. 1. Un primo approccio; 2. 2. L'italiano standard ; 2. 3. Alcuni dialetti toscani; 2. 4. Modello sperimentale di analisi comparata tra desinenze verbali toscane ed italiane; 2. 5. Ultime osservazioni; 2. 6. Confronto con la pluralizzazione nominale italiana …; 2. 7. … e dei dialetti del toscano; 2. 8. Conclusione. Capitolo 3. Lo sviluppo diacronico: 3. 1. I lineamenti della ricerca; 3. 2. L'indoeuropeo; 3. 3. Il latino; 3. 4. Il volgare; 3. 5. La logica dell'evoluzione; 3. 6. Sintesi conclusiva. Riferimenti bibliografici. Indice dei nomi e delle cose notevoli.

Composto in carattere Dante Monotype.
Legatura in brossura con copertina in cartone pesante Murillo Fabriano blu Navy con impressioni in oro e sovraccoperta in cartoncino Vergatona Magnani avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Brossura / Paperback: Euro 42.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-8147-445-5
ISSN: 1828-8642
SKU: 2962

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Beppe Fenoglio cinquant'anni dopo, a cura di Alberto Casadei, 2014, pp. 224 (XLIII/2, 2014)

ITALIANISTICA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

I contributi raccolti in questo fascicolo sono nati, per la maggior parte, nell'ambito di un Seminario sulle opere di Beppe Fenoglio, tenuto presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 2013; ad essi si aggiungono alcune ricerche svolte da Gabriele Allegro e da Enrico Bosca, che ben si integrano con i testi qui riuniti. In apertura sono poi collocati due lavori che propongono documenti inediti o poco sondati. Tutti gli articoli mirano ad approfondire questioni specifiche ed evitano, nei limiti del possibile, la ripetizione di molti dati acquisiti: frequente è perciò il rinvio ai saggi canonici della critica fenogliana come base di partenza, rispetto alla quale si cerca di sottolineare solo aspetti effettivamente innovativi. Vengono avanzate nuove interpretazioni di alcuni fra i maggiori testi di Fenoglio, peraltro partendo dagli incunaboli del 1946-1947 e arrivando sino agli abbozzi del 1962. In generale, l'aspirazione di questo fascicolo è quella di contribuire a rileggere l'intera opera di Fenoglio non solo nei suoi snodi, in parte ancora da vagliare esattamente, ma anche nella prospettiva attuale che induce a riconsiderare la narrazione come fatto biologico-cognitivo prima ancora che di tecnica e di dispositio. L'individuazione di alcuni nuclei ricorrenti e profondi non è una novità, ma occorre valutarne meglio le implicazioni per le modalità di racconto adottate, spesso all'insegna di una profusione che deve trovare il suo quid, magari in un'iperbole decisiva; è una condizione interiore che si reifica nell'esterno, in una compenetrazione fortissima dell'io corporeo con le vicende storiche e materiali da lui vissute. 'Versione di un'esperienza incarnata' è forse il modo più preciso per definire la scrittura fenogliana, che anche per questo va contro le vacue posizioni antirealistiche attuali.

Sommario: Beppe Fenoglio cinquant'anni dopo, a cura di Alberto Casadei. Premessa. Nota ai testi. Luca Bufano, Fenoglio e «Il Caffè». Lettere a Giambattista Vicari; Veronica Pesce, Fra le letture di Beppe Fenoglio; Selene Maria Vatteroni, «Ma l'amore si fa ripensare». Indagini testuali, proposte di datazione e percorsi tematici tra La voce nella tempesta e Una questione privata; Carlo Zanantoni, Nuclei e satelliti narrativi nella Malora di Beppe Fenoglio; Federico Rossi, Dal Paese ai Racconti del parentado: riscrittura ed evoluzione stilistica nei racconti langaroli di Beppe Fenoglio; Gabriele Allegro, Un romanzo sulla caduta dell'Italia: lettura di Primavera di bellezza di Beppe Fenoglio; Lorenzo Marchese, Tragico e tragedia in Una questione privata; Andrea Lazzarini, Qualche appunto sui Penultimi di Beppe Fenoglio; Anna Borgarello, Hemingway e Fenoglio, oltre il dopoguerra; Ida Duretto, La paga del sabato tra Hemingway e Steinbeck: un finale atipico; Nicole Siri, Fenoglio e Faulkner: alcuni riscontri intertestuali; Massimo Colella, «Vivendo e in parte vivendo». Fenoglio traduttore di Eliot; Dea Merlini, Le traduzioni di Beppe Fenoglio dall'Antologia di Spoon River: una palestra di stile; Alberto Casadei, Gli ultimi progetti di Fenoglio: il partigiano Nick fra narrativa e teatro; Beatrice Montorfano, Gli ultimi esperimenti teatrali di Beppe Fenoglio; Enrico Bosca, Fenoglio scrittore per il cinema: la sceneggiatura incompiuta; Chiara Benetollo, Fenoglio nei «Gettoni» einaudiani: vicende del dialogo tra Vittorini e Calvino; Enrico Fantini, Note su due biografie fenogliane.

Composto in carattere Dante Monotype.
Formato cm 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartoncino Murillo Fabriano blu con impressioni in oro. Sovraccoperta in cartoncino Ingres Fabriano giallo con stampa ad un colore.

Brossura / Paperback: Euro 240.00     Acquista / Buy


ISBN: 978-88-6227-734-1
ISSN: 0391-3368
SKU: 2960

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