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FAVOLA & FIABA
Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

La rivista «Favola & fiaba» accoglie contributi di carattere letterario (in italiano, inglese, francese e tedesco) sulla tradizione classica e moderna europea di due generi molto diversi per storia e geografia, origine e sviluppo, ma spesso convergenti, ibridati, adattati, anche in modo trans-mediale. La favola merita particolare attenzione per il carattere letterario, già evidente nella fortuna di Esopo presso Fedro, Babrio, Aviano e gli Ysopet medievali. In questa evenienza la favola può intrecciarsi anche con l’apologo e il bestiario (seguendo le suggestioni di Gino Ruozzi, Favole, apologhi e bestiari, Milano, BUR, 2007); mentre la fiaba della tradizione di Perrault può comprendere il fantasy (fino al successo di Harry Potter); inoltre, per entrambi i generi valgono tutti i casi di ‘romanzizzazione’, nel senso suggerito da Michail Bachtin (Estetica e romanzo, tr. it. Torino, Einaudi, 1979).

Nella convinzione che la letteratura sia il patrimonio culturale e civile con cui condividere ogni approfondimento trans-disciplinare, la rivista è aperta inoltre a contributi che riflettano su autori e autrici che abbiano scritto, tradotto o riscritto favole e/o fiabe (da Fedro a La Fontaine, da Perrault ai fratelli Grimm ai contemporanei); che analizzino i testi dal punto di vista critico e filologico (ad esempio per quanto riguarda Rodari); che studino i lettori e le lettrici di una produzione che ha una presenza significativa nei percorsi di educazione e formazione. E, a questo proposito, la rivista ospita anche eventuali proposte di carattere pedagogico che, però, scelgano sempre i testi letterari come punto di riferimento. La rivista attende, in aggiunta, interventi di storia della critica letteraria, che illustrino la fortuna o l’interpretazione di autori e generi nei secoli (basti pensare al caso di Andersen).

Le ragioni scientifiche che motivano la nascita della rivista «Favola & fiaba» sono, da un lato, la necessità di recuperare all’ambito letterario una gloriosa tradizione narrativa, colta e popolare, che il Novecento ha analizzato in prevalenza per aspetti linguistici, etnografici e folclorici (per la fiaba riferimenti illustri sono Vladimir Propp, Antti Amatus Aarne e Stith Thompson); dall’altro, il superamento delle riserve di Benedetto Croce sulla letteratura per l’infanzia (in Letteratura della Nuova Italia, 2, Bari, Laterza, 1913) e la ricerca conseguente di un nuovo canone che accolga anche scrittori per giovani e giovanissimi (dopo che a Gianni Rodari è stato finalmente dedicato un Meridiano Mondadori nel 2020, a cura di Daniela Marcheschi). C’è infine la volontà di approfondire gli aspetti legati all’editoria di prodotti che interessano lettori e lettrici anche adulti (come ricorda Michele Rak a proposito della fiaba secentesca e come suggeriscono le favole di Sergio Tofano, Carlo Emilio Gadda, Giovannino Guareschi e Leonardo Sciascia); che intrecciano testo e immagini (recenti oggetti di indagine per Marcella Terrusi); e che sono oggetto costante di riscrittura, da Fedro fino a scrittori e illustratori del nuovo millennio, tra cui Igort, Lorenzo Mattotti e Fabian Negrin.
* The journal «Favola & fiaba» welcomes literary contributions (in Italian, English, French and German language) on European classical and modern tradition of two genres, different for historical and geographical reasons, origins and development but often converging, hybrid, matching in transmedia ways too. Fable deserves peculiar attention for its literary nature that was already clear in the fortune of Aesop within Phaedrus, Babrius, Avianus and medieval Ysopet. In this case, fable can also interweave with the apologue and the bestiary (following the influences of Gino Ruozzi, Favole, apologhi e bestiari, Milano, BUR, 2007); while fairy taleof Perrault’s tradition can include fantasy (until the successful Harry Potter) and novel in the way suggested by Michail Bachtin.

Believing that literature is the civil and cultural heritage to start from in order to make any transdisciplinary study, the journal is also open to contributions which reflect on male and female authors who wrote, translated or rewrote fables and/or fairy tales (from Phaedrus to La Fontaine, from Perrault to Grimm brothers and the contemporary ones); authors who also analyze texts from the philological point of view (as for Rodari, for example); authors who study male and female readers of a production having a significant presence in the path of education and formation. In this regard, «Favola & fiaba» welcomes any pedagogical proposals that always choose literary texts as reference point. In addition, the journal is waiting for contributions of history of literary critic that explain the fortune or the interpretation of authors and genres over the centuries (just think about the Andersen case).

The scientific reasons which justify the birth of the journal «Favola & fiaba» are, from one side, the need of giving a glorious educated and popular tradition to literary field, that the XX century analyzed for linguistic, ethnographic and folkloristic aspects (for the fairy tale the greatest references are Vladimir Propp, Antti Amatus Aarne and Stith Thompson); from the other side, the overcoming of Benedetto Croce’s reserves on children’s literature (in Letteratura della Nuova Italia, 2, Bari, Laterza, 1913) and the resulting research for a new standard that also embraces writers for children and young readers (after dedicating a Meridiano Mondadori to Gianni Rodari in 2020, ed. by Daniela Marcheschi). Finally, there is a deep will to analyze the aspects related to the publishing industry of products loved by male and female adult readers too (as Michele Rak reminds with regard to the XVIII century fairy tale and as Sergio Tofano, Carlo Emilio Gadda, Giovannino Guareschi and Leonardo Sciascia’s fairy tales suggest); products that interweave text and images (already studied by per Marcella Terrusi); and products which are rewritten, from Phaedrus until writers and illustrators of the new millennium, including Igort, Lorenzo Mattotti and Fabian Negrin.
* Direttrice / Editor-in-chief:
Lucia Rodler (Università di Trento, Italia)

Condirettori / Associate Editors:
Antonio Lanza (Università dell’Aquila, Italia), Renzo Rabboni (Università di Udine, Italia)

Comitato scientifico / Editorial Board:
Luisa Marinho Antunes Paolinelli (Universidade de Madeira, Funchal, Portugal), Cristina Bacchilega (University of Hawaiʻi at Mānoa, Honolulu, USA), Massimo Bonafin (Università di Genova, Italia), Nicola Bonazzi (Università di Bologna, Italia), Mirela Boncea (University of Timisoara, România), Ambra Carta (Università di Palermo, Italia), Massimo Ciavolella (University of California, Los Angeles, USA), Carlo Donà (Università di Messina, Italia), Angela Fabris (Universität Klagenfurt, Österreich), Sabrina Fava (Università Cattolica di Milano, Italia), Simone Giusti (Università di Siena, Italia), Pierre Glaudes (Sorbonne Université Paris, France), Giorgio Ieranò (Università di Trento, Italia), Cornelia Klettke (Universität Potsdam, Deutschland), Armando Maggi (University of Chicago, USA), Daniela Marcheschi (CLEPUL - Universidade de Lisboa, Portugal), Nicola Pasqualicchio (Università di Verona, Italia), Tiziana Piras (Università di Trieste, Italia), Nicoletta Pireddu (Georgetown University, Washington, DC, USA), Luisa Rubini (Universität Zürich, Schweiz), Gino Ruozzi (Università di Bologna, Italia), Massimo Scalabrini (Indiana University Bloomington, USA), Massimo Scotti (Università di Verona, Italia), Marco Sonzogni (Victoria University of Wellington, New Zealand), Franca Strologo (Universität Zürich, Schweiz), Gigliola Sulis (University of Leeds, UK), Marcella Terrusi (Università di Bologna, Italia), Paola Vecchi (Università di Bologna, Italia), Matteo Venier (Università di Udine, Italia), Eva Vigh (University of Szeged, Hungary)

Comitato di redazione / Editorial Staff:
Edoardo Camassa (Università di Siena, Italia), Andrea Maurutto (Università di Udine, Italia)
* Sono pubblicati articoli sottoposti a procedura di "revisione tra pari" mediante procedimento cosiddetto "a doppio cieco" (double blind peer review). I revisori sono assolutamente indipendenti dagli autori e non affiliati alle medesime istituzioni.

Double blind peer reviewed articles are published. The reviewers are absolutely independent of the authors and not affiliated with the same institution.

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