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TIPOFILOLOGIA
Rivista internazionale di studi filologici
e linguistici sui testi a stampa

Fabrizio Serra editore, Pisa - Roma

Rivista annuale
Diretta da Antonio Sorella

Comitato scientifico / Editorial Board: Patrizia Botta ( “Sapienza” Università di Roma); Marco Dorigatti (University of Oxford); Conor Fahy (University College London); Neil Harris (Università di Udine); José Manuel Lucía Megías (Universidad Complutense de Madrid); Antonio Ricci (York University of Toronto); Brian Richardson (University of Leeds); Antonio Sorella (Università “G. d'Annunzio” di Chieti, Pescara); Dominique Varry (ENSSIB - Ec. nat. super. des Sc. de l'Information et des Bibliotèque - de Lyon); Michelangelo Zaccarello (Università di Verona)

Redazione / Editorial Staff: Annalisa Civitareale, Claudio Di Felice, Aviva Garribba, Maura Mancinelli, Pierluigi Ortolano, Federico Pelle, Sabrina Romasco, Monica Spacca, Elisabetta Vaccaro

«Tipofilologia» is an International Peer-Reviewed Journal.
The eContent is Archived with Clockss and Portico.
Classificazione ANVUR: A.

Online

Copia saggio Online / Online Sample Copy

Lo studio dei testi a stampa offre oggi, grazie ai metodi di una filologia ormai autonoma rispetto a quella dei manoscritti, strumenti specifici atti a indagare fisionomia, caratteristiche, modalità di trasmissione, di tradizione e di ricezione dei testi tra umanesimo ed età moderna sullo sfondo europeo. «Tipofilologia» si rivolge infatti a un settore scientifico che negli anni recenti ha registrato ingressi e risultati di notevole rilievo, ma che attende ulteriori importanti verifiche metodologiche e settoriali. La ricerca tipofilologica si sviluppa soprattutto sul versante dell'ecdotica e critica del testo, valutando l'autorità testuale del testimone a stampa ed esaminandone le peculiarità (genesi redazionale; varianti della tradizione a stampa; rapporti con eventuali testimoni manoscritti; fortuna della 'vulgata' dell'edizione a stampa di riferimento), e sul versante complementare della filologia e bibliografia materiale o testuale, ovvero della classificazione e interpretazione della casistica dei fenomeni di varianti introdotte negli esemplari a stampa (errore materiale e involontario del tipografo, intervento dell'autore, intervento più o meno arbitrario di correttori e revisori). Nel processo della stampa, anche quando in tipografia giunge un manoscritto preparato o fatto preparare dallo stesso autore, intervengono molti passaggi che possono influire sul testo effettivamente edito. Il compositore può commettere errori, come e più di un normale copista, oltretutto perché deve riprodurre lettere e parole con caratteri capovolti e avere l'abilità di leggerli raddrizzandoli mentalmente senza l'ausilio di uno specchio. Durante la stampa, i battitori possono sollevare caratteri e poi riposizionarli in modo errato, in modo da modificare il testo in alcuni punti su una parte soltanto del numero complessivo dei fogli previsti per la moltiplicazione di una data forma di stampa. A loro volta, i correttori di tipografia o i revisori, che in genere si fanno portare le bozze a casa, possono avere la libertà di intervenire anche dopo l'inizio della moltiplicazione della forma, introducendo correzioni durante la stampa. In ogni caso, i fogli già stampati di una forma prima degli interventi correttorii o degli aggiustamenti di vario tipo non vengono eliminati, in genere, ma utilizzati al pari degli altri. Succede così che oggi possiamo trovare esemplari diversi, cioè portatori di 'varianti interne', in una medesima edizione antica. La bibliologia anglosassone del sec. xx si è particolarmente interessata allo studio di tali varianti, anche perché esse furono riscontrate dagli studiosi nei diversi esemplari superstiti della famosa edizione in folio dei drammi shakespeariani, unica testimonianza disponibile della volontà dell'autore, in mancanza di autografi o di una tradizione manoscritta parallela. La bibliografia testuale italiana ha avuto la sua nascita vera e propria alla fine degli anni '70, quando Conor Fahy cominciò a divulgare in Italia le principali acquisizioni della Textual Bibliography anglosassone e soprattutto ad applicarle a testi italiani, in particolare all'edizione definitiva dell'Orlando furioso (1532). La scoperta di varianti d'autore (e di un autore del calibro di Ariosto), ha aperto la strada a una maggiore considerazione della disciplina all'interno della filologia europea. La tipofilologia si delinea così oggi come una disciplina che utilizza la bibliografia testuale e la linguistica storica per una più complessa ricostruzione del testo e del ruolo esercitato dall'autore e dalla sua ultima volontà in rapporto agli altri fattori e figure professionali entrati in gioco prima, durante e dopo il processo della stampa.

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The study of printed literary works relies on philological methods which are today largely independent of those used for manuscript texts, employing specific instruments to investigate the individual problems of the tradition, transmission and reception of literary works in print in a European context. «Tipofilologia» addresses a field that has recently seen major improvements and acquisitions, but needs nonetheless important verifications on individual issues and methods. Once the printed text's authority and philological dignity have been established in the context of its circulation, cultural impact, and literary fortune among readers who may be more or less 'creative' (as commentators and imitators should be included), typophilological research focuses on philology and textual criticism, and aims at assessing the textual status of the printed testimony and establishing its peculiarities (authorial intervention, textual variants, relations with manuscript sources, fortune of the received text), while the techniques of textual and descriptive bibliography allow the classification and interpretation of variants witnessed by individual copies (casual interventions and errors made by printers, authorial interventions, contributions made by editors and revisors). Anglo-Saxon philology, developed in the United Kingdom, Canada, the USA, Australia and New Zealand, has produced editions of English Renaissance books based on modern philological methods, in particular the principles of textual bibliography. This new approach to philology, derived from traditional English bibliography, requires the collation of the largest number possible of copies of the edition(s) in question, in search of corrections introduced during the printing process, even by the author. The flourishing print culture of Italy, England, Spain and France in the Renaissance period could give European philology some interesting subjects of research. Linguistic texts of the Renaissance await modern scientific editions. Typophilology is the new approach of the modern editor of a text, where philology, historical linguistics and textual bibliography are connected to one another.

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Fascicoli / Issues

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Cm 17 x 24 / ISSN 1971-9086 / ISSN elettronico 2035-3065
Disponibile dal (available since) 2008
Ultimo fascicolo pubblicato (last published issue): vol. 6, 2013

Ufficio redazionale / Editorial Office: rita.gianfelice@libraweb.net
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